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La riduzione della spesa per la fornitura di energia E-mail

di Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. (IRES Piemonte)

Introduzione

L'impiego di energia in campo sanitario è molto articolato a causa delle molteplici funzioni presenti in un'azienda sanitaria. Diverse azioni posso essere compiute al fine di ridurre i consumi energetici, sia a livello di azienda ospedaliera che di amministrazione regionale. A questo proposito la Regione Piemonte ha approvato uno schema di capitolato tipo per l'implementazione di contratti specifici per interventi di efficienza energetica quali gli EPC (Energy Performance Contract) o Contratti di Rendimento Energetico, secondo le indicazioni del D.Lgs. n.115/2008, con particolare riferimento alle modalità di gestione dei servizi energetici nel patrimonio immobiliare sanitario piemontese anche mediante il coinvolgimento di soggetti privati, le ESCo o Energy Service Company.

L'Assessorato alla Sanità ha, inoltre, attivato da alcuni anni il monitoraggio dello stato energetico dei presidi ospedalieri regionali, rilevando i dati di consumo e spesa dei vettori energetici primari (come gas metano, gasolio, teleriscaldamento ed elettricità) con lo scopo di mettere in atto un'opera di gestione e valorizzazione del patrimonio ospedaliero, avendo la possibilità di pianificare e decidere strategie di efficientamento energetico mirate. Il monitoraggio accurato dei consumi e della spesa dei vettori energetici è, infatti, lo strumento principale alla base di qualsiasi intervento di ottimizzazione nella gestione dell'energia anche livello di azienda ospedaliera come illustrato in questo articolo.

 

Variazioni di spesa energetica tra i presidi ospedalieri e margini di miglioramento

L'esame della spesa per l'approvvigionamento dei principali vettori energetici impiegati nei presidi ospedalieri mostra una rilevante variabilità per tutti i principali casi analizzati.

A livello regionale, il prezzo medio della spesa unitaria per la fornitura di energia elettrica si colloca a 0,17 €/kWh. Si nota come tale indicatore per tutti i presidi ospedalieri dell'ASL TO4 si attesti su valori intorno allo 0,20 €/kWh - quindi un valore costante ma più alto della media - mentre per i presidi dell'ASL TO3, ad esempio, si hanno valori molto più variabili che oscillano tra circa 0,13 €/kWh e 0,19 €/kWh. Variabilità di spesa analoghe sono state riscontrate pure per la fornitura di gas metano e teleriscaldamento anche all'interno di presidi ospedalieri della stessa ASL con differenze fino al 50%.

L'ampia variabilità degli indici citati può rappresentare una sacca di risparmio economico, raggiungibile mediante una rinegoziazione dei contratti di approvvigionamento dei vettori energetici, perseguibile a titolo d'esempio mediante gare di approvvigionamento centralizzate o mediante rinegoziazioni singole per ciascuna struttura. Infatti, immaginando di livellare alcuni prezzi unitari di approvvigionamento dei vettori energetici di alcuni presidi ospedalieri fino alla soglia del valor medio su base regionale (assunto come target) sarebbe possibile ottenere dei risparmi con accorgimenti puramente gestionali. Portiamo l'attenzione su un caso specifico preso come esempio: il presidio ospedaliero di Chivasso dell'ASL TO4.

 

Figura 1. Confronto fra la spesa unitaria per la fornitura di energia elettrica nei presidi ospedalieri regionali

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Fonte: elaborazione IRES Piemonte (2014).

 

L'ospedale di Chivasso è stato scelto in quanto risulta essere - tra i presidi regionali - quello che presenta una spesa per approvvigionamento energetico più alta (0,197 €/kWh) rispetto alla media regionale (0,168 €/kWh) ed è tra i più energivori della Regione sia per il consumo di energia elettrica che termica, presentando quindi grandi potenzialità di miglioramento.

Si è, quindi, ipotizzato di poter rinegoziare il prezzo dell'energia fino a ridimensionarlo al valore medio regionale e che la struttura di energy management dell'ospedale possa disporre effettivamente di questo ammontare, tanto da poterlo reinvestire in un intervento di efficientamento energetico, quale, ad esempio, la sostituzione delle superficie vetrate dell'involucro esterno. Al fine di effettuare il calcolo del risparmio annuo di energia primaria che ne consegue, si è fatto riferimento alle Linee Guida EEN 09/11 dell'Autorità per l'Energia Elettrica il Gas e il Sistema Idrico (AEEGSI) che riporta una serie di metodi semplificati per il calcolo dell'energia primaria risparmiata per un ampio ventaglio di interventi di efficientamento energetico effettuati in edifici, o aziende, che possono accedere al meccanismo dei Certificati Bianchi o Titoli di Efficienza Energetica (TEE).

 

I Titoli di Efficienza Energetica rappresentano un incentivo pubblico, varato dall'Unione Europea, per il raggiungimento degli obiettivi di diminuzione di energia primaria fissati dal pacchetto "clima-energia 20-20-20" ed introdotti nel nostro Paese dal DM del 20 luglio 2004 e s.m.i. I decreti prevedono che i distributori di energia elettrica e gas naturale raggiungano annualmente determinati obiettivi a livello quantitativo di risparmio energetico, misurabili in Tonnellate Equivalenti di Petrolio (TEP) risparmiate. I distributori di energia, per assolvere agli obblighi imposti dalla legge, possono ottenere i certificati in due modi: realizzando interventi di efficienza energetica, o acquistandoli direttamente da altri soggetti (ad esempio, un ente pubblico come un'ASL) sul mercato dei TEE. Un certificato bianco equivale dunque al risparmio di una Tonnellata Equivalente di Petrolio ed il suo valore monetario è fissato a circa 100 €/TEP, valore soggetto a variazioni in funzione dell'andamento del mercato dell'energia.

