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Il Programma MaB dell’UNESCO come occasione per realizzare “The Global Goals For Sustainable Development” E-mail

di Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. e Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. (SiTI, Istituto Superiore sui Sistemi Territoriali per l'Innovazione)

Introduzione

La necessità di prevedere politiche di gestione del territorio orientate al soddisfacimento dei Global Goals For Sustainable Development è sempre più urgente e in questo senso le indicazioni fornite dall'UNESCO appaiono quanto mai utili ed attuali. Queste indicazioni vengono attuate concretamente attraverso Liste e Programmi – primi tra tutti la World Heritage List ed il Programma Man and Biosphere - che, soprattutto negli ultimi anni, hanno interessato decisori politici ed amministratori pubblici.

In questo senso, il Piemonte è una Regione molto significativa, basti pensare che circa il 30% del territorio piemontese è coinvolto in processi legati all'UNESCO e sono in atto numerose nuove iniziative di Candidatura.

Di particolare interesse in termini di valorizzazione del territorio e gestione del rapporto uomo –natura sono le Riserve MaB, tra cui spicca la recente Riserva CollinaPo, caso emblematico in quanto contiene al suo interno l'intera città di Torino.

 

Il Programma MAB – Man and Biosphere

E' sempre più urgente lavorare sull'integrazione tra tutela delle risorse naturali e sviluppo socioeconomico di un territorio, nella convinzione che solo così si possano perseguire obiettivi di sostenibilità e di coinvolgimento della popolazione.

In questo contesto si inserisce il Programma MAB - Man and the Biosphere – quale riconoscimento internazionale avviato dall'UNESCO negli anni '70 allo scopo di migliorare il rapporto tra uomo e ambiente e ridurre la perdita di biodiversità attraverso programmi di ricerca e sperimentazione.

Scopo della proclamazione delle Riserve è promuovere una relazione equilibrata fra la comunità umana e gli ecosistemi e creare siti privilegiati per la ricerca, la formazione e l'educazione ambientale, oltre che poli di sperimentazione di politiche mirate di sviluppo e di pianificazione territoriale.

La Rete Mondiale delle Riserve della Biosfera conta attualmente 669 Riserve della Biosfera sparse in tutto il mondo, nelle quali sono riconoscibili tre zone:

o una zona centrale in cui viene preservata la biodiversità vegetale e animale e destinata alla ricerca, denominata Core Area, che rappresenta l'elemento di maggior valore naturalistico;

o una zona cuscinetto in cui hanno luogo attività a basso impatto ambientale, la cosiddetta Buffer Zone, nella quale sussiste un equilibrio tra presenza naturale ed antropica;

o una zona dedicata allo sviluppo sostenibile delle risorse in cui trovano collocazione le attività umane più impattanti. Tale zona, denominata Transition Area, costituisce il luogo di maggior interesse per la ricerca di soluzioni di "convivenza" tra uomo e natura.

Ogni Riserva ha lo scopo di soddisfare tre funzioni tra loro complementari:

o una funzione di conservazione volta alla tutela dei paesaggi, degli habitat, degli ecosistemi, così come delle specie e della diversità genetica;

o una funzione di sviluppo, che favorisca l'economia e che generi non solo reddito, ma anche sostenibilità sociale, culturale ed ambientale nel lungo periodo;

o una funzione logistica e di supporto al fine di incrementare la comprensione dei concetti dello sviluppo sostenibile tra la popolazione e assicurare sostegno alla ricerca, al monitoraggio e alla formazione a livello locale, anche attraverso lo scambio globale di buone pratiche.

Le Riserve sono organizzate per aree tematiche, secondo queste indicazioni:

o Riserve montane ("mountains");

o Riserve in zone umide ("wetlands");

o Riserve in zone aride ("drylands");

o Riserve legate alla savana ("savannahs");

o Riserve collocate in ecosistemi agricoli ("agro – ecosystems");

o Riserve marine e costiere ("island and coastal");

o Riserve caratterizzate dalla presenza di foreste tropicali ("tropical forests");

o Riserve collocate in ambiti urbani ("urban areas").

Di particolare interesse alla luce della necessità di operare verso Global Goals For Sustainable Development sono le Riserve Urbane, soprattutto se si pensa che oggi circa la metà della popolazione mondiale vive nei cosiddetti "paesaggi metropolitani": il dato di per sé non è allarmante, ma lo può diventare se si considera che l'incremento più significativo della popolazione dei centri urbani - valutato intorno al 60% - si è avuto in un tempo brevissimo, ovvero negli ultimi 50 anni.

