Il recupero delle ferrovie di Asti e del Monferrato

    Di Giovanni Currado -Agenzia della Mobilità Piemontese

    La direttrice ferroviaria Cuneo-Alba-Castagnole-Asti-Casale M.to-Mortara-Milano Porta Genova, per molte generazioni ha rappresentato un fondamentale collegamento delle colline piemontesi con la metropoli lombarda, così come la Asti-Chivasso-Torino Porta Susa verso la capitale subalpina. L’attuale regime di sospensione di queste linee ferroviarie, frutto di una mancanza di programmazione e di disinteresse della classe politica, rende obbligatorio l’utilizzo delle auto private negli spostamenti nei territori del Piemonte meridionale, fonte d’inquinamento atmosferico, elevata incidentalità stradale ed elevati costi di mobilità.

    La riapertura di queste linee ferroviarie sospese, un programma di esercizio integrato con tutte le altre modalità di trasporto e la creazione di fermate in corrispondenza dei nuovi poli attrattori (ospedali, centri commerciali e parcheggi scambiatori) potrebbero essere d’impulso a rivitalizzare i territori dell’Astigiano e del Monferrato, se questi interventi venissero inseriti all’interno di un Piano di Bacino di Sviluppo Sostenibile.

     

    Il passato

    Durante gli anni ’90 del secolo scorso, al fine di perseguire una politica di riduzione del costo del personale impiegato nelle ferrovie, viene attuato un progetto di automatizzazione della gestione delle linee ferroviarie, rendendo impresenziate le linee complementari, riducendo i binari d’incrocio ma degradando drasticamente la potenzialità delle linee a binario unico.

    Con la regionalizzazione della programmazione del trasporto pubblico si accentua ulteriormente la notevole frammentazione dell’offerta tra le varie Regioni e Provincie; situazione ulteriormente aggravata dalla concorrenza per lunghe tratte tra gli autobus extraurbani ed il servizio ferroviario di fondovalle.

    Si diffonde così il concetto dei rami secchi, per i quali si innesca un fenomeno ricorrente di riduzione del servizio, con conseguente diminuzione di utenza e successiva sospensione del servizio stesso.

    Questo impiego dei contributi pubblici scarsamente efficace è aggravato dalla mancanza di una tariffazione integrata treno+bus di livello urbano ed extraurbano. Solo verso il nodo di Torino si è attuata la tariffazione “Formula”, legata però ad una ripartizione delle risorse secondo parametri fissi, oggi non più attuali.

    La continua soppressione di numerose corse ferroviarie dei primi anni duemila, sostituite dal servizio con autobus, ha reso meno appetibile il servizio pubblico e favorito l’uso delle auto private, con conseguente aumento dell’inquinamento atmosferico, che oggi impone il fermo dei veicoli diesel Euro5 verso i centri urbani.

    In tempi non sospetti, nei primi anni duemila, una serie di studi a me commissionati da vari Enti Locali ed inseriti in Bandi Europei (Piani Comunali di Sicurezza Stradale, Piani Territoriali Integrati 2007 e Piani Integrati di Sviluppo Locale 2008), hanno evidenziato la possibilità di creare un sistema di trasporto alternativo alle auto private anche per i centri di media dimensione (quali Asti, Alessandria, Casale M.to, Chivasso, Alba), le cui strade di accesso erano, e lo sono oggi, caratterizzate da significativi flussi di mobilità automobilistica, lungo tutte le ore del giorno, con rilevante tasso di inquinamento, degrado ambientale e d’incidentalità stradale.

    Con i drastici tagli dei trasferimenti del Fondo Nazionale dei trasporti operato nel 2010, la Regione Piemonte, dal 2012, adducendo problemi strutturali delle linee ferroviarie, ha individuato numerose direttrici lungo le quali sospendere il servizio ferroviario: fra queste anche l’Asti-Casale M.to-Mortara, l’Asti-Chivasso, l’Asti – Alba e l’Alessandria – Castagnole.

