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Le pressioni sull’ambiente in Piemonte E-mail

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Introduzione

L'informazione ambientale è uno strumento essenziale non solo per comunicare lo stato dell'ambiente ai decisori politici ma anche per promuovere una rinnovata consapevolezza nell'opinione pubblica, chiamata ad assumere un ruolo attivo nei processi decisionali che riguardano le tematiche ambientali. In questo documento vengono descritte sinteticamente le pressioni esercitate sull'ambiente da parte delle attività antropiche che causano modifiche sullo stato delle componenti ambientali. Pressioni che sono sviluppate in modo più esaustivo nella Relazione sullo Stato dell'Ambiente (http://relazione.ambiente.piemonte.gov.it/it), che Arpa Piemonte redige annualmente insieme alla Regione.

Radiazioni non ionizzanti

Il 2016 è stato caratterizzato da un forte sviluppo delle reti di telecomunicazione a banda larga: non solo sono aumentati gli impianti e le potenze in gioco, ma anche i livelli di campo elettromagnetico misurati. L'evoluzione di tali tecnologie ha anche portato alla maggiore occupazione di bande di frequenza meno utilizzate in passato, con una globale modifica, quindi, delle caratteristiche di esposizione della popolazione in termini di intensità di campo e intervalli di frequenza coinvolti.

Nel 2016 si è osservato un trend di diminuzione dell'esposizione della popolazione per la classe di campo inferiore e di crescita della popolazione esposta per i livelli "medi" di campo elettrico (ampiamente al di sotto dell'obiettivo di qualità, ma comunque significativi rispetto al fondo): tale situazione è la naturale conseguenza del notevole aumento di potenza degli impianti per telecomunicazione (e in particolare di quelli per la telefonia), nonché delle modifiche normative messe in atto a partire dal 2012.

Tra le criticità, si sottolinea l'elevato uso dei cellulari in particolare per le fasce più giovani della popolazione. L'esposizione ai campi elettromagnetici generati da telefoni cellulari e smartphone può essere localmente intensa soprattutto durante una chiamata voce, se non vengono utilizzati viva-voce o auricolare, e coinvolge prevalentemente la testa del soggetto utilizzatore.

 

Figura 1. Evoluzione nel tempo della potenza degli impianti di telecomunicazione.

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Fonte: Arpa Piemonte

 

Rifiuti

La produzione dei rifiuti urbani nel 2015 presenta una lieve flessione (-1,3% rispetto al 2014) portando nuovamente la produzione totale dei rifiuti (RT) al di sotto dei 2 milioni di tonnellate: i rifiuti avviati a smaltimento diminuiscono del 4,2% mentre aumentano leggermente i rifiuti raccolti in modo differenziato (+1,2%) per una percentuale di raccolta differenziata regionale del 54,8%.

In termini di quantità pro capite, ogni abitante piemontese ha prodotto circa 452 kg di ri¬fiuti nel 2015, di cui 248 kg raccolti in modo differenziato e avviati a recupero e 204 kg avviati a smaltimento.

 

Figura 2. Rifiuti urbani totali (RT), Rifiuti urbani indifferenziati (RU) e Rifiuti raccolti in modo differenziato (RD)

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Fonte: Regione Piemonte

 

Nel 2014 i quantitativi totali di rifiuti speciali (esclusi i rifiuti da costruzione e demolizione) prodotti sul territorio piemontese ammontano a quasi 5 milioni e mezzo di tonnellate, con una produzione simile a quella del 2008 e in aumento del 4% rispetto al 2013. Si tratta per l'85% di rifiuti non pericolosi e per il restante 15% di rifiuti pericolosi. A livello pro capite la quota annua è di circa 1,23 kg per abitante e proviene in primo luogo dal territorio della Città metropolitana di Torino (più del 40% della produzione regionale).

I quantitativi arrivano a 9 milioni e mezzo di tonnellate - pari a circa 2,15 kg per abitante all'anno, e la percentuale dei rifiuti non pericolosi sale al 91% - se si considera in aggiunta la stima di produzione dei rifiuti speciali non pericolosi da costruzione e demolizione, per i quali non è prevista la dichiarazione MUD .

 

Amianto

L'amianto rappresenta un pericolo se le fibre sono inalate a seguito della manipolazione, lavorazione o degrado dei manufatti che lo contengono. Il rischio d'inalazione è strettamente legato alla friabilità del materiale.

La presenza di materiali contenenti amianto in un edificio non comporta di per sé un pericolo per la salute degli occupanti. Se il materiale è in buone condizioni e non viene manomesso è estremamente improbabile che esista un pericolo apprezzabile di rilascio di fibre di amianto. Se invece il materiale viene danneggiato per interventi di manutenzione o per vandalismo, si verifica un rilascio di fibre che costituisce un rischio potenziale. Analogamente se il materiale è in cattive condizioni o se è altamente friabile. A tal proposito è necessario che il proprietario dell'immobile e/o il responsabile dell'attività che vi si svolge predisponga il "Programma di controllo dei materiali di amianto in sede - Procedure per le attività di custodia e di manutenzione" previsto dal Decreto Ministeriale 06/9/94.