 

I calcoli effettuati per valutare la proposta di efficientamento energetico ed economico del caso studio sono sostanzialmente suddivisi in tre sezioni riportate nella tabella seguente:

o nella Sezione A sono illustrati i passaggi che portano all'ottenimento del capitale "teorico" necessario per coprire il costo dell'intervento di sostituzione delle superfici vetrate, ottenuto mediante l'ottimizzazione delle bollette dell'energia elettrica;

o nella sezione B1 sono riassunti i passaggi del risparmio economico ottenuto dalla riduzione del consumo di gas metano generato dalla sostituzione dei serramenti;

o nella sezione B2 è illustrato il tempo di ritorno dell'investimento (Payback period), calcolato sommando il risparmio ottenuto dalla riduzione del consumo di gas metano (Sezione B1), ulteriormente incrementato dall'ottenimento dei Titoli di Efficienza Energetica.

 

Tabella 1. Calcolo del risparmio energetico ed economico per intervento di efficientamento energetico - Caso Studio "Presidio Ospedaliero Civico di Chivasso"

03.Carpinelli-Tab.1

Fonte: elaborazione IRES Piemonte (2016).

 

Come si legge dalla tabella riportata, l'approccio impiegato si muove su due livelli:

o il primo riguarda la procedura di ottimizzazione delle bollette dell'energia elettrica mediante la rinegoziazione dei contratti (Sezione A)

o il secondo mette in luce i risparmi economici generati sulla bolletta del gas metano dall'intervento di sostituzione dei vetri, risparmi ulteriormente incrementati dall'ottenimento dei Titoli di Efficienza Energetica (Sezione B).

Si precisa inoltre che se si tiene conto della vita utile dei componenti sostituiti, ragionevolmente assunta di 20 anni, e del ricavo generato dai TEE con una durata massima di 8 anni, si ottiene che tale intervento potrebbe generare all'incirca 590.000 € di risparmio sulla spesa sostenuta per le bollette dell'energia termica. Questo ragionamento applicato a cascata su qualsiasi altro intervento di efficientamento energetico implementerebbe esponenzialmente il risparmio ottenuto.

 

Conclusioni

Allo stato attuale la Regione Piemonte si trova ad affrontare numerose urgenze dovute alla sostenibilità della spesa sanitaria, causate principalmente da forti e stringenti vincoli di bilancio in aggiunta alla crescente domanda di servizi di assistenza in campo sanitario. In questo quadro gli investimenti in efficienza energetica passano in secondo piano.

Inoltre, a livello di Direzione Generale della struttura ospedaliera la priorità è data, nella maggior parte dei casi, agli investimenti sentiti come propri del "core business" del presidio ospedaliero (come le attrezzature cliniche, i macchinari diagnostici, ecc.) o agli investimenti dettati dall'urgenza del momento (problematiche relative l'antincendio, l'antisismica e la vetustà delle strutture in genere).

Nel triennio 2016-2018, ad esempio, le richieste di finanziamento proposte delle Aziende sanitarie piemontesi all'Assessorato alla Sanità ammontano a circa 1,3 miliardi di euro. Di queste solo il 2% ha come oggetto interventi di riqualificazione energetica delle strutture (circa 31 milioni di euro). Considerando che non tutte le richieste di finanziamento sono soddisfatte, sovente il settore dell'energy management non ha a disposizione il capitale necessario per interventi di efficientamento energetico (ed in effetti sempre più negli ultimi anni le Aziende sanitarie stanno ricorrendo a Contratti di Rendimento Energetico mediante una ESCo che nella realtà innescherebbero un processo positivo di risparmi e reinvestimenti per la struttura stessa, come dimostrato nel caso studio preso ad esempio.

Se questo meccanismo fosse invertito ed il settore di energy management potesse disporre davvero del denaro risparmiato sulle bollette, investendolo poi in interventi di efficientamento energetico della struttura, si genererebbe un volano virtuoso che permettere di svincolare denaro per l'intera Azienda sanitaria con un effetto moltiplicatore di anno in anno. Se si potessero inoltre strutturare interventi di efficientamento energetico in base ad una pianificazione programmata a medio/lungo periodo, e non dettati dall'urgenza del momento, le strutture sanitarie potrebbero diventare poli strategici e sostenibili nel campo dell'energia, contribuendo ad alleggerire i costi della Pubblica Amministrazione.

 

Bibliografia

Carpinelli M., Macagno S., 2015, Ricognizione sui consumi energetici del patrimonio edilizio ospedaliero sanitario, Rapporto di Ricerca, IRES Piemonte, Torino.

Bigotti E., 2012, La riqualificazione energetica nella sanità, Gruppo 24 Ore, Roma.

Belcastro F., Di Santo D., Fasano G., 2010, Indici di benchmark di consumo per diverse tipologie di edificio e all'applicabilità di tecnologie innovative nei diversi climi italiani negli edifici ospedalieri, ENEA, Report RdS/2010/196.

 

Per approfondimenti

http://www.aisre.it/images/aisre/579879d74c2a00.59546329/Carpinelli.pdf

 

 

 

 

Nota(1) Le ESCo sono società private che effettuano interventi finalizzati a migliorare l'efficienza energetica, assumendo su di se' il rischio dell'iniziativa e liberando il cliente finale da ogni onere organizzativo e di investimento. La ESCo viene remunerata dai risparmi energetici ed economici ottenuti dall'intervento stesso.

Nota(2) Provenienti dalla lettura delle bollette comunicate dagli energy manager delle Aziende Sanitarie Locali (ASL) ad IRES Piemonte.

Nota(3)   http://www.gse.it/it/CertificatiBianchi/Pages/default.aspx