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a cura di  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. (1) (Arpa Piemonte)

Introduzione

Il 25 settembre 2015 l'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha adottato l'Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile, corredata da una lista di 17 obiettivi (Sustainable Development Goals - SDGs) e 169 sotto-obiettivi che riguardano tutte le dimensioni della vita umana e del Pianeta e che dovranno essere raggiunti da tutti i paesi del mondo entro il 2030. L'Unione europea (UE) ha partecipato in maniera molto attiva e propositiva all'intero processo negoziale che ha portato all'adozione dell'Agenda 2030 e degli SDGs e fin dal 2010 si è dotata di un quadro strategico decennale per la crescita sostenibile e l'occupazione, la Strategia "Europa 2020".

Nell'ottica di questa sensibilità si pone anche l'Enciclica di Papa Francesco "Laudato si'", promulgata nel 2015 che invita alla responsabilità e all' impegno per la «cura della casa comune».

Per queste ragioni nell'edizione 2017 la Relazione sullo Stato dell'Ambiente

( http://relazione.ambiente.piemonte.gov.it/it), che Arpa Piemonte redige annualmente insieme alla Regione, ha assunto come filo conduttore il tema dello sviluppo sostenibile.

In questo articolo si analizza sinteticamente la qualità delle matrici ambientali (aria, acqua, territorio) con un accenno anche alla problematica dei cambiamenti climatici.

 

Clima e cambiamenti climatici

Dall'analisi storica dei dati misurati sul Piemonte si evidenzia un trend positivo nelle temperature, in particolare nei valori massimi, significativo dal punto di vista statistico. Tale trend, che raggiunge i 2°C negli ultimi 59 anni, è in linea con quanto evidenziato dalla letteratura per l'area alpina.

In particolare il 2016 in Pie¬monte è stato il 5° più caldo dell'intera serie storica di misure dal 1958 ad oggi e tutti i mesi del 2016 sono risultati superiori alla media climatica del periodo 1971-2000. Occorre tener presente anche che, nei primi mesi del 2016, si è verificato uno dei più intensi fenomeni de El Niño osservati negli ultimi 60 anni.

Il contributo maggiore all'anomalia positiva è stato dato dai mesi di settembre e dicembre. Quest'ultimo è risultato il secondo dicembre più caldo degli ultimi 59 anni.

 

Figura 1.

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Fonte: Arpa Piemonte

 

Le aree rosse rappresentano i valori registrati nel 2016 sopra la media (linea nera continua) mentre le aree blu i valori del 2016 inferiori alla media. L'area in giallo rappresenta i valori di tutto il periodo che si trovano tra il 5° e il 95° percentile, Come si evidenzia bene dal grafico, le aree rosse interessano la maggior parte dell'anno.

Più incerto il trend sulle precipitazioni intense, che però sembra essere in crescita. I giorni piovosi, invece, considerando gli ultimi 15 anni circa, risultano in diminuzione pressoché su tutta la regione, mentre aumenta la lunghezza massima dei periodi secchi..

Nel 2016 sono caduti circa 1.118 mm di precipitazione in Piemonte, con un surplus pluviometrico di 69 mm (pari al 7%) nei confronti della norma 1971-2000. Il contributo più rilevante, all'anomalia pluviometrica positiva, è stato dato dai mesi di febbraio e, soprattutto, novembre (risultato il mese più piovoso), quando si è verificato l'evento alluvionale tra i giorni 21 e 26.

 

Figura 2

04.Nappi-Grafo.2

Fonte: Arpa Piemonte

 

È evidente l'assenza di precipitazioni da fine ottobre all'evento alluvionale di fine novembre che portano, in tale periodo, la precipitazione media cumulata del 2016 (riga verde scuro) ad un livello inferiore a quella del periodo 1971-2000 (riga verde chiaro).

Nel 2016, il contributo positivo degli ultimi due mesi (novembre e dicembre) è stato appena sufficiente ad influenzare l'annata nel suo complesso, bilanciando di fatto la parte finale del lungo periodo siccitoso osservato tra ottobre 2015 ad inizio anno 2016.

La quantità di neve fresca è complessivamente in diminuzione negli ultimi trent'anni, anche se nello stesso periodo si evidenziano singole stagioni particolarmente nevose. In generale, sovrapposta ad una tendenza al riscaldamento, sembra aumentare la variabilità interannuale, che determina l'alternanza di stagioni con caratteristiche climatiche molto differenti.

