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L’economia del Piemonte nel Rapporto annuale di Banca d’Italia E-mail

a cura di Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. (Banca d'Italia – Sede di Torino)

Introduzione e sintesi

È proseguita nel 2016 la fase di moderata ripresa dell'economia piemontese avviatasi nel 2015, ma resta ancora ampio il divario con i livelli di attività precedenti la crisi. La congiuntura è stata positiva nell'industria e nel terziario, mentre nelle costruzioni non sono emerse indicazioni di ripresa. È proseguito il graduale recupero dei livelli occupazionali, che rimangono però ancora inferiori a quelli del 2008. Il miglioramento delle condizioni nel mercato del lavoro ha contribuito all'ulteriore moderata crescita del reddito disponibile delle famiglie e dei consumi.

La dinamica del credito si è rafforzata, riflettendo l'andamento di quello alle famiglie. I finanziamenti bancari alle imprese sono rimasti stabili nel complesso dell'anno, con dinamiche assai eterogenee tra le aziende e i comparti produttivi. Le politiche di offerta, nel complesso accomodanti, rimangono differenziate tra i settori e le classi di rischio della clientela. La qualità del credito è ulteriormente migliorata, beneficiando del consolidamento della crescita dell'economia.

Pur rimanendo ancora pesante l'eredità della crisi, nell'attuale fase di moderata ripresa stanno emergendo segnali di graduale recupero degli investimenti, di rafforzamento della redditività delle aziende e di riequilibrio della loro struttura finanziaria.

 

Il contesto regionale

Nell'industria la produzione ha continuato ad aumentare, favorita dal rafforzamento della domanda interna e, nella seconda parte dell'anno, dal recupero delle esportazioni. La maggiore richiesta di servizi proveniente dall'industria e l'ulteriore rafforzamento dei consumi e dei flussi turistici si sono riflessi positivamente sull'attività nel terziario. Il settore turistico e culturale, in particolare, a partire dai primi anni duemila ha avuto uno sviluppo significativo, assai più elevato che nelle altre regioni italiane con analoga specializzazione produttiva. Per contro, nel settore delle costruzioni non sono ancora emersi segnali di ripresa. È proseguito lo scorso anno il graduale recupero dell'accumulazione di capitale. Vi hanno contribuito l'ulteriore miglioramento della situazione economico-finanziaria delle imprese, le favorevoli condizioni di accesso al credito e gli incentivi fiscali introdotti dal Governo.

Nel 2016 l'occupazione è ulteriormente cresciuta, grazie al positivo andamento nell'industria e nei servizi del commercio, alberghi e ristorazione. Complessivamente, nell'ultimo triennio il numero di occupati è aumentato del 2,3 per cento, ma rimane ancora inferiore rispetto al 2008. L'andamento positivo dello scorso anno ha rispecchiato quello dell'occupazione a tempo indeterminato. Il numero delle persone in cerca di occupazione e il tasso di disoccupazione sono ancora calati. Uno studio della Banca d'Italia mostra che tra coloro che hanno perso un impiego in Piemonte nel periodo 2009-2012 quasi il 60 per cento ha trovato un nuovo lavoro dipendente entro 3 anni; la probabilità di trovare un nuovo impiego diminuisce all'aumentare del tempo di inoccupazione e riflette le caratteristiche del lavoratore.

Il miglioramento delle condizioni nel mercato del lavoro ha contribuito all'ulteriore moderata crescita del reddito disponibile e dei consumi. Si sono intensificati i segnali di recupero del mercato immobiliare residenziale: il numero delle compravendite ha registrato una significativa accelerazione, anche se rimane notevolmente inferiore agli anni precedenti la crisi. La caduta dei prezzi delle abitazioni si è sostanzialmente arrestata nella seconda metà dell'anno.

In presenza di bassi livelli dei tassi di interesse, il risparmio finanziario delle famiglie si è ancora diretto verso il risparmio gestito e verso forme d'investimento prontamente liquidabili, come i depositi in conto corrente. Nel 2016 si è intensificata la crescita dell'indebitamento delle famiglie, che era diminuito nel triennio 2012-14. Vi hanno contribuito l'andamento positivo della spesa per l'acquisto di abitazioni e di beni di consumo durevoli e le favorevoli condizioni di accesso al credito. I nuovi mutui sono saliti di oltre un quarto e il credito al consumo ha accelerato. All'ulteriore diminuzione del differenziale tra tassi fissi e variabili si è associato il rinnovato aumento della quota di nuovi mutui a tasso fisso.

La dinamica dei prestiti si è rafforzata nel 2016, riflettendo l'andamento di quelli alle famiglie. I finanziamenti bancari alle imprese sono rimasti stabili nel complesso dell'anno, mostrando dinamiche assai eterogenee tra le aziende e i settori produttivi. Le politiche di offerta, nel complesso accomodanti, rimangono differenziate tra i settori e le classi di rischio della clientela. La qualità del credito è ulteriormente migliorata, beneficiando del consolidamento della crescita dell'economia. È proseguito il processo di riconfigurazione dei canali bancari di contatto con la clientela: alla nuova riduzione del numero di sportelli, che ha interessato gran parte del sistema bancario, si è associato l'ulteriore sviluppo dei canali digitali. Il numero di contratti di home banking in rapporto alla popolazione è fortemente aumentato dal 2009, raggiungendo un valore ampiamente superiore alla media nazionale.

