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Editoriale n.24 - I servizi per l’infanzia tra crisi economica e innovazione sociale E-mail

di Luciano Abburrà e Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. – Ires Piemonte

Quasi ovunque in Europa, al di là dei differenti modelli culturali e operativi, si è assistito negli scorsi decenni ad una crescita dell'offerta dei servizi educativi dedicati ai bambini con meno di tre anni. In Italia, in particolare con il Piano straordinario per lo sviluppo dei servizi per la prima infanzia (2007), la disponibilità dei posti è cresciuta e si è allineata alla media europea.

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I Servizi per la prima infanzia in Piemonte e in Italia E-mail

di  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. – Politecnico di Torino

Introduzione

In Italia, l'offerta quantitativa di servizi educativi per bambini sotto i tre anni d'età si colloca intorno ai livelli medi europei, benché tuttora a notevole distanza rispetto, ad esempio, alla Francia o alle nazioni scandinave. Negli ultimi anni la situazione è comunque sensibilmente migliorata, in particolare grazie al Piano straordinario per lo sviluppo dei servizi 0-2 anni, finanziato dal Governo nel 2007: a livello nazionale, nel complesso, la disponibilità di posti è cresciuta di oltre il 40% e la copertura dell'utenza potenziale – ossia della popolazione con meno di 3 anni – è oggi allineata alla media europea.

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I servizi per l’infanzia: alcune tendenze E-mail

di  Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. – Fondazione Giovanni Agnelli

Introduzione

Dati recenti e validati dall'Istat non ce ne sono ancora, ma da più parti del Paese arrivano segnali preoccupanti circa un calo delle iscrizioni ai nidi e alle scuole dell'infanzia. Ai nidi torinesi, ad esempio, si parla di una diminuzione superiore al 10% in un anno, di certo non compatibile con le inevitabili oscillazioni della demografia. E presso le celebratissime scuole dell'infanzia di Reggio Emilia il tasso di scolarità è sceso in dieci anni dal 95 all'86%(1).

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Costi, criteri d’accesso e tariffe dei nidi d’italia E-mail

di Daniela Del Boca, Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. , Giuseppe Sorrenti – Università degli Studi di Torino, Collegio Carlo Alberto

I morsi della crisi(1)

Il peggioramento delle condizioni socio-economiche delle famiglie nel nostro paese – nel 2013 quasi un quinto dei bambini vive in nuclei familiari al di sotto della soglia di povertà – ha reso l'accesso al nido ancora più indispensabile. La crisi economica, dal 2008 in poi, ha infatti esacerbato le difficoltà delle famiglie, aggravandone i problemi strutturali sia in termini di reddito ottenuto che di opportunità di impiego e di risparmi. Nel biennio 2008-2010 l'occupazione femminile è diminuita, mentre è cresciuta l'occupazione non qualificata rispetto a quella qualificata.

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Il comune di Torino ripensa i servizi in modo partecipato E-mail

a cura di Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. – Comune di Torino, Direzione Servizi Educativi

Introduzione

Le radici del percorso intrapreso dal Comune di Torino hanno molteplici origini: un sistema globale e una riforma nazionale in atto da tempo che vede il ruolo dell'ente pubblico profondamente trasformato. Rispetto a 30 anni fa, la pubblica amministrazione ha mutato progressivamente la sua missione: sempre meno gestore diretto di servizi, sempre più regolatore del sistema. Un ruolo di governo, sviluppo, garanzia e controllo con cui Torino aveva fatto poco i conti, orientando fino a qualche tempo fa le politiche educative verso il sostegno e la promozione di servizi a gestione diretta.

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