UNESCO e formazione: l’esperienza delle Cattedre UNESCO in Piemonte

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Chairholder della Cattedra UNESCO "New Paradigms and Instruments for the Management of Bio-Cultural Landscape", Siti, Politecnico di Torino) e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Chairholder della Cattedra UNESCO "Sustainable Development and Territory Management", Università di Torino)

    Introduzione

    Le nuove sfide in termini di sostenibilità e governance del territorio non possono prescindere dal coinvolgimento e dall'educazione della popolazione, da intendersi su più livelli: scuola, università, cittadinanza. Da qui la necessità di prevedere Programmi ed iniziative finalizzate alla divulgazione dei principi della sostenibilità, dell'integrazione tra risorse naturali e culturali, della collaborazione tra popoli. In questo contesto trova collocazione il progetto delle Cattedre UNESCO, nato per sviluppare rapporti di collaborazione e scambio tra le istituzioni educative di tutto il mondo, con l'obiettivo di fare dell'UNESCO un laboratorio di idee ed un catalizzatore per la cooperazione internazionale. Tale Programma è aperto ad Università ed altre istituzioni di alta educazione e ricerca di tutto il mondo, e ad oggi conta oltre 700 elementi.

    Il Programma delle Cattedre UNESCO

    Nel 1992, nel corso della 26ª Conferenza Generale, l'UNESCO fonda il Programma Internazionale per la Cooperazione Universitaria (IUC-International University Cooperation) con lo scopo di rafforzare l'interconnessione dei centri universitari e favorire lo sviluppo di legami forti e durevoli tra le istituzioni educative e scientifiche di tutto il mondo.

    Tale programma, in capo alla Divisione Istruzione Superiore dell'UNESCO, mira alla creazione di un laboratorio per lo scambio e la cooperazione internazionale finalizzato a valorizzare il "sapere" con un'attenzione particolare allo sviluppo della pace, dei diritti umani e della democrazia.

    La Cooperazione Universitaria si propone quindi di rispondere alle nuove sfide del mondo globalizzato attraverso l'utilizzo delle nuove tecnologie dell'informazione e delle conoscenze acquisite, lavorando negli ambiti dell'educazione, della scienza, della cultura, delle scienze umane, sociali e della comunicazione.

    Per dare concretezza a questi obiettivi, il Programma si adopera per favorire la nascita di centri di eccellenza - definite Cattedre UNESCO - da interpretarsi come un ponte tra il mondo della ricerca e formazione, la società civile, le comunità locali, la politica.

    Ad oggi le Cattedre UNESCO nel mondo sono 702, in oltre 110 paesi, andando a costituire un'importante risorsa per l'educazione e il coinvolgimento della popolazione.

    In Italia sono 26 le Cattedre con una presenza di due elementi nella città di Torino: UNESCO Chair of New Paradigms and Instruments for the Management of Bio-Cultural Landscape con sede presso SiTI – Istituto Superiore sui Sistemi Territoriali per l'Innovazione - e UNESCO Chair in Sustainable Development and Territory Management con sede presso l'Università di Torino.

     

    L'esperienza della Cattedra UNESCO istituita presso SiTI

    Le istanze legate al concetto di sviluppo sostenibile, rese più urgenti dal contesto di crisi che vede diminuire le risorse economiche destinate al territorio, rendono necessaria una profonda revisione del modello di sviluppo che fino ad ora ha caratterizzato le politiche di gestione nazionali e internazionali.

    Ecco allora che i paesaggi culturali, ossia quegli ambiti dove il congiunto operare dell'uomo e della natura ha plasmato aree di alto valore, possono diventare un serbatoio di potenzialità a partire dai quali innescare processi virtuosi di sviluppo territoriale, con ricadute positive ad ampio raggio che coinvolgono l'ambito economico, sociale, culturale e ambientale.

    L'UNESCO Chair dedicata ai "New Paradigms and Instruments for Bio-Cultural Landscape Management" si propone quindi di sviluppare la riflessione sulla complessità della materia e di definire metodi e strumenti innovativi a supporto delle politiche di gestione dei paesaggi culturali. Il programma quadriennale della UNESCO Chair di SiTI (2015 – 2018) è fondato su tre assi principali: la ricerca, la formazione e le esperienze di scambio tra università ed enti di ricerca.

