Home Siti Unesco La Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità in Piemonte: un eccezionale connubio tra natura e cultura
La Lista del Patrimonio Mondiale dell’Umanità in Piemonte: un eccezionale connubio tra natura e cultura E-mail

di  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. (SiTI - Istituto Superiore sui Sistemi Territoriali per l'Innovazione) e Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. (Direttore Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato)

Introduzione

La Lista del Patrimonio Mondiale dell'UNESCO comprende ad oggi più di mille siti e per farne parte si deve dimostrare di possedere un 'eccezionale valore universale', ovvero esprimere un significato culturale e/o naturale talmente rilevante da superare i confini nazionali ed essere di comune importanza per le generazioni presenti e future. I siti scelti per costituire il Patrimonio Mondiale sono selezionati, infatti, per le loro specifiche caratteristiche che li rendono il miglior esempio possibile del patrimonio culturale e naturale di tutto il mondo.

In Piemonte sono quattro i siti che, ad oggi, hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento di Patrimonio Mondiale dell'Umanità: Residenze Sabaude, Sacri Monti di Piemonte e Lombardia, Siti Palafitticoli Preistorici dell'Arco alpino e Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato.

Le Residenze della Casa Reale dei Savoia presenti in Torino e dintorni, costituiscono una perfetta esemplificazione dell'architettura monumentale europea del XVII e XVIII secolo e con il loro stile, dimensioni e spazio, mostrano in termini materiali la dottrina della monarchia assoluta.

I nove Sacri Monti sono gruppi di cappelle e di altri elementi architettonici realizzati tra la fine del XV e la fine del XVII secolo dedicati a diversi aspetti della fede cristiana. In aggiunta al loro significato religioso simbolico, sono inoltre di una grande bellezza grazie all'abile integrazione degli elementi architettonici nei paesaggi naturali circondati di colline, foreste e laghi. Contengono opere d'arte molto importanti sotto forma di affreschi e di statue.

I siti Palafitticoli Preistorici, simbolo delle prime comunità agricole europee, costituiscono un'immagine dettagliata e precisa della quotidianità di oltre 4000 anni, fornendo straordinarie informazioni riguardanti la vita, l'allevamento e la tecnologia di antichi popoli, scomparsi senza lasciare numerose testimonianze in Italia.

I Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato costituiscono una testimonianza unica di una tradizione culturale potentemente viva, sancita dalla fama e dalla qualità dei suoi vigneti e dei suoi vini, e rappresentano un esempio notevole e raro di paesaggio culturale risultante dall'interazione tra l'uomo e la natura per più di due millenni.

Si tratta in tutti i casi di siti culturali di natura seriale, ovvero costituiti da più componenti relazionate tra loro, tutte indispensabili ai fini di rappresentare l'Eccezionale Valore Universale. Due siti travalicano i confini regionali per estendersi in territori confinanti: i Sacri Monti presentano due elementi in Lombardia mentre il sito delle Palafitte è addirittura transnazionale e si estende lungo cinque regioni italiane e sette nazioni europee.

E' inoltre in fase di candidatura il sito "Ivrea, città industriale del XX secolo", che potrebbe portare a cinque il numero di siti UNESCO piemontesi. La candidatura pone all'attenzione dell'UNESCO il modello di città industriale, elaborato a partire dagli anni Trenta da Adriano Olivetti e diventato poi progetto di comunità, e lega indissolubilmente l'impresa, intesa nel suo senso ampio di produzione e di relazioni sociali, e il territorio.

Dal punto di vista tipologico, tematico e storico, l'attuale patrimonio di siti UNESCO presenti in Piemonte è dunque assai ricco e sfaccettato; ciò permette la creazione di una potenziale rete culturale e turistica eterogenea. In particolare un denominatore comune fra tutti i siti è dato dal rapporto uomo-natura, ovvero da una virtuosa relazione tra opera dell'uomo e contesto ambientale, declinata attraverso forme e modalità differenti.

