Le Pressioni sull’ambiente in Piemonte

    A cura di Pina Nappi, Arpa Piemonte

    In questo articolo vengono descritte sinteticamente alcune pressioni esercitate sull’ambiente che causano modifiche allo stato delle componenti ambientali. Tali pressioni sono state analizzate in modo più esaustivo nella Relazione sullo Stato dell’Ambiente in Piemonte 2020 che Arpa redige annualmente insieme alla Regione Piemonte. La Relazione sullo Stato dell’Ambiente in Piemonte 2020 ha come obiettivo quello di diffondere informazioni corrette e puntuali, basate su dati oggettivi e solidi dal punto di vista tecnico-scientifico, con l’ottica della tutela e dell’uso corretto delle risorse, della prevenzione dell’inquinamento e di un significativo miglioramento della qualità ambientale. Lo sviluppo della conoscenza è fondamentale per i cittadini, i decisori politici e tutti i portatori di interesse, sia per superare la logica emergenziale sia per favorire una cultura della prevenzione.

    Emissioni CO2 e altri gas climalteranti

    L’incremento dei gas serra in atmosfera è responsabile del riscaldamento globale. I gas serra, di origine sia antropica sia naturale, hanno la proprietà di trattenere la radiazione infrarossa emessa dalla superficie terrestre, impedendo che una parte di essa sia irraggiata verso lo spazio esterno. Questa radiazione che viene trattenuta all’interno del sistema Terra è responsabile del riscaldamento globale che oggi sta subendo il nostro pianeta. L’aumento della concentrazione dei gas serra in atmosfera sta quindi determinando l’aumento di temperatura dell’atmosfera e dell’intero sistema climatico terrestre. I principali gas serra presenti nell’atmosfera sono il vapore acqueo (H2O), maggior responsabile dell’effetto serra, l’anidride carbonica (CO2), il protossido di azoto (N2O) e il metano (CH4), che, anche se presente in atmosfera in percentuale decisamente inferiore, ha un fattore di assorbimento della radiazione molto importante. Mentre la presenza di vapore acqueo è legata al ciclo idrologico e dipende dalla temperatura dell’atmosfera, e quindi non risulta direttamente collegata alle attività antropiche, gli altri gas serra sono stati, negli ultimi due secoli, fortemente influenzati dalle attività delle società umane.

    In Piemonte, le emissioni totali di gas serra, in termini di CO2 equivalente, sono diminuite dal 1990 al 2018 del 36% (da 41.753 a 26.699 ktCO2 eq.), dato ISPRA 2015. In Italia tale riduzione si è attestata sul 20%. Tale valore equivale a 6,1 tonnellate di CO2 equivalente per ogni abitante piemontese.  In Piemonte quattro fonti principali contribuiscono in misura predominante alla produzione di gas serra.In termini di CO2 equivalente si hanno:- : l’industria (48%), il trasporto su strada (22%) e il riscaldamento (19%) e l’agricoltura (9%). Il comparto agricolo, in particolare, contribuisce al 74% delle emissioni di metano (soprattutto la zootecnia) e al 78% delle emissioni di protossido di azoto, per l’utilizzo di fertilizzanti (IREA, 2015).

      

    Figura 1 - Piemonte. Trend gas climalteranti (CO2 eq) per macrosettore SNAP - anni 1990-2015

     

    Fonte: ISPRA – Elaborazione Arpa Piemonte

     

    Rischi naturali. Il Piemonte, occupato per circa il 49% del suo territorio dai rilievi montuosi, risulta fragile nella sua esposizione ai rischi naturali. Nell’autunno 2019 si sono verificati due eventi alluvionali che hanno procurato allagamenti e fenomeni franosi sui versanti: l’evento del 19-24 ottobre che ha interessato in particolare l’alessandrino e l’evento del 22 e 25 novembre 2019 che ha colpito principalmente la zona dell’acquese. Particolarmente significativo, nel primo evento, la pioggia cumulata nella stazione di Gavi (AL) che ha registrato 428 mm in 12 ore, il record per la rete di telemisura piemontese.

    Stabilimenti RIR.  Nel panorama nazionale, il Piemonte si conferma una tra le regioni con maggior presenza di stabilimenti RIR (rischio di incidente rilevante) - con 81 stabilimenti - dopo Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. I territori con il maggior numero di stabilimenti sono la provincia di Alessandria, l’area metropolitana di Torino e la provincia di Novara; in particolare, in quest’ultima sono presenti le aree industriali di San Martino di Trecate e di Sant’Agabio di Novara, ad elevata concentrazione di stabilimenti RIR.

