Corona Verde: storia e futuro di un progetto strategico

    Di Daniela Chiantore, Elena Porro (Regione Piemonte)

    Corona Verde è il progetto strategico regionale, nato alla fine degli anni ‘90 del secolo scorso per dare una risposta ai problemi di degrado e di consumo di suolo dell’area metropolitana torinese. Mettendo a sistema la Corona di Delizie delle Residenze Reali sabaude con la Cintura Verde dei Parchi, dei fiumi e dalle aree rurali, Corona Verde ha promosso la realizzazione e la gestione sostenibile di un’infrastruttura verde attorno alla città di Torino che recupera un rapporto più equilibrato tra Città e Natura, migliora la qualità di vita degli abitanti e promuove processi di sviluppo locale sostenibile.

    Un’infrastruttura verde tra passato e presente

    Grazie a una nuova visione di sviluppo territoriale condivisa con gli Enti di gestione dei Parchi e il Politecnico di Torino, a partire dal 2003, la Regione Piemonte ha stanziato 12,5 milioni di € del DOCUP 2000/2006, finanziando 36 interventi con il coinvolgimento di 24 enti pubblici (5 Enti parco e 19 Comuni).

     

    Tabella 1. I progetti di Corona Verde 1 (DOCUP 2000/2006)

    Progetti (n)

    DOCUP 2000-2006

    Cofinanziamento

    Totale

    36

    € 9.974.159,86

    € 4.412.930,17

    €14.387.090,03

    Fonte: Regione Piemonte

     

    Nel 2009, con la seconda fase del progetto, 10 milioni di € del POR-FESR 2007/2013 sono stati utilizzati per finanziare 18 interventi, privilegiando i progetti sovraterritoriali che meglio riuscivano a coniugare obiettivi diversi e/o a creare sinergie e complementarietà con le pianificazioni e le programmazioni già avviate sul territorio.

    Corona Verde si propone di:

    • tutelare e riqualificare le componenti ecosistemiche di pregio del territorio;
    • potenziare la rete fruitiva connettendo le risorse naturalistiche e storico-culturali di maggiore interesse;
    • valorizzare l’agricoltura periurbana per gestire e mantenere il sistema degli spazi aperti e dei paesaggi rurali tradizionali;
    • ridisegnare i bordi e le porte urbane per salvaguardare le aree non costruite;
    • contrastare il consumo di suolo.

     

    Tabella 2. I progetti di Corona Verde 2 (POR-FESR 2007/2013)

    Progetti (n)

    POR-FESR 2007/2013

    Cofinanziamento

    Totale

    18

    € 8.339.901,45

    € 2.284.001,02

    € 10.623.902,47

    Fonte: Regione Piemonte

     

    Si è costruito un sistema di governance per favorire la collaborazione tra le autorità locali, regionali e le comunità: 84 Comuni insieme a Regione Piemonte, Città metropolitana di Torino e altri 17 soggetti pubblici e privati hanno sottoscritto il “Protocollo d’Intesa” ed il territorio è stato suddiviso in 6 Ambiti territoriali (Chieri, Nichelino, Torino, Rivoli, Settimo Torinese, Venaria Reale), coordinati da altrettanti Comuni capofila, rappresentati all’interno della Cabina di Regia e della Segreteria Tecnica, coordinate dalla Regione Piemonte.

    Da questo momento Corona Verde si è caratterizzata come strategia integrata di area vasta, uno strumento di governance territoriale e di stimolo allo sviluppo locale in una dimensione sostenibile, durevole e green, divenendo un riferimento per un governo del territorio metropolitano in cui il verde viene a rappresentare un elemento fondante dello sviluppo urbano.

    Corona Verde diventa un esempio di un’infrastruttura verde così come viene intesa dalle più recenti strategie europee: un sistema efficiente di relazioni ecologiche, culturali e fruitive, progettato e gestito per fornire servizi ecosistemici, benefici ecologici e sociali, innescare processi di economia verde, equa e inclusiva e in grado di rendere il territorio più resiliente per contrastare molte sfide tra cui quella dell’inquinamento atmosferico, dell’inquinamento acustico, dei cambiamenti climatici, delle ondate di calore e del dissesto idrogeologico.