Emblematico, in tal senso, è il sito dei Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato, in quanto costituisce un esempio eccezionale di interazione dell'uomo con il suo ambiente naturale. Il Sito UNESCO è riconosciuto un 'paesaggio culturale', definito dalla World Heritage Convention come risultato dell'azione combinata di uomo e natura, in linea con la definizione di paesaggio data dalla Convenzione Europea del Paesaggio per cui il paesaggio «designa una determinata parte di territorio, così come è percepita dalle popolazioni, il cui carattere deriva dall'azione di fattori naturali e/o umani e dalle loro interrelazioni» .

Nello specifico il Sito è inserito nella categoria dei 'paesaggi in evoluzione', ovvero quei luoghi «che conservano un ruolo sociale attivo nella società contemporanea, fortemente associato con i modi di vita tradizionali e in cui il processo evolutivo è ancora in atto. Nel contempo essi esibiscono testimonianze materiali della loro evoluzione nel tempo» .

Il sito rappresenta un paesaggio permeato da secoli dalla cultura del vino, sia attraverso elementi materiali, ovvero i 'luoghi del vino', sia attraverso aspetti immateriali. Infatti, la millenaria tradizione viticola che contraddistingue il territorio ha generato saperi e pratiche legati alla vite e al vino che hanno costruito negli anni l'identità delle popolazioni e plasmato il paesaggio attraverso un secolare lavoro di osservazione, esperienza e innovazione. Il paesaggio è straordinariamente modellato dal lavoro dell'uomo che, nel corso del tempo, ha imparato a coniugare in maniera sempre più accurata le caratteristiche morfologiche, pedologiche e climatiche dei luoghi e le naturali attitudini dei vitigni storicamente attestati in questi territori. Il paesaggio vitivinicolo esprime anche una grande qualità estetica, che lo rende un archetipo di paesaggio vitivinicolo europeo.

Il sito rappresenta l'eccellenza della tradizione vitivinicola piemontese, attraverso le quattro maggiori filiere produttive (Barolo, Barbaresco, Asti spumante e Barbera), un monumento simbolo della storia italiana del vino (Castello di Grinzane Cavour) e una particolare tipologia di architettura vernacolare (gli infernot del Monferrato). Le sei singole componenti che articolano il sito presentano dunque, nel complesso, la varietà e la ricchezza del paesaggio vitivinicolo piemontese. Le componenti sono a loro volta comprese entro due buffer zones, intese come fascia di protezione delle aree d'eccellenza selezionate.

La Langa del Barolo è caratterizzata principalmente dalla produzione di un vino che rappresenta l'assoluta eccellenza della produzione enologica piemontese in quanto prodotto in purezza dal Nebbiolo, il vitigno più anticamente coltivato e pregiato delle Langhe e fra i primi attestati storicamente in Italia. Inoltre ha un'importante tradizione storica, poiché nel corso del XIX secolo divenne l''ambasciatore' del Piemonte della Casa Reale dei Savoia nelle corti di tutta Europa.

Il Castello di Grinzane Cavour ospita la prima Enoteca Regionale del Piemonte ed uno dei più completi musei etnografici di tradizione vitivinicola della regione. Infatti nel corso del XIX secolo il castello appartenne a Camillo Benso Conte di Cavour che curò le prime sperimentazioni in campo enologico legate alla ricerca di qualità di quelli che poi divennero i maggiori vini rossi piemontesi. Il vigneto ai piedi del castello mantiene ancora oggi la storica vocazione: è un importante centro di ricerca e sperimentazione sul patrimonio ampelografico piemontese e presenta una delle collezioni di vitigni più ampie a livello europeo.

Le Colline del Barbaresco sono il cuore della zona di produzione del Barbaresco DOCG, uno dei più importanti e noti vini rossi da invecchiamento in tutto il mondo, la cui ridotta produzione in termini di bottiglie è inversamente proporzionale alla grande qualità del prodotto. Il vino Barbaresco, come il Barolo, si produce al 100% dal vitigno Nebbiolo, varietà storicamente legata al territorio piemontese.