Nel 2017 la Regione Piemonte è uscita dal Piano di Rientro sanitario a cui era stata sottoposta dal 2010. La spesa sanitaria, che nel periodo antecedente l'adozione del Piano era aumentata a ritmi sostenuti e superiori alla media nazionale, si è stabilizzata nel primo triennio di attuazione del programma per ridursi in misura significativa tra il 2012 e il 2015. Nel 2016 il debito complessivo delle Amministrazioni locali piemontesi ha continuato a ridursi, ma rimane su livelli quasi doppi rispetto alla media italiana in rapporto al PIL.

 

I cambiamenti in atto

Come di consueto, il Rapporto annuale di Banca d'Italia contiene numerosi approfondimenti monografici. Nel seguito ne sono sintetizzati alcuni.

Pur rimanendo ancora pesante l'eredità della crisi e ampio il divario con i livelli di attività precedenti, stanno emergendo segnali di graduale recupero degli investimenti, di rafforzamento della redditività delle aziende e di riequilibrio della loro struttura finanziaria. Dal 2010 le esportazioni di beni piemontesi hanno fatto registrare un'espansione superiore sia alla domanda proveniente dai mercati di sbocco sia al commercio mondiale.

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La spesa per investimenti delle imprese industriali piemontesi è ulteriormente aumentata nello scorso anno (fig. 1): la crescita ha interessato tutte le classi dimensionali, ma è stata più marcata per le aziende con meno di 50 addetti. All'ulteriore espansione ha contribuito soprattutto il miglioramento della situazione economico-finanziaria delle imprese e delle condizioni di accesso al credito; le aziende hanno anche beneficiato dei nuovi incentivi fiscali sui beni strumentali. Nel complesso, tuttavia, l'ammontare degli investimenti rimane ancora basso rispetto a quello pre-crisi (sia in assoluto sia in rapporto al PIL). I programmi formulati dalle imprese per il 2017 comunque indicano che la crescita degli investimenti si intensificherebbe nell'anno in corso, sostenuta anche dalle misure di incentivo legate all'acquisto di impianti e macchinari ad alto contenuto tecnologico (iper ammortamento). Circa un terzo delle aziende intervistate dalla Banca d'Italia ha dichiarato che in assenza di tale intervento i piani di spesa sarebbero stati più contenuti.

Nel 2016 la redditività delle imprese piemontesi dell'industria e dei servizi ha continuato a rafforzarsi. Secondo le informazioni tratte dall'indagine Banca d'Italia sulle imprese, il saldo tra le aziende che hanno registrato un utile di bilancio e quelle che hanno riportato una perdita è lievemente aumentato. In base a un'analisi condotta su un campione più ampio, composto da circa 32.000 società di capitali piemontesi i cui bilanci sono presenti negli archivi di Cerved Group, la redditività operativa media era tornata a crescere sin dal 2013; nel 2015 il miglioramento ha interessato tutti i principali comparti e le classi dimensionali d'impresa; tuttavia solo nei servizi e per le aziende di media dimensione la redditività operativa aveva recuperato i livelli pre-crisi (fig. 2a). L'incremento della redditività, unitamente al calo dei tassi di interesse, ha favorito una minore incidenza degli oneri finanziari sul MOL, scesa al valore più basso dal 2007 in tutti i principali comparti a eccezione dell'edilizia.

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Lo scorso anno è proseguito anche il miglioramento delle condizioni finanziarie delle imprese. Secondo le informazioni tratte dall'indagine Banca d'Italia, il grado di indebitamento delle aziende si sarebbe ulteriormente ridotto e le disponibilità liquide sarebbero aumentate rispetto all'anno precedente. L'analisi basata sui dati di bilancio indica che il leverage delle società di capitali è in calo dal 2013: vi hanno contribuito sia l'uscita dal mercato di aziende in difficoltà e molto indebitate sia il deleveraging delle imprese attive. Per queste ultime un contributo rilevante è venuto dal rafforzamento del patrimonio netto (fig. 2b). Alla diminuzione del leverage si è accompagnato l'allungamento delle scadenze dei debiti finanziari.

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Dall'inizio del decennio la crescita delle esportazioni piemontesi a prezzi costanti è stata superiore a quella della domanda proveniente dai mercati di sbocco e del commercio mondiale. La dinamica è stata sospinta sotto il profilo geografico dal forte incremento delle vendite al di fuori dell'area dell'euro, superiore a quello della domanda potenziale (fig. 3); tale andamento riflette sia la ricerca di nuovi mercati da parte degli esportatori regionali sia, più di recente, il recupero di competitività riconducibile al deprezzamento nominale dell'euro. L'espansione delle vendite all'interno dell'eurozona è stata invece più debole rispetto a quella della corrispondente domanda potenziale.

A livello settoriale la crescita dell'export in volume è stata sostenuta dalla chimica, dai macchinari e, soprattutto, dagli autoveicoli.

 

 

 

Per ulteriori approfondimenti si rimanda al documento del Rapporto, consultabile all'indirizzo: https://www.bancaditalia.it/pubblicazioni/economie-regionali/2017/2017-0001/index.html.

 

 

 

 

 

 

Nota(1) Le opinioni espresse in questo articolo non impegnano la responsabilità dell'Istituto di appartenenza