Home Come va il Piemonte Il tessuto imprenditoriale piemontese nel 2016 e nei primi mesi del 2017
Il tessuto imprenditoriale piemontese nel 2016 e nei primi mesi del 2017 E-mail

di  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. (Responsabile Ufficio Studi e Statistica, Unioncamere Piemonte)

Introduzione: il contesto internazionale

Il 2016 è stato, sotto molti punti di vista, un anno decisamente complesso. All'incertezza economica si è sovrapposta/susseguita quella politica, che è destina a influenzare gli equilibri internazionali anche nel breve/medio periodo. La crescita mondiale è rimasta modesta. Nella prima parte dell'anno si è registrata una decelerazione dell'economia internazionale. Solo nella seconda parte del 2016 l'attività economica, specialmente per quanto riguarda i Paesi emergenti, ha acquisito maggior slancio.

Nella media dell'anno il ritmo di espansione del prodotto interno lordo mondiale è rimasto contenuto, assestandosi su livelli leggermente inferiori rispetto a quelli registrati l'anno precedente.

Scendendo nel contesto europeo, emerge come l'area euro abbia confermato un ritmo moderato di crescita, sostenuta dalla ripresa della domanda interna e frenata dalla perdita di slancio della domanda estera. Le medesime dinamiche si ritrovano, nel 2016, anche a livello italiano.

 

Il tessuto economico del Piemonte

Con circa 116 milioni euro correnti di valore aggiunto (il 7,8% del totale nazionale), anche nel 2016, il Piemonte risulta una delle più importanti regioni in termini di produzione di ricchezza in Italia. Il comparto dei servizi genera circa il 70% del valore aggiunto piemontese, seguito dall'industria in senso stretto con il 23%, dalle costruzioni con il 5% ed infine dall'agricoltura (2%). In base a dati forniti dall'istituto Guglielmo Tagliacarne il valore aggiunto prodotto dalla regione nel 2016, ha evidenziato una performance positiva, incrementandosi dell'1,7% rispetto all'anno precedente.

Il tessuto economico regionale ha proseguito il cammino di crescita intrapreso già a partire dal 2014. I ritmi non sono sicuramente elevati e le problematiche appaiono ancora rilevanti, tuttavia, la ripresa appare ormai una realtà per una fetta importante del tessuto imprenditoriale piemontese.

La crisi ha ridimensionato pesantemente, in termini di numerosità complessiva, le imprese del territorio. A fine dicembre 2016 le aziende registrate in Piemonte ammontavano a poco meno di 439.000. Per trovare un dato analogo dobbiamo arrivare alla fine del secolo scorso, tornando in dietro di circa 16 anni.

Parallelamente alla contrazione del tessuto imprenditoriale regionale si è, però, assistito ad una sua maggior strutturazione. Si sono notevolmente incrementate le società di capitale, a scapito di una riduzione delle forme meno più fragili, che non sono riuscite a superare indenni il difficile momento congiunturale.

 

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Fonte: Unioncamere Piemonte su dati InfoCamere

 

In base ai dati del Registro imprese delle Camere di commercio, emerge come nel 2016 siano nate 26.447 aziende in Piemonte, a fronte delle 26.155 nuove iscrizioni registrate nel corso del 2015. Al netto delle 26.966 cessazioni, il saldo è negativo per 519 unità. Lo stock di imprese complessivamente registrate a fine dicembre 2016 ammonta così a 438.966 unità, confermando il Piemonte in 7ª posizione tra le regioni italiane, con oltre il 7% delle imprese nazionali.

Il bilancio tra nuove iscrizioni e cessazioni si traduce in un tasso di crescita del -0,12%, in linea rispetto al dato registrato nel 2015 (-0,11%) e in netto miglioramento rispetto ai risultati del 2014 (-0,44%) e del 2013 (-0,54%), ma ancora in controtendenza rispetto alla media nazionale (+0,68%).

Dall'analisi del tessuto imprenditoriale piemontese per classe di natura giuridica, si osserva come le società di capitale (+2,66%) e le altre forme (+0,58%), all'interno delle quali sono ricompresi cooperative e consorzi, continuino a evidenziare dinamiche positive, mentre risultano ancora negativi gli andamenti delle imprese individuali (-0,34%) e delle società di persone (-1,53%).

Valutando i tassi annuali di variazione percentuale dello stock delle imprese registrate per settori di attività economica, si osserva come, anche nel 2016, il turismo abbia sperimentato la performance migliore (+1,21%), seguito dal comparto degli altri servizi (+0,78%). Risulta leggermente negativo lo stock del commercio (-0,34%), mentre appaiono maggiormente penalizzati gli altri settori, pur evidenziando un'erosione della base imprenditoriale inferiore a quella mostrata nel 2015: costruzioni (-1,15%), industria in senso stretto (-0,79%) e agricoltura (-0,12%).

