L’orientamento in Piemonte: sostegno alle transizioni e contrasto alla dispersione

    di Luisa Donato (IRES Piemonte)

    In Piemonte è presente un Sistema regionale di orientamento che coordina e realizza interventi di orientamento scolastico e professionale su tutto il territorio regionale. L’iniziativa è finanziata con 7.4 milioni di euro provenienti dal Fondo Sociale Europeo. Il sistema ha come obiettivo la riduzione del fallimento precoce e della dispersione scolastica e formativa attraverso interventi di prossimità in grado di agire attivamente e preventivamente verso gli adolescenti, i giovani e le loro famiglie.

    Obiettivo Orientamento Piemonte 

    All’interno del sistema regionale è attivo Obiettivo Orientamento Piemonte (OOP), l’intervento che offre attività di orientamento, accompagnamento e consulenza ai giovani tra gli 11 e i 22 anni e alle loro famiglie. Le azioni previste comprendono colloqui individuali (presso sportelli a scuola e sul territorio) e attività di gruppo negli istituti scolastici, con l’obiettivo di aiutare gli adolescenti e i giovani a proseguire o riprendere il proprio percorso di studi, a sviluppare competenze orientative per compiere scelte autonome e consapevoli, a orientarsi nelle fasi di transizione tra i sistemi (scuola -formazione professionale-università-lavoro).

    Nell’ottica di una piena declinazione del concetto di orientamento permanente, OOP diversifica l’offerta delle singole azioni in base alle esigenze orientative e, al contempo, le articola per rendere disponibili percorsi strutturati in funzione di macro-obiettivi orientativi:

    • educazione alla scelta;
    • riprogettazione del percorso e tutoraggio individuale;
    • sviluppo di competenze orientative;
    • orientamento alla professionalità.

    Un primo pacchetto di azioni, denominato Funzione Informativa, comprende attività di informazione per favorire una scelta consapevole al termine della secondaria di I e II grado. A queste si affiancano percorsi personalizzati di ri-motivazione e di eventuale ri-orientamento della progettualità individuale. Le azioni della funzione informativa sono:

    1. a) Colloquio intervista: un colloquio per identificare il bisogno orientativo del soggetto e aiutarlo a definire un proprio progetto individuale; si svolge presso uno sportello orientamento a scuola o nelle sedi di OOP presenti sul territorio regionale;
    2. b) Seminari di informazione, orientamento e sensibilizzazione dei giovani: attività di gruppo che riguardano l’offerta post-media e post-diploma, informazioni sull’evoluzione del mercato del lavoro e interviste con professionisti;
    3. c) Seminari di informazione e sensibilizzazione delle famiglie: attività in cui accanto alle indicazioni per la prosecuzione dei percorsi dopo la secondaria di I e II grado, si affiancano informazioni relative ai processi decisionali per supportare le scelte dei propri figli.

    Un secondo pacchetto di azioni, denominato Funzione di formazione per sviluppo competenze orientative e accompagnamento a specifiche esperienze di transizione, comprende attività di approfondimento dei bisogni orientativi del giovane, nell’ambito di un più stretto collegamento tra scuola, formazione e mondo del lavoro. Le azioni previste sono:

    1. a) Percorsi integrati di educazione alla scelta: percorsi di gruppo per lo sviluppo di competenze orientative utili alle scelte e per supportare le fasi di transizione tra sistemi;
    2. b) Percorsi di orientamento alla professionalità: percorsi di gruppo che hanno lo scopo di fornire una focalizzazione sul mercato del lavoro, professionalità e competenze e un supporto nelle fasi di transizione tra sistemi;
    3. c) Tutoraggio formativo individuale: un colloquio di accompagnamento nella predisposizione del progetto orientativo personale.

    Infine, un terzo pacchetto di azioni è definito Funzione di consulenza orientativa. Si tratta di azioni rivolte ai giovani che frequentano o che hanno interrotto/terminato la frequenza nel sistema dell’istruzione, della formazione e dell’apprendistato. Gli strumenti utilizzati sono:

    1. a) Colloquio orientativo: una consulenza orientativa mirata ad aumentare la conoscenza di sé al fine di definire meglio il proprio progetto individuale;
    2. b) Bilancio motivazionale attitudinale: un percorso individuale di approfondimento di potenzialità, abilità e conoscenze, finalizzato all’elaborazione di una scelta e di un progetto individuale.

