La ripartenza degli atenei piemontesi: primi dati

    di Federica Laudisa, Daniela Musto,  (IRES Piemonte)

    In questo articolo si esamineranno gli effetti della pandemia sulle immatricolazioni degli studenti iscritti per la prima volta ad un corso di primo livello o ciclo unico, tramite l’elaborazione dei dati forniti dagli Atenei. Si tratta di un primo quadro perché in alcuni atenei i termini per immatricolarsi non sono ancora conclusi (quindi i numeri è plausibile crescano); questa analisi è stata tracciata pur avendo consapevolezza della difficoltà di stabilire se alcune evidenze possano essere attribuite alla pandemia oppure si sarebbero verificate a prescindere.

    Stabili gli immatricolati all’Università di Torino

    I primi dati sulle immatricolazioni all’Università di Torino rivelano che il temuto effetto Covid-19 ha solo sfiorato l’ateneo, determinando un calo dell’-1% sul totale dei nuovi iscritti[1], che potrebbe essere colmato con la conclusione del periodo di immatricolazione.

    Il dettaglio per regione di provenienza mostra come vi sia stata una lieve diminuzione degli immatricolati residenti in Piemonte (-2%), ma un aumento degli immatricolati provenienti da altre regioni (+6%). Per quanto riguarda gli internazionali, la flessione al momento è del 18%, tuttavia il dato è in continua evoluzione poiché la nuova procedura di immatricolazione gestita interamente online prevede un controllo puntuale da parte degli uffici che è ancora in corso: ad oggi ci sono circa 80 domande in corso di revisione, che, qualora fossero tutte accettate, porterebbero il dato a 385 immatricolati internazionali (+3% rispetto allo scorso anno).

    Figura 1. Il trend degli immatricolati all’Università di Torino, a.a. 2017/18-2020/21*

     

    Fonte: elaborazione IRES su dati forniti dall’Università di Torino

    *Il dato sugli immatricolati nell’a.a. 2020/21 è provvisorio e rilevato il 20 ottobre 2020, quello sugli studenti internazionali il 9 novembre. Le immatricolazioni saranno concluse il 15 novembre per la maggior parte dei corsi qui considerati.

    Tra gli immatricolati che provengono da altre regioni, l’incremento maggiore si rileva per gli studenti lombardi (+48% rispetto all’anno precedente, pari a 88 immatricolati in più) ma anche le altre regioni del Nord e del Centro mostrano un segno positivo, ad eccezione di Liguria e Lazio. Il dato è lievemente in calo per gli studenti provenienti dal Sud (-2%), tranne che per Sicilia e Sardegna.

    Se da un lato i dati evidenziano alcuni cambiamenti nella geografia delle iscrizioni, dall’altro, sono poche ad oggi le evidenze che potrebbero aver condizionato in maniera rilevante la scelta di immatricolarsi: si conferma infatti la stessa distribuzione per genere degli studenti e, per gli studenti piemontesi, una distribuzione per provincia di provenienza che ricalca quella del 2019/20, con una lieve flessione di immatricolati che provengono dalla provincia di Torino (-2%). Le diminuzioni maggiori si verificano nei corsi di Giurisprudenza, Economia e Statistica per le organizzazioni e Scienze Politiche, di contro si rileva un aumento consistente di immatricolati nei due corsi teledidattici di Amministrazione Aziendale (+67%) e Scienze dell’amministrazione (+42%); si intravedono infine spostamenti di immatricolati da alcuni corsi ad altri, dovuti perlopiù alla variazione delle condizioni di accesso da programmato a libero.

    Qualche scostamento è visibile dettagliando gli studenti residenti in Piemonte per scuola di provenienza: si evidenzia una riduzione degli immatricolati provenienti dai licei classici e scientifici nella misura del 2-3% e dai licei pedagogici (-13%), mentre sono aumentati, seppur in misura contenuta, gli immatricolati diplomati agli istituti tecnici, professionali e artistici. 

