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Le industrie culturali e creative sul territorio regionale piemontese E-mail

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Introduzione

Il lavoro presentato di seguito ha lo scopo di compiere una prima riflessione sulla presenza, organizzazione e storia recente delle industrie culturali e creative nel territorio regionale piemontese e in particolare nella città che costellano la regione. Per compiere tale riflessione si è utilizzato quale strumento di indagine il modello elaborato da Santagata in "Atmosfera Creativa" (2009), che considera il settore delle industrie culturali e creative (ICC) come composto dai seguenti macrosettori: Patrimonio e Spettacolo (Patrimonio culturale e naturale, Architettura, Spettacolo da vivo, Arte contemporanea e Fotografia), Industria dei contenuti (Cinema e audiovisivo, TV e radio, Editoria, Software, Pubblicità e comunicazione), Cultura materiale (Moda e tessile, Gusto e enogastronomia, Design industriale e artigianato creativo), e Turismo. I dati analizzati sono di fonte Istat (ASIA 2012).

Le industrie culturali e creative in Piemonte

Le industrie culturali e creative si addensano in Piemonte soprattutto nella provincia di Torino (44%); segue il settore delle ICC della provincia di Cuneo (16%), e poi Alessandria e Vercelli. Le altre province mostrano percentuali ridotte di imprese e addetti in questo settore.

Le ICC contano per il 16% sulle imprese totali della provincia torinese, sul cui territorio operano il numero maggiore di organizzazioni e addetti dei settori creativi in Piemonte. Il comparto è composto per la maggior parte da imprese riconducibili al macrosettore della Cultura materiale (47%), principalmente dall'industria del gusto e dell'artigianato e design. Anche l'Industria dei contenuti è presente sul territorio, arrivando a pesare per il 27%. Seguono il settore del Patrimonio e Spettacolo (20%) e del Turismo (4%). Ovviamente, il capoluogo attrae la maggior parte delle risorse, per cui la più alta concentrazione di ICC è riscontrata nella città di Torino e nelle aree direttamente limitrofe .

 

Figura 1. Ripartizione per provincia del comparto delle ICC in Piemonte

2.Borrione.Fig.2

 

Fonte: elaborazione nostra su dati Istat 2012.

 

Tabella 1. Distribuzione delle ICC per provincia

2.Borrione.tab.1

Fonte: elaborazione nostra su dati Istat 2012.

 

La provincia di Novara pesa per l'8% sul totale delle ICC piemontesi. La quota più grande del comparto è da attribuire al macrosettore della Cultura materiale (47%) e al gusto in particolare. Segue il macrosettore del Patrimonio e Spettacolo che, grazie soprattutto all'elevato numero degli studi di architettura e di ingegneria, arriva a contare il 29%. Al terzo posto vi è l'Industria dei contenuti (20%), che beneficia in particolar modo delle attività di produzione di software e delle attività editoriali. Decisamente meno influente è il Turismo, che conta solo per il 4%. Il fulcro delle attività creative si trova nel capoluogo: Novara conta il 31% delle ICC del territorio provinciale.

Nella provincia del VCO sono localizzate il 5% del totale delle ICC piemontesi. Anche in questo caso il settore prevalente è quello della Cultura materiale (oltre il 49%), con una predominanza delle attività di ristorazione. Al secondo posto per numero di imprese vi è il settore del Patrimonio e Spettacolo (23,5%), mentre se considerassimo il numero di addetti al secondo posto troveremmo l'Industria dei contenuti. Il settore del Turismo, con il 10% delle imprese (con una netta prevalenza delle strutture ricettive rispetto agli altri operatori del settore), segna una differenza positiva rispetto alle altre province piemontesi. Nella provincia del VCO si possono identificare due poli produttivi per le ICC: Verbania (con il 21,5% del totale provinciale e una buona presenza delle Industrie dei contenuti) e Omegna (9% sul settore creativo provinciale, con una netta prevalenza del settore del gusto su tutti gli altri).

Il macrosettore della Cultura materiale conta per il 50% delle ICC della provincia di Vercelli, con una netta predominanza dell'industria del gusto, mentre il settore della moda è il secondo settore per numero di addetti. Il macrosettore del Patrimonio e Spettacolo è il secondo per importanza, contando per il 29% del totale delle ICC, cui segue l'Industria dei contenuti (15%), e il Turismo (5%). Per quanto riguarda la localizzazione delle imprese, anche nel caso della provincia di Vercelli le ICC si addensano nella città capoluogo di provincia: Vercelli attrae il 30,8% delle ICC della provincia e le industrie ad alto tasso di creatività sono ben il 18,2% del totale delle imprese della città.

Biella e la sua provincia sono la provincia in cui il settore della moda pesa di più, con il 40% di aziende del macrosettore della Cultura materiale, e in cui più si nota la crescita del settore del gusto nei dieci anni esaminati. Il secondo settore per numero di addetti è quello dell'Industria dei contenuti, anche se come numero di organizzazioni non arriva al 25%. Seguono il settore del Patrimonio e il Turismo. In tutto, la provincia di Biella conta solo per il 5% del comparto ICC della regione. La città di Biella è l'unico centro rilevante della provincia, e conta da sola per più del 35% delle ICC del territorio.