     

    In aumento i partecipanti ai colloqui individuali di orientamento 

    Nell’ultimo anno scolastico (2021/22), Obiettivo Orientamento Piemonte ha raggiunto nel complesso 95.500 persone: adolescenti (11-15enni) e giovani (16-22enni) che hanno partecipato alle attività di orientamento e adulti coinvolti nei seminari informativi per famiglie. Tra loro il 34% ha usufruito di azioni della funzione informativa; il 64% ha svolto attività previste dalla funzione di educazione alla scelta e accompagnamento a specifiche esperienze di transizione; il 2% ha partecipato alle attività di consulenza orientativa.

    In particolare, hanno usufruito di colloqui individuali di orientamento 3.500 giovani over 16, pari al 4,5% del totale complessivo di coloro che hanno partecipato ad azioni di orientamento in Piemonte. Le azioni individuali risultano in forte aumento (triplicate nell’ultimo triennio). L’intervento regionale ha accolto, presso gli sportelli a scuola e sul territorio, una numerosità di giovani piemontesi crescente che ha cercato sostegno nelle fasi di transizione e per bisogni personalizzati di ri-motivazione e di ri-orientamento della propria progettualità.

    Questo aumento è un lascito del periodo di emergenza sanitaria e delle restrizioni imposte alla scuola in presenza, soprattutto per i giovani over 16. Infatti, le conseguenze della crisi pandemica su studenti e studentesse hanno richiesto, oltre ad un impegno per il recupero delle competenze curricolari (Nanni et. al, 2022), anche il rinforzo delle competenze relazionali nel contesto scolastico e sociale (Donato, Nanni, 2021) a cui i colloqui individuali possono fornire un utile contributo.

    Figura 1. Partecipanti 16-22enni ai colloqui di orientamento in Piemonte

     Fonte: Regione Piemonte, elaborazioni IRES Piemonte, 2021/22.

     

    Il colloquio individuale: sostegno alla scelta e contrasto alla dispersione

    L’annuale analisi IRES, prevista nell’ambito della valutazione degli interventi finanziati dal Fondo Sociale Europeo, è stata dedicata, nel 2022, allo studio della relazione tra i colloqui individuali di orientamento e le scelte dei giovani piemontesi. In particolare, tramite un’analisi di attuazione, è stato approfondito il ruolo delle azioni individuali di orientamento nel contrasto alla dispersione scolastica e nel sostegno alle transizioni.

    Lo studio si è svolto tramite un confronto tra gli obiettivi dei colloqui individuali, emersi da interviste a orientatrici e orientatori di OOP che erogano il servizio nelle quattro aree intervento del Piemonte[1] e le aspettative e scelte dei partecipanti over16 al servizio (Donato, Nanni, 2023), raccolte con un questionario online. Dalle risposte al questionario online[2], il bisogno di cercare lavoro emerge come principale motivazione di richiesta di colloquio individuale di orientamento. Delle 39 persone che si sono rivolte a OOP per aver sostegno verso opportunità nel mercato del lavoro, 23 hanno scelto di cercare lavoro e 16 hanno optato per una scelta verso ulteriori opportunità di studio e formazione. In questi casi il ruolo del colloquio è stato quello dell’azione intervento, che supporta le scelte seguendo l’obiettivo del contrasto alla dispersione tramite l’offerta di nuovi scenari e opportunità future.

    Nel caso in cui il bisogno espresso sia quello del supporto alla transizione tra sistemi o ad alternative di percorsi di studio, si è osservato come la scelta sia stata coerente con il bisogno espresso: 12 persone hanno scelto percorsi successivi, 3 hanno scelto di restare nella stessa scuola e 4 hanno scelto un cambio di scuola, mentre solo 3 persone hanno dichiarato di non avere ancora effettuato una scelta. In questi casi il ruolo del colloquio è di tipo preventivo, rispetto ad un possibile rischio dispersione, supportando ragazze e ragazzi nelle scelte di studio e formazione, nella prospettiva di acquisire le competenze necessarie per svolgere le attività lavorative individuate durante il percorso di orientamento.

    In entrambi i casi, la partecipazione al colloquio individuale di orientamento sostiene i giovani nella scelta, consentendo una maggior consapevolezza rispetto ai possibili percorsi, alle competenze e all’impegno necessari per poter raggiungere una professione desiderata e procedere in un proprio progetto di studio/formazione.

