PSR e strategie di sviluppo locale per il turismo: analisi spaziale sull’integrazione degli interventi

    di Marco Adamo (IRES Piemonte)

    Le azioni destinate all’espansione e al miglioramento dell’offerta turistica ricoprono un ruolo non secondario nel variegato panorama di interventi del Programma di Sviluppo Rurale (PSR) del Piemonte 2014 – 2022[1]. Queste sono strategicamente programmate con l’obiettivo di rivitalizzare le aree rurali del Piemonte e sostenerne il processo di convergenza socio-economica verso valori più vicini a quelli riscontrabili nelle aree urbane.

    Le “Operazioni”[2] di sostegno all’economia turistica rurale cofinanziati dal FEASR possiedono anche la particolarità di essere attuate su due livelli: quello regionale, con l’Operazione che favorisce la creazione e il miglioramento delle infrastrutture turistiche di piccola scala (Operazione 7.5.1), e quello locale, di competenza dei Gruppi d’Azione Locale (GAL).

    I GAL attuano delle strategie di sviluppo locale che prevedono anche un insieme di Operazioni dedicate allo sviluppo dell’economia turistica dei rispettivi territori[3], finanziando lo sviluppo di infrastrutture turistiche (Operazione 7.5.2), la creazione di nuove imprese (Operazione 6.2.1) e la diversificazione dell’attività economica di imprese agricole (6.4.1) o extra-agricole (6.4.2) con la finalità di espandere la ricettività e i servizi a turisti e visitatori.

    La duplice modalità attuativa di interventi della stessa natura comporta il rischio di produrre risultati sovrapposti, non integrati se non addirittura contraddittori.

    Per affrontare questo rischio, le strutture regionali competenti in accordo con i GAL hanno individuato alcuni elementi di integrazione e coordinamento, in particolare un’attenta demarcazione delle azioni e un opportuno sistema di premialità nei criteri di selezione, utili a massimizzare l’efficacia a livello regionale, valorizzando al contempo il lavoro svolto al livello locale.

    In questo articolo sono riassunti i risultati di un rapporto valutativo[4] che, utilizzando tecniche di analisi spaziale applicate alle aree di due GAL selezionati come casi di studio, ha voluto rispondere alle seguenti domande:

    1)    In che misura gli interventi di infrastrutturazione turistica sostenuti dai GAL a livello locale sono coerenti e integrati con l’omologa Operazione attuata dalla struttura regionale?

    2)    In che misura l’insieme degli specifici interventi dei GAL per il settore turistico sono integrati e coerenti con l’impianto delle strategie di sviluppo locale?

    3)    In che misura gli interventi di sviluppo turistico delle aree GAL si integrano con le principali emergenze paesaggistiche locali?

     

    I GAL analizzati sono stati il Basso Monferrato Astigiano (BMA) e il GAL Laghi e Monti del Verbano Cusio Ossola (fig.1). La selezione di questi due GAL, tra i 14 presenti in Piemonte, è stata motivata dal fatto che al momento della pianificazione dell’analisi valutativa erano quelli che presentavano il maggior avanzamento rispetto all’attuazione dell’Operazione a sostegno delle infrastrutture turistiche locali (Op. 7.5.2). Inoltre, le due aree presentano caratteristiche differenti sotto numerosi aspetti. Il BMA insiste su un’area collinare che non vanta una tradizione turistica consolidata e nella sua Strategia è chiara la volontà di creare una rete di offerta turistica strutturata ed integrata. Oltretutto, il BMA ha impostato la propria strategia di sviluppo locale in un modo del tutto originale, differenziandosi in modo marcato dagli altri GAL che hanno seguito più rigorosamente le linee guida attuative fornite dalla Regione Piemonte[5].

