Intervista a Alessandro Zanon, Direttore di VisitPiemonte

    di Carlo Alberto Dondona (IRES Piemonte)

    VisitPiemonte – DMO Piemonte scrl è la società in house della Regione Piemonte e di Unioncamere Piemonte, che si occupa della valorizzazione turistica e agroalimentare del territorio in accordo con gli obiettivi strategici fissati dalla Regione. Abbiamo intervistato il Direttore, Alessandro Zanon, per commentare l’andamento del settore turistico piemontese dopo la pandemia.

     

    Buongiorno Direttore, innanzitutto, per chi non la conoscesse, ci vuole presentare l’attività di VisitPiemonte?

    VisitPiemonte ha come compito la promozione del Piemonte sul mercato nazionale e internazionale – in raccordo con le singole Agenzie Turistiche Locali – raccontando le sue molteplici dimensioni e la sua autenticità. Per farlo monitoriamo l’evoluzione degli scenari, misuriamo i flussi turistici regionali nelle loro varie componenti e la reputazione della destinazione attraverso strumenti statistici, big data, sentiment analysis per comprendere le opportunità di crescita per il territorio e supportare le strategie di marketing e comunicazione. Realizziamo poi attività di marketing territoriale attraverso un network di collaborazione con Partner pubblici e privati, istituzioni, associazioni di categoria e operatori della filiera turistica e agroalimentare. E infine, sviluppiamo campagne di comunicazione

    integrate per rafforzare il posizionamento del Piemonte in Italia e all’estero, per aumentare la visibilità del territorio che la classifica internazionale “Best in Travel” 2019 di Lonely Planet ha definito regione numero uno a livello internazionale.

     

    La pandemia ha interrotto il lungo periodo di crescita del turismo, ma dalla fine delle restrizioni sembra che sia anche stato uno dei settori che più velocemente è tornato ai livelli precedenti. Anche in Piemonte si è vista questa ripresa?

    Si, il 2022 è andato molto bene, abbiamo recuperato il gap con il 2019, che è l’anno di riferimento pre pandemico, rispetto al quale gli arrivi sono cresciuti del 3,3% e i pernottamenti di uno 0,1%. Il confronto con il 2021 è poi ancora più positivo: gli arrivi sono aumentati del 57% e anche le notti trascorse in una struttura vedono un positivo +51%. Numeri importanti, soprattutto tenendo conto che nel resto del Paese non si è assistito a questa ripresa e la media nazionale vede un -10,9% rispetto al 2019.

    Nel 2021 poi erano ancora in vigore la maggior parte delle restrizioni causate dalla pandemia, e anche nel 2022 va osservato che la stagione è stata in un certo senso più corta e perdendo buona parte della parte invernale – un po' per la mancanza di neve e un po’ per le limitazioni, che hanno tolto gran parte della componente straniera – ed è solo da marzo in avanti che il turismo è ripartito seriamente.

     

    Fonte: Osservatorio Turistico Regionale 2023

     

    E a che cosa è dovuta questa performance così positiva del Piemonte?

    Fondamentalmente è ripartito il turismo straniero, cresciuto dell’11% rispetto al già positivo 2019. Da dopo la pandemia il turismo straniero, e non solo, è alla ricerca di forme di fruizione slow, esperienziali o di attività outdoor, di cui il Piemonte può offrire una grande ricchezza e varietà. Ma non solo, se siamo cresciuti più della media nazionale è anche perché abbiamo sempre seminato bene negli anni passati, cercando di essere presenti sui mercati e questo ci ha sicuramente aiutato, e poi il Piemonte è un prodotto vincente, che oltre ad avere un’enogastronomia di qualità e ricchezze culturali di altissimo livello si sta proponendo come meta per le attività outdoor su cui VisitPiemonte sta lavorando molto insieme a soggetti, come le Camere di Commercio e la Outdoor Commission.

     

    Ma quali sono i prodotti turistici più attrattivi e da dove vengono i turisti?

    Nel 2022, come aree prodotto, c’è stata una performance eccezionale delle colline di Langhe-Monferrato-Roero che hanno visto un aumento considerevole sia degli arrivi, +17%, che delle presenze, +13% rispetto al 2019, superando per la prima volta il tetto dei 2 milioni di pernottamenti. Poi anche nel distretto dei Laghi si sono superati i numeri pre pandemici, 3,3 milioni di pernottamenti e +16% sul 2019. E poi c’è Torino che da aprile a dicembre ha visto una grande ripresa del turismo straniero anche in virtù dei numerosi eventi organizzati, per i quali siamo diventati fortemente attrattivi.

    Sulla provenienza si confermano i principali Paesi europei, Germania e Francia e Benelux in primis o i Paesi Scandinavi, ma c’è stato anche il grande ritorno dei turisti americani. Sono da sempre i nostri mercati di riferimento e in questi anni abbiamo fatto un gran lavoro. Adesso si sta puntando molto sul mercato spagnolo anche grazie ai numerosi voli low cost e ai collegamenti con Caselle.

    Negli Stati Uniti si è proprio recentemente svolta una fruttuosa missione che ha visto la presentazione del Piemonte al Palazzo di vetro dell’ONU (non solo turismo classico ma anche per rafforzare la presenza del campus ONU di Torino) l’incontro con i principali tour operator americani, la presentazione delle Universiadi di Torino del 2025 e l’incontro con numerosi influencer, blogger e giornalisti.

    Recentemente è stato lanciato il progetto delle vie storiche di montagna che sfrutta il grande potenziale di strade bianche – dalla via del sale nel cuneese al colle delle Finestre o l’Assietta per citarne alcune – per il trekking o il cicloturismo ampliando così l’offerta nel panorama outdoor.

    In particolare sulla montagna la competizione turistica fra i territori è notevole, qual è la carta vincente del Piemonte?

    Sicuramente la genuinità, chi viene qui scopre un territorio vero e non artefatto che è in grado di offrire paesaggi di qualità e diversi, ospitalità genuina e un’offerta di outdoor di qualità. VisitPiemonte sta lavorando da tempo per migliorare complessivamente la qualità dell’offerta e fare in modo che il territorio sia sempre di più a misura del turista. Si sta lavorando tutti insieme cercando il più possibile di fare sistema, non solo a parole ma anche con i fatti, coinvolgendo tutti gli attori della filiera turistica

    La politica regionale dei voucher vacanza ha contribuito al settore in un momento difficile, pensa sia una politica da ripetere?

    Non sta a me dare un giudizio e sarà la politica a decidere se confermarla, quello che posso dire è che è stata un successo, soprattutto il primo anno, quando su tre notti trascorse in una struttura due erano gratis mentre l’anno scorso su quattro notti, due erano omaggio. Sono andati bene, si, con performance diverse fra i territori, ma sono sicuramente stati una misura utile.

     

    Per approfondimenti

    Il Turismo in Piemonte nel 2022 – Andamenti e variazioni; https://www.visitpiemonte-dmo.org/wp-content/uploads/2023/02/DatiTurismo2022_Anno2023_15feb2023_PUBBLICATA_DEF.pdf

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