Durante il 2016 l'andamento delle precipitazioni nevose è stato anomalo. Inizialmente il deficit di copertura nevosa al suolo e di neve fresca ad inizio gennaio è stato particolarmente intenso in tutte le Alpi piemontesi in quanto si protraeva già dai mesi autunnali (novembre 2015). Nevicate significative si sono concentrate da metà febbraio alla fine di marzo.

 

Qualità dell'aria

Gli inquinanti che continuano ad essere un proble¬ma nel bacino del Po sono il particolato atmosferico (PM10 e PM2,5) e l'ozono, entrambi riconosciuti come i maggiori responsabili degli effetti sulla salute umana, nonché il biossido di azoto (NO2) e il benzo(a)pirene.

Gli Ossidi di Azoto (NO, N2O, NO2 e altri) sono generati da tutti i processi di combustione, qualunque sia il combustibile utilizzato. Il biossido di azoto si può ritenere uno degli inquinanti atmosferici più pericolosi, sia per la sua natura irritante sia perché in condizioni di forte irraggiamento solare provoca delle reazioni fotochimiche secondarie che creano altre sostanze inquinanti (smog fotochimico). I fumi di scarico degli autoveicoli contribuiscono enormemente all'inquinamento da NO2; la quantità di emissioni dipende dalle caratteristiche del motore e dalla modalità del suo utilizzo (velocità, accelerazione, ecc.). In generale, la presenza di NO2 aumenta quando il motore lavora ad elevato numero di giri (arterie urbane a scorrimento veloce, autostrade, ecc.).

Il biossido di azoto prosegue nella riduzione dei valori pur evidenziando criticità e supera¬menti nelle maggiori aree urbane piemontesi. I superamenti del valore limite annuale per la protezione della salute umana (40 μg/m3) sono avvenuti principalmente nelle stazioni di Alessandria, di Novara e di Torino. Tali punti sono collocati generalmente in contesti carat¬terizzati da un intenso traffico veicolare e/o da un'intensa antropizzazione del territorio.

Il particolato sospeso PM10 è costituito dall'insieme di tutto il materiale non gassoso in sospensione nell'aria. La natura del particolato sospeso è molto varia: ne fanno parte le polveri sospese, il materiale organico disperso dai vegetali (pollini e frammenti di piante), il materiale inorganico prodotto da agenti naturali (vento e pioggia), dall'erosione del suolo o da manufatti (frazioni più grossolane). Nelle aree urbane il materiale particolato può avere origine da lavorazioni industriali (cantieri edili, fonderie, cementifici), dall'usura dell'asfalto, degli pneumatici, dei freni e delle frizioni e dalle emissioni di scarico degli autoveicoli, in particolare quelli con motore Diesel. Il traffico autoveicolare urbano contribuisce in misura considerevole all'inquinamento da particolato sospeso con l'emissione in atmosfera di fuliggine, cenere e particelle incombuste di varia natura. Il particolato sospeso inoltre costituisce il principale veicolo di diffusione di altre sostanze nocive.

Gli ultimi anni mettono in evidenza, a livello regionale, una diminu¬zione complessiva del valore medio annuale. A titolo di esempio, la riduzione dei valori nella stazione Torino - Consolata ha dimezzato il valore annuale di concentrazione da 71 (2000) a 35 μg/m3 (2016). Il valore limite di protezione della salute umana di 40 μg/m3 su base annua è stato superato in una sola stazione di traffico della rete di rilevamento (Torino-Grassi).

Più critica è la situazione del valore limite giornaliero di protezione della salute umana, pari a 50 μg/m3, che è stato superato nel 2016 per più di 35 giorni in circa il 60% delle stazioni della rete regionale, con valori gene¬ralmente inferiori a quelli riscontrati nell'anno precedente.

 

Figura 4. PM10, superamento limite giornaliero - anni 2003-2016

 

04.Nappi-Grafo.3

Fonte: Arpa Piemonte

 

Il valore limite giornaliero per la protezione della salute umana è pari a 50 µg/m3, da non superare più di 35 volte per anno civile.

La figura 5 mette in evidenza come il maggior numero di superamenti avvenga nell'agglomerato di Torino e nelle Zone di pianura dove maggiore è la concentrazione antropica.