    Il GAL Laghi e Monti del VCO, invece, copre un’ampia porzione di territorio montano e in parte lacuale che lambisce una delle zone turisticamente più importanti del Piemonte: il Lago Maggiore. Dal punto di vista del livello infrastrutturale, per quanto concerne l’outdoor, propone un’offerta articolata e matura e nell’impostazione dei bandi e delle Operazioni dedicate al turismo ha seguito con scrupolo le linee guida regionali.

    Questa forte disparità ha permesso, inoltre, di osservare se e come le differenti impostazioni dei bandi abbiano permesso ad entrambi i GAL di mantenere un buon grado di coerenza con l’approccio strategico concordato tra i differenti livelli di governance.

    Figura 1 Localizzazione dei GAL presi come casi di studio per l’analisi.

    Fonte: IRES Piemonte

     

     

    GAL BASSO MONFERRATO ASTIGIANO – inquadramento, strategia e risultati

    Il GAL Basso Monferrato Astigiano (BMA) si estende su 96 comuni collinari che partono dal Torinese fino a toccare il territorio della città di Asti (fig.1). Questa localizzazione fornisce al GAL un elevato potenziale per il turismo di prossimità per la vicinanza al principale bacino di domanda regionale, la città di Torino. L’obiettivo di uno sviluppo turistico sostenibile ha caratterizzato in modo determinante le origini del GAL al punto che tra gli scopi statutari è compresa la promozione del turismo rurale locale. Durante il ciclo di programmazione 2014 -2022 le Operazioni dedicate a questo obiettivo ammontano al 37% della dotazione finanziaria complessiva a disposizione del GAL (tab.1).

    Tabella 1 Operazioni programmate dal GAL BMA per il turismo e dotazione finanziaria

    Codice Operazione

    Descr. Operazione

    Dotazione (v.ass)

    Dotazione (%)

    Nuove imprese

    19.2.1 - 6.2.1

    240.000,00

    10,96%

    Diversificazione aziende agricole

    19.2.1 - 6.4.1

    850.490,00

    38,83%

    Diversificazione imprese extra-agricole

    19.2.1 - 6.4.2

    500.000,00

    22,83%

    Infrastrutture turistiche

    19.2.1 - 7.5.2.

    600.000,00

    27,39%

    Cooperazione per processi di lavoro comune

    19.2.1 - 16.3.1.

    Inizialmente programmata in seguito eliminata

    Cooperazione per il sociale

    19.2.1 - 16.9.1

    Totale

     

    2.190.490

    100%

    Fonte: Elaborazione IRES Piemonte su dati Regione Piemonte

    La strategia adottata dal GAL si articola sulla necessità di strutturare e organizzare l’area su assi tematici che consentano di percepire e fruire il territorio come unità geografica, storica e culturale. L’approccio è stato quello di suddividere l’area in porzioni territoriali più piccole, definite micro aree, costituite da un gruppo di comuni (da 2 a 5) contigui, con un buon grado di omogeneità paesaggistica e che preferibilmente condividano alcuni servizi. Inoltre le micro-aree dovevano contenere al loro interno almeno un polo attrattivo (naturale o antropico)[6].

    I comuni di ciascuna micro-area avevano il compito di redigere un Piano Organico di Micro-area per pianificare gli interventi in modo tale che potessero essere indirizzati verso un’opportuna localizzazione e integrazione con quelli d’infrastrutturazione turistica gestiti a livello regionale.

    Sulla base di questi elementi e per rispondere ai quesiti valutativi elencati nella parte introduttiva si è proceduto in due fasi:

    1) la costruzione e valorizzazione dei seguenti indicatori specifici per l’Operazione 7.5.2: 

    • la percentuale degli interventi puntuali complessivi ricadente entro il raggio di un Km dai poli attrattivi;
    • la percentuale degli interventi puntuali al netto della segnaletica (segnavia) ricadente entro un raggio di un Km dai poli attrattivi;
    • la percentuale di poli attrattivi interessata da un intervento puntuale nel raggio di un Km sul totale dei poli attrattivi presenti nell’area;
    • il livello di integrazione tra gli interventi puntuali previsti con la rete di itinerari a valenza locale.

