Economia piemontese: la tenuta del 2022 e il rallentamento dei primi mesi del 2023

    di Sarah Bovini Responsabile Ufficio Studi e Statistica, Unioncamere Piemonte

    Nel 2022 la crescita dell’economia mondiale ha evidenziato un rallentamento, attestandosi al +3,2%, ben al di sotto delle previsioni dell'inizio dello scorso anno. Lo sviluppo dei vaccini e un sostegno monetario, fiscale e finanziario senza precedenti avevano reso possibile nel 2021 una ripresa globale vigorosa, che l'invasione dell'Ucraina da parte della Russia, l’aumento generalizzato del costo della vita e la flessione dell'attività in Cina hanno frenato, riducendo pesantemente le prospettive di crescita internazionali. Anche l’espansione del commercio mondiale è diminuita.

    Editoriale: strategie regionali per l'energia

    di Carlo Alberto Dondona (IRES Piemonte)

    L’energia è da sempre un fattore strategico dello sviluppo e l’attuale fase storica, definita dalla transizione ecologica, ne sta accentuando ancora di più l’importanza. Per 100.000 anni - dopo la scoperta del fuoco - il legno è stata la fonte prioritaria di energia sul pianeta. Il carbone, seppur usato nella metallurgia, deve infatti attendere la rivoluzione industriale e l’invenzione del motore per soppiantare il legno come combustibile primario.

    Il nuovo Piano Energetico Ambientale (PEAR) della Regione Piemonte

    di Filippo Baretti (Regione Piemonte – Settore Sviluppo Energetico Sostenibile)

    Era dal lontano 2004 che il Piemonte non disponeva di un Piano Energetico aggiornato. Nel 2009, infatti, con la Relazione Programmatica sull’Energia erano state poste le basi per un suo aggiornamento, ma il cambio di Amministrazione regionale evidenziava l’esigenza di un generale ripensamento del progetto.

     

    Consumi e produzione di energia in Piemonte

    di Silvio De Nigris (Regione Piemonte)

    Il Settore sviluppo energetico sostenibile della Regione Piemonte si occupa da anni della raccolta e sistematizzazione dei dati energetici del proprio territorio. La disponibilità dei dati è infatti un presupposto imprescindibile a qualsiasi attività di pianificazione.

    L’idrogeno in Piemonte

    Marcello Baricco (Dipartimento di Chimica e NIS, Università di Torino)

    In questo momento, la parola idrogeno è sulla bocca di tutti. Ne parlano i giornali, la televisione e tutti vogliono sapere tutto. Se si analizza il testo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) su cui tutti siamo impegnati, la parola idrogeno compare ben 78 volte: un segno chiaro di come siano riposte in queste elemento chimico molte speranze per il futuro. Ma proviamo a fare chiarezza e a vedere come si sta muovendo la nostra regione.

    Il monitoraggio energetico degli ospedali pubblici regionali

    di Marco Carpinelli, Sara Macagno (IRES PIEMONTE)

     

    Il monitoraggio dei flussi energetici è un’operazione indispensabile e fondamentale per chiunque voglia intraprendere la strada dell’efficienza energetica di un determinato sistema edificio-impianto, in quanto non è possibile gestire ciò che non si può misurare. Qualunque intervento di razionalizzazione energetica richiede la conoscenza da parte degli Energy Manager, dei consumi energetici il più possibile disaggregati e organizzati per centri di costo, per tipologia di vettore energetico e per tipologia di servizio reso all’interno della struttura in esercizio.

    Valutazione della sostenibilità di filiere energetiche da cippato di legno. Schema di approccio e applicazione ad un caso studio

    di Andrea Crocetta (Replant srl – Progetto pilota Legno Energia Nord Ovest 2022 (PSR Regione Piemonte 2014-2020 Mis. 16.2)

    La filiera legno-energia è spesso individuata come una pratica vantaggiosa per il clima, l’economia locale e la gestione territoriale. Tali benefici possono essere certamente tanto concreti quanto durevoli nel tempo, tuttavia, non sono assumibili a priori ma la loro validità dipende nettamente dal contesto realizzativo, ovvero dalle caratteristiche effettive della filiera legno-energia come realmente impostata.