    Corona Verde ha costruito un patrimonio di progettualità integrata: istituzioni e attori del territorio hanno trovato soluzioni di rete per avviare processi virtuosi di gestione sostenibile e di rilancio delle economie locali.

    È divenuta ben presto il quadro di riferimento per le progettualità territoriali in chiave green dell’area metropolitana torinese, sviluppate a partire da interventi di natura ambientale (agricoltura km0, turismo slow, ciclofficine, ecc.): un riconoscimento per la validità di un progetto di infrastruttura verde che merita di essere implementato e arricchito con nuovi tasselli.

    Proprio in tal senso, Corona Verde viene riconosciuta come la Green Belt[1] dell’area metropolitana torinese, sede della rete infrastrutturale verde ed ecologica caratterizzante il territorio periurbano[2], e in questo contesto vanno per esempio collocati gli interventi di riforestazione previsti dal decreto del 9/10/2020[3] che vedranno la realizzazione di 100 ettari di nuove foreste.

    Su questo progetto si è costruito il Protocollo d'intesa per la Strategia di sviluppo e valorizzazione dell'infrastruttura verde e della foresta urbana e dei servizi ecosistemici ad essi connessi[4] firmato a maggio del 2018 dal Ministero della Transizione Ecologica (ex MATTM), dal Comitato per lo sviluppo del verde pubblico, dalla Città di Torino, dalla Regione Piemonte e dalla Città metropolitana di Torino.

    Inoltre, all’interno del perimetro di Corona Verde sono stati attivati diversi progetti europei, tra i quali LOS_DAMA!, AlpES, Blue Green City e il progetto di ricerca applicata Urban Forestry, avviato per la promozione dello strumento del mercato volontario forestale del carbonio in ambito urbano e periurbano[5].

    Nella consapevolezza che l’infrastruttura verde possa aiutare a riconnettere sia dal punto di vista ambientale che sociale il tessuto urbano delle periferie particolarmente frammentato, la stessa Regione Piemonte ha colto, nel 2016, l’occasione del cosiddetto Bando Periferie[6] per investire sul futuro di Corona Verde. Terminata la fase più operativa di finanziamento con i fondi strutturali, nell’ambito del progetto ToP Metro – Città Metropolitana Riqualificazione Periferie della Città Metropolitana di Torino, la Regione ha presentato l’intervento di area vasta Corona Verde: l’infrastruttura verde per riqualificazione e ricucitura sostenibile delle periferie.

    In occasione di questo progetto, dedicato all’implementazione di azioni immateriali, è stato proposto un nuovo Piano per la Governance affinché la complessità delle funzioni riconosciute all’infrastruttura verde metropolitana possa essere gestita in modo sostenibile e si è dato avvio alla redazione di un Programma della Mobilità ciclabile metropolitana per pianificare, gestire e monitorare in modo integrato, connettendo le aree di periferia con servizi, centri urbani, aree di interesse ambientale e culturale, potenziando e mettendo in sicurezza i sistemi esistenti, integrando la ciclabilità con il trasporto pubblico locale e la mobilità sostenibile.

    Futuro di un’infrastruttura verde

    Corona Verde ha creato un sistema consolidato di relazioni territoriali che rappresenta, ad oggi, un riferimento sia come buona pratica sia come tavolo di confronto e di lavoro per l’area metropolitana torinese, divenendo uno dei cardini attorno cui organizzare la multifunzionalità economica locale, la resilienza economica, ecologica e sociale di questo territorio.

    Soprattutto, è riuscita a porre in primo piano le politiche dell’ambiente, del paesaggio e del verde, presentandole come un’opportunità piuttosto che come un vincolo, credendo da subito che investire su progetti di infrastrutture verdi fosse un’azione di valore per assicurare e migliorare i servizi ai cittadini e la loro qualità di vita.

    Oggi questo è uno degli obiettivi della Missione 2: Rivoluzione verde e Transizione Ecologica del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), che in particolare alla componente C4 Tutela del territorio e della risorsa idrica pone in campo azioni per rendere il Paese più resiliente agli inevitabili cambiamenti climatici, proteggere la natura e le biodiversità, e garantire la sicurezza e l’efficienza del sistema idrico.