Proprio per valorizzare le potenzialità delle Riserve Urbane in ottica di sviluppo sostenibile, nel 2000 è stato avviato un programma di studio all'interno della comunità scientifica internazionale con il nome di "MaB Urban Group".

I presupposti fondamentali del gruppo di ricerca – che fa capo all'UNESCO - possono essere riassunti come segue:

o riconoscimento del valore e delle funzioni svolte della natura nei contesti urbani;

o attuazione di piani per la tutela della biodiversità innovativi e correlati ai contesti urbani;

o sensibilizzazione della popolazione e delle amministrazioni locali rispetto ai temi della conservazione delle risorse;

o condivisione di buone pratiche e tecnologie innovative, come le coperture verdi degli edifici, le politiche di efficientamento delle reti idriche ed energetiche, di smaltimento dei rifiuti e recupero urbano;

o promozione del consumo di prodotti alimentari etichettati con marchi riconosciuti di sostenibilità nonché di accordi commerciali equi con le popolazioni povere del Pianeta;

o individuazione di "zone di cooperazione" in accordo con altre città, aree rurali o Riserve di Biosfera per progetti di sviluppo sostenibile;

o sperimentazione di nuove pratiche ed idee per ridurre l'emarginazione sociale nelle aree urbane e periferiche.

Ad oggi, in Italia sono state riconosciute 15 Riserve MaB, nell'arco temporale compreso tra il 1977 e il 2017 (l'ultima Riserva in ordine di tempo è la Riserva sarda Tepilora, Rio Posada e Montaldo).

Proprio per la sua caratterizzazione di strumento indirizzato alla gestione del rapporto uomo-natura, si ritiene che il Programma MaB possa diventare un punto di riferimento fondamentale per quei territori che vogliano approcciarsi ai temi della salvaguardia e valorizzazione del territorio proposti dall'UNESCO.

In Piemonte sono tre le Riserve MaB presenti (Monviso, Valle del Ticino e CollinaPo), e tra queste CollinaPo, riconosciuta nel 2014 durante il Congresso Mondiale di Lima in Perù, si caratterizza come esempio di Riserva Urbana, punto di riferimento per i territori che vogliono lavorare sull'integrazione tra la conservazione della natura e lo sviluppo socio-economico.

 

The Global Goals For Sustainable Development

Nel 2015, gli Stati Membri dell'United Nation hanno sottoscritto 17 obiettivi globali per raggiungere tre traguardi di estrema importanza - porre fine alla povertà estrema, combattere la disuguaglianza e l'ingiustizia, porre rimedio al cambiamento climatico - con riferimento ad un arco temporale di 15 anni (2030) da interpretarsi come passi fondamentali per la realizzazione di una società più giusta e attenta nei confronti delle generazioni future.

Pur essendo il Programma MaB nato nel 1971, esso appare quanto mai attuale per la realizzazione di questi 17 obiettivi, con i quali presenta moltissime assonanze.

Tali obiettivi, che concorrono nel loro complesso al raggiungimento dei tre traguardi indicati, sono ambiziosi e sono riassumibili con le parole chiave individuate nell'immagine che segue.

 

Fig. 2 – The Global Goals for Sustainable Development (http://www.globalgoals.org)

 4.Borlizzi_Fig.1

 

Il quadro descritto da questi obiettivi è assolutamente in linea con quelle che sono le finalità dell'UNESCO, che da sempre si adopera per la pace nel mondo, l'uguaglianza tra i popoli, la salvaguardia dell'ambiente, la tutela del patrimonio culturale, l'educazione e la formazione della popolazione.

In particolare, il Programma MaB, grazie alla sua visione trasversale uomo – natura, sembra essere particolarmente adatto al raggiungimento di molti degli obiettivi descritti.

Ponendo l'attenzione sulla necessità di prevedere politiche di gestione del territorio sempre più indirizzate ai Goals For Sustainable Development, emerge come tutti i riconoscimenti ottenuti siano in linea con tali finalità ma, nello stesso tempo, si ritiene interessante porre l'attenzione sul ruolo fondamentale che potrebbero avere le Riserve MaB in tale processo.

Inoltre, alla luce delle potenzialità delle politiche del periurbano e del sempre crescente ruolo delle città nello scenario contemporaneo, si pone l'attenzione sulle Riserve Mab urbane, che dovrebbero sempre più essere interpretate come laboratorio di sostenibilità e come luogo di incontro tra conservazione della natura, sviluppo socio –economico e innovazione.

