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L’attuazione del Contratto di Fiume del Sangone E-mail

di Gabriele Bovo - Provincia di Torino, Roberta Ingaramo e Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. - Politecnico di Torino

Abstract:

L'articolo ricostruisce alcune attività messe in campo nel percorso che ha condotto alla sottoscrizione e poi all'attuazione del Contratto di Fiume relativo al Sangone, evidenziandone il carattere composito ed innovativo. In particolare, il processo di definizione del Contratto, avviato nel 2005 e completatosi nel 2009, è caratterizzato dalla costruzione di diversi percorsi di progettazione partecipata (scanditi da workshops), che aprono all'attuazione dello scenario strategico del Piano d'azione. La fase di attuazione del Contratto poggia su strumenti diversi: Corona Verde, un progetto di valorizzazione ecologica e fruitiva dell'area metropolitana torinese; il Piano Territoriale di Coordinamento della Provincia, che individua nel Contratto di Fiume "un territorio di sperimentazione" delle politiche per la qualità ambientale e paesaggistica, dando avvio a varianti di alcuni strumenti urbanistici comunali (come ad es. il piano regolatore di Bruino) e a progetti locali.

Il processo di formulazione del Contratto di Fiume Sangone

Il Contratto di Fiume del Sangone attraverso un processo e un metodo progettuale innovativo, avviato già dal 2005, entra nel 2007 nella fase di attivazione con l'istituzione della Cabina di Regia, rappresentativa sia degli attori politici e istituzionali sia sociali (tecnici, associazioni, target groups, ...), che coordina il processo partecipativo finalizzato alla condivisione degli obiettivi, alla ricerca di finanziamenti e di strumenti per dare operatività alle attività progettuali.

E' appunto nel maggio del 2007 che la Provincia di Torino, in collaborazione con il Politecnico e l'Università, organizza un primo "workshop di progettazione partecipata" per condividere le azioni prioritarie e individuare gli assi strategici del Piano d'Azione(1): "tutela, riqualificazione e qualità ambientale"; "riqualificazione territoriale e paesaggistica delle aree perifluviali e del bacino", "promozione, fruizione e valorizzazione economica". Il Piano di Azione sarà il risultato del processo di confronto con il territorio, e si concluderà l'11 marzo 2009, con la firma del Contratto da parte dei portatori di interesse locali, pubblici e privati. Si apre così la fase attuativa degli indirizzi del Piano d'Azione, delle sue strategie, degli strumenti operativi ed economici individuati. .

Il masterplan del Piano d'azione del Contratto è un primo e importante passo per dare concretezza al Contratto di Fiume e trova un quadro di riferimento nella collaborazione con il Politecnico di Torino (Dipartimento Interateneo Territorio e Dipartimento Casa-città) e l'Università degli Studi di Torino (Dipartimento di Biologia Animale e dell'Uomo) nell'ambito del Workshop "I.D.R.A. - Immaginare, Decidere, Riqualificare, Agire" (II edizione, Programma Provinciale INFEA).

Il masterplan propone visioni territorializzate del fiume e del suo territorio che integrano, anche a fini turistici, le azioni di tutela delle sponde e della qualità delle acque, con la valorizzazione ambientale e paesaggistica, fornendo indicazioni per i Piani Regolatori Generali Comunali (PRGC) dell'area e per progetti locali, nella direzione dello sviluppo sostenibile (Ingaramo e Voghera, 2009, 2012).

Il masterplan (Ingaramo e Voghera, 2009) definisce cioè un quadro di azioni progettuali che investono diverse scale: l'area vasta che, alla dimensione del bacino, rafforza il sistema dei valori paesaggistici (il fiume e le sue acque, le sue sponde, le potenzialità ecologico-ambientali, i beni storico-culturali, il territorio rurale, i simboli e le tradizioni identitarie); gli ambiti d'azione locale, che nel quadro della strategia di sistema, toccano nodi, aree, valori da promuovere, conservare e innovare anche con il progetto dei margini e di modelli insediativi.