 

Figura 5. PM10, Superamento del valore limite con suddivisione per zona UE - anno 2016

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Fonte: Arpa Piemonte

 

L'Ozono è un gas altamente reattivo, di odore pungente e dotato di un elevato potere ossidante. L'ozono presente nella troposfera (lo strato atmosferico compreso fra il livello del mare e i 10 km di quota), e in particolare nelle immediate vicinanze della superficie terrestre, è un componente dello "smog fotochimico" che si origina soprattutto nei mesi estivi in concomitanza di un intenso irraggiamento solare e di un'elevata temperatura. L'ozono non ha sorgenti dirette, ma si forma all'interno di un ciclo di reazioni fotochimiche che coinvolgono in particolare gli ossidi di azoto.

Per l'ozono nel 2016, pur registrando un lievissimo mi¬glioramento, si evidenzia una percentuale di stazioni interessate dai superamenti quasi del 90%.

Nella serie storica risaltano in modo peculiarmente op¬posto l'anno 2003, durante il quale la situazione mete¬orologica ha fortemente favorito la formazione di ozono, e il 2014 nel quale la meteorologia del periodo estivo ne ha invece sfavorito fortemente la formazione. Infatti nel 2014 le stazioni interessate dai superamenti sono state "solo" il 33% del totale.

 

Figura 6. O3 , numero giorni superamento del valore obiettivo - anni 2003-2016

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Il valore obiettivo a lungo a termine per la protezione della salute umana è pari a 120 μg/m3 da non superare più di 25 giorni per anno civile.

 

Acqua

La disposizione a semicerchio della catena montuosa delle Alpi occidentali ha determinato un assetto a raggiera della rete idrografica piemontese ripartita in due maggiori sistemi di drenaggio dei deflussi, riferiti ai fiumi Po e Tanaro, confluenti all'estremo limite orientale della regione.

I principali corsi d'acqua afferenti ai due sistemi di drenaggio sono sottoposti a programmi di monitoraggio al fine di a fornire informazioni sullo stato generale della qualità delle acque a scala regionale.

La Direttiva Quadro sulle Acque, ormai da 17 anni, definisce la politica di questa importante risorsa. L'attuazione della Direttiva Quadro sulle Acque richiede necessariamente il coordinamento con tutte le politiche territoriali. L'Obiettivo è quello di raggiungere lo stato di Buono per tutte le acque entro il 31 dicembre 2015.

Al termine dei primi sei anni di monitoraggio, relativamente ai Fiumi, emerge come il 56% dei corpi idrici presenti uno Stato Ecologico Buono o superiore e il 44% Sufficiente o inferiore. Per quanto riguarda lo Stato Chimico il 96% dei corpi idrici risulta Buono.

Relativamente ai Laghi, 6 su 13 monitorati presentano uno Stato Ecologico Buono, mentre tutti mostrano uno Stato Chimico Buono.

I risultati in Pie¬monte sono in linea con quanto indicato nel rapporto sullo stato delle acque dell'Agenzia europea dell'Ambiente che ri¬tiene che l'obiettivo di Buono sarà probabilmente raggiunto per poco più della metà delle acque dell'Unione Europea.

Le pressioni più significative sono le alterazioni morfolo¬giche, in particolar modo quelle relative alle modificazioni della zona ripariale, i prelievi, gli scarichi di acque reflue urbane e l'agricoltura.

 

Figura 7. Acque superficiali. Stato Chimico - anno 2015

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Fonte: Arpa Piemonte

 

Per quanto riguarda le acque sotterranee, la falda superficiale nel 2015 mostra una situa¬zione non dissimile da quanto osservato negli anni precedenti, con la maggior parte dei corpi idrici sotterranei in Stato Chimico Scarso e solo 3 in Stato Buono. I principali conta¬minanti riscontrati sono Nitrati, Pesticidi, VOC, Nichel e Cromo esavalente.

La situazione delle falde profonde è migliore anche in virtù della loro conformazione idrogeologica che le rende poten¬zialmente più protette dall'inquinamento. Nel 2015 solo un corpo idrico sotterraneo evidenzia uno Stato chimico Scarso mentre altri tre presentano uno Stato Buono.

Per quanto riguarda la qualità delle acque di balneazione, delle 93 zone controllate nel 2016, 78 sono classificate Eccellenti, 10 Buone e 5 Sufficienti, centrando l'obiettivo di qualità, che prevedeva di raggiungere, entro la fine della stagione balneare 2015, almeno la classe Sufficiente.