    Un interessante cambiamento nelle recenti immatricolazioni, da segnalare e monitorare nel prossimo futuro, riguarda la composizione per età degli immatricolati, che fa intuire un sottile ampliamento della quota di studenti adulti, ovvero con età superiore ai 30 anni. Il merito potrebbe essere attribuito alla didattica a distanza, strumento utile agli studenti lavoratori per superare il vincolo delle lezioni in presenza in orari non compatibili con un’attività lavorativa.

    Gli immatricolati al Politecnico di Torino: costanti nel 2020/21

    Il numero di immatricolati presso il Politecnico di Torino ha risentito degli effetti della pandemia? Osservando i dati, la risposta più appropriata sembra essere: forse sì, comunque moderatamente. Il numero complessivo di immatricolati è pressoché stabile, con una leggera flessione rispetto all’anno precedente degli studenti residenti in Piemonte (-4%), un modestissimo aumento degli immatricolati residenti fuori Piemonte (+1%) e un incremento significativo degli studenti internazionali (+18%).

    L’aumento degli immatricolati residenti fuori Piemonte è dovuto nello specifico a quello degli immatricolati residenti in Lombardia (il che avviene anche negli altri due atenei statali), seguito dall’incremento degli umbri, i toscani e i veneti. Il dato è invece stazionario per i residenti al Sud. Gli studenti provenienti da fuori regione, in percentuale superiore rispetto al 2019/20, si sono indirizzati verso i corsi di laurea di Architettura e Ingegneria per la Matematica.

    Riguardo agli studenti internazionali, si conferma il trend crescente di quanti provengono dall’Iran, dalla Turchia e dal Libano, la cui crescita si concentra in particolare in due corsi: Ingegneria Informatica e Architettura. Questo aumento è stato favorito, con ogni probabilità, dalla possibilità di seguire i corsi a distanza.

     

    Figura 2. Immatricolati al Politecnico di Torino, per provenienza, a.a. 2017/18-2020/21

     

    Fonte: elaborazione IRES su dati forniti dal Politecnico di Torino

    Infine, per quel che concerne il calo degli immatricolati residenti in Piemonte, non è facile fornire un identikit e spiegarne le ragioni. La diminuzione non si concentra in nessun corso di laurea in particolare ed è rimasta invariata la distribuzione per genere; si nota, invece, un calo dei diplomati liceali (-7%) a fronte di aumento dei diplomati tecnico-professionali (+6%) e una contrazione degli immatricolati residenti nelle province di Vercelli, Biella, Cuneo e Torino (-3%), mentre l’Ateneo risulta sempre più attrattivo nei confronti degli alessandrini. Si potrebbe supporre che la crisi economica abbia disincentivato l’iscrizione universitaria ma gli elementi a supporto sono pochi e non sempre univoci: ad esempio, mentre il PIL delle province di Vercelli e Biella è tra i più bassi del territorio regionale, Torino e Cuneo sono le province più ricche.

    Il calo non è dovuto di certo ad una cresciuta attrattività del Politecnico di Milano, l’unico competitor a livello nazionale, presso il quale l’incremento degli immatricolati residenti in Piemonte è stato del 4,5% (+11 studenti) [fonte: Politecnico di Milano], a fronte del 60% in più di residenti lombardi al Politecnico di Torino (+37 studenti). Resta comunque sempre superiore il numero di studenti “esportati” (257) rispetto agli “importati” (99).

    In sintesi, questo Ateneo è riuscito a contenere l’effetto negativo della pandemia, e ciò è accaduto anche in virtù del sistema di immatricolazione. Al Politecnico tutti i corsi di laurea sono a numero programmato e gli studenti per potervi accedere devono obbligatoriamente superare un test di ammissione. Il numero di chi si iscrive al test, e poi lo sostiene, è quasi due volte superiore al numero di posti banditi. Essendo la domanda nettamente maggiore dell’offerta, sebbene ci sia stata una contrazione dei cosiddetti pre-immatricolati che hanno partecipato al test, specie tra i residenti in Piemonte (-10%) e al Sud (-14%), l’esito finale è un numero di immatricolati pari circa ai posti a concorso.

