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Promuovere la sostenibilità dei territori attraverso l’empowerment degli attori locali: i bandi Sinergie e Next Generation We della Fondazione Compagnia di San Paolo

di Alessandro Sciullo (IRES Piemonte), Oriana Corino, Claudia Traina, Sara Leporati (Fondazione Compagnia di San Paolo)

 

La sfida e le opportunità per lo sviluppo locale sostenibile

Negli ultimi anni il tema dello sviluppo locale sostenibile si è progressivamente allargato oltre il perimetro della tutela ambientale. Oggi parlare di sostenibilità dei territori significa ragionare insieme di transizione ecologica, qualità delle istituzioni, inclusione sociale e resilienza delle comunità locali. In questa direzione, l’IPCC richiama la necessità di connettere le politiche di mitigazione e adattamento con interventi per la riduzione delle vulnerabilità strutturali dei territori e la promozione della giustizia sociale dentro traiettorie di “climate resilient development” (IPCC, 2023).

Dentro questa cornice si collocano i bandi Sinergie e Next Generation We promossi dalla Fondazione Compagnia di San Paolo con l’obiettivo di dare supporto agli attori locali, e in particolare agli enti territoriali, nel trarre pieno vantaggio dalle risorse straordinarie messe a disposizione dal Next Generation EU e dal PNRR. Da più parti è stata infatti evidenziata la difficoltà di trasformare queste risorse in progetti maturi, cantierabili e sostenibili. Dei 236 miliardi di euro riconducibili al quadro Next Generation EU e agli strumenti collegati, agli enti pubblici territoriali italiani sono stati destinati oltre 87 miliardi di euro da destinare a investimenti. Tuttavia, la progettazione degli interventi ha costituito spesso un collo di bottiglia, sia per la scarsità di risorse da destinare alla pre-progettazione, sia per la difficoltà di disporre delle necessarie competenze tecniche per integrare valutazioni socioeconomiche, considerazioni ambientali e strumenti finanziari adeguati.

Date queste premesse, il primo problema affrontato dai bandi, e in particolare dalle due edizioni del Next Generation We, riguarda quindi la capacità amministrativa e progettuale degli attori locali. Sostenere la sostenibilità dei territori significa anzitutto sostenere gli attori che devono governarla: comuni, unioni di comuni, province, città metropolitane, ma anche soggetti del terzo settore e reti territoriali in grado di attivare collaborazione, fiducia e progettualità diffusa. 

Un secondo snodo problematico cui si rivolge in particolare il bando Sinergie riguarda la natura della transizione energetica intesa come processo territoriale e sociale e non soltanto tecnologico. Il bando supporta la progettazione e la creazione di Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), interpretate non semplicemente come strumenti per produrre e condividere energia da fonti rinnovabili, ma come dispositivi di innovazione sociale e istituzionale. La letteratura europea su questo tema insiste proprio su tale carattere ibrido. Il Joint Research Centre della Commissione europea ha evidenziato che le energy communities possono generare simultaneamente benefici energetici, economici, sociali e di partecipazione civica (Caramizaru & Uihlein, 2020) e altri studi empirici mostrano che i progetti di energia comunitaria favoriscono apprendimento collettivo, rafforzamento dei legami locali, coinvolgimento dei cittadini e, in molti casi, contrasto alla povertà energetica (Hewitt et al., 2019). Il potenziale delle comunità energetiche non si traduce però automaticamente in esiti concreti perché i promotori spesso incontrano difficoltà nell’avvio e nella gestione delle CER: quadro normativo in evoluzione, complessità tecnico-amministrativa, bisogno di competenze legali e sociali, incertezza sulla sostenibilità economico-finanziaria e necessità di accompagnare la partecipazione di cittadini, imprese e soggetti vulnerabili.

