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Torino e le altre città metropolitane E-mail

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Introduzione

L'articolo prende spunto dall'analisi condotta nel 2015 da Ires Piemonte (2016) per il Piano strategico della Città Metropolitana di Torino (PsCMTO). In particolare, il confronto tra Torino e le altre Città Metropolitane (CM) è ripreso per ragionare sulle dinamiche competitive del sistema metropolitano italiano. In Italia come nel resto di Europa, esiste una lunga tradizione di studi (benchmarking) finalizzati a ordinare gerarchicamente città o altre entità territoriali (regioni, nazioni).

In questo lavoro non si entra nel merito dell'opportunità o meno di questi esercizi: numerose sono le valutazioni sia in favore che in opposizione, e molto dipende da come gli studi sono impostati (scelta delle variabili e loro pesi, delle unità e scala di indagine, del metodo di standardizzazione ecc.). L'intento è invece fornire una lettura trasversale di più studi per verificare l'esistenza di un divario Nord/Sud o di cluster nella competitività delle metroregioni italiane. Nella trattazione che segue si mettono a confronto quattro classifiche della qualità della vita delle province e città italiane: i) la classifica del Sole24Ore, ii) l'indagine di Italia Oggi; iii) Ecosistema Urbano di Legambiente; iv) il Monitor Città Metropolitane.

 

Le classifiche italiane a confronto

Nella classifica del Sole24Ore (anno 2016), i posizionamenti dipendono dalla combinazione di 36 indicatori, a loro volta aggregati in 6 indici: tenore di vita, servizi e ambiente, affari e lavoro, ordine pubblico, popolazione e tempo libero. Focalizzando l'attenzione sulle sole 15 province metropolitane (o Città Metropolitane come sancito dalla legge del Delrio) una prima evidenza riguarda l'elevata eterogeneità dei posizionamenti (Tabella 1). Tanto nell'edizione del 2016 quanto in quella del 2015, sono poche le CM che occupano la parte alta della graduatoria. Molte di più sono quelle che si collocano a metà o in fondo. Inoltre non vi è corrispondenza tra posizionamento e rango della CM: realtà con popolazione e funzioni superiori alla media, spesso e volentieri, non superano la metà della classifica.

 

Tabella 1. I posizionamenti delle CM italiane, 2015-2016

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Fonte: elaborazione su dati IlSole24Ore

 

Torino, ad esempio, nel 2015 occupa la 55ma posizione complessiva ed è nona tra le CM. La precedono Milano, Firenze, Bologna, Roma, Trieste, Cagliari, Genova e Venezia. Eppure, con quasi 2,3 milioni di abitanti, la CM di Torino è la quarta più grande dopo Roma (4,3 milioni), Milano (4,2) e Napoli (3,1). Nel 2016 la situazione generale migliora molto (da 55ma a 35ma), ma nel confronto con le altre metropoli guadagna posizioni solo su Venezia e Cagliari. Passa cioè dalla nona alla settima posizione, ma continua ad avere innanzi a sé Firenze, Bologna, Trieste e Genova. La mancata corrispondenza tra posizionamento e peso socioeconomico si verifica anche nei casi di Roma (13ma nel totale e quinta rispetto alle CM) e, in modo eclatante, nel caso di Napoli. La metropoli partenopea è infatti 107ma nel 2016, ossia quart'ultima, e penultima (14ma) tra le CM.

Nel caso di Torino penalizzanti sono soprattutto le variabili di ordine pubblico (107mo nel 2015; 90mo nel 2016) e popolazione (96mo nel 2015; 74mo nel 2016). Nel caso di Roma, i fattori di depotenziamento sono diversi in funzione dell'anno considerato: nel 2016 posizionamenti molto bassi si hanno nelle variabili demografiche (84); nel 2015 nell'ordine pubblico e sicurezza (94). Questo fatto, messo in relazione con i significativi scarti di posizione evidenziati in tabella 1 (nel 2015-2016 le variazioni più consistenti registrate dalle CM sono state pari a -18 e +24 posizioni; nel biennio 2014-2015 erano -17 e +24), costituisce una prova dell'elevata variabilità di questo tipo di graduatorie. Ciò nondimeno, la lettura sul lungo periodo (tabella 2) permette di identificare alcune importanti invarianti.

