Le Nature Based Solutions della Città di Torino: i progetti proGIreg e CONEXUS

    Di Roberta Balma Mion e Chiara Lucchini (Torino Urban Lab)

    La Città di Torino ha introdotto recentemente una serie di pratiche innovative e progetti pilota che prevedono l’introduzione della natura nel contesto urbano per la rigenerazione urbana e territoriale, per ristabilire la funzionalità in ecosistemi precedentemente alterati, e per far fronte alle nuove esigenze dettate dai cambiamenti climatici[1]. Sono interventi che portano contemporaneamente benefici di tipo ambientale, sociale ed economico alle città. A Torino (cfr. Figura 1) le NBS vengono sviluppate prevalentemente per mitigare gli effetti dei due principali fenomeni estremi che interessano la città: le isole di calore (ovvero l’incremento della temperatura dell’aria nelle zone nel contesto urbano e rispetto alle aree circostanti o rurali[1] e gli allagamenti causati dalle precipitazioni intense.

    Fig.1 - Le NBS identificate dalla Città di Torino quale strategica per aumentare la resilienza al cambiamento climatico e valorizzare le aree verdi.

    Le soluzioni individuate vanno ad attuare – anche se in modo esemplificativo - le indicazioni strategiche e di indirizzo contenute in alcuni documenti di pianificazione di cui la Città si è dotata recentemente. Ci riferiamo in particolare a: 

    • Piano di Resilienza Climatica, che esamina nel dettaglio i fattori di rischio climatico per Torino e propone una serie di strategie e azioni di mitigazione e adattamento, anche di impronta verde;
    • Piano strategico dell’infrastruttura verde, che indirizza gli investimenti e le politiche di gestione del sistema del verde urbano pubblico torinese nei prossimi decenni e governa l’evoluzione dell’infrastruttura verde e blu di Torino, offrendo al decisore pubblico elementi utili a fare scelte strategiche e gestionali sul verde pubblico. 

    Si tratta di strumenti di pianificazione elaborati in coerenza con la programmazione nazionale, regionale e metropolitana, di cui si recepiscono vincoli e prospettive, e che sono stati sviluppati in linea con altri fondamentali strumenti di programmazione comunale, in primis il Piano Regolatore Generale Comunale della Città di Torino (attualmente in fase di revisione). 

    In entrambi i documenti si guarda al verde non solo da un punto di vista estetico o funzionale, ma anche da un punto di vista ambientale, riconoscendo a questa importante risorsa la capacità di produrre servizi ecosistemici in grado di contrastare le vulnerabilità climatiche che interessano più da vicino Torino: ombreggiando e rinfrescando gli spazi urbani e mitigando gli effetti delle precipitazioni intense. A tale scopo, vengono identificate azioni precise come:

    • il potenziamento della forestazione urbana, soprattutto nelle zone periferiche e lungo i fiumi per ricostruire i corridoi ecologici;
    • il miglioramento delle aree gioco, con la realizzazione di pavimentazioni permeabili ed elementi d’acqua; 
    • l’introduzione di elementi verdi nel tessuto urbano per mitigare gli effetti delle isole di calore e contrastare i fenomeni meteorologici intensi. 

    Per fare degli esempi pratici, si tratta di: “piantare alberi lungo i marciapiedi, le strade e, i “nasi” di attraversamento pedonale, piantare arbusti, realizzare pavimentazioni permeabili e piccoli rain garden che aiutino a far defluire l’acqua senza intasare la rete fognaria cittadina[1].


    Esperienze di NBS a Torino: il progetto ProGIreg

    Una delle più recenti esperienze di NBS a Torino, promossa dalla Città, è quella che si sta sviluppando nel quartiere di Mirafiori Sud grazie al progetto europeo proGIreg - Productive Green Infrastructure for post industrial urban regeneration -, che promuove la rigenerazione urbana di aree post-industriali in Europa e in Cina attraverso l’utilizzo della natura. Il progetto guarda alle infrastrutture verdi come leva per affrontare alcune problematiche socio-ambientali e per avviare percorsi di crescita, inclusione e responsabilizzazione aperti alla cittadinanza e, non ultimo, occasione per la creazione di nuove opportunità di lavoro. 