    Promuovere la transizione energetica attraverso l’azione collettiva: le Comunità Energetiche Rinnovabili

    di Alessandro Sciullo (IRES Piemonte)

    Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER nel seguito) sono considerate portatrici di importanti innovazioni a supporto della transizione del sistema energetico verso un modello più sostenibile. Un supporto quanto mai necessario e urgente considerando l’ulteriore innalzamento dei target UE di riduzione delle emissioni di CO2 al 55%[1], di cui il comparto energetico è responsabile per oltre il 75%.

    Nei primi sei mesi del 2021 il Piemonte aggancia la ripresa

    Sarah Bovini, responsabile Ufficio Studi e Statistica, Unioncamere Piemonte

    Il percorso di recupero intrapreso dall’economia mondiale nel terzo trimestre del 2020, è proseguito nella prima metà di quest’anno, anche se in maniera disomogenea tra paesi avanzati ed emergenti, a causa delle differenze nel progresso delle campagne vaccinali. A luglio la Commissione europea ha espresso rinnovato ottimismo sulla ripresa economica, in particolare quella relativa alla zona euro, il cui prodotto interno lordo è stimato in crescita del 4,8% già nel 2021 e del 4,5% nel 2022, trend che consentirebbe alla Ue di tornare ai livelli pre-pandemici già alla fine dell’anno in corso.

    I principali contenuti dell’ultimo Rapporto annuale della Banca d’Italia sull’economia del Piemonte

    Di Roberto Cullino, Banca d’Italia – Sede di Torino[1]

    La pandemia di Covid-19 ha inciso molto negativamente sull’economia del Piemonte. Secondo le stime della Banca d'Italia il PIL nel 2020 si sarebbe contratto di poco più del 9 per cento, in misura lievemente superiore alla media italiana. Gli effetti della pandemia sono stati differenziati tra settori produttivi e tipologie di lavoratori e di famiglie e sono stati fortemente attenuati dalle misure pubbliche adottate.

    In aiuto del tessuto imprenditoriale: il caso dei Ristori

    Di Daniela Nepote e Lucrezia Scalzotto - Ires Piemonte

    Durante il 2020 una pluralità di azioni governative sono state messe in campo con l’obiettivo di contenere gli effetti negativi della crisi sanitaria in generale e sul sistema produttivo in particolare. Si tratta di politiche di sostegno che prevedono, tra gli interventi principali, i contributi a fondo perduto, dilazioni o cancellazioni di imposta, ammortizzatori sociali, misure per la liquidità.

    Gli effetti sul mercato del lavoro di una crisi senza precedenti

    Di Giorgio Vernoni - Ires Piemonte

    La crisi indotta dalla pandemia del COVID-19 è davvero senza precedenti. Diversamente dalle recessioni del passato, compresa la crisi finanziaria globale del 2008, non è né localizzata né sincronizzata, ma si è manifesta nei singoli paesi (e anche nelle regioni) in momenti e con decorsi molto diversi, disarticolando sistemi economici ampiamente fondati sulle catene del valore e sulle specializzazioni produttive interdipendenti.

    Gli effetti dell’emergenza sanitaria sul sistema imprenditoriale regionale

    Di Sarah Bovini - Responsabile Ufficio Studi e Statistica Unioncamere Piemonte

    Il 2020 è stato un anno di crisi con pochi precedenti nella storia recente. Nel 2009 l’attività produttiva e il commercio mondiale avevano subito una ancor più intensa battuta d’arresto, la cui natura era però prettamente finanziaria. La crisi del 2020 appare, invece, una crisi indotta dall’emergenza sanitaria.

    Il turismo in Piemonte nel 2020: un settore in un momento complesso

    di Cristina Bergonzo - Osservatorio Turistico della Regione Piemonte – Visitpiemonte DMO

    La pandemia, con il blocco della mobilità internazionale e nazionale a partire da fine febbraio 2020, ha paralizzato il turismo a livello globale. A livello mondiale, gli arrivi internazionali hanno registrato un calo del 73%[1].