Dal confronto di tutte le graduatorie del Sole24Ore (relative gli ultimi 27 anni), emerge infatti- al netto delle variazioni di metodologia - il persistente buon andamento di Milano (sempre nelle prime sei), Trieste (tra le prime 26 volte su 27), Bologna (25) e Firenze (24). Seguono Roma (21) e Genova (19), mentre molto staccate sono Torino (4), Venezia (4) e Cagliari (3).

 

Tabella 2. I posizionamenti delle 15 CM (prime 6; focus Torino), 1990-2015

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Fonte: elaborazione su dati IlSole24Ore

 

Si riscontra dunque un andamento che premia i contesti di maggiore industrializzazione (l'area NEC della diffusione distrettuale: Nord-Est-Centro) a discapito delle metropoli centro-meridionali e di quelle periferiche. È questo il caso anche di Venezia e Torino. Con riferimento a quest'ultima in particolare, la tabella 2 mostra come, nonostante le oscillazioni subite negli anni, in rari casi essa sia riuscita ad avvicinarsi alle CM più performanti.

Le ricorrenze evidenziate nei benchmarking del Sole24Ore ritornano anche negli altri studi:

o Indagine Italia Oggi (2016, edizione XVII). Lo studio sulla qualità della vita di Italia Oggi si basa su 94 indicatori, organizzati secondo 21 dimensioni e 9 indici: affari e lavoro; ambiente; criminalità; disagio sociale e personale; popolazione; servizi finanziari e scolastici; sistema salute; tempo libro e tenore di vita. Estrapolando i posizionamenti delle 15 CM, poi, le prime sei posizioni sono occupate da Bologna (47ma), Firenze (48ma), Trieste (51ma), Milano (56ma), Venezia (62ma) e Torino (70ma). Seguono Genova (80ma), Bari (81ma), Cagliari (86ma) e Roma (88ma), Messina (97ma) Reggio Calabria (102ma), Catania (103ma), Palermo (104ma) e Napoli (108ma). Nel 2015 le prime sei CM erano Firenze, Milano, Trieste, Venezia, Bologna e Roma. Torino era settima e 76ima nella graduatoria complessiva, in peggioramento di 11 posizioni rispetto al 2014.

o Ecosistema Urbano di Legambiente (2016, edizione XXIII). Alla base dello studio, che considera i comuni capoluogo di provincia, vi sono 18 variabili, rappresentative di cinque componenti ambientali (aria, acque, rifiuti, mobilità, energia) e quattro dimensioni (fattori di pressione, qualità delle componenti, capacità di risposta e di gestione). In questa graduatoria i capoluoghi metropolitani occupano tutti posizioni basse. La migliore, Venezia, si trova in 50ma posizione. Seguono Cagliari (52ma), Bologna (56ma), Firenze (60ma), Trieste (64ma), Genova (70ma), Milano (73ma), Reggio Calabria (79ma), Napoli (82ma), Bari (84ma), Roma (85ma), Messina (90ma), Torino (93ma), Catania (97ma), Palermo (102ma). Nel 2015, Torino, tradizionalmente penalizzata dalla presenza di inquinanti in atmosfera e dagli elevati consumi idrici domestici, occupava la posizione 84, decima tra le realtà metropolitane CM. La precedevano Venezia (addirittura ottava), Firenze (43), Bologna (50), Milano (51), Cagliari (55), Genova (58), Bari (66), Trieste (72) e Roma (83); mentre dopo Torino si trovavano Napoli (90), Reggio Calabria (99), Catania (100), Palermo (102) e Messina (104).