    La ricerca rappresenta certamente l'elemento cardine del programma: essa è sviluppata nell'Istituto Superiore sui Sistemi Territoriali per l'Innovazione (SiTI), attraverso un gruppo di ricerca multidisciplinare, orientato alla sperimentazione di modelli di gestione integrata dei paesaggi bio-culturali.

    L'assunto di partenza è la convinzione che la chiave per la "sopravvivenza" dei paesaggi culturali sia comprendere quali strumenti progettuali e politici siano in grado di proteggere tale patrimonio dall'attuale omologazione ambientale, parte del più generale processo di globalizzazione che investe il nostro pianeta ormai da decenni.

    La tutela della diversità bio-culturale, però, non è intesa quale freno allo sviluppo, quanto piuttosto come un mezzo per rivitalizzare usi tradizionali del territorio e renderli attuali affinché siano in grado di fare fronte alle esigenze attuali e future delle comunità.

    La tutela della diversità bioculturale prende avvio dal mantenere in vita la cultura tradizionale, ma persegue obiettivi più ambiziosi quali l'operare in maniera partecipata, considerando l'eredità culturale, socioeconomica ed ecologica che si lascia alle future generazioni.

    Il graduale mutamento d'indirizzo dell'UNESCO nei confronti del patrimonio culturale, dimostrato dall'andamento degli inserimenti nella World Heritage List (WHL), che abbandona l'idea di tutela del singolo bene monumentale e si avvicina progressivamente ad un concetto più complesso di patrimonio - costituito dal bene singolo e dalle sue relazioni con il contesto, registra un passo decisivo con l'introduzione del tema del paesaggio culturale.

    Il ruolo della ricerca è dunque quello di orientare lo sviluppo verso nuovi modelli, e per far ciò occorrono approcci multidisciplinari che sappiano cogliere l'opportunità di condividere idee e progettualità attraverso diversi campi scientifici, mettendo a fuoco progetti e casi studio.

    Per questa ragione, la Chair è composta da ricercatori con formazione e specializzazione differenti, e opera attraverso un approccio integrato e multidisciplinare che tiene conto complessivamente degli aspetti sociali, economici, culturali e ambientali del territorio.

    Il gruppo di ricerca opera sviluppando parallelamente modelli teorici e applicazioni pratiche, individuando casi pilota sui quali sperimentare i paradigmi individuati.

    La sostenibilità, come già ricordato, costituisce il presupposto intorno al quale si orientano i paradigmi gestionali sperimentati: si tratta di una elemento imprescindibile nel contesto attuale, che deve superare la logica del progetto di sostenibilità e puntare a produrre consapevolezza nelle comunità che vivono quotidianamente il paesaggio e che possono quindi essere chiamate "comunità sostenibili".

    Il secondo asse strategico del programma UNESCO Chair è costituito dalla formazione post-laurea, che si svolge presso la Scuola di Specializzazione in Beni Architettonici e del Paesaggio del Politecnico di Torino, all'interno di un corso biennale volto a formare figure di alto profilo professionale impegnate nel campo della tutela, del restauro, della gestione e della valorizzazione del patrimonio architettonico e paesaggistico. Il ruolo del Politecnico è fondamentale nel percorso della Cattedra, e si esplicita attraverso formazione di terzo livello.

    Infine, ulteriore elemento chiave del programma è il rafforzamento di una rete di contatti con enti e università che sviluppano ricerca su temi legati al paesaggio bio-culturale, con i quali si potranno scambiare esperienze sui modelli di gestione, sulle metodologie di indagine e sui risultati della ricerca.

    Il riconoscimento che nel 2015 ha portato SiTI ad ottenere il titolo di UNESCO Chair, si connota come una tappa importante di un percorso iniziato ormai più di 10 anni fa, che ha portato l'Istituto a maturare una sempre maggiore esperienza sui temi legati alla valorizzazione e alla gestione dei beni culturali complessi, con particolare riferimento a quelli iscritti nelle liste e nei programmi dell'UNESCO.