    Figura 2. Scelte successive al colloquio di orientamento in base al bisogno espresso

     

    Fonte: Questionario sui colloqui individuali. Esperienze e scelte dei partecipanti over 16. Elaborazioni IRES Piemonte, 2021/22

    Conclusione

    I risultati dell’analisi valutativa, incrocio tra le risposte di orientatrici/tori, in termini di obiettivi delle azioni individuali, e dei partecipanti ai colloqui di orientamento, rispetto alle aspettative e ai percorsi scelti, restituiscono alcuni ambiti di attenzione utili all’implementazione dell’intervento regionale di orientamento, tra cui:

    • Importanza dei canali di accesso e dell’ubicazione territoriale dei servizi: nella grande città una maggior prossimità tra scuole e sedi di orientamento potrebbe alimentare il canale scolastico dei colloqui individuali presso gli sportelli territoriali. Un aspetto importante, nell’attuazione dell’intervento, è legato alla possibilità di creare una continuità, seguendo la logica dell’orientamento come percorso.
    • Sostenere la segnalazione della dispersione: coinvolgere maggiormente le scuole secondarie di secondo grado rispetto alla possibilità offerta da OOP di seguire ragazzi e ragazze con percorsi individuali di orientamento. È necessario promuovere un sistema condiviso di segnalazione dei giovani e delle giovani in difficoltà scolastica prima dell’interruzione di frequenza.
    • Particolare attenzione ai giovani non più in obbligo d’istruzione ma ancora senza titolo di studio. Dalle interviste degli orientatori e orientatrici emerge un target particolarmente fragile, quello dei ragazzi che vanno dai 17 ai 18 anni, in dispersione scolastica. Spesso sono giovani che arrivano al colloquio individuale tramite il canale del centro per l’impiego, non hanno conseguito un titolo di studio a seguito di fallimenti scolastici, hanno superato l’età dell’obbligo scolastico e vorrebbero entrare nel mercato del lavoro. L’intervento cerca di tenere “agganciato” il giovane non ancora maggiorenne fino alla possibilità di reinserirlo in un percorso formativo dedicato agli adulti (over 18), per questo è importante per il personale di OOP poter contare su di una rete di soggetti esterni coesa a cui fare riferimento per non perdere il contatto con questo target di giovani.
    • Mantenere il contatto con i partecipanti ai colloqui individuali successivamente al termine del percorso di orientamento. Potrebbe essere utile raccogliere il maggior numero possibile di indirizzi mail di chi si rivolge al colloquio individuale, esplicitando la possibilità di essere ricontattati per ascoltare la loro esperienza, sempre nell’ottica di un orientamento che li accompagni nel percorso di vita.

    In sintesi, l’analisi di attuazione evidenzia come il ruolo del colloquio individuale di orientamento, offerto nell’ambito delle azioni previste dall’intervento Obiettivo Orientamento Piemonte, sia quello dell’azione intervento, che supporta le scelte seguendo l’obiettivo del contrasto alla dispersione scolastica e formativa, soprattutto nei casi in cui il bisogno espresso è per una transizione verso il mondo del lavoro maturata dopo un fallimento nel mondo della scuola. Invece, nel caso in cui il bisogno è un supporto alla transizione tra sistemi o ad alternative di percorsi di studio, il ruolo del colloquio individuale è di tipo preventivo: per contrastare il possibile rischio dispersione.

    I colloqui individuali di orientamento dell’intervento regionale OOP, adempiono quindi al loro obiettivo: sostengono le scelte dei giovani piemontesi nelle fasi di transizione e contrastano la dispersione sia nella fase del rischio che in quella di recupero. 

     

    Bibliografia

    Donato, L, Nanni, C. (2021), Benessere e didattica a distanze nel primo biennio delle superiori, Rapporto IRES Piemonte.

    Nanni, C et al. (2022), Rapporto istruzione e formazione professionale. Piemonte 2022, IRES Piemonte.

    Per approfondimenti:

    Donato, L, Nanni, C. (2023), Valutazione di Obiettivo Orientamento Piemonte. I colloqui individuali di orientamento: sostegno alle transizioni e contrasto alla dispersione Rapporto 2022, IRES Piemonte

     

     

    Parole chiave: Orientamento, Scelte, Dispersione

     

    [1] La ripartizione organizzativa del sistema regionale di orientamento è suddivisa nelle seguenti aree di intervento: Astigiano e Alessandrino (Sud Est), Città Metropolitana di Torino (CMTO), Cuneese (Sud Ovest), Novarese, Vercellese, Biellese e Verbano Cusio Ossola (Nord Est).

    [2] Alla rilevazione hanno partecipato 61 giovani piemontesi over 16 che, nell’A.S. 2021/2022, si sono rivolti ad uno sportello di Obiettivo Orientamento Piemonte per un colloquio di orientamento. Non stupisce il numero esiguo di risposte (8,4% dei contattati), visto il target potenzialmente fragile.

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