    ProGIreg è finanziato dalla Commissione Europea, nell'ambito del programma UE Horizon 2020, e coinvolge in prima battuta quattro città: – Torino (Italia), Dortmund (Germania), Zagabria (Croazia) e Ningbo (Cina). In questi contesti urbani, ProGIreg ha attivato i Living Lab di progetto, ovvero l’attività di ricerca e sperimentazione sul campo attraverso lo sviluppo, il testing e l’implementazione di NBS. Nei Living Lab scienziati, ricercatori, tecnici, educatori lavorano insieme ai cittadini per creare, testare e migliorare le soluzioni per rigenerare le città. Altre quattro città seguono da vicino i progressi dei Living Lab e sono impegnate a replicare le soluzioni testate - Cascais (Portogallo), Cluj-Napoca (Romania), Pireo (Grecia) e Zenica (Bosnia ed Erzegovina).

    Grazie a proGIreg, a Mirafiori Sud sono state realizzate o sono in fase di progettazione, insieme alla comunità del quartiere, diverse tipologie di NBS: un terreno fertile rigenerato nel parco, lungo il torrente Sangone;  orti in cassone nelle scuole e in luoghi di aggregazione sociale per sviluppare l’agricoltura comunitaria; sistemi di coltivazione fuori terra (acquaponica); pareti e tetti verdi in Via Onorato Vigliani (spazio WOW) nella Casa nel Parco e nella Casa di Prima Accoglienza di corso Tazzoli; corridoi verdi lungo il Sangone; attività legate agli insetti impollinatori e alla biodiversità. Una mappa digitale e interattiva le presenta e geolocalizza[2].


    Educare alla natura: l’attività di sensibilizzazione e informazione di Conexus

    La seconda esperienza sulla quale la Città di Torino sta lavorando, insieme a Torino Urban Lab, riguarda il progetto di ricerca e innovazione CONEXUSUrban ecosystem renewal in EU and CELAC cities[3] –, che promuove, sempre nell’ambito del programma Horizon, la conoscenza, l’utilizzo e la diffusione di NBS per ripristinare gli ecosistemi naturali e migliorare la qualità della vita nelle città. Il progetto della durata di 4 anni (2020-2024), è guidato dall'Università di Sheffield nel Regno Unito, e conta oltre trenta partner europei e dell’America Latina che collaborano con sette città europee e del Sud America: Barcellona, Bogotà, Buenos Aires, Lisbona, Santiago del Cile, San Paolo e Torino[4]. Il progetto si sviluppa su tre filoni di attività: creare conoscenza diffusa sulle NBS, testare soluzioni e coinvolgere gli stakeholder locali.

    In CONEXUS Torino partecipa con “Valdocco Vivibile”, un’azione dimostrativa specifica nell’area Valdocco, storico rione nel quartiere Aurora (Circoscrizione 7), tra Via San Pietro in Vincoli, Strada del Fortino, Corso Principe Oddone e Corso Regina Margherita. In quest’area, densamente urbanizzata e abitata, caratterizzata da importanti livelli di traffico di attraversamento, verranno realizzate soluzioni verdi e permeabili per rendere più vivibili e sicuri gli spazi pubblici della zona e allo stesso tempo mitigare gli effetti del cambiamento climatico[5] (Fig. 2). 

     

    Fig. 2 - Esempi di interventi di NBS previsti in Valdocco (fonte: Città di Torino, 2020).

    In quanto pilota, il progetto è pensato nell’ottica di sviluppare un catalogo di elementi progettuali, facilmente replicabili in altre parti di città, per adattare il tessuto urbano ai futuri scenari climatici. 

    Il progetto nasce in occasione della modifica del regime di raccolta rifiuti nella zona, che ha liberato il suolo pubblico dai cassonetti stradali e ha reso possibile l’introduzione di soluzioni verdi e multifunzionali in un’area densamente costruita. A partire dalla fine del 2021, verranno realizzati una serie di interventi tra i quali: 

    • l’ampliamento delle banchine con aree di sosta per i pedoni e zone verdi; 
    • nasi pedonali (protendimenti protetti del marciapiede nella carreggiata stradale) accompagnati da aree verdi; 
    • soluzioni per migliorare gli attraversamenti pedonali con segnalazioni tattili per ipovedenti; 
    • l’ampliamento delle aree pedonali in corrispondenza degli accessi alle scuole;
    • flessi per rallentare la viabilità con moduli di verde; 
    • aree sosta per le bici e arredi per favorire la socializzazione. 

