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Realtà e potenzialità delle industrie culturali e creative in provincia di Cuneo E-mail

a cura dei ricercatori del Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Introduzione

Nello studio Fattore Cultura, Realtà e potenzialità in provincia di Cuneo la Provincia di Cuneo è stata analizzata tramite l'approccio dell'atmosfera creativa teorizzata da Walter Santagata (Santagata, 2012), ossia attraverso un approccio che considera cultura e creatività elementi potenzialmente in grado di favorire il benessere e lo sviluppo economico e sociale di un territorio. Lo schema interpretativo Atmosfera Creativa si propone di analizzare il grado di mobilitazione di risorse culturali e creative esistenti a livello locale, utilizzando dati e variabili pertinenti alla realtà esaminata.

Esso si configura perciò come un modello prioritariamente interpretativo, l'applicazione del quale richiede di volta in volta un accurato adattamento sulla base delle peculiarità idiosincratiche del territorio preso in esame.

 

Analisi dei risultati

I dati generali sulla provincia di Cuneo sono già stati esaminati nel contributo Le industrie culturali e creative sul territorio regionale piemontese del presente numero di Politiche Piemonte, per questo motivo di seguito analizzeremo solo i dati più significativi. A livello provinciale si registra una grande maggioranza di micro imprese ‒ il 94% ha meno di 10 addetti ‒, in particolare nel settore del Patrimonio, dove le ditte individuali sfiorano il 70%; il settore del Gusto ha una maggior percentuale di imprese con meno di 10 dipendenti, indice di una maggiore solidità rispetto alla maggioranza di ditte individuali degli altri settori.

Il trend delle imprese attive in provincia di Cuneo dal 2009 al 2014 evidenzia una buona crescita dei settori Patrimonio e Turismo (nell'ordine del 15%) parallelamente a una diminuzione (-10%) delle imprese del settore dei Media. Il settore della Cultura materiale è cresciuto mediamente del 4,5%. Gli altri settori, seppur con numeri più contenuti, non mostrano grandi cambiamenti, anche se in alcuni di essi le imprese sono aumentate di numero fino al 2011 ‒ nonostante l'inizio della crisi fosse già in atto ‒ per poi diminuire dal 2011 al 2014.

 

Figura 1. Variazione percentuale del numero di imprese, 2009-2014

3.CSS.Fig.1

Fonte: elaborazioni su dati Camera di Commercio di Cuneo

 

Nel complesso il settore del Gusto risulta avere un ruolo preminente nell'attivare e qualificare i processi di sviluppo locale connessi ai settori considerati. Infatti, in molti sistemi locali la specializzazione sussiste proprio nelle produzioni tipiche del territorio, cui si ricollegano politiche e strategie di sviluppo turistico. Questo riscontro è avvalorato anche dal fatto che nel complesso il Gusto è il solo settore dell'economia della cultura e del turismo in cui la provincia di Cuneo mostra una leggera specializzazione. Inoltre è l'unico settore a crescere stabilmente negli anni ‒ tanto da essere completamente fuori scala rispetto agli altri settori culturali (fig.2) e a ottenere riconoscimenti anche a livello qualitativo, come testimoniano, ad esempio, e numerose stelle Michelin attribuite ai ristoranti della provincia.

 

Figura 2. Trend delle imprese 2009-2014

3.CSS.Fig.2

Fonte: Nostre elaborazioni su dati Camera di Commercio di Cuneo

 

Riguardo gli altri settori, il Patrimonio culturale e - ancor più - le Industrie del contenuto, non risultano ancora settori di specializzazione dei sistemi locali della provincia di Cuneo, sebbene concentrino un numero di addetti superiore alla media nazionale e giochino quindi un ruolo non secondario nei processi di sviluppo del territorio. Se si esaminano i diversi settori sulla base della quantificazione e qualificazione dei legami tra gli operatori, si nota una bassa connessione a livello generale tra i diversi settori. In particolare, se alcuni di essi sono capaci di dialogare con gli altri, vuoi per la comunione di linguaggi o mezzi espressivi (come fra Artigianato e Arte contemporanea), per le connessioni ideate per la reciproca valorizzazione (Artigianato e Patrimonio Naturale), o ancora per una maggiore propensione rispetto ad altri settori nel fare rete e cercare il dialogo con gli attori del mondo della formazione o dell'organizzazione di eventi (Patrimonio culturale), altri sono in buona misura incapaci di esprimere tali relazioni.