    Rifiuti. La produzione di rifiuti urbani totali (RT) ha superato i 2 milioni di tonnellate nel 2018. In termini di quantità pro capite, ogni abitante piemontese ha prodotto circa 498 kg di rifiuti, di cui 305 kg raccolti in modo differenziato e avviati a recupero e 193 kg avviati a smaltimento, con un aumento di produzione rispetto all’anno precedente (475 kg/abitante). In Piemonte la raccolta differenziata nel 2018 si attesta al 61,2% del totale; in miglioramento rispetto ai dati del 2017 (59,6%).

    Nel 2018 i rifiuti indifferenziati avviati a trattamento/smaltimento sono stati 841.984 tonnellate: di questi quantitativi il 56% è stato inviato alla termovalorizzazione, il 42% al trattamento meccanico-biologico e solo il 2% in discarica.

    Nell’ambito della Task Force del SNPA (Sistema Nazionale delle Agenzia per la Protezione dell’Ambiente) Agenda 2030, l’Arpa Emilia-Romagna, utilizzando la metodologia pubblicata su Ecoscienza 3/2019, estratta da Working paper Ocse e pubblicazioni Unep, ha elaborato, tra gli altri, alcuni indici di disaccoppiamento partendo da dati della produzione di Rifiuti urbani (fonte Regione Piemonte), serie storica quasi ventennale 2000-2017, rapportati al Reddito disponibile lordo per le famiglia (Istat).

    In questo indice di Impact Decoupling (Unep, 2011) il rapporto espresso tra la pressione (rifiuti urbani) e la variabile economica (Reddito disponibile lordo)  esprime un indice di intensità che secondo Unep è il migliore indice di disaccoppiamento. L’indice di intensità ottenuto evidenzia un potenziale percorso di disaccoppiamento dal 2000 al 2017.

    Il trend degli indicatori, resi confrontabili in un unico grafico, conferma l’evidenza di un disaccoppiamento almeno di tipo relativo, dove con disaccoppiamento relativo si intende che la variabile che designa l’impatto ambientale continua a crescere, ma ad un tasso inferiore a quello  di crescita del parametro economico.

    Inoltre, in alcuni anni, in particolare tra gli anni 2010-2011, 2012-2013 e 2014-2015, si rileva un disaccoppiamento di tipo assoluto, dove il disaccoppiamento assoluto si manifesta se l’impatto ambientale diminuisce contestualmente a un aumento del valore prodotto in termini economici. In questo caso negli anni considerati i rifiuti diminuivano mentre il reddito delle famiglie esprimeva un trend in crescita o al massimo stazionario.

    Figura 2 - Indice di disaccoppiamento. Intensità del reddito disponibile per le famiglie e la produzione di rifiuti urbani 

     Fonte: Elaborazione Arpae Emilia Romagna su dati di Regione Piemonte e Istat

    Nel 2017 i quantitativi totali di rifiuti speciali (esclusi i rifiuti da costruzione e demolizione) prodotti sul territorio piemontese ammontano a poco meno di 5,3 milioni di tonnellate, con una produzione in discesa di quasi il 5% rispetto all’anno precedente, dovuta soprattutto alla riduzione dei rifiuti pericolosi. Si tratta per l’85% di rifiuti non pericolosi e per il restante 15% di rifiuti pericolosi: il quantitativo dei pericolosi prodotti è abbastanza elevato, ma questo anche a causa delle numerose operazioni di bonifica di terreni e di siti contaminati da amianto o altri rifiuti pericolosi avviate negli ultimi anni. A livello provinciale la quota di rifiuti più importante proviene dal territorio della Città metropolitana di Torino e rappresenta il 41% della produzione regionale. La quantità di rifiuti speciali gestiti, compreso il trattamento in discarica, nel 2017 è di quasi 9,7 milioni di tonnellate, di cui l’80% è stato sottoposto ad attività di recupero, il 5% è stato smaltito in discarica e il restante 15% mediante altre tipologie di smaltimento.