Oltre il 15% delle ICC del territorio piemontese si trova in provincia di Cuneo . Il macrosettore della Cultura materiale conta per oltre il 50% del totale delle ICC del cuneese, di cui quasi l'80% è rappresentato dal settore del gusto, anche a livello di occupati. Secondo per importanza è il settore del Patrimonio e Spettacolo, che vede il 30% delle aziende mentre l'Industria dei contenuti e il Turismo si spartiscono quasi equamente la quota restante, con una lieve predominanza della prima sul secondo. A differenza delle aree analizzate precedentemente, quella di Cuneo è una provincia policentrica; il capoluogo non ha infatti la tendenza a fagocitare la maggior parte delle imprese, ma vi sono vari centri in cui queste si distribuiscono più o meno equamente. Considerando gli altri centri principali della provincia, è evidente che le diverse città hanno in comune la predominanza del settore del gusto rispetto a tutti gli altri, ma vi sono specializzazioni specifiche: Alba nel settore del gusto, Bra nel gusto e nell'industria dei contenuti, Saluzzo nell'artigianato artistico, Savigliano nei contenuti.

La provincia di Asti pesa poco sul totale delle ICC piemontesi, solo il 5%. Più della metà del comparto delle industrie creative dell'astigiano (51%) è composto dal macrosettore della Cultura materiale conta in assoluto il maggior numero di imprese e di addetti (gusto e artigianato sono i sottosettori più sviluppati in termini di aziende e addetti). Il settore del Patrimonio e Spettacolo conta per il 30%, l'Industria dei contenuti invece per il 15%; il Turismo chiude ultimo, con il 4%. Per quanto riguarda questa provincia, il capoluogo è il centro più importante per le imprese creative; la città registra infatti oltre il 40% del comparto creativo della provincia.

La provincia di Alessandria pesa per il 9% nello scenario delle industrie creative del Piemonte, anche qui per lo più grazie all'industria del gusto e, più in generale, al settore della Cultura materiale (49%). Le attività di ristorazione sono il sottosettore più importante sia per numero di organizzazioni che per numero di addetti; segue l'industria alimentare in senso stretto. Le percentuali degli altri settori sono simili a quanto si è riscontrato per le altre province: il Patrimonio e Spettacolo si attesta sul 30%, l'Industria dei contenuti si ferma al 16% e il Turismo rimane sotto il 4%. Anche se la provincia di Alessandria non può dirsi propriamente policentrica (la città di Alessandria pesa per quasi il 25% delle ICC provinciali) – come era invece il caso della provincia di Cuneo – vale la pena considerare almeno altri tre centri "minori", ma rilevanti dal punto di vista dei dati. Gli altri centri importanti per le ICC sono Acqui Terme (la città conta per il 7,2% sul comparto creativo provinciale, in particolare per il Turismo), Casale Monferrato (che conta per quasi il 10% sulle ICC della provincia di Alessandria) e la città di Valenza (che ha perso molto terreno nel decennio considerato, arrivando a pesare solo il 3,5% delle ICC provinciali).

 

Conclusioni

Ciò che emerge dai dati è il ritratto di un territorio regionale piuttosto particolare. Innanzi tutto la provincia e soprattutto la città di Torino sono il territorio di elezione delle industrie culturali e creative regionali, in tutti i settori considerati. A Torino, inoltre, si concentra in particolar modo l'industria dei contenuti, grande assente dal resto del territorio, con l'eccezione delle province di Cuneo e di Novara. Dal punto di vista delle industrie creative e dei contenuti, quindi, si tratta di un territorio fortemente sbilanciato verso il capoluogo di regione.

In secondo luogo il resto del territorio regionale è policentrico: non emerge, fra le città capoluogo di provincia, una città che sia in misura più evidente delle altre un centro di produzione di cultura. Tale policentrismo, inoltre è più evidente in alcune province, come quella di Cuneo e di Alessandria, in cui accanto al capoluogo di provincia, si affermano sulla scena della produzione culturale e creativa altre cittadine, talvolta con specializzazioni precise e marcate.

Inoltre, se si confrontano i dati nel decennio, 2001-2011, si osserva un'ulteriore specializzazione dei territori rispetto alla loro caratterizzazione storica: in molte città scompaiono attività che erano già residuali ma presenti (ad esempio nella produzione dei contenuti) mentre si affermano le attività della cultura materiale, soprattutto se legate all'industria del gusto.

La crescita delle produzioni più legate all'innovazione tecnologica, come il software e più in generale l'industria del digitale è in buona misura assorbita da Torino, cui segue la provincia di Cuneo: là dove il tessuto industriale è più forte si è quindi sviluppata anche l'industria digitale.

Infine, in controtendenza con i dati generali, che vedono crescite contenute o riduzioni dei settori, il settore del Turismo ha registrato una crescita importante nel decennio considerato (20%). Tuttavia il comparto turistico nel panorama delle ICC piemontesi conta ancora solo per il 4% a livello regionale e solo nel verbano e nel cuneese conta una quota di aziende più rilevante (circa il 10% delle organizzazioni delle ICC), grazie alle imprese della ricettività.

 

Per approfondimenti

Rapporto sui Centri storici italiani, a cura di ANCSA, in uscita nel 2018

Fattore Cultura. Realtà e potenzialità in provincia di Cuneo, a cura del Centro Studi Silvia Santagata, luglio 2016: http://www.fondazionecrc.it/images/documenti-centrostudi/quaderni-online/2016-quaderno-on-line-fattore-cultura.pdf

 

 

 

 

 

 

 

Nota(1) Alla città di Torino e alla localizzazione delle ICC in città è dedicato uno dei casi studio del Rapporto sui Centri storici italiani, a cura di ANCSA, in uscita nel 2018

Nota(2) In questo frangente ci limiteremo a fare riferimento ai dati Istat fin qui utilizzati per l'analisi delle altre province. Per un approfondimento mirato sul settore culturale nel cuneese, vedere l'analisi: Fattore Cultura. Realtà e potenzialità in provincia di Cuneo, a cura del Centro Studi Silvia Santagata, luglio 2016