    Editoriale. L'innovazione in Piemonte

    A cura di Daniela Nepote

    Secondo l’ultimo rapporto dell’Ocse “Science, Technology and Innovation Outlook 2021”[1]. i sistemi di ricerca e innovazione hanno reagito alla pandemia in modo rapido e significativo con ruolo di preminenza nelle strategie nazionali ed internazionali di risposta al virus. Nella prima fase i finanziamenti di emergenza per ricerca e sviluppo (R&D) stanziati da enti nazionali ed internazionali ammontavano a un totale di 5 miliardi di dollari ripartiti tra 300 milioni di dollari in Asia e nei paesi del Pacifico (Cina esclusa), oltre 850 milioni di dollari in Europa e oltre 3,5 miliardi di dollari in Nord America.

    Innovazione e tessuto imprenditoriale in Piemonte

    Sarah Bovini - Responsabile Ufficio Studi e Statistica Unioncamere Piemonte

    Secondo l’ultimo European Innovation Scoreboard[1], classifica che fotografa le performance in ricerca e innovazione dei Paesi Ue, pubblicato dalla Commissione europea il 23 giugno 2020, l’Unione ha rafforzato la propria capacità d’innovazione rispetto all’inizio del decennio, ma continua a perdere posizioni rispetto ai principali concorrenti mondiali. L’Italia, nonostante la crescita dell’indice d’innovazione negli ultimi anni, presenta ancora consistenti debolezze strutturali in materia di ricerca e innovazione. 

    Sostenere l’innovazione in Piemonte, guardando ai numeri

    Di Marco Manero - Regione Piemonte, Direzione Competitività del sistema regionale Settore Monitoraggio, valutazioni e controlli

    Il sostegno pubblico a processi di innovazione tecnologica in Piemonte è incentrato sul Fondo Europeo per lo Sviluppo Regionale, attraverso il finanziamento di un articolato insieme di progetti e iniziative. La complessità degli interventi richiede una verifica sistematica del loro andamento procedurale e finanziario, come pure dei risultati ottenuti. Tale sistema di monitoraggio è alla base della valutazione delle politiche, e può rappresentare uno stimolo per migliorare l’efficacia degli strumenti a disposizione dell’amministrazione regionale.

    Dotazione telematica e digitalizzazione del Piemonte all’esplodere dell’epidemia da covid-19

    A cura di Francesca S. Rota, IRCrES CNR

    La crisi economica associata al covid-19 assumerà in Italia una dimensione asimmetrica sotto più punti di vista. Per quel che attiene i settori produttivi, il prolungato lock-down e le indicazioni di distanziamento sociale confermate anche per la fase-2 dell’emergenza colpiranno in particolare il turismo, i trasporti, la ristorazione, i servizi per il tempo libero e la cura della persona.

    Coniugare innovazione e sostenibilità ambientale: il caso dell’Environment Park di Torino

    Intervista a Matteo Beccuti, CEO di Environment Park 

     

    Environment Park è un Parco Scientifico e Tecnologico attivo da oltre 20 anni sui temi ambientali. Oltre a gestire il campus, un’area di 30.000 metri quadri con circa 70 imprese insediate, laboratori e infrastrutture ad accesso aperto, è anche un centro di competenza focalizzato su innovazione e sostenibilità.  Lavora con le pubbliche amministrazioni e con le imprese che cercano soluzioni. 

    L’impatto del lockdown in Piemonte: le stime della SVIMEZ

    A cura di Luca Bianchi, SVIMEZ e Carmelo Petraglia, Università della Basilicata

    Presentiamo un approfondimento per il Piemonte delle stime territoriali SVIMEZ sull’impatto economico e sociale del Covid-19 (SVIMEZ, 2020). L’impatto del blocco produttivo per il contenimento della diffusione del virus viene valutato stimando le perdite di valore aggiunto e la quota di unità locali e addetti interessati dal lockdown nell’industria e nei servizi. Le stime disaggregate a livello provinciale si basano sull’incrocio delle stime SVIMEZ con i dati comunali ISTAT su imprese, addetti e risultati economici nei settori attivi e sospesi (ISTAT, 2020).