     

    Gli immatricolati al Piemonte Orientale: incremento del 3,5% nel 2020/21

    Quali conseguenze ha avuto la pandemia sulle immatricolazioni all’Università del Piemonte Orientale? Il dato di fondo è che l’unico ateneo piemontese per il quale si riscontra un incremento del numero di immatricolati rispetto all’anno accademico precedente (+3,5%), a seguito soprattutto dell’aumento degli immatricolati a corsi di ambito medico (ma anche degli studenti residenti in Lombardia e degli internazionali), che ha controbilanciato il calo degli studenti residenti in Piemonte o provenienti dalle altre regioni. Nello specifico si rileva:

    • un +45% di immatricolati a corsi di ambito medico (passati da 399 a 577), conseguente all’ampliamento del numero dei posti messi a concorso, definiti si ricorda a livello nazionale;
    • un +11% di studenti lombardi a fronte della contrazione di studenti provenienti da altre regioni, Sud compreso (-34%), ciò che rende il numero di immatricolati residenti fuori Piemonte quasi stabile;
    • un +40% di studenti internazionali; è cresciuto in particolare il numero di immatricolati congolesi, egiziani e camerunesi nonché il numero di nazionalità da cui provengono.

    Questi incrementi possono essere riconducibili ad un effetto dell’emergenza sanitaria? Senz’altro la pandemia ha influito sulla scelta ministeriale di mettere a concorso un numero più cospicuo di posti per i corsi di laurea di ambito medico; potrebbe inoltre aver indotto gli studenti lombardi a iscriversi in percentuale superiore presso questo Ateneo (il trend era già in corso ma si è accentuato), analogamente a quanto avvenuto negli altri due atenei torinesi; infine, potrebbe aver dato impulso alle immatricolazioni dall’estero, in virtù dell’opportunità offerta dalla didattica a distanza di studiare in un altro Paese senza sopportarne i costi di mantenimento.

    Figura 3. Il trend degli immatricolati al Piemonte Orientale, a.a. 2017/18-2020/21

     

    Fonte: elaborazione IRES su dati forniti dall’Università del Piemonte Orientale

    Nota: le immatricolazioni ai corsi di ambito medico non sono ancora concluse. Non è ancora disponibile il dettaglio degli immatricolati di ambito medico per provenienza geografica, per questo la somma dei parziali non è uguale al totale.

    Difficile, invece, è spiegare la ragione della flessione degli immatricolati residenti in Piemonte, pari a quasi al 3% (se si esclude l’ambito disciplinare medico). L’ipotesi è che possa essere imputabile alla crisi economica ma non si hanno sufficienti elementi per poterlo affermare[2]. Ciò che si constata è che il calo è “distribuito” su diversi corsi di laurea ed è più evidente tra i residenti nelle province del Verbano-Cusio-Ossola, Novara e Alessandria, in termini percentuali. Il numero di questo gruppo di immatricolati, sebbene contrattosi, è comunque superiore a quello di due e tre anni fa, segno di una buona tenuta del Piemonte Orientale.

     

    Diminuiscono gli immatricolati all’Università di Scienze Gastronomiche

    I dati sulle immatricolazioni all’Università di Scienze Gastronomiche mostrano un calo del 22%, che porta i nuovi studenti da 115 nell’a.a. 2019/20 a 89 nell’a.a. 2020/21: il confronto con l’anno accademico precedente risulta particolarmente penalizzante dato che proprio nel 2019/20 l’ateneo aveva visto un forte incremento di immatricolati, soprattutto provenienti da fuori Piemonte e dall’estero. Nel 2018/19 gli immatricolati erano 94 e nel 2017/18 erano 100.