    2) il calcolo delle distanze lineari che intercorre tra gli interventi programmati dal GAL per lo sviluppo delle imprese e dei servizi turistici e quelli destinati all’infrastrutturazione (tab.1). L’analisi di prossimità, oltre a misurare l’integrazione spaziale degli interventi, è utile anche a verificare l’efficacia dei criteri di selezione perché, in coerenza con la propria strategia, il GAL ha introdotto per ciascuna Operazione almeno un criterio di selezione utile a premiare i progetti spazialmente più prossimi a quelli di infrastrutturazione turistica cofinanziati a livello regionale e a livello locale.

    I risultati della prima analisi indicano che il 20,2% degli interventi di infrastrutturazione puntuale è stato collocato all’interno di un raggio di 1 Km dai poli attrattivi (indicatore 1), percentuale che sale al 33% per l’indicatore 2 (interventi al netto della segnaletica).

    L’incidenza dei poli attrattivi interessati da interventi di natura puntuale calcolata rispetto al totale dei poli dell’area (fig. 2) è del 72% (indicatore 3), un valore che segnala una particolare attenzione alla valorizzazione turistica delle emergenze storico-culturali e naturali del territorio GAL BMA.

    Il livello di integrazione tra gli interventi puntuali rispetto alla rete di itinerari a valenza locale è pressoché totale (indicatore 4); infatti solo 3 interventi distano più di un chilometro lineare dalla rete (fig.3).

    I risultati della seconda analisi, sulla matrice delle distanze, dimostrano invece che la distanza media degli interventi sulle Operazioni considerate e gli interventi puntuali 7.5.2 è di 960,5 metri. Con misure non parametriche risulta inoltre che il 25% degli interventi si colloca ad una distanza inferiore ai 256 metri, il 50% ad una distanza inferiore ai 561; il 75% entro una distanza di 1753 metri. In generale si osserva una buona rispondenza ai desiderata del GAL espressi dai criteri di selezione dal momento che tutti gli interventi si posizionano in una fascia ancora alta in termini di primalità assegnata dai criteri stabiliti per le diverse Operazioni.

    Figura 2 Integrazione tra mete e capisaldi della rete fruitiva e interventi puntuali sostenuti dall’op.7.5.2 (buffer 1 Km)

    Fonte: Elaborazione IRES su dati PPR, ISTAT, Geo-portale Regione Piemonte, Analisi documentale PSR Procedimenti.

    Figura 3 Interventi puntuali 7.5.2 localizzati entro un buffer di 1 Km rispetto ai percorsi locali presenti nell’area.

    Fonte: Elaborazione IRES su dati PPR, ISTAT, Geo-portale Regione Piemonte, Analisi documentale PSR Procedi-menti.

     

    Figura 4 Distanza degli interventi sostenuti con le Operazioni 6.2.1, 6.4.1 e 6.4.2 rispetto a quelli puntuali finanziati con l’Operazione 7.5.2.

    Fonte: Elaborazione IRES su dati PPR, ISTAT, Geo-portale Regione Piemonte, Analisi documentale PSR Procedimenti.

     

     

    GAL LAGHI E MONTI DEL VERBANO CUSIO OSSOLA – inquadramento, strategia e risultati.

    Il Gruppo di Azione Locale Laghi e Monti del Verbano Cusio Ossola (VCO) nasce nel luglio del 1997 come GAL Azione Ossola. Nelle successive programmazioni ha esteso il proprio territorio arrivando, ad oggi, a coprire l’intera provincia del VCO, ad esclusione del comune di Verbania.