Al di là dei numeri sulla consistenza del tessuto imprenditoriale piemontese, emerge come, nel 2016, l'economia della regione sia stata trainata dall'ottimo andamento dell'industria manifatturiera, mentre, a differenza di quanto avvenuto negli ultimi anni, il commercio estero non è riuscito a fornire un contributo positivo.

I dati a consuntivo relativi all'andamento del comparto manifatturiero indicano come, durante il 2016, questa parte del tessuto produttivo regionale abbia mediamente registrato incrementi della produzione, del fatturato e degli ordinativi, dimostrando di avere consolidato la fase di ripresa iniziata nel 2014 e proseguita nel 2015. Complessivamente la crescita media annuale della produzione industriale piemontese del 2016 è stata pari al 2,2%, risultato più brillante rispetto al +0,7% realizzato mediamente nel 2015.

 

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Fonte: Unioncamere Piemonte, Indagine congiunturale sull'industria manifatturiera piemontese, trimestri vari

Tutti i principali comparti manifatturieri hanno evidenziato dinamiche positive. Il contributo più rilevante è arrivato dai mezzi di trasporto, la cui produzione media annua è cresciuta dell'8% rispetto al 2015, grazie in particolar modo all'ottima performance esibita dagli autoveicoli, positivo anche l'andamento della componentistica autoveicolare, mentre l'aerospazio ha registrato un risultato negativo. Anche il comparto alimentare, grazie a quattro trimestri con risultati postivi, segna una crescita della produzione industriale rispetto all'anno precedente pari al +2,0%. Il comparto dei Metalli realizza un incremento tendenziale dell'1,7% mentre l'industria meccanica (+0,7%) e quella chimico-farmaceutica (+0,6%) evidenziano una sostanziale stabilità rispetto all'anno precedente. Tra i settori più importanti il risultato meno brillante appartiene all'industria tessile e dell'abbigliamento che, in linea a quanto avvenuto a livello nazionale, registra una seconda parte dell'anno all'insegna delle contrazioni produttive. In media il 2016 si chiude con una variazione del +0,3% per la filiera tessile piemontese.

Una analisi per classe dimensionale mette in luce la, ormai consolidata, relazione tra crescita e dimensione d'impresa. Anche nel 2016 le imprese di grandi dimensioni (>250 addetti) realizzano uno sviluppo della produzione (+9,0%) decisamente superiore rispetto alle imprese di dimensioni minori. L'incremento minore appartiene ancora una volta alle micro imprese (0-9 addetti), la cui produzione media cresce solo dello 0,2%.

A livello territoriale i risultati più brillanti appartengono al capoluogo regionale, ad Alessandria e a Novara.

A differenza del biennio precedente il 2016 non ha visto il contributo positivo del commercio estero. Il Piemonte, infatti, pur confermandosi la quarta regione esportatrice a livello italiano, con una quota del 10,7% dell'export nazionale, ha evidenziato il risultato peggiore tra le principiali regioni esportatrici. Quasi tutti i principali comparti delle vendite piemontesi all'estero hanno vissuto delle difficoltà, soprattutto nei primi sei mesi dell'anno. Questo andamento, spiegato soprattutto dal calo delle vendite verso i Paesi extra Ue e dalla flessione rispetto al 2015 delle esportazioni di mezzi di trasporto, ha portato ad un calo medio annuo del 3%. Questa flessione va tuttavia valutata ricordando che la contrazione del 3% è stata registrata rispetto al 2015, anno in cui la crescita era stata pari a 7 punti percentuali.

Guardando, in fine, all'anno in corso si rileva come i primi mesi del 2017 abbiano mostrato segnali incoraggianti per l'economia regionale. In particolare ad una sostanziale tenuta del tessuto imprenditoriale in termini di numerosità d'imprese, si accompagnano una crescita significativa della produzione industriale e una ripresa sostenuta delle vendite oltre confine.

La dinamica tendenziale realizzata dall'industria manifatturiera appare brillante e conferma il buono stato di salute del comparto. Nel periodo gennaio-marzo la produzione industriale ha registrato, infatti, una crescita del 4,5% rispetto allo stesso trimestre del 2016.

Analizzando gli altri indicatori riferiti al sistema economico piemontese si rilevano indicazioni positive sul fronte delle esportazioni di merci, che dopo un 2016 deludente, tornano a crescere. L'export piemontese, nei primi tre mesi del 2017, ha raggiunto gli 11,8 miliardi di euro, registrando una crescita del 14,1% rispetto al I trimestre 2016. La dinamica delle vendite piemontesi oltre confine è risultata la più brillante tra le principali regioni esportatrici e ha superato la media nazionale (+9,9%). I mezzi di trasporto, la meccanica e l'alimentare hanno sostenuto l'export del Piemonte, ma tutti i settori strategici hanno registrato comunque trend positivi.