    Le ferrovie del Monferrato, che hanno caratterizzato i paesaggi collinari piemontesi e ne hanno permesso e favorito lo sviluppo, per mancanza di visione strategica e di conoscenza delle esigenze del territorio, vengono considerate un costo superfluo e pertanto abbandonate.

    Inoltre, se da una parte si progetta e si da avvio alla costruzione dell’autostrada A33 Asti-Cuneo e della superstrada Asti e Casale M.to, contemporaneamente si interrompe uno storico collegamento ferroviario tra Cuneo e Milano Porta Genova attraverso la linea Alba, Asti, e Casale Mto, direttrice da sempre riconosciuta nella programmazione della Regione Piemonte quale “Dorsale di sviluppo territoriale interregionale”.

    Inoltre, nel 2010, a seguito della messa in esercizio della rete ad Alta Velocità Torino- Milano-Roma, i collegamenti diretti da Torino verso Roma, attraverso Asti ed Alessandria, vengono soppressi, lasciando sostanzialmente isolato il Piemonte Meridionale da tutte le direttrici, tranne la Torino – Genova.  Anche i collegamenti diretti verso Bologna e la linea tirrenica vengono eliminati.

    In occasione dell’Expo Milano 2015 è risultata evidente la notevole difficoltà di raggiungere il capoluogo lombardo dal Piemonte Meridionale, se non con l’utilizzo di auto private.

    Le risorse destinate al trasporto pubblico del Bacino di Asti ed Alessandria vengono drasticamente ridotte ed utilizzate per mitigare i tagli in altri bacini, primo fra tutti il bacino metropolitano di Torino e quello di Cuneo.

    Il servizio sostitutivo con autobus, in un primo momento gestito dalle Ferrovie dello Stato, viene ceduto alle aziende di autoservizi stradali, suddividendolo nei vari contratti provinciali. Si perde cosi la visione territoriale di rete di trasporto pubblico nata con le Regie Patenti del 1845, rendendo meno efficace il servizio e costringendo numerose famiglie ad utilizzare le auto private o a trasferirsi dai centri minori verso le città.

    Nel 2016 Asti ed Alessandria  erano, a livello nazionale, rispettivamente al sesto ed ottavo posto nella graduatoria delle città capoluoghi di provincia che hanno superato la soglia di polveri sottili PM10, riportata nel Piano Nazionale della Mobilità Sostenibile del dicembre 2018.

    In ultimo, la riduzione a soli 30 posti disponibili sugli autobus extraurbani, dovuta al distanziamento imposto per il  contrasto alla pandemia da Covid19, mette delle forti limitazioni sull’uso degli autobus extraurbani come sostituto del servizio ferroviario.

    Il Presente

    Nel 2014, l’UNESCO ha riconosciuto il valore universale dei Paesaggi vitivinicoli delle Langhe-Roero e del Monferrato facendo diventare le colline piemontesi meta di un turismo internazionale, interessato ai valori della storia, della cultura e del paesaggio. Nel dossier di candidatura si fa specifico riferimento al ruolo centrale svolto dalle ferrovie nella diffusione della viticoltura in Piemonte e come elemento connotante questo paesaggio collinare.

    Il recente confinamento della popolazione, ed i nuovi modelli di vita e di lavoro (es. acquisti in rete e “smart working”), stanno attirando sulle colline piemontesi nuovi residenti provenienti dalle aree metropolitane di Torino, Milano e Genova, con utilizzo di immobili che nel tempo sono rimasti inutilizzati: residenti alla ricerca di una minore densità abitativa e di un migliore contesto ambientale.

    Nel vecchio triangolo industriale Torino-Milano-Genova sono in fase di completamento numerosi interventi infrastrutturali legati al potenziamento dei collegamenti ferroviari, soprattutto verso gli aeroporti e con nuove linee metropolitane.

    Ad aprile 2021, verrà inaugurata l’estensione della linea 1 della metropolitana di Torino fino in piazza Bengasi, che, presso la nuova fermata di Italia 61, sarà collegata con la stazione ferroviaria di Torino Lingotto a 25 minuti di treno da Asti. Si prevede inoltre che questi tempi di percorrenza possano ridursi grazie agli interventi di velocizzazione a 200 km/h della linea tra Torino e Genova in previsione dell’apertura del Terzo Valico nel 2024.