    “Open innovation” e piattaforme web-based. Lo spazio del possibile nell’architettura digitale.

    Di Filomena Berardi, Ires Piemonte, Piergiorgio Iacobelli, Art-Er Emilia-Romagna, Renato Pannella, Sei Plus

    “Mai più soli” è tra i leit-motiv scanditi dal paradigma che ambisce a riconfigurare i processi di innovazione. Che si tratti di politiche per l’innovazione, o di strategie intraprese autonomamente da soggetti indipendenti, la modalità collaborativa è quanto, in buona misura, viene sempre più caldeggiata dalle prime e perseguita dalle seconde[1], se in cerca di una soluzione che risponda a un fabbisogno di innovazione. Ma perché “mai più soli”?

    Editoriale nr. 58 - Dalla Quarta rivoluzione industriale alla digital transformation: a che punto è il Piemonte?

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    Da almeno quattro anni la “Quarta rivoluzione industriale” è la questione economica (e di politica economica) più mediatizzata. La locuzione trae origine da un documento pubblicato in Germania nel 2011 intitolato “Industria 4.0: l‘Internet delle cose sulla strada della Quarta rivoluzione industriale”. In questa pubblicazione si rendeva nota la costituzione di un gruppo di lavoro partecipato dalle principali imprese manifatturiere tedesche, con l’obiettivo di redigere un piano per favorire la transizione dell’industria nazionale ad un nuovo stadio evolutivo caratterizzato dall’utilizzo delle tecnologie digitali: principalmente la connettività e i big data, le nuove forme di automazione e il machine learning.

    Innovatori sociali e contesti metropolitani: il caso di Torino

    di Filippo Barbera e Tania Parisi, Università di Torino

    La città di Torino è un caso interessante in cui osservare le pratiche d’innovazione sociale, non solo per il numero di esperienze, ma anche per l’importante ruolo giocato negli anni dalle istituzioni politiche cittadine, che hanno promosso e sostenuto molte iniziative in questo campo. Come vedremo, la traiettoria centrale dell’innovazione nel caso torinese si configura come un modello non tanto di innovazione diffusa quanto concentrato su esperienze “di eccellenza”, elemento che, a posteriori, possiamo definire come costitutivo del progetto di trasformazione urbana della città.

    Le politiche regionali per la transizione del sistema produttivo piemontese

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Regione Piemonte)

    La strategia della Regione Piemonte a sostegno della transizione dell’apparato produttivo piemontese verso tecnologie e modelli di business ad alta intensità “digitale” è stata sviluppata nel quadro delle politiche europee e nazionalie tenendo conto delle peculiarità del sistema economico regionale, sia dal punto di vista della specializzazione sia da quello dei modelli organizzativi e di cooperazione delle imprese.

    Il ruolo degli ecosistemi e partnership territoriali nella promozione dell'innovazione sociale

    di Chiara Genova, Torino Social Impact

    In un contesto globale di crescente complessità e interdipendenza tra sistemi economici, l’innovazione sociale rappresenta un elemento essenziale per affrontare le sfide sociali ed ecologiche odierne. In risposta al progressivo emergere di processi di innovazione sociale dal basso si stanno sperimentando strategie per stimolare, promuovere e sostenere queste innovazioni. Ciò si è concretizzato in approcci che tendono a superare i confini tra pubblico, privato e terzo settore, coerentemente con l’evidenza scientifica che suggerisce che la collaborazione multi-attore rafforza e migliora tutte le fasi del processo di innovazione.