A fronte di queste sfide, la logica di intervento della Fondazione sottesa alle due linee di finanziamento è stata quella di intervenire non solo con contributi economici, ma attraverso un’azione di consolidamento degli ecosistemi territoriali, investendo sul rafforzamento delle capacità locali e delle infrastrutture istituzionali. Next Generation We agisce soprattutto sul versante della robustezza amministrativa e della qualità della progettazione pubblica; Sinergie lavora invece sulla possibilità di rendere la transizione energetica un processo radicato nei territori e sostenuto da attori locali organizzati. In entrambi i casi, la sostenibilità viene interpretata come una pratica di costruzione collettiva: non basta che esistano fondi, tecnologie o obiettivi generali, ma occorre che vi siano soggetti in grado di attivarli, coordinarli e trasformarli in benefici tangibili per le comunità.

 

I bandi Sinergie e Next Gen WE

Il bando Next Generation We viene pubblicato alla fine del 2021 con l’obiettivo di rafforzare le condizioni affinché gli enti pubblici territoriali di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta possano gestire in modo efficace ed efficiente le opportunità di finanziamento rese disponibili dal PNRR. Nella prima edizione i destinatari principali sono i comuni e le unioni di comuni; nella seconda il perimetro viene ampliato anche a province e città metropolitane, e la focalizzazione esclusiva sul PNRR si estende altre linee di finanziamento regionali, nazionali ed europee.

Il bando risponde dunque alla sfida della debolezza della capacità progettuale e amministrativa degli enti territoriali, in particolare di piccola e media dimensione, e si pone cinque obiettivi specifici coerenti con questa impostazione: promuovere la costruzione di un portafoglio di progetti rilevanti per il territorio e finanziabili, promuovere interventi ad alto effetto leva, stimolare la partnership tra enti pubblici territoriali, rafforzare le competenze e l’esperienza del personale interno e favorire una maggiore centralità della progettazione come funzione stabile delle amministrazioni. Il bando non presenta vincoli settoriali stringenti e le proposte possono collocarsi nelle sei missioni del PNRR e riguardare interventi infrastrutturali, ambientali, tecnologici, sociali, culturali o di sviluppo territoriale. L’idea di fondo è che la sostenibilità non dipenda da un solo settore, ma dalla capacità dell’ente di leggere il proprio territorio in modo integrato e di tradurre questa lettura in progetti robusti.

Anche il tipo di spese finanziate rivela con chiarezza la logica dello strumento. Next Generation We non si concentra sulla realizzazione delle opere, ma sulla fase preliminare della progettazione, finanziando il ricorso a competenze esterne e il rafforzamento della struttura interna. Sono ammissibili spese per consulenze specialistiche, progettazione tecnica, progettazione partecipata, consulenza legale e attività formative del personale, con un contributo massimo di 80 mila euro per proposta con almeno il 10% del contributo deve essere destinato alla progettazione partecipata, a conferma di una concezione della qualità progettuale che integra dimensione tecnica e coinvolgimento degli attori locali.

 

La linea Sinergie, attivata nel 2022, ha invece un focus tematico più specifico e mira a sostenere lo sviluppo di Comunità Energetiche Rinnovabili a impatto sociale. La prima edizione è rivolta a enti pubblici ed enti del terzo settore interessati ad avviare o promuovere una CER nel territorio piemontese, anche in partenariato. In questo caso la sfida principale è duplice. Da un lato, si vuole accompagnare la nascita e la diffusione di questi nuovi soggetti della transizione energetica in un contesto normativo in continua evoluzione e dall’altro, si intende valorizzare il potenziale delle CER non solo come strumenti di decarbonizzazione, ma come leve di inclusione, protagonismo civico e contrasto alla povertà energetica.