Nizza Monferrato e il Barbera è il territorio di storica attestazione del vitigno Barbera, la più importante tipologia a bacca rossa del Piemonte, occupando il 35% della superficie vitata della regione. La varietà coltivata è presente sul territorio piemontese da oltre 500 anni e il vino prodotto (Barbera d'Asti DOCG) è il patriarca dei vini rossi piemontesi e il più rilevante per quantità e varietà prodotte. Questo territorio è fortemente basato sul sistema delle cantine sociali che sono state incluse all'interno dell'area.

Canelli e l'Asti Spumante rappresenta l'eccellenza del polo produttivo del vino Asti Spumante, derivante dalla lavorazione del vitigno Moscato bianco. Il grande successo dello Spumante, conosciuto ed esportato in tutto il mondo, ha progressivamente trasformato un territorio, originariamente poli-colturale, in uno dei maggiori centri di produzione viticola nazionale e internazionale, la cui capitale è la città di Canelli. Le testimonianze di questa produzione sono le prestigiose industrie spumantiere, conosciute come 'cattedrali sotterranee' per via degli immensi spazi monumentali che si estendono nel sottosuolo.

Il Monferrato degli infernot è un'area rappresentata da otto centri urbani in posizione d'altura il cui tessuto urbano originario presenta una straordinaria integrità e riconoscibilità d'impianto. Essi sono caratterizzati dall'utilizzo diffuso della Pietra da Cantoni, un'arenaria presente unicamente in questa porzione territoriale all'interno dell'intero bacino collinare di Langhe-Roero e Monferrato, utilizzata non solo per la costruzione di edifici ma anche per la realizzazione di straordinarie testimonianze di architettura vernacolare: gli infernot, piccoli vani ipogei scavati al di sotto delle abitazioni e utilizzati per la conservazione delle bottiglie di vino. Delle vere e proprie opere d'arte nate dalla tradizione contadina e dalla perizia di mastri cantonieri.

L'ampia estensione del sito implica l'esistenza di numerosi attori coinvolti nella sua conservazione e gestione. A tal proposito, ai fini del coordinamento dei diversi soggetti, il 10 Gennaio 2011 è stata ufficialmente istituita l'Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, quale soggetto gestore del territorio e con apposito compito di attivare le diverse azioni previste dal Piano di Gestione. L'Associazione funge da coordinatore tra i diversi attori che agiscono sul territorio. I soci fondatori dell'Associazione sono le Provincie di Alessandria, Asti e Cuneo e la Regione Piemonte.

 

Bibliografia e sitografia

Soldano S., Valle M., Scommettere sul paesaggio. Langhe, Roero e Monferrato candidati alla Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO. In: SITI, vol. 5, 2011 pp. 86-89. - ISSN 2038-7229.

REGIONE PIEMONTE, I Paesaggi vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato. Dossier di Candidatura alla World Heritage List, 2013.

Giulio Mondini, Silvia Soldano, Marco Valle, Managing the Landscape: the Experience of Management Plans for Unesco World Heritage Properties, in Heritage and Landscape as Human Values, Conference proceedings of the Symposium, Firenze, 9/14 Novembre 2014, Edizioni Scientifiche Italiane.

Silvia Soldano, Marco Valle, The World Heritage nomination process of the "Vineyard Landscape of Piedmont: Langhe-Roero and Monferrato", in The heritage value of terroir-based economies as model of human development, 2015.

Marco Valle, Martina Ramella Gal, Il sito UNESCO I Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato, In: I paesaggi del vino / Galeotti G., Paperini M. Centro Studi Città e Territorio / Debatte Editore, 2015.

http://whc.unesco.org/

http://www.paesaggivitivinicoli.it/