 

Suolo

Il suolo è una risorsa limitata e non rinnovabile, indispensabile per la vita sulla terra, in quanto svolge molteplici funzioni per l'ecosistema e per l'uomo. Il suolo è inoltre la matrice ambientale con la più grande riserva di carbonio organico, essenziale per la mitigazione e l'adattamento ai cambiamenti climatici. In un'epoca di carenza idrica, il suolo risulta fondamentale per lo stoccaggio e la distribuzione appropriata dell'acqua.

Il suolo può essere contaminato da fonti puntuali, che agiscono su una superficie limitata e sono attribuibili ad un soggetto giuridico chiaramente individuabile, o da fonti diffuse, per le quali non è possibile discriminare il contributo delle singole fonti alla contaminazione riscontrata e sono quindi attribuibili alla società indifferenziata. La contaminazione diffusa del suolo è un fenomeno che può avere ripercussioni negative sulla qualità dell'ambiente, sulla salute dell'uomo e sull'economia.

Arpa Piemonte realizza un programma di monitoraggio dei suoli del territorio piemontese. Allo stato attuale sono stati campionati e analizzati i suoli di 470 stazioni, cui vanno aggiunti i dati di stazioni di monitoraggio (attualmente 340), realizzate nell'ambito di altri progetti realizzati da Arpa e campionate e analizzate con le stesse procedure.

I risultati delle elaborazioni evidenziano la presenza di tre principali gruppi di contaminanti responsa¬bili di altrettante forme di contaminazione diffusa differenti per origine e intensità: contaminanti di prevalente origine naturale, contaminanti di prevalente origine antropica e contaminati organici.

Tra i contaminanti di prevalente origine naturale vanno considerati i Metalli pesanti (Cromo, Nichel, Cobalto, Arsenico, Vanadio) e metalloidi (Arsenico) che presentano aree critiche molto estese e ben delimitate sul territorio, con concentrazioni medie e valori di fondo molto elevati rispetto ai limiti di legge. L'origine è principalmente attribuibile al substrato litologico e/o ai sedimenti che hanno contribuito alla formazione del suolo. Ad esempio le elevate concentrazioni di Cromo, Nichel e Cobalto, riscontrate prevalentemente nelle pianure Torinese e Canavese (Stura Lanzo, Doria Riparia) e Alessandrino (Bormida, Orba), sono attribuibili in prevalenza alla presenza di rocce ultramafiche naturalmente ricche di questi elementi coinvolte nei vari processi di formazione del suolo superficiale.

 

Figura 8. Cromo nei suoli del territorio piemontese - anno 2017

04.Nappi-Grafo.8

Fonte: Arpa Piemonte

 

I contaminanti di prevalente origine antropica, i metalli pesanti (Piombo, Rame, Zinco, Antimonio, Stagno, Berillio), presentano aree critiche di dimensioni ridotte, concentrazioni più elevate in corrispondenza degli orizzonti superficiali ad indicare deposizione da contaminazione diffusa e valori di fondo leggermente superiori ai limiti di legge. L'origine dell'inquinamento diffuso è attribuibile a deposizioni atmosferiche (traffico stradale, riscaldamento domestico, attività industriali, inceneritori etc.) e attività legate all'agricoltura intensiva (utilizzo di concimi, fitofarmaci, fanghi di depurazione, liquami zootecnici etc.).

Sono stati effettuati alcuni approfondimenti per quanto riguarda lo zinco nel torinese che hanno evidenziato vaste aree di contaminazione a sud ovest della città di Torino.

 

Figura 9. Monitoraggio dello zinco nei suoli del territorio della città di Torino e fascia periurbana - anno 2017

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Fonte: Arpa Piemonte

 

I contaminati organici, le Diossine - furani (PCDD/DF), i policlorobifenili (PCB) e gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) hanno origine prevalentemente antropica (combustioni di idrocarburi, attività industriali, incenerimento di rifiuti etc.). Presentano forme lievi di contaminazione diffusa su tutto il territorio con concentrazioni medie e valori di fondo ampiamente al disotto dei limiti di legge. Non sono state individuate zone critiche, mentre i pochi superamenti riscontrati sono da attribuire a casi isolati di contaminazione puntuale.

 

Per ulteriori approfondimenti

L'intero documento sullo Stato dell'Ambiente in Piemonte è consultabile all'indirizzo:

http://relazione.ambiente.piemonte.gov.it/it

 

 

 

 

 

Nota(1) Gli autori dei singoli argomenti sono riportati nel documento: Relazione sullo Stato dell'Ambiente in Piemonte 2017 http://relazione.ambiente.piemonte.gov.it/it