Se il Gusto, quindi, è il settore delle industrie culturali che più è cresciuto negli anni recenti, forte anche della presenza di industrie importanti, a livello internazionale, e anche di una serie di politiche e sostegno da parte di attori pubblici e privati all'intera filiera (ad esempio alle manifestazioni, sagre, fiere, ...), si osservano alcune segnali interessanti anche in altri settore delle industrie culturali creative, che andrebbero colti e sostenuti. In tutti i settori esaminati vi sono infatti eccellenze a livello nazionale e alcune realtà innovative (nel campo del web, della produzione cinematografica, del design) che potrebbero divenire i nuovi soggetti di riferimento in ambito culturale a livello territoriale e anche nazionale. A fianco dei media tradizionali, vi è infatti una fiorente industria dei media digitali, fra cui si annoverano alcune delle più importanti realtà a livello nazionale, come ad esempio Blulab, Tesi o Bitbull. Si tratta di un settore che, nel suo complesso, sta vivendo ormai da diversi anni un cambiamento radicale, strettamente legato all'introduzione delle nuove tecnologie all'interno del processo produttivo dei contenuti, con l'effetto di modificarne modelli produttivi, contenuti, e anche modelli di business. Ad esempio, è emerso un modello "dal basso" di produzione dei contenuti e di remunerazione, grazie al coinvolgimento dei fruitori nel processo di produzione e di finanziamento dello stesso (esempi importanti in provincia di Cuneo sono Starteed e Culturadalbasso).

Anche il settore del cinema risulta di un certo interesse. Accanto, infatti, alla presenza di sale cinematografiche commerciali e non (numerose sono le sale gestite da parrocchie o da associazioni culturali), ad alcune rassegne indipendenti (soprattutto in estate, in location suggestive come i cortili interni di alcuni castelli), sembra esserci un certo fermento a livello di produzione. Innanzi tutto vi sono molti tecnici della ripresa video, che si stanno specializzando nell'uso di nuove tecnologie, come i droni per le riprese aeree. Inoltre, il territorio cuneese negli ultimi anni ha espresso un buon livello di produzione cinematografica. Tra i lavori più importanti si possono citare quelli di Emanuele Caruso, giovane regista albese, che grazie al crowdfunding ha potuto raccogliere i finanziamenti necessari a realizzare la pellicola E fu sera e fu mattina, ambientata nei territori della Langa e premiata dalla Federazione Italiana Cinema d'Essai come Film Indipendente dell'anno 2014, e il docufilm Meno 100 chili. Allo stesso modo il regista si è prefisso di finanziare anche il suo ultimo lavoro, La terra buona, girato nell'estate 2016. Nel 2013, inoltre, è uscito sugli schermi The Repairman, interamente scritto e girato in provincia di Cuneo dal regista Paolo Mitton, la cui casa produttrice è una giovane realtà locale, la Aidìa productions S.r.l. Il film è stato un caso cinematografico che ha riscosso successo al botteghino e raccolto il sostegno di Legambiente Italia, Slow Food Italia, Collisioni 2015, Aiace Torino, Arci Asti, Langhe e Roero, Cinemavekkio, Basta Un Seme, Restarters. Nel 2014 inoltre è uscito Barolo Boys. Storia di una Rivoluzione, diretto da Paolo Casalis e Tiziano Gaia, vincitore del Premio DOC Wine Travel Food 2014 come migliore documentario dell'anno. Dal punto di vista dei servizi creati in ambito cinematografico va sottolineata l'innovazione rappresentata da L'aura Scuola di Cinema di Ostana creata nel 2012 dai registi Giorgio Diritti e Fredo Valla in collaborazione con l'Associazione L'aura fai son vir e la casa di produzione Aranciafilm di Bologna, con il sostegno della Regione Piemonte e della Film Commission Torino Piemonte. I due fondatori sono regista e sceneggiatore del film del 2005 Il vento fa il suo giro: ambientato a Ostana, ha dato risalto alla Valle Po e alla cultura occitana grazie a un notevole successo di pubblico basato su passaparola e distribuzione in cinema indipendenti.