Il masterplan elabora infatti una strategia d'insieme del territorio del bacino incentrata sulla visione del Fiume-Parco, che ha offerto spunti generali (trovando riferimento in altri strumenti ed iniziative quali il progetto Corona verde, il Piano Territoriale Coordinamento Provinciale(P.T.C.P.), in varianti ai PRG come Bruino e Rivalta) e ha avviato alcuni progetti locali.

I progetti locali riguardano lo sviluppo di focus areas nei Comuni di Avigliana, Beinasco (frazione Borgaretto), Trana, Giaveno, selezionate nell'ambito del progetto IDRA III edizione- Programma Provinciale IN.F.E.A. (programma del Ministero dell'Ambiente finalizzato a diffondere sul territorio strutture di INformazione, Formazione ed Educazione Ambientale),e che hanno coinvolto gli studenti della II Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino (Atelier di Progettazione Urbana, docenti: Ingaramo e Voghera, A.A. 2010-2011, corso di laurea specialistica in Patrimonio).

I progetti operativi promuovono la creazione di corridoi ecologici di collegamento tra il centro storico di Avigliana, il Lago Grande, la Dora e il Sangone, e intendono fare interagire in modo sinergico le strategie e le azioni di valorizzazione previste dai contratti di fiume e di Lago. Inoltre le proposte progettuali rilanciano la rivitalizzazione della frazione Borgaretto di Beinasco attraverso un'ottimizzazione degli spazi pubblici e l'ideazione di nuovi percorsi pedonali.

Contestualmente alle attività semestrali di progetto, è stato inoltre organizzato un Workshop di progettazione partecipata (di una settimana) incentrato su casi studio più circoscritti: nel Comune di Nichelino ci si è concentrati sulla Porta della Palazzina di Caccia di Stupinigi e sulle sue connessioni con il sistema territoriale del Sangone; nel Comune di Trana si è visto il Palazzo Gromis nelle sue relazioni con il centro storico e i beni paesaggistici del Sangone; nel Comune di Giaveno si è proposta la riqualificazione del sistema delle borgate (la Borgata Dalmassi). Dal lavoro degli studenti e attraverso continue articolazioni interscalari dell'analisi e del progetto, sono emersi spunti interessanti per valorizzare l'identità locale, oltre che temi di approfondimento e proposte finalizzate all'arricchimento del percorso partecipativo. Infine, grazie anche all'apporto di una tesi di laurea magistrale, è stata avviata con l'Ufficio Tecnico la variante al PRG di Bruino finalizzata ad acquisire alcune aree a parco lungo il Sangone e a porre le basi per la realizzazione della rete ecologica locale.

Sul piano degli esiti del Contratto nell'area vasta, il P.T.C.P. (adottato dal Consiglio Provinciale nel 2010 ed approvato della Regione Piemonte nel 2011), riconosce il Contratto di Fiume come sistema territoriale strategico per l'operatività delle politiche di miglioramento della qualità e di razionalizzazione dell'uso delle acque, oltre che di valorizzazione dell'integrità ecologica delle fasce fluviali e di ricostruzione dei paesaggi. Inoltre ampia riconoscibilità al Sangone è stata assegnata anche nel progetto Corona verde, strategia progettuale avviata nel 1997 e rivolta al miglioramento della qualità della vita, al rafforzamento dell'attrattività e della competitività nell'area metropolitana torinese, attraverso la definizione di progetti per dare continuità alla rete ecologica di valorizzazione delle aree naturalistiche, fluviali ed agricole e alla creazione di un sistema di spazi verdi connessi fra loro e con il sistema delle Regge e dei beni storico-culturali. Più in generale, il Contratto di Fiume si colloca nel preesistente quadro pianificatorio e progettuale con una duplice conseguenza; da un lato contribuisce ad arricchirne i contenuti e le caratteristiche, dall'altro sostiene (e trae alimento) dalla sua attuazione.