Gli obiettivi della prima edizione di Sinergie sono infatti formulati in modo esplicitamente multidimensionale: promuovere iniziative di autoproduzione condivisa; attivare pratiche di aggregazione e inclusione sociale; favorire il coinvolgimento attivo di cittadini e imprese; incoraggiare soluzioni di partenariato pubblico-privato; trasferire competenze agli enti del territorio in modo da favorire l’installazione e l’uso di fonti rinnovabili. Il bando non si concretizza nell’erogazione di un contributo economico alle proposte progettuali ritenute meritevoli a valle del processo di valutazione, ma costruisce un percorso di accompagnamento strutturato che prevede il rilascio di info package, webinar e video di approfondimento, l’organizzazione di sportelli di consulenza e il supporto alla realizzazione di studi di prefattibilità con il supporto del Politecnico di Torino e di esperti in ambito amministrativo-giuridico e sociale. Si tratta di una combinazione interessante tra erogazione di risorse finanziarie, capacity building e mediazione tecnico-sociale. La prima fase del bando Sinergie riguarda infatti soprattutto la costruzione delle condizioni di fattibilità. Siamo quindi di fronte a uno strumento che risponde alla necessità, ben documentata in letteratura, di accompagnare le energy communities non solo sul piano tecnico ma anche su quello istituzionale e organizzativo, perché il successo di queste iniziative dipende dalla qualità della governance locale, dalla tenuta del modello di gestione e dalla capacità di attivare fiducia e cooperazione (Caramizaru & Uihlein, 2020; Hewitt et al., 2019).

Sinergie II, pubblicato nel 2024, rappresenta l’evoluzione di questa strategia. Se la prima edizione era orientata alla nascita delle CER e alla fase di prefattibilità, la seconda si rivolge esclusivamente a Comunità Energetiche Rinnovabili già costituite, con sede in Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta, e mira a sostenerne l’avvio, il consolidamento e la sostenibilità nel tempo. In tal modo il bando risponde a una criticità spesso trascurata che riguarda la difficoltà che molte comunità energetiche incontrano una volta superata la fase costituente, nel reperire risorse, competenze e modelli organizzativi adeguati a gestire la relazione con il Gestore Servizi Energetici, seguire le procedure di incentivazione, strutturare il coordinamento interno, monitorare i flussi energetici e allargare l’aggregato dei membri. Le spese finanziabili in Sinergie II, con un contributo massimo pari a 50 mila euro per iniziativa, riflettono esattamente questa maturazione dell’approccio progettuale e si rivolgono infatti alla copertura dei costi di progettazione tecnica degli impianti e delle spese amministrative, legali e notarili per la costituzione del soggetto giuridico, ai costi attività formative e strumenti hardware e software per gestione e il monitoraggio e alle azioni di comunicazione, educazione energetica e animazione territoriale. La Fondazione attiva in parallelo il portale sinergiecondivise.it, che offre help desk, consulenze one-to-one e strumenti informativi. Il bando, quindi, non finanzia solo “progetti”, ma cerca di consolidare un’infrastruttura territoriale di supporto alla transizione energetica dal basso.

Nel loro insieme, le due linee di finanziamento delineano un approccio coerente. Next Generation We rafforza la capacità pubblica di progettare e gestire trasformazioni territoriali complesse mentre Sinergie sostiene un campo di intervento specifico (quello delle comunità energetiche) in cui la sostenibilità dipende dalla combinazione tra competenza tecnica, capacità organizzativa, partecipazione e impatto sociale. È questa complementarità a rendere l’esperienza della Fondazione particolarmente interessante anche da un punto di vista scientifico e di policy in quanto i bandi mostrano che sostenere gli attori locali significa intervenire contemporaneamente su risorse, competenze, reti e forme di governance (Ostrom, 2010).

