Home Cultura e creatività Editoriale n.49 - Cultura e creatività per lo sviluppo dei territori
Editoriale n.49 - Cultura e creatività per lo sviluppo dei territori E-mail

di  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. (Head of Research, CSS_EBLA)

 

Testata_Articoli_49Questo numero di Politiche Piemonte presenta le riflessioni di una serie di ricerche condotte di recente sul ruolo delle industrie culturali e creative quali fattori di sviluppo socioeconomico dei territori. I lavori presentati hanno in comune un modello interpretativo che attribuisce alle espressioni culturali non solo un ruolo identitario, ma le considera anche un elemento costitutivo dei processi economici. Questa prospettiva, adottata in analisi condotte dai più autorevoli enti internazionali (quali KEA, DCMS, WIPO, UNCTAD, UNESCO), ha connotato diversi lavori anche in ambito italiano.

Possono essere ricordati il Rapporto sull'economia della cultura in Italia 1990-2000 (Bodo e Spada, 2004), il rapporto sviluppato dall'Istituto Tagliacarne del 2007 Le attività economiche collegate alla valorizzazione del patrimonio culturale, e il Libro Bianco sulla Creatività di Walter Santagata, del 2009 Libro Bianco sulla Creatività. Per un modello italiano di sviluppo, che individua nel patrimonio culturale, nella cultura materiale e nell'industria dei contenuti i tre pilastri dello sviluppo culturale italiano. E' infine importante ricordare il Rapporto di Symbola-Unioncamere Io sono cultura, riproposto ogni anno dal 2011 (seppur pubblicato con un diverso titolo nei primi due anni).

Nei contribuiti che seguono tale prospettiva viene adottata e applicata a diverse scale territoriali: dal territorio regionale a quello di un singolo quartiere di Torino, con il risultato di offrire una lettura dei differenti livelli e meccanismi in base ai quali le attività culturali e creative contribuiscono a modellare il panorama socioeconomico di un territorio.

Il lavoro di Alessio Re, Innovazione, partecipazione e territorio: un rinnovato ruolo per il patrimonio culturale delle città, racconta il contesto piemontese secondo le diverse prospettive esistenti sul territorio regionale: delle designazioni UNESCO e della particolare condizione di Torino, unicum a livello internazionale per i riconoscimenti ottenuti, di quella dello sviluppo progettuale legato alle periferie delle città e alle aree interne.

Il lavoro di Mereghetti e Borrione, Le industrie culturali e creative sul territorio regionale piemontese, compie una prima riflessione sulla presenza, organizzazione e storia recente delle industrie culturali e creative nel territorio regionale piemontese e in particolare nelle province e nelle città che costellano la regione, utilizzando quale strumento di indagine il modello elaborato da Santagata in "Atmosfera Creativa" (2009).

I ricercatori del CSS-EBLA raccontano i principali risultati della ricerca Fattore Cultura: realtà e potenzialità delle industrie culturali e creative in provincia di Cuneo, nel capitolo omonimo. Si tratta di una riflessione che tratteggia le principali caratteristiche della produzione culturale nel territorio cuneese. Il focus principale dell'articolo è dedicato ad alcuni fenomeni di particolare interesse, quali la preponderanza del settore del Gusto fra le industrie culturali e la presenza di alcune esperienze innovative nel campo delle industrie dei contenuti.

L'intervento di Ratclif, Torino, design of the city, fa invece il punto su una politica culturale intrapresa di recente dalla città di Torino, quella legata alla valorizzazione del sistema del design cittadino, che poggia su una oramai storica presenza di servizi dedicati e culminata con l'attribuzione alla città nel 2014 del titolo di Creative City UNESCO per il Design, attualmente unica città italiana all'interno di questa categoria.

Chiude la riflessione il lavoro di Sara Bonini Baraldi e Carlo Salone, il cui articolo, Pratiche culturali e politiche pubbliche nel quartiere di Barriera di Milano, Torino, prende le mosse da una più ampia indagine condotta dagli autori nel quartiere di Barriera di Milano (To), con l'intento di mettere in luce il livello e la qualità del radicamento delle organizzazioni culturali indipendenti che operano nell'area, il loro coinvolgimento nelle politiche pubbliche focalizzate sul quartiere e i modelli organizzativi adottati. Il lavoro mette in luce la natura delle relazioni che intercorrono (o per meglio dire, che non intercorrono) tra le esperienze e i progetti messi in campo dagli attori culturali e le linee di azione dell'amministrazione pubblica locale, soprattutto nel quadro delle politiche di rigenerazione urbana. Questa rilettura critica non è fine a sé stessa, ma dev'essere vista come uno stimolo per una ridefinizione dei contenuti e delle modalità delle politiche culturali urbane torinesi.