Infine il settore della produzione di arte contemporanea e fotografia trova in alcune zone della provincia cuneese un certo fermento creativo, sostenuto principalmente dall'intervento dei privati, quali la Fondazione CR Cuneo con il progetto LocalArt (attivo dal 2012) o una serie di mecenati privati, in buona parte esponenti della piccola e media impresa locale, che spesso lavorano in partnership con le amministrazioni locali (si vedano, a titolo di esempio, i progetti dell'azienda vinicola Ceretto presso il Coro della Maddalena di Alba e presso le sedi dell'azienda).

 

Conclusioni

L'indagine condotta ha permesso di rilevare le caratteristiche principali delle industrie culturali e creative in provincia di Cuneo, che possiamo sinteticamente riassumere di seguito.

Emerge la preponderanza del settore del Gusto, forte di un'imprenditoria capace di crescere a livello internazionale nel corso del tempo e di una serie di attori che hanno legittimato e contribuito ad accrescerne la portata qualitativa e culturale. Finora, infatti, esso ha giocato un ruolo centrale nelle politiche locali, attivando molteplici relazioni funzionali con altri settori ma, a volte, "rubando un po' la scena" al sistema nel suo complesso e forse rendendo meno facile il formarsi di una fitta rete di connessione fra gli altri settori.

Si riscontra una presenza di esperienze di innovazione significative legate sia alla presenza di imprenditori capaci di costruire una fitta rete di relazioni, sia alla stretta connessione che alcune delle aziende (ad esempio quelle che producono web, video, fotografia) hanno con gli altri settori produttivi forti a livello provinciale che andrebbero maggiormente sostenuti, al fine di creare nuove opportunità di crescita sostenibile legate al sistema delle industrie culturali e creative.

Vi è, infine, una scarsa capacità di connessione da parte degli operatori di alcuni settori con quelli di altri (non cogliendo, quindi, l'opportunità di contaminazione e crescita che deriva invece dal networking) e con il territorio.

 

Bibliografia

CSS-EBLA, a cura di, 2016, Fattore Cultura. Realtà e potenzialità in provincia di Cuneo, a cura del Centro Studi Silvia Santagata, luglio 2016: http://www.fondazionecrc.it/images/documenti-centrostudi/quaderni-online/2016-quaderno-on-line-fattore-cultura.pdf

Santagata W., 2012, Atmosfera creativa, Il Mulino, Bologna.

 

 

 

 

Nota(1) La Fondazione CRC ha promosso e finanziato, nell'ambito dell'attività di ricerca coordinata dal suo Centro Studi, il Rapporto "Fattore Cultura. Realtà e potenzialità in provincia di Cuneo", che riporta un'analisi del panorama culturale e creativo condotta dai ricercatori del Centro Studi Silvia Santagata-EBLA e conclusa nel 2016. Lo studio, avviato per sostenere le scelte di programmazione e progettazione della Fondazione e degli attori del territorio, è stato finalizzato da un lato a mappare e mettere in luce la presenza o l'assenza di condizioni in grado di favorire uno sviluppo legato alla cultura e alla creatività, dall'altro a fornire l'indicazione di policy per stimolare tale sviluppo

Nota(2) In questo schema il settore delle industrie culturali e creative (ICC) viene considerato come composto dai seguenti macrosettori: Patrimonio e Spettacolo (Patrimonio culturale e naturale, Architettura, Spettacolo da vivo, Arte contemporanea e Fotografia), Industria dei contenuti (Cinema e audiovisivo, TV e radio, Editoria, Software, Pubblicità e comunicazione), Cultura materiale (Moda e tessile, Gusto e enogastronomia, Design industriale e artigianato creativo), e Turismo

Nota(3)   Il crowdfunding è una tipologia di azionariato popolare che consiste nella raccolta di fondi online che danno diritto a un numero di quote ripartite in base al capitale speso