 

I principali esiti

Gli esiti dei bandi confermano anzitutto l’esistenza di una domanda forte di accompagnamento alla sostenibilità territoriale. Per Next Generation We, la prima edizione ha raccolto 180 candidature, di cui 88 selezionate, con un importo complessivo deliberato di 5.835.500 euro mentre la seconda edizione ha registrato 103 candidature, di cui 60 sostenute, per 3.873.856 euro. Considerate insieme, le due edizioni arrivano quindi a 283 candidature ricevute, 148 candidature sostenute e 9.709.356 euro complessivamente erogati. Si tratta di dati rilevanti non solo per la dimensione quantitativa, ma perché restituiscono la misura di un bisogno strutturale riferito al fatto che molti enti locali hanno chiari i bisogni e le priorità e spesso dispongono di idee e possibili soluzioni ma hanno bisogno di supporto per trasformarli in dossier finanziabili e in percorsi attuativi credibili.

Il contributo di Next Generation We può essere letto su almeno tre piani. Il primo è quello strettamente finanziario, perché il bando ha permesso di attivare consulenze e competenze esterne altrimenti difficilmente accessibili per molti enti, specie di piccola e media dimensione. Il secondo è quello organizzativo, poiché ha rafforzato la funzione progettuale interna alle amministrazioni e favorito la collaborazione tra territori. Il terzo riguarda la qualità delle proposte che attraverso l’accompagnamento specialistico, la progettazione partecipata e la formazione hanno evidenziato una capacità di lettura più integrata dei problemi locali, in linea con l’ambizione di rafforzare la capacità amministrativa e la qualità del governo del territorio.

Un esito particolarmente interessante di Next Generation We riguarda il suo contributo indiretto ma consistente allo sviluppo delle comunità energetiche. Nell’ambito delle due edizioni del bando sono state sostenute 32 CER o configurazioni di CER, a conferma del fatto che uno strumento nato per rafforzare la progettazione degli enti pubblici ha avuto anche una funzione abilitante nella transizione energetica locale. Questo dato è importante perché mostra come la capacità amministrativa non sia un obiettivo astratto o autoreferenziale ma produce effetti concreti sulla possibilità dei territori di attivare progetti collettivi.

Per quanto riguarda Sinergie, la prima edizione ha rappresentato una fase essenziale di esplorazione e costruzione di fattibilità. Le proposte ricevute sono state 35 e quelle selezionate 25; tra queste, 19 provenivano da enti pubblici e 6 da enti del terzo settore. La distribuzione territoriale mostrava una forte concentrazione nella provincia di Torino, ma con iniziative anche nelle province di Cuneo, Vercelli e Biella. Già questo primo dato è rilevante: segnala che l’interesse per le CER non è limitato ai grandi centri urbani o ai soli soggetti tecnicamente specializzati, ma attraversa territori molto diversi, comprese aree montane, piccoli comuni, cooperative sociali e reti civiche.

Sul piano qualitativo, gli esiti della prima edizione di Sinergie riguardano soprattutto la produzione di studi di prefattibilità e il rafforzamento delle competenze degli enti coinvolti. Le schede dei progetti selezionati mostrano una forte eterogeneità di beneficiari e di modelli territoriali: comuni singoli, unioni montane, fondazioni, cooperative sociali, organizzazioni culturali e soggetti del terzo settore, spesso con un’attenzione esplicita al nesso tra produzione di energia condivisa, riutilizzo sociale dei benefici economici, coinvolgimento delle comunità e contrasto alla vulnerabilità energetica. In altri termini, il bando ha contribuito a legittimare e strutturare una lettura sociale delle CER, coerente con quanto descritto dalla letteratura internazionale sulle community energy initiatives (Hewitt et al., 2019).

Sinergie II segna il passaggio dalla costruzione della fattibilità al sostegno della fase di avvio e consolidamento. Su 39 CER candidate (di cui 13 sostenute con Sinergie I o Next Generation We), 24 CER sono state sostenute per complessivi 909.700 euro. Il significato di questi numeri va oltre il mero conteggio delle domande approvate. Intervenire su comunità energetiche già costituite significa infatti sostenere la parte più delicata del loro ciclo di vita ovvero quella in cui, dopo aver costituito il nuovo soggetto giuridico, devono definire concreti modelli di governance, gestire la relazione con il GSE e tutti gli aspetti tecnico-amministrativi, consolidare la base dei soci e sviluppare la propria sostenibilità economica e sociale nel medio periodo.