    Con il completamento della galleria ferroviaria di Corso Grosseto, sarà raccordata la linea ferroviaria verso l’aeroporto di Caselle al passante ferroviario di Torino, per cui si prevedono treni diretti verso Asti.

    Nel contesto ligure, a Genova è prevista una nuova fermata ferroviaria Erzelli per migliorare il collegamento ferroviario con l’aeroporto di Genova ed il nuovo polo Ospedaliero ed Universitario tramite un collegamento automatico in sopraelevata.

    E’ da sottolineare che nel 2022 sarà possibile raggiungere l’aeroporto di Linate con la nuova linea di metropolitana M4 da San Cristoforo lungo la linea ferroviaria verso Mortara. Inoltre il villaggio olimpico dei XXV Giochi Olimpici Invernali Milano-Cortina del 2026 sarà realizzato sul sedime dell’ex-Scalo di Milano Porta Romana, facilmente raggiungibile con la linea suburbana S9.

    A livello internazionale, dal 13 dicembre 2020 le Ferrovie Svizzere hanno messo in esercizio un treno Euro City Zurigo – Genova con fermata a Tortona e le Ferrovie Francesi stanno sperimentando il tracciato del TGV Parigi – Milano lungo la linea storica via Torino – Asti – Alessandria.

    Per quanto riguarda le linee sospese, il programma “Binari Senza Tempo”  della Fondazione delle Ferrovie dello Stato sul percorso Asti – Castagnole – Canelli – Nizza ha permesso la riscoperta del valore culturale e turistico delle ferrovie, con un altissimo consenso di visitatori. La Fondazione FS prevede di riattivare nel 2021, a fini turistici, le linee Asti – Chivasso e Castagnole- Alba.

    Anche per la linea Asti – Casale Monferrato - Mortara, sono state avviate le prime interlocuzioni per  la riattivazione, a fini turistici, del collegamento tra il Monferrato e Milano.

    Il Futuro

    I paesi e le città del Piemonte Meridionale, vista la loro collocazione baricentrica nella grande Conurbazione Torino Milano e Genova, di oltre 10 milioni di abitanti, potranno attirare in futuro nuovi residenti in cerca di una migliore qualità della vita. Questo però sarà possibile solo se in loco saranno disponibili tutti i servizi necessari alla vita del terzo millennio: qualità degli spazi pubblici, telecomunicazioni, scuole, sanità e soprattutto trasporti.

    Le linee sospese Asti – Casale Monferrato- Mortara – Milano P.Genova, e la Asti – Chivasso – Torino P.Susa, se ripristinate in un programma integrato con gli altri vettori, avrebbero sicuramente un significativo bacino di utenza di cittadini che, diretti versi i centri metropolitani, potrebbero scegliere quale luogo di residenza il sud  del Piemonte, in primis l’Astigiano ed il Monferrato.

    Grazie ad una serie di studi da me avviati per il Comune di Asti nel 2012 ed approfonditi in uno Studio commissionato dalla Fondazione SLALA nel 2020 per i Comuni di Asti ed Alessandria, è stato definito un nuovo tracciato di collegamento ferroviario tra Torino e Milano lungo la dorsale Padana Inferiore Asti-Alessandria-Tortona-Voghera-Pavia, che unito al ripristino delle linee complementari, potrebbe porre rimedio all’isolamento ferroviario in cui si trova il Piemonte meridionale, ridando nuovamente centralità a questo territorio che per secoli ha rappresentato il crocevia di importanti tracciati internazionali.

    Risulta pertanto necessario avviare una stagione di pianificazione territoriale di Sviluppo Sostenibile che sappia cogliere le opportunità del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza nonché ai programmi europei Next Generation EU e che sappia mettere a sistema tutti gli Enti e tutte le componenti del mondo dei trasporti secondo un Piano di Bacino di Mobilità Sostenibile.

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