    Molti degli interventi prevedono di de-impermeabilizzare le aree asfaltate e convertirle in NBS capaci di raccogliere le acque e farle defluire gradualmente. Con questi interventi: vengono ridotti i flussi di rete, evitando allagamenti; vengono ridotte le isole di calore grazie alle proprietà ombreggianti e rinfrescanti delle essenze arboree introdotte; si favorisce la socializzazione nel quartiere e si aumenta la sicurezza dei pedoni negli attraversamenti e nelle aree adiacenti alle scuole.

    Per accompagnare la realizzazione delle opere, la Città di Torino e l’Associazione Urban Lab stanno sviluppando le attività del “Life Lab Valdocco”: un laboratorio di pratiche che coinvolge la comunità locale attraverso azioni di sensibilizzazione, disseminazione e formazione sui temi del contrasto al cambiamento climatico e delle NBS. Grazie al coinvolgimento di operatori del settore, ricercatori delle Università, tecnici del Comune di Torino, realtà associative del quartiere, enti culturali e religiosi di zona e scuole, verrà sviluppato un piano di comunicazione su questi temi che, rivolto in primis alla comunità del quartiere verrà poi esteso a tutta la città, adattandolo a ciascun contesto. 

    La prima attività co-progettata di disseminazione sta coinvolgendo alcune scuole medie e superiori del quartiere. Nel primo semestre del 2022, circa 180 studenti tra i 12 e i 18 anni, di quattro scuole di Valdocco (Scuola Secondaria di Primo Grado “Giovanni Verga”, Scuola Secondaria di Primo Grado “Don Bosco-Valdocco”, Istituto Maria Ausiliatrice; Istituto Tecnico Industriale L. Casale) parteciperanno a percorsi di apprendimento pratico-teorico, incontrando attori locali ed esperti, familiarizzando con le NBS in arrivo nel quartiere e arrivando a realizzare loro stessi strumenti pratici di divulgazione (es. podcast, video, visite guidate e magazine) rivolti al territorio, per far conoscere i rischi del clima che cambia e i benefici che le NBS apportano alle aree urbane – in particolare a Torino.

     

    Natura e città: una conversazione aperta

    L’esperienza di sviluppo e attuazione di NBS portata avanti sin qui dal Comune di Torino restituisce un panorama concreto e operativo, seppur iniziale e in parte incompleto, di soluzioni tagliate sulle vulnerabilità principali del territorio urbano. L’avvio di iniziative puntuali e mirate, utili a testare output, effetti e implicazioni “urbane” di una strategia di riqualificazione ambientale che agisca alla scala urbana, deve essere accompagnato da un complesso di azioni più ampio e articolato, nel quale la dimensione ambientale diventi il punto di partenza per ripensare la vivibilità dei quartieri, la qualità degli spazi della città, le forme e i modi dell’ingaggio dei cittadini nei processi urbani. In questo quadro, molte sono le direzioni di azione che possono essere intraprese, a partire dalla messa a sistema degli spazi e delle risorse ambientali sulle quali lavorare (non solo spazi di proprietà pubblica, ma anche mobilitazione della proprietà privata), dalla ridefinizione del ruolo delle politiche ambientali nello sviluppo urbano (con un ripensamento della relazione tra spazi aperti, nuova edificazione e tessuti consolidati), sino alla restituzione di nuova centralità ai temi di salute pubblica e democrazia ambientale.

     

     

    Per approfondimenti

    Piano di Resilienza Climatica, Città di Torino, 2020
    http://www.comune.torino.it/torinosostenibile/documenti/200727_Piano_Resilienza_Climatica_allegati.pdf

    Piano Strategico dell’Infrastruttura Verde, Città di Torino, 2021 http://www.comune.torino.it/torinosostenibile/documenti/piano_strategico_infrastuttura_verde_2021.pdf

    ProGIreg
    https://progireg.eu/

    Conexus
    https://www.conexusnbs.com/

    Torino Urban Lab
    https://urbanlabtorino.it/

     

    Parole chiave: nature based solutions, verde urbano, torino

     

    [1] Intervista a Claudia Bertolotto, direttore Ambiente della Città di Torino 

    [2]https://www.youtube.com/watch?v=JCvMnsmxm3I&list=PLSfJ8Xv_fIpYy6rdo5ovAd1p42uKOyezs&index=2

    [3] CELAC: Community of Latin American and Caribbean States

    [4] http://www.urbantoolbox.it/project/progireg/

    [5] https://www.conexusnbs.com/project-partners

     

     

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