    A partire dai primi contatti instaurati con il Parco Nazionale delle Cinque Terre nel 2005, il gruppo di lavoro - costituito da un'unità di ricerca multidisciplinare guidata dal prof. Giulio Mondini - ha ampliato i propri temi di indagine e ha consolidato le proprie conoscenze, dapprima in merito alla redazione dei Piani dei Gestione dei siti UNESCO e in seguito relativamente alla sfera più ampia della conservazione e valorizzazione del patrimonio culturale attraverso la World Heritage List (WHL) e il Programma Man and Biosphere, con la recente candidatura della Riserva Collina Po conclusasi positivamente nel 2016.

    Nei primi anni di attività, la Cattedra UNESCO ha svolto attività di ricerca, formazione, pubblicazione di articoli, organizzato seminari e giornate di studio, diventando un punto di riferimento nel panorama torinese ed italiano.

     

    L'esperienza della Cattedra UNESCO presso l'Università di Torino

    La Cattedra UNESCO dell'Università di Torino è stata fondata nel 2010 per promuovere formazione, ricerca e disseminazione sui temi dello Sviluppo Sostenibile e della promozione del territorio abbracciando le prospettive di sostenibilità indicate dall'Agenda 2030 delle Nazioni Unite e dettagliate nei Sustainable Development Goals (SDGs). In questi primi anni la cattedra ha promosso un master internazionale sullo sviluppo sostenibile e una serie di attività tese a costruire una piattaforma di cooperazione e collaborazione con altre Cattedre e Centri di ricerca dell'area Mediterranea. Di recente la Cattedra si è riorganizzata costituendo due gruppi di lavoro, il primo dedicato ai temi della sostenibilità ambientale (coordinato da Dario Padovan) e l'altro dedicato alle tematiche dell'economia della cultura (coordinato da Giovanna Segre). Quest'ultimo raccoglie le competenze del Centro sull'Economia della Cultura voluto da Walter Santagata e promosso dal Centro Studi Silvia Santagata-Ebla e le esperienze sviluppatesi intorno al master internazionale "World Heritage and Cultural Projects for Development", fondato nel 2003, e gestito da ITC-ILO in collaborazione con Università, Politecnico e UNESCO.

    Attraverso questa impostazione, la Cattedra si propone di favorire i collegamenti scientifici tra le diverse discipline e competenze dell'Ateneo, e tra le diverse dimensioni della sostenibilità, e di promuovere un sistema integrato di ricerca, formazione e documentazione in materia di sviluppo sostenibile e gestione del territorio. Si propone inoltre di facilitare la cooperazione internazionale e tra istituti di ricerca, università e i diversi programmi UNESCO, lavorando in particolare sulla Convenzione del Patrimonio Mondiale (1972), la Convenzione del Patrimonio Immateriale (2003), il Network delle Città Creative, il Network delle Riserve della Biosfera, il Network dei Geoparchi.

    La crisi economica e quella ecologica stanno spingendo gli studiosi verso un'accelerata integrazione di discipline. I sociologi si rendono conto che i processi di trasformazione dei sistemi sociali possono essere compresi solo a patto di considerare il mondo materiale nel quale sono inscritti. Gli scienziati bio-fisici si stanno rendendo conto che l'incertezza nel prevedere i fenomeni naturali è causata dall'interazione con il mondo umano, e che quindi la componente socio-culturale è ineliminabile dalle loro investigazioni. Gli economisti sono consapevoli di una rinnovata necessità di comprendere le strutture organizzative della società e delle sue funzioni produttive per proporre nuovi possibili modelli di gestione efficaci dei territori.

    Su queste premesse e dinamiche, la Cattedra UNESCO in Sviluppo Sostenibile e Gestione del Territorio si propone di operare, orientandosi verso nuove ontologie e verso problematiche che richiedono metodologie innovative a partire proprio dall'integrazione delle diverse discipline.

    Sul fronte ambientale, le tematiche di maggior intesse ad oggi trattate dal gruppo di lavoro sono quelle della relazione tra sviluppo urbano e rurale, le politiche ambientali e la gestione dei conflitti, la salute ambientale e l'innovazione sostenibile, il metabolismo urbano e sociale, i metodi di contabilità ambientale.