    Credendo in questa visione, Regione Piemonte all’interno del Documento Strategico Unitario (DSU) che definisce le direttrici prioritarie di intervento per lo sviluppo del Piemonte nel prossimo decennio individua l’OP2 Piemonte Più Verde, riconoscendo alle infrastrutture verdi urbane e periurbane un ruolo strategico, in quanto generatrici di benefici ambientali (conservazione della biodiversità, miglioramento della qualità ecologica generale del territorio, mitigazione degli impatti dei pericoli naturali atmosferici e climatici), sociali (fornitura di drenaggio dell'acqua, di spazi verdi con funzioni ricreative e turistiche) ed economici (offerta di posti di lavoro, aumento dei prezzi degli immobili). Il modello di riferimento individuato è proprio Corona Verde. Si stima che il FESR dedicherà il 6% del proprio budget per lo sviluppo urbano sostenibile.

    Proseguendo in questo percorso, nei documenti strategici - la Strategia di contrasto al cambiamento climatico e la Strategia di Sviluppo Sostenibile, in particolar modo nella MAS 3 Curare il patrimonio culturale e ambientale e la resilienza dei territori - le infrastrutture verdi sono inserite come un esempio di quelle Nature Based Solutions (NBS) che possono contribuire alla gestione sostenibile del territorio e allo sviluppo locale.

    Ancora, la redigenda legge regionale di governo del territorio si propone di inserire le infrastrutture verdi quale elemento di riferimento per la pianificazione sostenibile del Piemonte.

     

    Bibliografia

    Alberico S., Bovo G., Chiantore D., Porro E. (2016), Al servizio di sua maestà il paesaggio, ACER, 6/2006.

    Quarta M., Porro E. (2015), Progetto strategico Corona Verde: un’infrastruttura verde per l’area metropolitana di Torino, IX Giornata di Studi INU Istituto Nazionale di Urbanistica, Infrastrutture blu e verdi, reti virtuali, culturali e sociali

    Città metropolitana di Torino (2021), Dossier candidatura 2021, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Decreto 9 ottobre 2020.

     

    Per approfondimenti:

    Corona Verde (sito ufficiale) https://www.coronaverde.it/wp/

    Progetto LOS DAMA! https://www.alpine-space.org/projects/los_dama/en/home

    Progetto Urban Forestry https://www.regione.piemonte.it/web/temi/ambiente-territorio/green-economy/urban-forestry#:~:text=Urban Forestry è un progetto,il supporto tecnico di I.P.L.A

    Bando Periferie https://www.coronaverde.it/wp/il-bando-periferie-e-top-metro/

     

    Parole chiave: corona verde, infrastrutture verdi, gestione sostenibile del territorio, governance

     

    [1] La green belt nasce nel Regno Unito quale politica pubblica di controllo dello sprawl urbano, finalizzata a preservare, attorno ai centri abitati, una fascia di naturalità occupata da aree a verde, boschi, terreni coltivati e luoghi di svago all'aria aperta.

    [2] Città metropolitana di Torino, Dossier candidatura 2021, Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, Decreto 9 ottobre 2020.

    [3] Decreto 9 ottobre 2020 Modalità per la progettazione degli interventi di riforestazione di cui all'articolo 4 del decreto-legge 14 ottobre 2019, n. 111, convertito, con modificazioni, dalla legge 12 dicembre 2019, n. 141. (20A06097) (GU Serie Generale n.281 del 11-11-2020)

    [4] https://www.camera.it/_dati/leg18/lavori/documentiparlamentari/indiceetesti/215/001/00000006.pdf

    [5] Il tema è quello della contabilizzazione dei benefici sociali, ecologici ed economici (servizi ecosistemici) forniti dal verde urbano e periurbano. Per meglio comprendere come questo obiettivo si traduca in interventi e studi specifici, si rimanda al progetto Urban Forestry e, per ulteriori approfondimenti,  al testo della Deliberazione della Giunta Regionale 6 febbraio 2017, n. 24-4638 L.r. 4/2009 e L. 221/2015 - Disposizioni per lo sviluppo del mercato volontario dei crediti di carbonio da selvicoltura nella Regione Piemonte.  http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2017/06/attach/dgr_04638_370_06022017.pdf

    [6] DPCM 25 maggio 2016 e s.m.i

     

     

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