    Occorre ricordare che Università di Scienze Gastronomiche è, di fatto, un’università residenziale, con studenti provenienti da numerosissimi Paesi, e un modello formativo che prevede esperienze laboratoriali e sensoriali che richiedono la presenza fisica in aula o in laboratorio. Alla luce di queste specificità, non vi è dubbio che, in questo caso, la pandemia abbia inciso sugli studenti provenienti da fuori regione, fortemente condizionati nei loro spostamenti e dall’incertezza di poter far ritorno alle loro abitazioni.

    Nel 2020/21 la riduzione maggiore di immatricolati si registra infatti tra gli internazionali: gli studenti provenienti da paesi non appartenenti all’Unione Europea risultano più che dimezzati mentre è costante il dato per chi proviene da Paesi europei.

    Un calo contenuto emerge invece tra gli studenti residenti in Piemonte, che riporta il dato ai livelli dell’a.a. 2018/19, mentre si rileva una diminuzione più consistente tra chi proviene da altre Regioni e in particolare dalla Lombardia, che in generale è il principale bacino di origine degli immatricolati italiani all’ateneo.

     

    Figura 4. Il trend degli immatricolati all’Università di Scienze gastronomiche, a.a. 2017/18-2020/21

     

    Fonte: elaborazione IRES su dati forniti dall’Università di Scienze gastronomiche

     

    Conclusioni

    I primi dati sulle immatricolazioni nel 2020/21 mostrano che il sistema universitario piemontese ha retto nel suo insieme all’impatto della pandemia: a fronte di una relativa stabilità dell’Università e del Politecnico di Torino continua la crescita degli iscritti del polo del Piemonte Orientale, mentre si avverte qualche difficoltà in più presso l’Università di Scienze Gastronomiche.

    Lo sforzo attuato dagli atenei per riorganizzare la didattica con un sistema che affiancasse le lezioni a distanza a quelle in presenza si è rivelato fondamentale, ancor di più alla luce della recrudescenza dell’epidemia che stiamo vivendo in queste settimane.

    Eccezion fatta per il Piemonte Orientale, presso il quale si registra un incremento del 3,5% di immatricolati, in virtù soprattutto dell’aumento dei posti messi a concorso nei corsi di laurea ad ambito medico, negli altri atenei piemontesi le immatricolazioni risultano stabili rispetto allo scorso anno. Tuttavia, è leggermente variata la composizione geografica degli studenti: calano gli immatricolati residenti in Piemonte, mentre aumentano quelli provenienti da altre regioni e in particolare dalla vicina Lombardia: sulla scelta degli studenti lombardi potrebbe aver inciso l’immagine negativa lasciata dalla prima ondata dell’emergenza sanitaria.

    I dati non sono altrettanto uniformi sugli immatricolati provenienti dal Sud, per i quali la pandemia potrebbe aver giocato un ruolo più importante nella scelta di iscriversi in un ateneo limitrofo alla zona di residenza: si registra un calo all’Università di Torino e al Piemonte Orientale, mentre al Politecnico il dato è stabile rispetto allo scorso anno.

    Le immatricolazioni dall’estero mostrano un trend in salita, forse condizionato dall’opportunità offerta dalla didattica a distanza di poter studiare in un altro Paese senza sostenerne i costi di mantenimento.

     

    Per approfondimenti:

    Si veda il contributo di ricerca di F. Laudisa, D. Musto, Covid-19: quale impatto sulle immatricolazioni negli atenei del Piemonte?, n. 305/2020, IRES Piemonte e l’articolo di F. Laudisa, Immatricolazioni negli atenei del Piemonte: quanto inciderà il Covid-19?, IRES Piemonte-SISFORM n. 3/2020.

     

    [1] Nel computo non sono stati considerati i corsi a numero chiuso in ambito medico, poiché i dati sugli immatricolati potrebbero essere ancora molto parziali a causa dei termini più lunghi per l’immatricolazione.

    [2] Non è ancora disponibile il dato sul tasso di passaggio all’università tra i residenti in Piemonte, distinto anche in base al tipo di diploma conseguito, che può fornire un’indicazione su chi non si è iscritto all’università.

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