    Durante il suo secondo mandato quadriennale, la Cattedra UNESCO, che appartiene al settore Scienze naturali, ha ulteriormente allargato i propri ambiti di ricerca a temi quali la cooperazione tra natura e cultura, l'economia della cultura e del patrimonio culturale, la creatività e le politiche culturali, la dimensione economica dello sviluppo sostenibile, il turismo sostenibile, i piani di gestione per i siti UNESCO, proponendosi così come una delle prime cattedre a livello internazionale che punta a superare la dicotomia natura - cultura, integrando scienze naturali, scienze sociali e scienze umane sotto il grande ombrello degli obiettivi di Sviluppo Sostenibile.

    Il progetto della Cattedra UNESCO - fondato su tre assi principali, formazione, ricerca e disseminazione - si basa sul presupposto che la sostenibilità ambientale, economica e sociale e, in generale, le dimensioni riconosciute dall'Agenda 2030 delle Nazioni Unite e dai diciassette Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals - SDGs) rappresentano sfide cruciali per il futuro del pianeta.

    Il primo asse strategico del programma è rappresentato dalla formazione post laurea attraverso l'organizzazione e la gestione di master e scuole per la formazione continua sui temi del Patrimonio culturale, dello Sviluppo Sostenibile, con l'obiettivo di formare esperti, professionisti e consulenti in grado di progettare e attuare strategie sostenibili a livello locale, regionale, nazionale e internazionale, gestire correttamente le risorse ambientali e culturali dei territori; preservare e promuovere la diversità biologica e culturale, migliorando le conoscenze locali, le tradizioni e il patrimonio quali aspetti cruciali dello sviluppo sostenibile; e per condurre la transizione ecologica a livello sociale, economico e produttivo, guidando la società civile, il settore privato ed il settore pubblico verso nuove modalità di produzione, distribuzione e consumo di energia, materie prime e servizi e le emissioni di gas climalteranti.

    In quest'ottica sono stati ideati e vengono organizzati annualmente, tra gli altri:

    • il Master di I livello in Sostenibilità socio ambientale delle reti agroalimentari, istituito dal Dipartimento di Culture, Politiche e Società e dal Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari.

    • il Master in Cultural Property Protection in Crisis Response, promosso dalla SUISS (Struttura universitaria interdipartimentale in Scienze Strategiche dell'Università di Torino), dal Comando per la formazione e Scuola di applicazione dell'Esercito Italiano di Torino, insieme all' International Institute of Humanitarian Law di Sanremo e al Centro Conservazione e Restauro "La Venaria Reale".

    • l'International Academy on UNESCO designations and Sustainable Development, progetto pilota dell'UNESCO per la formazione di responsabili della gestione dei siti, coordinato dall'Ufficio Regionale dell'UNESCO per la Scienza e la Cultura in Europa e dal Centro Studi Silvia Santagata – Ebla (CSS-Ebla), con il sostegno del Centro del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO del Segretariato MaB UNESCO e del Network delle Città Creative dell'UNESCO. Oltre alle attività di formazione, l'Accademia promuove una comunità di buone pratiche di gestione nei siti UNESCO, un network di cooperazione internazionale degli amministratori, operatori e professionisti dei siti, in grado di disseminare pratiche sostenibili di management territoriale.

    In merito al secondo asse prioritario, quello della ricerca, si è costituito un Centro di ricerca sulla cultura e la scienza della sostenibilità il cui obiettivo è quello di guidare la ricerca interdisciplinare e di accrescere e migliorare la diffusione internazionale dei risultati su temi quali: la produzione e il consumo di beni (energia, cibo, terra, materie prime, acqua, cultura) la diversità bioculturale, le migrazioni climatiche, l'ingiustizia ambientale, la mitigazione del cambiamento climatico e l'adattamento. Sui temi inerenti la gestione delle designazioni UNESCO, tra le più recenti esperienze applicative, i ricercatori del gruppo di lavoro hanno avuto occasione di lavorare sulla redazione del Piano di gestione della Riserva della Biosfera Transfrontaliera del Monviso, sul piano di sviluppo economico della città storica di Port Louis (Mauritius), sul piano per il distretto culturale e turistico di Ismaili (Azerbaijan).