 

Figura 1. Contratto di Fiume nel quadro della pianificazione generale e di settore

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Fonte: Ingaramo e Voghera, 2012 (traduzione)

 

Il "mosaico" della fase attuativa

Il processo di attuazione del Contratto di Fiume presenta pertanto i tratti di un "mosaico", in cui diversi tasselli (piani, programmi e progetti preesistenti) tendono a combinarsi ed integrarsi con nuovi progetti e iniziative emerse nella fase di elaborazione. Nel caso del fiume Sangone meritano di essere richiamati i rapporti che il Contratto di Fiume instaura con il progetto Corona Verde e la pianificazione territoriale del Comune di Bruino.

 

Il Progetto regionale "Corona Verde"

Corona Verde è un progetto ambizioso che interessa l'area metropolitana e la collina torinese coinvolgendo il territorio di ben 93 comuni coordinamento della Regione e con la partecipazione attiva della Provincia di Torino. E' entrato nella fase di realizzazione degli obiettivi strategici e dei singoli interventi, supportati da "sistemi di gestione" che interessano 6 ambiti di scala sovracomunale (con relazioni estese sul territorio), organizzati in tavoli inter-istituzionali che coinvolgono tutti i portatori di interesse, pubblici e privati. In questo senso il Progetto si configura come uno strumento di governance territoriale, costituendo il necessario presupposto per un'ottimale collaborazione tra gli enti e le comunità locali per la qualità della vita nell'area urbana e periurbana.

Nel 2009 la Giunta Regionale ha destinato un finanziamento di 10 Milioni di Euro al Progetto, per supportare, attraverso interventi operativi, lo sviluppo e il consolidamento di politiche di riqualificazione territoriale, tutela e valorizzazione del paesaggio e sostenibilità ambientale nell'area metropolitana torinese. Nel 2010 la Giunta Regionale ha approvato lo schema di Protocollo di intesa per l'attuazione del Progetto, siglato (il 1 febbraio 2011) da più di 90 attori istituzionali sociali ed economici (enti, associazioni, ordini professionali, etc.). Il coordinamento dell'intero processo e il confronto con gli attori del territorio è garantito dall'attività della Cabina di Regia e della Segreteria Tecnica, costituite nel 2009 e operative già dall'autunno dello stesso anno.

Anche Corona Verde è recepita nel P.T.C.P. (art. 35 c. 10) come strumento per la promozione ed incentivazione delle azioni di attuazione del sistema di rete ecologica provinciale (R.E.P.).

La Rete Ecologica Provinciale, integra le proposte contenute nel Piano territoriale regionale (PTR) e nel Piano paesaggistico (PPR) e nel P.T.C.P. assume il ruolo di strumento multifunzionale, rispondendo alla necessità di raggiungere la qualità ambientale, paesaggistica e turistico ricreativa, nel rispetto del mantenimento e dell'incremento della biodiversità (art. 35 NdA), del contenimento del consumo di suolo e cercando di assegnare un ruolo prioritario alla conservazione della natura.

Nel primo semestre 2010 l'attività è consistita nell'elaborazione da parte dei 6 ambiti territoriali individuati (Torino, Nichelino, Rivoli, Venaria, Settimo, Chieri) di 6 masterplans contenenti i 56 progetti espressi dal territorio, valutati con gli attori locali per selezionarne 12.

Nel territorio del Contratto di Fiume del Sangone compreso nell'ambito del territorio di Nichelino, la Provincia di Torino ha partecipato a due progetti, proponendo la riqualificazione del parco provinciale del Monte S. Giorgio, dell'area pedemontana compresa fra il parco e i Laghi di Avigliana, con il coinvolgimento dei comuni di Trana, Bruino, Sangano Piossasco e Rivalta. L'obiettivo è quello di completare il collegamento con il sistema ciclabile di Torino e di valorizzare gli ambiti naturalistici ancora presenti sull'asse fluviale del Sangone, rafforzando il sistema fruitivo e innervando il territorio esteso oltre il fiume-parco.