    Siti contaminati. Attualmente i siti contaminati censiti sull’intero territorio regionale sono 1.832, di cui 838 con procedimento attivo e 994 conclusi (dato aggiornato al 1° marzo 2020). I procedimenti conclusi risultano più numerosi dei procedimenti attivi, consolidando un andamento positivo registrato negli ultimi anni, con un tasso di crescita maggiore nel caso dei procedimenti conclusi. La situazione è peraltro destinata a migliorare ulteriormente in considerazione del fatto che alcuni procedimenti risultano formalmente ancora attivi ma sono in atto unicamente i monitoraggi post operam, necessari per arrivare alla certificazione finale di avvenuta bonifica del sito.

     

    Figura 3 - Siti contaminati inseriti nell’Anagrafe - anni 2011-2020

    Fonte: Anagrafe regionale dei Siti contaminati. Elaborazione Arpa Piemonte, anno 2020

     

    Radiazioni non ionizzanti. Per quanto riguarda la stima dell’esposizione della popolazione al campo elettrico, si rileva un trend di diminuzione nella classe di esposizione inferiore, e invece di crescita della popolazione esposta a livelli “medi” di campo elettrico (ampiamente al di sotto dell’obiettivo di qualità, ma comunque significativi rispetto al fondo). Tale andamento è conseguenza del notevole aumento di potenza degli impianti per telecomunicazione (e in particolare di quelli per la telefonia), con variazioni più consistenti in corrispondenza dei periodi di massimo sviluppo delle nuove reti (implementazione tecnologie più recenti o, come nell’ultimo anno, ingresso di nuovi operatori).

    Attualmente in Piemonte si sta sviluppando la rete 5G dedicata ai terminali mobili (quindi all’uso da parte degli smartphone), che lavora sulla banda di frequenza intorno a 3,7GHz. Arpa Piemonte sta tenendo sotto controllo la situazione dell’esposizione della popolazione ai nuovi sistemi, sia effettuando le valutazioni preventive all’installazione dei nuovi impianti 5G (per il rilascio dei pareri nell’ambito dei procedimenti autorizzativi) sia effettuando misure sugli impianti già attivati.

    È stata condotta da Arpa un’indagine sull’uso dei cellulari tra gli studenti. Il quadro ricavabile dall’analisi dei questionari da parte degli studenti di scuola media (750 studenti) e superiore (700 studenti) evidenzia l’utilizzo estensivo dello stesso in una fascia d’età in cui l’organismo è in pieno sviluppo, uso che non è limitato alla navigazione internet e scambio di messaggi, ma comporta anche telefonate di durata considerevole, in molti casi senza ausili (auricolare e vivavoce) che determinerebbero una diminuzione dell’esposizione ai campi elettromagnetici. Per rispondere a questa problematica è stato attivato dal 2018 il progetto “Un patentino per lo smartphone”, che ha previsto la formazione di docenti delle scuole medie in tutto il Piemonte, per realizzare moduli educativi con gli studenti e per coinvolgere le famiglie su tutti gli aspetti di educazione relativi ai media, cyber bullismo, tutela della salute, esposizione ai campi elettromagnetici e impatto ambientale degli smartphone. Attualmente sono stati distribuiti circa 4.000 patentini.

     

    Figura 4 - Risultati dell’indagine sull’uso di cellulari da parte di studenti di scuola media (750 studenti) e superiore (700 studenti)

    Fonte: Arpa Piemonte

    La mappatura radon è costantemente aggiornata con la progressiva disponibilità di nuove misure. È stata realizzata una mappa radon interattiva mediante la quale è possibile conoscere la concentrazione del gas in tutti i comuni del Piemonte. Il valore piemontese medio stimato è di 82 Bq/m3, con ampie variazioni sul territorio regionale.

    Rumore. Un indicatore dell’impatto dell’inquinamento acustico sulla popolazione sono le segnalazioni per disturbo da rumore. Il numero complessivo di esposti pervenuti ad Arpa nel 2019, pari a 332, rientra nella media degli ultimi anni, confermando una sensibilità sostanzialmente immutata da parte della popolazione verso la componente rumore. Sono le attività commerciali e le attività produttive, nell’ordine, quelle che generano i numeri maggiori di esposti.

     

    Approfondimenti

    L’intero documento sullo Stato dell’Ambiente in Piemonte 2020 è consultabile all’indirizzo: http://relazione.ambiente.piemonte.it

    Unep (2011) http://www.gci.org.uk/Documents/Decoupling_Report_English.pdf

    Gli autori dei singoli argomenti sono riportati nel documento: Relazione sullo stato dell’ambiente in Piemonte 2020 http://relazione.ambiente.piemonte.it

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