    Terzo ma non meno importante asse portante del programma della Cattedra la diffusione e la discussione a livello internazionale degli approcci scientifici sullo sviluppo sostenibile e gli SDG, mirati a dotare una prospettiva scientifica sulla sostenibilità, basata su approcci multisettoriali e transdisciplinari ottenuti dalla ricerca, dalle esperienze esemplari e dalle buone pratiche locali. Le metodologie per la valutazione e la misura dei risultati delle politiche ambientali e culturali sono al centro degli interessi di questa attività. Lo strumento principale della diffusione è quello di seminari, conferenze, forum e laboratori internazionali, condotti in parternariato con enti di ricerca e di governo del territorio su scala internazionale, tra cui iniziative condivise con la stesa UNESCO, i Centri UNESCO sul Patrimonio Mondiale, altre Cattedre internazionali. A queste si aggiungono attività editoriale e di comunicazione su canali cartacei e multimediali: report, articoli, libri, periodici (Culture della Sostenibilità), sito internet (www.cattedraunesco.it) e social media (@UnescoChairTurin).

     

    Conclusioni e sviluppi futuri

    Sempre più il coinvolgimento della cittadinanza nei processi di sviluppo sostenibile e tutela delle risorse naturali e culturali deve passare attraverso la formazione e lo scambio di buone pratiche.

    In questo senso, le Università ed i Centri di Ricerca rivestono un ruolo cruciale per incrementare la conoscenza, costruire la consapevolezza e identificare soluzioni ai problemi più pressanti del nostro tempo costruendo un nuovo modello di sviluppo che sia sostenibile, dal punto di vista ambientale, sociale ed economico.

    La presenza a Torino di due Cattedre UNESCO sui temi dello sviluppo sostenibile e della governance dei territori sottolinea la strategicità di questo impegno, in fatto di didattica, ricerca e terza missione, per i due maggiori atenei piemontesi.

    Il contesto in cui operare è quello tracciato dagli obiettivi di sviluppo sostenibile al centro dell'Agenda 2030 delle Nazioni Unite volti a porre fine ad ogni forma di povertà, a conservare e proteggere il pianeta dal cambiamento climatico, ad assicurare prosperità per tutte e tutti, a combattere le disuguaglianze e le discriminazioni.

    In particolare, per quanto riguarda la Cattedra istituita presso SiTI, i prossimi anni saranno dedicati, oltre alla prosecuzione delle attività già avviate, al tentativo di aprirsi alle realtà internazionali, nell'ottica di diventare punto di riferimento non solo nazionale. Durante il suo secondo mandato la Cattedra dell'Università di Torino indirizzerà la propria attività didattica e di ricerca all'integrazione e alla valorizzazione delle competenze inter e transdisciplinari presenti in Ateneo, a favorire il dialogo tra scienze naturali e scienze umane al fine di avviare quella transizione verso la sostenibilità indicata come obiettivo strategico nel piano triennale 2016-2010. La progettazione della Cattedra si svilupperà come parte integrante della politica di Ateneo che vede la collaborazione tra gli altri dell'Unito Green Office, (UniToGO), struttura di coordinamento e di progetto sulle politiche di sostenibilità ambientale interne all'Università, e del gruppo di ricercatori che redige annualmente il Rapporto di Sostenibilità.

     

    Bibliografia e sitografia

    Per le cattedre UNESCO in generale:

    https://en.unesco.org/unitwin-unesco-chairs-programme

    Per quanto riguarda la Cattedra UNESCO istituita presso SiTI:

    www.siti.polito.it

    Quaderno #1 UNESCO Chair, New Paradigms and Instruments for Bio- Cultural Landscape Management, 2016, Torino, SiTI.

    Per quanto riguarda la Cattedra UNESCO dell'Università di Torino:

    www.unescochair.it

    link al Rapporto di Sostenibilità:

    https://www.unito.it/ateneo/pianificazione-e-bilanci/rapporto-di-sostenibilita

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