 

 Il Piano locale ecologico di Bruino

Le variante in corso del piano regolatore di Bruino si sviluppa come ricaduta operativa di IDRA-IN.F.E.A. "Immaginare, Decidere, Riqualificare, Agire" ed è tesa a dare operatività agli scenari di masterplan del Sangone (IDRA II edizione), configurandosi quale buona pratica di attuazione del P.T.C.P. per la valorizzazione delle aree di maggior pregio ambientale e paesaggistico e il contenimento del consumo di suolo in ambito peri-fluviale e rurale (Voghera, Regis, 2011).

Il piano definisce il sistema delle connessioni ecologiche e paesaggistiche locali, integrando lo schema provinciale con reti multifunzionali e interventi per valorizzare la qualità paesaggistica; inoltre pone priorità al potenziamento del corridoio ecologico provinciale lungo il Sangone e alla salvaguardia del suo collegamento con l'area protetta di Monte San Giorgio e con il Chisola. Questo sistema assume un valore multifunzionale, incrementando il valore ecologico e paesaggistico dell'ambito urbano e connettendo il patrimonio diffuso. Si rafforza il sistema del Parco Fluviale, integrando i progetti finanziati con Corona Verde, rivolti alla fruizione naturalistica delle aree comprese tra il Torrente Sangone e il canale del Sangonetto (che saranno acquisite attraverso perequazione urbanistica).

Si interviene sul paesaggio rurale periurbano, primario per la connessione del sistema paesaggistico locale con l'esterno e per il mantenimento dei varchi esistenti tra Bruino e le aree a valore ambientale nei comuni limitrofi. Il sistema completa la rete ecologica locale, attraverso meccanismi di perequazione urbanistica, intessendo relazioni fisiche e funzionali, con i parchi pubblici esistenti, attraverso percorsi ciclopedonali e il verde urbano pertinenziale privato, rafforzando la qualità di vita, incrementando la biodiversità e la sostenibilità.

 

Conclusioni

Il processo attuativo del Contratto di Fiume del Sangone è caratterizzato da aspetti peculiari con carattere d'innovatività nel panorama nazionale legati alla territorializzazione attraverso: l'integrazione di strumenti e progettualità differenti, l'adozione del Piano d'Azione in un masterplan che rende chiari gli obiettivi, facilita il processo di responsabilizzazione degli attori sulla realizzazione delle azioni e promuove le progettualità dei territori, la ricaduta su azioni specifiche locali e su alcuni strumenti di piano.

Esempio certamente interessante per i risulti è la variante al piano di Bruino che rende operativi gli obiettivi di "promozione, fruizione e valorizzazione economica del Sangone" e di Corona Verde, creando le premesse normative e politiche per la valorizzazione ecologica e paesaggistica del territorio e per la realizzazione di parte della rete di connettività diffusa, accompagnando il processo di rinaturazione del fiume (NTA, 2013).

 

Bibliografia

Ingaramo R. e Voghera A. (2009), "Il Bacino del torrente Sangone: visione integrata e possibili evoluzioni", in Concorso di progettazione. Contratto di Fiume del bacino del torrente Sangone. Masterplan del Piano d'Azione, Provincia di Torino, pag. 35-55.

Voghera A. (2009), "Il contratto come strumento di governo", in Urbanistica Informazioni, n. 226, luglio-agosto 2009, pp. 54-56.

Ingaramo R. e Voghera A. (2010), "Progettare lungo il fiume", in Planum - The European Journal of Planning on-line, pp. 5.

Ingaramo R. e Voghera A. (2012), Planning and architecture. Searching for an approach, Alinea International, Firenze.

Voghera A. e Regis D. (2012), "Valorizzazione ecologica e paesaggistica nel piano locale. Una sperimentazione in Provincia di Torino", in Planum, vol. 2 n. 25, pp. 1-7.

 

 

 

Nota(1) Organizzati in cinque focus tematici di approfondimento: 1) Qualità ambientale del corso d'acqua 2) Portata idrica adeguata in alveo 3) Difesa idraulica 4) Recupero della qualità ambientale del Bacino 5) Promozione integrata di iniziative di fruizione ed eventi di sensibilizzazione