    La porzione sud-orientale del territorio del GAL è parte del cosiddetto Distretto dei Laghi, una delle zone a maggiore vocazione turistica della Regione, soprattutto per l’incoming di provenienza estera. L’area, inoltre, è facilmente accessibile da Torino, ma soprattutto da Milano, collocandosi in tal modo al centro del principale bacino di potenziale domanda turistica del Nord Italia. Invece, è meno accessibile tutta l’area retrostante in ragione dell’aspra orografia.

     

    Tabella 2 Operazioni programmate dal GAL Laghi e Monti del VCO per il turismo e dotazione finanziaria

    Codice Operazione

    Descr. Operazione

    Dotazione (v.ass)

    Dotazione (%)

    Nuove imprese

    19.2.1 - 6.2.1

    540.000,00

    23,69%

    Diversificazione aziende agricole

    19.2.1 - 6.4.1

    105.000,00

    4,61%

    Diversificazione imprese extra-agricole

    19.2.1 - 6.4.2

    545.180,75

    23,91%

    Infrastrutture turistiche

    19.2.1 - 7.5.2.

    1.084.503,25

    47,57%

    Cooperazione per processi di lavoro comune

    19.2.1 - 16.3.1.

    5.000,00

    0,22%

    Totale

     

    2.279.684,00

    100,00%

    Fonte: Elaborazione IRES Piemonte su dati Regione Piemonte

     

    L’analisi di contesto condotta dal GAL ha messo in evidenza che su un orizzonte temporale medio-lungo, il territorio ha vissuto una generale crescita sia dell’offerta che della domanda turistica. L’offerta è stata valutata ricca di punti di forza, ma anche di debolezza, in particolare per ciò che concerne la dotazione infrastrutturale per le attività outdoor in bicicletta e cavallo e per quelle rivolte a soggetti a mobilità ridotta e famiglie (turismo per tutti).

    L’analisi ha permesso di identificare specifici fabbisogni legati al turismo:

    • la necessità di integrare orizzontalmente settore agro-alimentare locale e turismo;
    • l’esigenza di migliore l’offerta in termini qualitativi e quantitativi.

     

    Alla soddisfazione del fabbisogno di integrazione multisettoriale nel contesto del turismo dovrebbe contribuire in particolare l’Operazione 7.5.2 premiando nei progetti il coinvolgimento di aziende agricole o altri soggetti, allo scopo di formare delle reti per lo sviluppo turistico integrato e multi settoriale.

    Al fabbisogno incentrato sullo sviluppo del settore contribuiscono di concerto tutte le Operazioni programmate per l’ambito turistico (tab.2): misura 6 con le Operazioni 6.2.1., 6.4.1 e 6.4.2 e naturalmente l’Operazione 7.5.2 che ricopre un ruolo centrale.

    La valutazione degli interventi sostenuti dall’Operazione 7.5.2, considerati i criteri di selezione e gli obiettivi, si è basata su una serie di indicatori utili a misurarne in primo luogo il livello di integrazione con la rete sentieristica regionale. Insieme a questo sono stati costruiti alcuni indicatori complementari, sempre basati sull’analisi spaziale che rendono possibile esprimere un giudizio su come gli interventi sostenuti si distribuiscano rispetto alle mete e ai capisaldi della rete fruitiva, individuati, questi ultimi, dal Piano Paesaggistico Regionale (PPR). Nel dettaglio gli indicatori proposti in questa sezione sono:

    1. La percentuale degli interventi puntuali al netto della segnaletica (direzionale e posta direttamente sui percorsi) ricadente entro un buffer di 500 metri dai percorsi della Rete del Patrimonio Escursionistico Regionale (RPE) presenti in area GAL e dagli interventi lineari della 7.5.2 (varianti e collegamenti)
    2. La percentuale degli interventi puntuali situata ad una distanza inferiore ad un Km dalle mete e capisaldi della rete fruitiva dell’area.
    3. La percentuale di mete e capisaldi della rete fruitiva interessata da un intervento puntuale nel raggio di un Km sul totale dei poli attrattivi presenti nell’area.