 

Bibliografia e sitografia

E. Cimnaghi, CollinaPo Man and Biosphere Reserve, A laboratory for sustainability and participatory management processes, Quaderno #1 UNESCO Chair, New Paradigms and Instruments for Bio- Cultural Landscape Management, 2016, Torino, SiTI, pp. 10 – 15.

E. Cimnaghi, M. Valle, CollinaPo Man and Biosphere Reserve, un'occasione per sperimentare nuove forme di integrazione tra natura e contesti urbani, Congress proceedings, Challenges of Anthropocene and the Role of Landscape Ecology, Congresso Internazionale della SIEP- IALE, Asti, 26 – 28 maggio 2016, ISBN 978-88-900865-5-7, pp. 91 – 94.

E. Cimnaghi, Programma MAB UNESCO e Aree Protette del Po e della Collina Torinese: un laboratorio di sostenibilità ed un'occasione per sperimentare nuove modalità di gestione del territorio, in Geoingegneria Ambientale e Mineraria, Rivista dell'Associazione Georisorse ed Ambiente, ISSN 1121-9041 Patron Editore, Torino, anno LII, n.2, maggio-agosto 2015, pp. 5-12.

E. Cimnaghi, Programma MAB UNESCO e Aree Protette del Po e della Collina Torinese: un laboratorio di sostenibilità ed un'occasione per sperimentare nuove modalità di gestione del territorio. Geoingegneria Ambientale e Mineraria, Rivista dell'Associazione Georisorse ed Ambiente, pp. 5-12, ISSN 1121-9041, 2015, Patron Editore, Torino, anno LII, n.2.

UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization) (2008). Madrid Action Plan for Biosphere Reserves (2008-2013).

http://www.globalgoals.org

http://www.globalgoals.org/it

http://www.unesco.org/new/en/natural-sciences/environment/ecological-sciences/man-and-biosphere-programme/


 


 

 

 

Nota(1) Di seguito gli obiettivi nella loro formulazione completa.

1. sconfiggere la povertà: porre fine alla povertà in tutte le sue forme, ovunque;

2. sconfiggere la fame nel mondo: porre fine alla fame e all'inedia, raggiungere la sicurezza alimentare, migliorare la nutrizione e promuovere un'agricoltura sostenibile;

3. buona salute: garantire una vita sana e promuovere il benessere di tutti a tutte le età;

4. istruzione di qualità: garantire un'istruzione inclusiva per tutti e promuovere opportunità di apprendimento permanente eque e di qualità;

5. parità di genere: raggiungere la parità di genere attraverso l'emancipazione delle donne e delle ragazze;

6. acqua pulita e servizi igienico-sanitari: garantire la disponibilità e la gestione sostenibile di acqua e servizi igienico-sanitari per tutti;

7. energia rinnovabile: garantire a tutti l'accesso ad energie affidabili, sostenibili e basate su tecnologie moderne;

8. buona occupazione e crescita economica: promuovere una crescita economica inclusiva, sostenuta e sostenibile, un'occupazione piena e produttiva e un lavoro dignitoso per tutti;

9. innovazione ed infrastrutture: costruire infrastrutture solide, promuovere l'industrializzazione inclusiva e sostenibile e favorire l'innovazione;

10. ridurre le disuguaglianze: ridurre le disuguaglianze all'interno e tra i Paesi;

11. città e comunità sostenibili: creare città sostenibili e insediamenti umani che siano inclusivi, sicuri e solidi;

12. consumo responsabile: garantire modelli di consumo e produzione sostenibili;

13. lotta contro il cambiamento climatico: adottare misure urgenti per combattere il cambiamento climatico e le sue conseguenze;

14. flora e fauna acquatica: conservare e utilizzare in modo sostenibile gli oceani, i mari e le risorse marine per uno sviluppo sostenibile;

15. flora e fauna terrestre: proteggere, ristabilire e promuovere l'uso sostenibile degli ecosistemi terrestri, gestire le foreste in modo sostenibile, combattere la desertificazione, bloccare e invertire il degrado del suolo e arrestare la perdita di biodiversità;

16. pace e giustizia: promuovere società pacifiche e inclusive per uno sviluppo sostenibile, garantire a tutti l'accesso alla giustizia e creare istituzioni efficaci, responsabili e inclusive a tutti i livelli;

17. partnership per gli obiettivi: rafforzare gli strumenti di attuazione e rivitalizzare la partnership globale per lo sviluppo sostenibile (http://www.globalgoals.org/it/).