La considerazione congiunta delle due linee di intervento evidenzia l’emergere di un ecosistema CER più ampio. Attraverso Sinergie e Next Generation We sono infatti state sostenute a vario titolo 57 CER per un totale di 100 configurazioni di cui 31 CER si sono nel frattempo costituite, con il coinvolgimento complessivo di circa 2.000 utenti nelle configurazioni mappate. A queste si aggiunge il portale sinergiecondivise.it, che tra marzo 2024 e luglio 2025 ha gestito 163 appuntamenti di consulenza, contribuendo a trasformare il sostegno al bando in una piattaforma permanente di orientamento, informazione e accompagnamento. Le CER sostenute risultano composte in larga prevalenza da consumatori, ma includono anche prosumer e produttori; coinvolgono residenze private, PMI, uffici, poli religiosi e altri soggetti; assumono spesso forma associativa o cooperativa; e in numerosi casi vedono la presenza di comuni tra i membri. Ciò conferma che le comunità energetiche possono funzionare come istituzioni intermedie tra politiche pubbliche, cittadini e tessuto economico locale, purché siano accompagnate da adeguate competenze di gestione, comunicazione e monitoraggio. Non sorprende, quindi, che tra gli ostacoli maggiormente segnalati dai beneficiari compaiano la burocrazia, i tempi del GSE, i costi iniziali, il bisogno di competenze specialistiche e la difficoltà di coinvolgere nuovi utenti che sono precisamente le fragilità che la letteratura attribuisce ai processi di innovazione territoriale dal basso (Caramizaru & Uihlein, 2020; Hewitt et al., 2019).

Nel complesso, i principali esiti dei bandi mostrano che la Fondazione Compagnia di San Paolo ha agito non solo come soggetto erogatore, ma come attore di abilitazione istituzionale e territoriale. Ha finanziato direttamente progetti ma soprattutto ha contribuito a rafforzare capacità amministrative, a costruire reti di supporto, a rendere più credibili e più governabili iniziative complesse, e a far emergere una filiera della sostenibilità territoriale in cui amministrazioni locali, terzo settore, cittadini ed esperti possono interagire in modo più strutturato. L’esito più rilevante delle due iniziative è quindi forse proprio quello di aver mostrato che la sostenibilità dei territori passa dal sostegno agli attori locali che la rendono possibile.

 

Bibliografia

Caramizaru, A., & Uihlein, A. (2020). Energy communities: An overview of energy and social innovation. Publications Office of the European Union, EUR 30083 EN.

Hewitt, R. J., Bradley, N., Baggio Compagnucci, A., Barlagne, C., Ceglarz, A., Cremades, R., McKeen, M., Otto, I. M., & Slee, B. (2019). Social innovation in community energy in Europe: A review of the evidence. Frontiers in Energy Research, 7, 31. https://doi.org/10.3389/fenrg.2019.00031

IPCC. (2023). Climate Change 2023: Synthesis Report. Intergovernmental Panel on Climate Change. https://doi.org/10.59327/IPCC/AR6-9789291691647

 

Per approfondimenti sui progetti

https://www.compagniadisanpaolo.it/wp-content/uploads/Sinergie_Obietivi-PIANETA-e-PERSONE.pdf

https://www.compagniadisanpaolo.it/it/contributi/sinergie-ii-sviluppo-di-comunita-energetiche-rinnovabili-a-impatto-sociale/

https://www.compagniadisanpaolo.it/it/contributi/next-generation-we/

https://www.compagniadisanpaolo.it/it/contributi/next-generation-we-seconda-edizione/https://www.sinergiecondivise.it