     

    Gli interventi puntuali, al netto della segnaletica, compresi in un buffer di 500 metri dai percorsi della RPE e dagli interventi lineari sostenuti dal GAL con l’Operazione 7.5.2 rappresentano l’88,2 % del totale (indicatore 1) a dimostrazione che la volontà di integrazione tra le infrastrutture outdoor da parte del GAL si sia concretizzata (fig. 5).

    Il secondo indicatore supera di poco il 19% del totale. La percentuale sale al 24% se si rapporta il numero di capisaldi e mete fruitive interessate da un intervento nel raggio di un chilometro dalla loro localizzazione rispetto al totale (indicatore 3).

     

    Figura 5 Prossimità degli interventi sostenuti dalle Operazioni 6.2.1, 6.4.1 e 6.4.2 rispetto alla rete sentieristica in area GAL

    Fonte: Elaborazione IRES su dati PPR, ISTAT, Geo-portale Regione Piemonte, Analisi documentale PSR Procedimenti.

     

    Figura 6 Distanza minima tra beneficiari delle Operazioni 6.2.1, 6.4.1 e 6.4.2 dagli interventi puntuali 7.5.2 (localizzazione per Operazioni)

    Fonte: Elaborazione IRES su dati PPR, ISTAT, Geo-portale Regione Piemonte, Analisi documentale PSR Procedimenti.

     

     

    Conclusioni

    La valutazione ha consentito di indagare il grado di integrazione spaziale tra le Operazioni inerenti il turismo del PSR 2014-2022 del Piemonte programmate e gestite a livello regionale e locale.

    I due GAL studiati hanno strutturato in modo differente le loro strategie di sviluppo del turismo sostenibile.

    Il GAL BMA ha usato un approccio di tipo “pianificatorio” per rafforzare fortemente la dotazione infrastrutturale e dei servizi al turista, in modo da preparalo per la fase successiva che nella strategia del GAL si concretizzerà attraverso azioni di promozione e di informazione turistica.

    Il GAL Laghi e Monti, forte di operare in un territorio più maturo dal punto di vista della fruizione, ha optato per progettualità utili a rinforzare e diversificare l’offerta in modo da rendersi maggiormente competitivo su specifici segmenti turistici.

    Le analisi spaziali condotte hanno permesso di dimostrare che i GAL oggetto di studio sono riusciti ad armonizzare e coordinare gli interventi a livello locale con quelli di ordine superiore, sia in termini di prossimità che di tipologia di interventi proposti.

    Gli interventi di livello locale di natura puntuale, che rappresentano la maggioranza di quelli sostenuti dai GAL, sono stati realizzati a complemento degli interventi lineari cofinanziati dal PSR grazie l’Operazione 7.5.1. Questo risultato si deve anche al lavoro della struttura regionale competente che, attraverso incontri e linee guida, è riuscita a fare in modo che i bandi GAL ed i relativi criteri di selezione premiassero progettualità organiche alla costruzione (BMA) ed allo sviluppo ed all’espansione (Laghi e Monti) dell’offerta turistica outdoor.

    In aggiunta, i due GAL esaminati hanno provveduto ad un ulteriore livello di integrazione e coordinamento che ha riguardato le progettualità infrastrutturali locali, la creazione d’impresa (6.2.1) e la creazione, miglioramento ed espansione dell’offerta ricettiva e dei servizi al turista (6.4.1 e 6.4.2) che in generale si collocano a breve distanza dalle nuove e migliorate infrastrutture outdoor.

    Anche in questo caso l’insieme dei criteri di selezione che assegnavano punti a favore dei progetti localizzati a minore distanza o coerenti con l’impianto strategico dei PSL per lo sviluppo dell’outdoor hanno ricoperto un ruolo importante.