Mediante il telerilevamento è possibile individuare le coperture sospette che vengono poi verificate mediante un sopralluogo. Attualmente oltre 127.000 coperture sono state individuate da Arpa tramite telerilevamento di cui:

o circa 74.000 già verificate con sopralluogo

o circa 36.000 con presenza accertata di MCA (materiali contenenti amianto)

o circa 8.000 con bonifica completata o in corso

Sul Geoportale di Arpa Piemonte, è stata pubblicata la Mappatura dell'Amianto in Piemonte. Attraverso questa applicazione è possibile consultare il quadro aggiornato in tempo reale della mappatura delle coperture degli edifici, conoscere la metodologia adottata e consultare alcuni approfondimenti sulla tematica.

 

Figura 3. Mappatura amianto in Piemonte

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Siti contaminati

Tra le fonti di pressione che possono alterare lo stato del territorio, i siti contaminati rappresentano uno dei fattori antropici più consistenti. Attualmente i siti censiti sull'intero territorio regionale e presenti nell'Anagrafe Regionale dei Siti Contaminati, sono 1.631, di cui 783 con procedimento attivo e 848 con procedimento concluso (dato aggiornato al 6 marzo 2017).

La Citta Metropolitana possiede da sola quasi la metà dei siti presenti in banca dati, seguono le province di Novara e Alessandria.

Nel corso dell'ultimo anno, per la prima volta, i procedimenti conclusi risultano leggermente più numerosi rispetto a quelli attivi, consolidando un andamento positivo registrato negli ultimi anni. La situazione è peraltro destinata a migliorare ulteriormente in considerazione del fatto che alcuni procedimenti risultano formalmente ancora attivi ma sono in atto unicamente i monitoraggi post operam, necessari per arrivare alla certificazione finale del sito.

La famiglia di contaminanti principalmente responsabile della contaminazione dei suoli è rappresentata dagli idrocarburi (60%), seguita dalla combinazione contaminanti inorganici più idrocarburi e dai soli contaminanti inorganici (figura 4). La rilevanza di una contaminazione dipende comunque dalla concentrazione delle sostanze presenti nel terreno e dalla loro tossicità: all'interno della famiglia degli idrocarburi, le sostanze cancerogene come il benzene hanno una diversa rilevanza rispetto ad esempio agli idrocarburi leggeri e pesanti , molto più diffusi sul territorio.

Le cause della contaminazione del suolo possono essere imputate principalmente alla cattiva gestione di impianti e strutture, alla scorretta gestione di rifiuti e ad eventi accidentali, verificatisi in corrispondenza di attività principalmente industriali, commerciali o di gestione rifiuti.

 

Figura 4. Siti con presenza di specifiche famiglie di contaminanti nel suolo e sottosuolo - anno 2017

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Fonte: Anagrafe regionale dei siti contaminati. Elaborazione Arpa Piemonte

 

Rischi industriali

Nel panorama nazionale il Piemonte si conferma una tra le regioni con maggior presenza di stabilimenti a rischio di incidente rilevante (RIR). Come illustrato in figura 5, la provincia di Alessandria risulta quella con il maggior numero di stabilimenti RIR (pari a 21); seguono le province di Novara e Torino, rispettivamente con 20 e 18 stabilimenti ciascuna. Gli stabilimenti RIR sono classificati di soglia inferiore o superiore sulla base dei massimi quantitativi di sostanze e miscele pericolose presenti, elencate nell'Allegato 1 al DLgs 105/15 (cosiddetta normativa Seveso), e delle rispettive soglie di assoggettabilità.

Si evidenzia la diminuzione del numero di stabilimenti avvenuta a seguito dell'entrata in vigore del DLgs 105/15, imputabile principalmente all'esclusione di numerose aziende galvaniche. Le aziende soggette alla normativa Seveso appartengono a comparti produttivi e merceologici piuttosto diversificati; le attività più presenti su territorio regionale risultano essere quelle di stoccaggio/movimentazione del GPL, seguite dalle attività di deposito e/o trattamento di prodotti petroliferi e dalla produzione di chimica di base/intermedi.

 

Figura 5. Distribuzione provinciale degli stabilimenti RIR - aprile 2017

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Fonte: Arpa Piemonte.

 

Per ulteriori approfondimenti si rimanda al rapporto completo sullo Stato dell'Ambiente in Piemonte consultabile all'indirizzo: http://relazione.ambiente.piemonte.gov.it/it

 

 

 

 

 

Nota(1) Gli autori dei singoli argomenti sono riportati nel documento: Relazione sullo Stato dell'Ambiente in Piemonte 2017 http://relazione.ambiente.piemonte.gov.it/it

Nota(2) Il MUD è il Modello Unico di Dichiarazione ambientale mediante il quale annualmente i produttori, gestori e trasportatori forniscono i dati sui rifiuti

Nota(3)   Idrocarburi leggeri: con meno di 12 atomi di carbonio; Idrocarburi pesanti: con più di 12 atomi carbonio