A cura di Mirella Iacono (Città di Torino)
Secondo l’ultimo rapporto delle Nazioni Unite è stato certificato che dallo scorso anno (2018) la percentuale della popolazione urbana supera quella della popolazione rurale anche nei Paesi meno sviluppati. Questo trend, destinato a salire, pone le città al centro dei temi legati allo sviluppo sostenibile e ad altre sfide globali tra cui i cambiamenti climatici e, quindi, risultano essere gli attori prediletti nell’elaborazione di strategie di adattamento e resilienza.
Le città dunque rappresentano gli ambiti territoriali più esposti agli impatti del cambiamento climatico. La Commissione Europea, in particolare, ha sottolineato il grande contributo che le città possono fornire all’attuazione delle strategie di risposta ai cambiamenti climatici e lo sta promuovendo attraverso iniziative di primaria importanza che vedono protagoniste proprio le città.
È fondamentale il ruolo delle città per combattere gli impatti del clima e ridurre i potenziali disastri conseguenti. Infatti, se è noto che la mitigazione può essere prodotta sia da azioni locali che globali, l’adattamento è per definizione un tema di carattere locale poiché gli impatti del cambiamento climatico assumono forme e dimensioni diverse a seconda del territorio interessato e necessitano di una risposta pronta e flessibile da parte delle comunità locali.
Il territorio torinese ha risentito negli ultimi anni di fenomeni metereologici intensi aggravati dai cambiamenti climatici. La cronaca ci restituisce ogni anno, con una frequenza crescente, eventi calamitosi che causano ingenti danni alla città e alla sua economia.
L’analisi dei dati a livello locale consente, infatti, di evidenziare alcuni cambiamenti nelle variabili meteorologiche sia sui trend di lungo periodo sia sulla variabilità interannuale, e il verificarsi sempre più frequente di eventi climatici estremi.
Risulta, quindi, prioritario dotarsi di uno strumento che definisca come “adattare” la città e le sue dinamiche ad un clima che è cambiato e che è destinato, nei prossimi anni, a mutare ulteriormente. Risulta pertanto innegabile che i cambiamenti climatici richiedano una sostanziale modifica degli approcci alla pianificazione della città e del territorio, sia in termini di riduzione della produzione di emissioni climalteranti (mitigazione) sia nel rendere i sistemi urbani più resilienti alla progressiva variabilità del clima (adattamento).
Le politiche di contrasto messe in atto dalla Città di Torino
La Città di Torino, che da anni mostra un forte impegno nella direzione dello sviluppo sostenibile, ha già avviato un percorso di definizione della politica di contrasto ai cambiamenti climatici. Inizialmente l’accento è stato posto su azioni di mitigazione, quali risparmio ed efficientamento energetico e produzione di energia da fonte rinnovabile, per ridurre le emissioni di gas climalteranti, le principali cause del fenomeno.
Torino ha aderito al Patto dei Sindaci nel 2009 (deliberazione del Consiglio Comunale del 19 gennaio 2009 mecc. 2008 08712/021) mettere riferimento e nel 2010 ha approvato il proprio Piano d’Azione per l’Energia Sostenibile (TAPE – Turin Action Plan for Energy, con deliberazione del Consiglio Comunale del 13 settembre 2010, mecc. 2010 04373/021, ponendosi un ambizioso target di riduzione delle emissioni di CO2: -30% al 2020 rispetto alle emissioni del 1991. Il primo report di monitoraggio del TAPE ha evidenziato, attraverso il confronto tra l’inventario delle emissioni relativo all’anno base e quello relativo al 2014, una riduzione delle emissioni di CO2 del 22%. Questo dato rappresenta un importante risultato raggiunto dalla Città a testimonianza della volontà e dell’impegno intrapreso per contrastare i potenziali impatti delle variazioni climatiche. È attualmente in corso la redazione del secondo rapporto di monitoraggio che consentirà di verificare la continuità del trend di riduzione della CO2 e l’avvicinarsi all’obiettivo al 2020.
Fig. 1 – Riduzione delle emissioni di CO2 rispetto al 1991 e obiettivo al 2020
Per far fronte ai cambiamenti climatici non basta però una politica di mitigazione!
Dal momento che questi mutamenti sono in atto e gli scenari futuri prevedono che nei prossimi anni ciò comporterà, anche nell’area di Torino, temperature più alte con un maggior numero di ondate di calore ed eventi di pioggia più intensi, la Città di Torino ha aderito nel 2015 all’iniziativa Mayors Adapt (deliberazione del Consiglio Comunale del 20 aprile 2015 mecc. 2015 00916/112) mettere un riferimento in nota per prepararsi e ridurre gli impatti associati. Con l’adesione a questo programma, la Città si è impegnata a valutare i rischi e le vulnerabilità potenziali connessi al cambiamento climatico come base per individuare le misure e definire un Piano di adattamento. Costruire l’adattamento è un processo iterativo, anticipatorio con efficacia a breve termine; infatti all’aumentare dell’entità del cambiamento le opzioni per un adattamento efficace diminuiscono e i costi associati aumentano. Questo processo richiede un approccio multidisciplinare integrato, multiscala e multigovernance.