    Si ritiene che questa impostazione strategica di tipo cooperativo tra diversi strumenti offerti dalla politica di sviluppo rurale rappresenti una buona pratica da riproporre anche nel ciclo di programmazione che sta attualmente prendendo il via. Per quanto concerne le raccomandazioni si suggerisce ai GAL, ove possibile, di limitare i criteri di selezione il cui punteggio non possa essere assegnato in modo del tutto oggettivo, questo per aumentare la trasparenza del processo istruttorio e renderlo più rapido.

    Una considerazione finale, più orientata ai futuri periodi di programmazione, è che sarebbe auspicabile che ciascun territorio tentasse di distinguersi dagli altri indirizzandosi su almeno un segmento di mercato molto ben definito e caratterizzante, investendo sulla promozione e sull’informazione. Questo soprattutto per guadagnare un vantaggio competitivo rispetto ad altre aree simili in altre parti d’Italia o del mondo. In un settore sempre più specializzato e segmentato come il turismo, un territorio collocato in una nicchia di mercato adeguata può avere maggiori possibilità di godere di ricadute economiche positive, indispensabili al fine di sostenere lo sviluppo locale nel suo complesso.

     

    Bibliografia

    Adamo, M. (2022), L’approccio LEADER, in pratica. Politiche Piemonte, n. 71, IRES Piemonte. Scaricabile all’indirizzo: https://www.politichepiemonte.it/images/pdf/archivio/71_PolitichePiemonte_rivista.pdf (ultimo accesso: 17/03/2022).

    Adamo, M. Aimone, S., Cavaletto, S. (2019), “Piemonte Rurale 2019”, IRES Piemonte.

    IRES Piemonte (2019), La valutazione intermedia del PSR 2014-2020, Quaderni della Regione Piemonte n. 96, Agricoltura, Regione Piemonte, Torino

    Per approfondimenti:

    Il contributo completo è scaricabile all’indirizzo: https://www.piemonterurale.it/valutazione/145-le-strategie-di-sviluppo-locale-per-il-turismo-nuovo-contributo-di-ricerca-ires-piemonte

     

    Parole chiave: FEASR, analisi spaziale, turismo, GAL

     

     

     

    [1] Il PSR 2014 – 2022 è il documento di Programmazione con cui si attua il reg. CE 1305/2013. Il testo vigente è scaricabile al sito: https://www.regione.piemonte.it/web/temi/fondi-progetti-europei/sviluppo-rurale-piemonte/programmazione-2014-2022-psr/testo-vigente-psr-2014-2022 (ultimo accesso: 16/03/2023). 

    [2] Nella tassonomia del PSR la gerarchia degli interventi si articola in Misure, Sotto-misure e Operazioni. Quest’ultime sono il livello che, nella gran parte dei casi, dà origine ai bandi.

    [3] Adamo, 2022, L’approccio LEADER, in pratica. Politiche Piemonte, n. 71, IRES Piemonte. Scaricabile all’indirizzo: https://www.politichepiemonte.it/images/pdf/archivio/71_PolitichePiemonte_rivista.pdf (ultimo accesso: 17/03/2022).

    [4] Il contributo completo è scaricabile all’indirizzo: https://www.piemonterurale.it/valutazione/145-le-strategie-di-sviluppo-locale-per-il-turismo-nuovo-contributo-di-ricerca-ires-piemonte (ultimo accesso 17/03/2023)

    [5] Le linee guida fornite dalla Regione ai GAL, per quanto riguarda l’impostazione delle operazioni, non sono documenti cogenti, ma essendo frutto di intensi confronti tra i GAL e le strutture regionali competenti sono di norma adottate da tutti i GAL. Il fatto che uno o più GAL possano distinguersi da queste linee dimostra che la Regione Piemonte conceda un buon margine di autonomia decisionale e funzionale ai GAL.

    [6] Nell’analisi condotta si considera come polo attrattivo una meta o un caposaldo della rete fruitiva (fig. 6) come identificati all’interno del Piano Paesaggistico Regionale (approvato con D.C.R. n. 233-35836 del 3 ottobre 2017).

     

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