Editoriale: I programmi territoriali in Piemonte

    di Davide Barella e Fiorenzo Ferlaino (IRES Piemonte)

    I programmi territoriali integrati di carattere sovracomunale hanno avuto in Piemonte una fase di particolare rilevanza nei due decenni a cavallo del secolo. In quell’arco temporale, idealmente segnato da due grandi crisi economico finanziarie (rispettivamente quella del 1993 e del 2008), sono state promosse (e talora sovrapposte) numerose iniziative, alcune sollecitate dall’alto e altre attivate dal basso. Patti territoriali, programmi integrati d’area (PIA), piani integrati di sviluppo locale (PISL), piani di azione locale (Leader), programmi territoriali integrati (PTI) sono solo alcune delle denominazioni che hanno assunto in quegli anni tali iniziative. Alcune di quelle esperienze si sono esaurite in tempi relativamente brevi (PIA, PISL), altre hanno proceduto nel loro percorso, con fatica (PTI) o con maggior stabilità (Leader). 

    L’approccio LEADER, in pratica

    di Marco Adamo (IRES Piemonte)

    Nel variegato panorama delle politiche per lo sviluppo territoriale, l’approccio LEADER, acronimo per “Liason Entre Actions de Développement de l’Économie Rurale”, occupa un ruolo di primo piano in ragione della sua longevità e del volume di risorse ad esso destinate. LEADER può essere definito come un metodo di programmazione strategica per lo sviluppo locale di natura partecipativa (bottom up). È stato introdotto per la prima volta nel 1991 come Iniziativa Comunitaria finanziata dai Fondi strutturali europei. A partire dal suo quarto ciclo di implementazione (2007 – 2013) - anche grazie al rilancio delle teorie sullo sviluppo neo-endogeno[1] e del nuovo paradigma sullo sviluppo rurale caldeggiato dall’OCSE[2] - è stato integrato nei Programmi di Sviluppo Rurale (PSR), diventando così uno strumento utile al raggiungimento degli obiettivi generali dalla Politica Agricola Comunitaria, con particolare riferimento al progresso socio-economico dei territori rurali e allo sviluppo delle comunità locali.

    L’esperienza piemontese della Strategia Nazionale Aree Interne

    di Mario Gobello (Regione Piemonte)

    La Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI) rappresenta la combinazione di azioni per lo sviluppo locale e di rafforzamento dei servizi essenziali di cittadinanza, finalizzata al rilancio di quelle aree del paese significativamente distanti dai centri di offerta di servizi essenziali ed in declino demografico, ma ricche di importanti risorse ambientali e culturali.Tale Strategia è attuata sia attraverso risorse statali, in ambito sanità, trasporti e istruzione, sia attraverso risorse cofinanziate dalla programmazione 2014-2020 Piano Sviluppo e Coesione, POR FSE e FEASR per quanto riguarda gli interventi di sviluppo locale.

    Cosa ci insegna l’esperienza dei Programmi Territoriali Integrati 2007-14

    di Massimiliano Granceri Bradaschia (Collaboratore di IRES Piemonte, Ricercatore IUAV, Co-lecturer Politecnico di Torino)

    I Programmi Territoriali Integrati (PTI), insieme all’iniziativa del programma LEADER dell’UE, costituiscono per alcuni aspetti la versione più matura degli strumenti di programmazione territoriale di area sovracomunale promossi in Regione Piemonte negli ultimi decenni. Costruiti alla fine del periodo della programmazione comunitaria 2000-2006 attraverso due anni di intensa concertazione e diventati operativi grazie ai finanziamenti dei fondi FSC, ex FAS, nel periodo 2007-2013, i PTI hanno affrontato un percorso complesso e travagliato.

    Verso la transizione ecologica: l’aggiornamento del Piano territoriale regionale

    di Guido Baschenis, Paola Ester Gastaldi e Giovanni Paludi (Regione Piemonte)

    La revisione del Piano territoriale regionale – avviata alla fine del 2020 e formalizzata con DGR 23 aprile 2021, n. 1-3116, con la quale è stato approvato il documento preliminare “Programmare e pianificare il territorio per il rilancio del Piemonte” –  si sta configurando come un aggiornamento più che come un rifacimento.

    Gli Ambiti Integrati Territoriali (AIT) per le Politiche del Piemonte.

    di Giuseppe Dematteis (Professore emerito, già ordinario di Geografia urbana e regionale nel Politecnico di Torino)

    Gli Ambiti di integrazione territoriale (AIT) vennero suggeriti all’assessore Sergio Conti e ai funzionari dell’ufficio competente[1] dai consulenti del Dipartimento Territorio del Politecnico di Torino (coordinati da chi scrive) e individuati poi in fase di elaborazione (2005-’06) del Piano Territoriale Regionale (PTR) approvato nel 2011. Gli AIT erano pensati come i “mattoni“ del PTR, che considerava tre livelli sub-regionali: quello dei “quadranti” (Nord-Est, Sud-Ovest, Sud-Est e Metropolitano), quello delle Province e, all’interno di esse, quello di 33 sistemi territoriali locali, detti appunto AIT.

    Quanto è sostenibile il Piemonte?

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (IRES Piemonte), Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Unito)

    La sostenibilità può essere oggetto di due principali interpretazioni (entrambe necessarie), cui corrispondono metodiche diverse di analisi. L’una, forse più nota, posiziona la sostenibilità all’intersezione delle tre sfere dell’ambiente, della società e dell’economia; l’altra si pone in un’ottica di maggiore integrazione, tale per cui la sfera ambientale comprende al proprio interno la sfera sociale che a sua volta comprende la sfera economica. Le misure in questo secondo caso si basano prevalentemente su indicatori sintetici di quantificazione della quota di natura consumata e rigenerata. Indicatori quali quelli dell’impronta ecologica (Ecological Footprint) o dei flussi di materiali (Material Flow Analysis)

    La qualità dell’Ambiente in Piemonte

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo., Arpa Piemonte

    Gli eventi economici, sociali e ambientali degli ultimi anni pongono lo sviluppo sostenibile al centro delle aspirazioni della comunità globale. Per l’Italia e il Piemonte la definizione di una Strategia, nazionale e regionale, che confermi in un orizzonte di lungo periodo il percorso di riforma degli ultimi anni, è un’esigenza imprescindibile. Arpa Piemonte, insieme a Regione Piemonte, già da tempo sta portando avanti un percorso per definire la sostenibilità del territorio e per adottare iniziative idonee.

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