di Francesca Silvia Rota (Università di Torino e CNR IRCrES), Alessandro Sciullo (Università di Torino e Ires Piemonte) e Fiorenzo Ferlaino (Ires Piemonte e Dislivelli)
Questo numero di Politiche Piemonte offre una panoramica dell’esperienza piemontese in materia di pianificazione climatica, con un focus specifico sulle iniziative sviluppate da Comuni e Unioni di Comuni con il supporto della Regione e di altre fonti di finanziamento.
In Piemonte, l’interesse per l’adozione di strumenti di sostegno, indirizzo, monitoraggio e valutazione delle politiche per il clima è in crescita e coinvolge un insieme eterogeneo di attori, tra cui enti territoriali, fondazioni, istituti di ricerca, associazioni, imprese ed enti intermedi. In questo contesto si inserisce anche il recente avvio dell’Osservatorio sul Cambiamento Climatico della Regione Piemonte, che potrà accompagnare in modo più strutturato i Comuni nella redazione di piani e azioni per l’incremento dell’energia rinnovabile e il contrasto al cambiamento climatico. L’Osservatorio potrà inoltre favorire l’integrazione tra gli obiettivi europei della transizione ecologica e i bisogni locali, nonché l’adozione di approcci metodologici condivisi.
Il numero si apre con la fotografia di Silvio De Nigris (Regione Piemonte) dello “Stato dell’arte e sfide energetiche in Piemonte”, a partire dall’edizione 2025 del Rapporto Statistico sull’Energia del Piemonte, e con la disamina di Valentina D’Alonzo e Matteo Giacomo Prina (Eurac Research) della “Transizione energetica in Piemonte: scenari verso la neutralità climatica”.
I dati energetici riferiti al biennio 2023-2024 riportati nel primo articolo dimostrano, in particolare, come sia ormai intrapresa in regione l’azione di delinking o decoupling, cioè di disaccoppiamento tra lo sviluppo economico regionale — connotato da un segno positivo, seppur con valori di crescita contenuti — e la riduzione del consumo energetico. Quest’ultima presenta valori negativi sia sul fronte delle emissioni di anidride carbonica (in calo nel 2024 del 6% rispetto al 2022), sia su quello della loro produzione, con le fonti rinnovabili che superano il 45% della produzione complessiva. Sono segnali chiari di questo percorso il minimo storico registrato nei consumi e nelle emissioni, la quota delle rinnovabili che copre più della metà dei consumi elettrici e la posizione di leadership a livello nazionale assunta dalla Regione Piemonte sulle Comunità Energetiche Rinnovabili (CER). Allo stesso tempo, tuttavia, per raggiungere il target di rinnovabili sui consumi finali lordi sarebbe necessario un ritmo di crescita annuo significativamente superiore a quello osservato nell’ultimo decennio.
La questione delle decisioni per il futuro energetico della regione viene quindi ripresa nello studio che l’Istituto per le Energie Rinnovabili di Eurac Research ha realizzato in collaborazione con il Settore Sviluppo Energetico Sostenibile della Regione Piemonte. A seguito della simulazione dei flussi energetici dell’intero sistema energetico, assumendo scenari alternativi di transizione (al 2030, 2040 e 2050) e partendo dalla pianificazione attuale del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) e del Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR), l’esito identifica nei settori della produzione elettrica, del riscaldamento, dell’industria, dei trasporti e dell’accumulo di energia gli ambiti di priorità. In aggiunta, mettendo in relazione la domanda di energia con la produzione da fonti rinnovabili, lo studio dimostra che in Piemonte la neutralità climatica entro il 2050 è tecnicamente raggiungibile, ma che occorre essere in grado di tradurre gli obiettivi prefissati in politiche coerenti, investimenti mirati e strumenti di governance efficaci. Non si tratta quindi di un percorso lineare, quanto piuttosto di una trasformazione graduale che richiede visione, coordinamento e partecipazione costante.
I successivi articoli del numero si focalizzano quindi sul caso specifico dello sforzo verso la pianificazione climatica operato da Comuni, Unioni di comuni ed enti territoriali intermedi, quali fondazioni bancarie e centri di ricerca, che contribuiscono, con il proprio supporto tecnico e finanziario, a rafforzare la capacità di azione climatica dei territori. Alla luce delle recenti evoluzioni dell’iniziativa europea del Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia (Covenant of Mayors, che in Italia conta un numero molto elevato di sottoscrittori) e dell’impegno dell’amministrazione regionale nel sostenere interventi di mitigazione e adattamento a scala comunale, i successivi articoli forniscono uno stato dell’arte aggiornato della pianificazione locale, mettendo in evidenza punti di forza, criticità e prospettive future.