o Monitor Città Metropolitane (2015). È una classifica condotta da Italia Oggi e Datamedia sulle città più vivibili. I posizionamenti in questo caso dipendono dalla valutazione che i cittadini esprimono sulla qualità del proprio contesto di vita. L'esito è che Bologna è considerata la città più vivibile (punteggio di 8,3 su 10). Seguono Milano, Torino e Cagliari (tutte con 7,5), quindi Firenze (7,2). Sopra la sufficienza sono anche Genova (7,1), Venezia (6,8), Bari (6,7), Catania (6,5), Napoli (6,4) e Reggio Calabria (6,3). Solo terzultima è invece Roma (6,0), seguita da Palermo (5,9) e Messina (4,9). Nel caso di Torino e Cagliari il miglior apprezzamento è probabilmente legato ai giudizi positivi espressi per eventi e attività culturali, tempo libero e relazioni sociali. Nel caso di Torino buona è anche la valutazione delle condizioni vita economica e della disponibilità di servizi. Sono invece appena positivi o non sufficienti i giudizi su qualità dell'ambiente, sanità e sicurezza.

 

Conclusioni

Sebbene delicato dal punto di vista della comparabilità dei posizionamenti e della loro significatività , l'esercizio qui proposto è utile per meglio capire, sulla base delle ricorrenze identificabili, quale sia il vantaggio competitivo delle metropoli in Italia. In più, vale la pena ricordare che, quando raggiungono un'elevata diffusione e dibattute, le classifiche contribuiscono in modo rilevante a formare l'immagine esterna di un territorio.

In estrema sintesi, gli studi qui analizzati convergono nel considerare le realtà metropolitane mediamente poco performanti. A pesare in negativo sono soprattutto le variabili di qualità dei quadri ambientali e quelle sulla sicurezza. Ma vi sono anche casi (soprattutto per le città meridionali) in cui sono le variabili socioeconomiche (ricchezza e occupazione) a determinare un basso posizionamento in graduatoria. Il tradizionale divario Nord/Sud è invece solo in parte confermato: mentre sembra valere per la maggior parte dei centri urbani piccoli e medi, nel caso delle CM a prevalere è una dinamica centro-periferia, con baricentro posizionato nel cuore della macroregione distrettuale del NEC. Ciò probabilmente per effetto di condizioni strutturali, poco modificabili nel breve e medio periodo, che rendono più facile l'equilibrio tra istanze economiche, ambientali e culturali, ma anche probabilmente per un maggiore dinamismo delle istituzioni e delle amministrazioni locali, che soprattutto nel caso di Milano, Trieste, Bologna e Firenze, hanno potuto contare anche sul contributo trainante della borghesia commerciale e delle professioni, più̀ attiva di quella manifatturiera pesantemente ridimensionata dalla crisi. A Torino, ad esempio, esaurita la spinta della rigenerazione urbana e dei tre piani strategici della città, si è osservata "una generale stanchezza e un dominio della ricerca della competitività territoriale" a discapito delle sperimentazioni nel campo delle politiche sociali (Urban@it, 2016).

 

Riferimenti bibliografici

Centro Einaudi (a cura di) (2016), Check-up. Diciassettesimo Rapporto Giorgio Rota su Torino, Torino.

Ires Piemonte (2016), Documento di inquadramento socioeconomico e territoriale per il Piano strategico della Città metropolitana di Torino, di F. Ferlaino, A. Crescimanno, C.A. Dondona, L. Lella e F.S. Rota, Torino.

Rota F.S., Vanolo A. (2006). "A critical approach to benchmarking in urban studies". Paper presented at the 'Urban Conditions and Life Chances' Conference, July 2006, Amsterdam, The Netherlands, University of Amsterdam

Urban@it (2016), Sintesi del Rapporto sulle città 2016, http://www.urbanit.it/wp-content/uploads/2016/11/Sintesi_del_Rapporto_2016-03.pdf