    Industria 4.0: un primo bilancio dell’esperienza piemontese

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Digital Innovation Hub Piemonte) e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Digital Innovation Hub Piemonte)

    L’applicazione aziendale di strumenti hardware e software sempre più potenti ha portato ad una serie di cambiamenti organizzativi, culturali e tecnologici che vengono collettivamente definiti “trasformazione digitale”. Per meglio rappresentare questo concetto nel 2011 in Germania è stato coniato il termine Industrie 4.0, con un richiamo alla cosiddetta “quarta rivoluzione industriale”. Negli anni successivi in diversi paesi sono state introdotte politiche volte a indirizzare e sostenere il sistema produttivo lungo queste trasformazioni. Nelle pagine che seguono si riassume l’esperienza italiana, con particolare attenzione alla realtà piemontese.

    Knowledge hub, connessioni, comunicazione: l’esperienza dell’ARTI, l’agenzia strategica della Puglia per la tecnologia e l’innovazione

    di Annamaria Monterisi, ARTI-Agenzia Regionale per la Tecnologia e l’Innovazione della Puglia

    Comunicare l’innovazione e, ancor più, comunicare le politiche per l’innovazione costituisce una sfida legata alla grande eterogeneità dei pubblici e dei contesti di riferimento e alla complessità di alcuni messaggi. Quando poi a dover comunicare è una amministrazione pubblica, che per di più ha come raggio di azione soprattutto il proprio territorio regionale, è richiesta una strategia più complessa, che si alimenta di – e a sua volta nutre – reti e conoscenza. 

    Cambiamento tecnologico e qualità del lavoro

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Ires Piemonte)

    L’ascesa della nuova generazione di tecnologie digitali interroga da anni futuro e ruolo del lavoro nella società. Stime allarmate sulla sostituibilità delle occupazioni convivono con approcci che sottolineano il carattere frizionale della disoccupazione tecnologica. Oltre la pseudo opposizione tra umani e macchine, stabilito che dinamica e geografia del lavoro originano solo in parte da fattori tecnologici, i timori per l’occupazione sembrano porre in secondo piano i cambiamenti qualitativi del lavoro. 

    “Next Generation” Policies: prospettive e sfide per le politiche per l’innovazione in Piemonte

    Intervista a Varinia Michalun e Sandra Hannig, esperte OCSE  a cura di D. Nepote, F. Berardi

    Nel 2018 il Piemonte insieme ad altre 9 regioni europee e 2 Stati[1] hanno partecipato ad un progetto di studio promosso dalla Commissione Europea in collaborazione con Ocse, denominato “Pilot Action in Industrial Transition Regions”. Il progetto focalizza l’attenzione sull’importanza dell’innovazione e della sua diffusione a livello regionale. Questo studio è particolarmente rilevante per regioni che, come il Piemonte, necessitano di modernizzare la loro base industriale e aumentare la produttività anche in un’ottica inclusiva.

    L’impatto occupazionale della digital transformation in Piemonte

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Ires Piemonte)

    Una delle ragioni per cui la digital tranformation è diventata un tema ricorrente nel dibattito economico è la diffusa preoccupazione per il suo possibile impatto negativo sull’occupazione, una preoccupazione niente affatto nuova, visto che già nel 1930 John Maynard Keynes parlava di “disoccupazione tecnologica”.

    “Per non sprecare questa crisi”: il ruolo focale del sistema della ricerca e innovazione nel coordinamento delle azioni di rilancio collettivo

    A cura di Filomena Berardi e Daniela Nepote, Ires Piemonte

    Al 19 maggio 2020, i casi confermati di COVID-19 in Piemonte erano 29.739, di cui 15.121 (50,8%) registrati nella sola provincia di Torino. In Piemonte, per effetto del decreto del 22 marzo, si sono fermate circa metà delle imprese (44%) e dei rispettivi addetti (53%). 

    I servizi digitali piemontesi tra startup, scaleup e ecosistema di supporto

    di Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. (Ires Piemonte) e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.(Ires Piemonte)

    Il contributo nasce con un obiettivo tutto sommato semplice: quali sono gli effetti della trasformazione digitale nel terziario piemontese e, in modo specifico, nel terziario “di mercato”[1]?

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