Di nuovo, De Nigris illustra “Il supporto tecnico ed economico della Regione Piemonte per la definizione dei Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima (PAESC)”. I PAESC (Piani d’Azione per l’Energia Sostenibile e il Clima – Sustainable Energy and Climate Action Plans, SECAPs) sono uno strumento condiviso a livello europeo, promosso nell’ambito del Patto dei Sindaci, che supporta gli enti locali nella pianificazione integrata delle politiche di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici. Essi sono pienamente allineati con le principali strategie e normative dell’Unione europea, tra cui l’European Green Deal, la EU Adaptation Strategy e la European Climate Law, contribuendo al raggiungimento degli obiettivi di neutralità climatica e resilienza al 2050. In Piemonte circa 400 comuni hanno aderito al Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia e 14 beneficiari — tra comuni e unioni di comuni — hanno avviato la pianificazione climatico-energetica del proprio territorio grazie a forme di cofinanziamento regionale.
Con l’obiettivo di arricchire la riflessione sul ruolo delle regioni nella promozione di politiche locali efficaci e nella costruzione di comunità resilienti, il numero di Politiche Piemonte propone anche una dimensione comparativa, basata sul confronto con il contesto lombardo. L’articolo “L’adesione al Patto dei Sindaci per il Clima e l’Energia: un confronto tra Piemonte e Lombardia” di Francesca S. Rota (Università di Torino), Antonella Pietta e Alessandra Colocci (Università di Brescia) evidenzia come la distribuzione della pianificazione, sebbene simile per numero di comuni coinvolti rispetto al peso demografico regionale, esprima tuttavia situazioni locali decisamente differenziate. Il ruolo delle Regioni, delle Province e degli enti intermedi emerge come decisivo nel ridurre le disuguaglianze territoriali e nel rafforzare la dimensione strategica della pianificazione climatica locale. L’analisi comparativa suggerisce che il Patto dei Sindaci può funzionare come leva di innovazione istituzionale solo se inserito in politiche regionali coerenti e di lungo periodo.
In questa prospettiva, il rafforzamento del supporto tecnico, il coordinamento tra livelli di governo e la valorizzazione delle esperienze locali rappresentano condizioni essenziali per consolidare il contributo dei territori agli obiettivi europei di decarbonizzazione e resilienza. Oltre a costituire un quadro di indirizzo europeo, la pianificazione della transizione ecologica a livello locale si configura come un processo di governance dell’innovazione istituzionale, fondato sulla cooperazione multilivello tra territori e sulla diffusione di buone pratiche.
L’articolo successivo, “I PAESC nel territorio del pinerolese: percorsi partecipati per lo sviluppo territoriale sostenibile”, di Sabrina Ottavis e Valentina Pizzuto Antinoro, riporta l’esperienza del percorso partecipativo di costruzione del PAESC che ha coinvolto 41 Comuni nel territorio del Pinerolese in Provincia di Torino. Ciò è stato possibile grazie al bando Next GenWe di Fondazione Compagnia di San Paolo finalizzato alla costituzione di Comunità Energetiche Rinnovabili. Il percorso è stato guidato da un gruppo di lavoro composto, oltre che dai Comuni, dall’Università degli Studi di Torino, il Politecnico di Torino ed Environment Park. Vengono ripercorse sinteticamente e valutate le fasi di analisi del contesto, formazione e informazione, ascolto e costruzione delle azioni, per i differenti territori (Pianura Nord, Pianura Sud, Val Chisone, Val Noce, Val Pellice, Via Lattea).
Il numero 88 di Politiche Piemonte si chiude con l’articolo ‘Promuovere la sostenibilità dei territori attraverso l’empowerment degli attori locali: i bandi Sinergie e Next Generation We della Fondazione Compagnia di San Paolo”, di Alessandro Sciullo, Oriana Corino, Claudia Traina, Sara Leporati. In esso si propone una valutazione dei due bandi, Next Generation We e Sinergie, i cui esiti confermano l’esistenza di una grande domanda di accompagnamento alla sostenibilità territoriale. L’impatto dei bandi ha riguardato aspetti specialistici dei rispettivi nuclei tematici, in particolare lo sviluppo delle comunità energetiche (CER), non limitandosi tuttavia ai grandi centri urbani o ai soli soggetti tecnicamente specializzati: hanno partecipato comuni singoli, unioni montane, fondazioni, cooperative sociali, organizzazioni culturali e soggetti del terzo settore. Non ha inoltre riguardato solo la sfera ambientale ma anche quella finanziaria, attraverso l’attivazione di consulenze e competenze esterne, organizzativa, favorendo la collaborazione tra territori e amministrazioni, qualitativa, di partecipazione integrata, di rafforzamento della capacità amministrativa.
Nel complesso, i contributi raccolti restituiscono un quadro articolato e dinamico, in cui istituzioni, ricerca e società civile collaborano per dare concreta attuazione agli obiettivi europei di decarbonizzazione e adattamento ai cambiamenti climatici. Con questa prospettiva, il numero intende contribuire al dibattito offrendo evidenze empiriche e spunti critici utili a rafforzare il ruolo dei territori nella transizione verso un futuro più sostenibile.