Il primo importante step nel percorso che la Città ha avviato per predisporre il proprio Piano di adattamento ai cambiamenti climatici è rappresentato dal pilota del Progetto Life Derris che ha permesso di realizzare un’analisi specifica su un contesto industriale, in particolare quello delle PMI e ha portato alla predisposizione dell’IDAP – Integrated District Adaptation Plan – Piano di adattamento relativo all’area del pilota “Torino che protegge”.
Torino ha partecipato al Progetto Life DERRIS (DisastEr Risk Reduction InSurance) che ha preso il via a settembre 2015 e si è concluso a settembre 2018, è stato il primo progetto europeo che ha unito Pubblica Amministrazione, imprese e settore assicurativo per la riduzione dei rischi causati da eventi climatici straordinari, cercando di creare modelli innovativi di partnership pubblico-privato finalizzati ad incrementare la tutela del territorio e sviluppare la resilienza. Il focus del Progetto è stato quello di incrementare la resilienza delle Piccole e Medie Imprese (PMI), sulle quali incidono in modo significativo gli impatti degli eventi climatici sempre più intensi, anche perché le PMI non hanno adeguati strumenti di valutazione e gestione di questi fenomeni. Infatti, il 90% delle PMI che, in conseguenza di un evento catastrofale, sono costrette a interrompere la produzione per più di una settimana, falliscono entro un anno. Derris ha analizzato 7 pericoli climatici principali (temperature, alluvioni, pioggia, vento, grandine, fulmini, frane) che colpiscono o possono colpire un numero significativo di imprese in diverse aree del nostro Paese e, per ciascuno di questi, ha elaborato una mappa per fornire ad ogni impresa, sulla base della propria posizione, un’indicazione del livello di pericolosità della propria area geografica in termini di probabilità che accada un evento e dell’intensità che potrebbe avere.
All’interno del Progetto, Torino ha costituito l’ambito territoriale in cui si è svolto il pilota, prevedendo la realizzazione di una serie di azioni per trasferire competenze di valutazione e gestione del rischio di eventi catastrofici, la costruzione e diffusione di strumenti per ridurre al minimo i danni sia a livello di singola azienda (come il piano di adattamento aziendale) sia di distretto di imprese. Queste azioni sono state testate con le imprese torinesi per essere poi diffuse su tutto il territorio italiano.
Nel progetto pilota “Torino che Protegge” sono state coinvolte 30 PMI con sede in una delle sei aree, individuate come area di sperimentazione, localizzate nella parte nord della città.
Rispetto agli impatti del cambiamento climatico, le aziende del pilota si trovano in situazioni diverse tra loro: alcune hanno già subito dei danni causati da eventi climatici estremi mentre altre no, così come alcune hanno già adottato delle misure di prevenzione per ridurre i rischi e altre, invece, non hanno mai valutato la propria vulnerabilità.
Nell’ambito di DERRIS Torino ha predisposto un Piano Integrato di adattamento ai cambiamenti climatici relativo all’area del pilota (IDAP – Integrated District Adaptation Plan). Questo Piano, che analizza l’esposizione ai rischi e la strategia di adattamento ai cambiamenti climatici da parte delle PMI, rappresenta un’anticipazione del complessivo Piano di adattamento a cui la Città sta lavorando.
Poiché dal documento di assessment climatico sulla città, predisposto da ARPA Piemonte, si osserva una tendenza significativa all’aumento sia nelle temperature massime sia nelle temperature medie e poiché dall’analisi dei CAAP (Company Adaptation Action Plan) spiegare in nota l’acronimo emerge che, tra i pericoli cui sono maggiormente esposte le aziende del pilota, ci sono le temperature estreme, l’Amministrazione nell’IDAP ha deciso di approfondire l’analisi di vulnerabilità rispetto a questo fattore climatico, al fine di localizzare le priorità di intervento e fare una corretta pianificazione.
Dalle analisi è emerso che gran parte delle aree urbanizzate della città si trovano nell’area di pericolo moderata, mentre le aree della città ad alto rischio sono concentrate su due grandi gruppi di edifici industriali: il complesso Fiat a sud-ovest e il complesso IVECO a nord-est; anche l’ex impianto ThyssenKrupp sito in Corso Regina Margherita si presenta come una zona con pericolo elevato. Considerando che le aree industriali risultano quelle che maggiormente si trovano nelle zone ad alto pericolo, è stata sviluppata un’analisi più approfondita per capire come queste aree e le temperature ad esse correlate possano influire anche sulle zone limitrofe. Tale analisi ha fatto emergere che, entro una distanza di 50 metri dagli edifici industriali, le temperature medie durante gli eventi estremi di calore selezionati sono di 3 °C superiori alla media della città, fino ad arrivare ad 1 °C ad una distanza compresa tra 50 e 100 metri.
Fig. 2 – Distribuzione delle tre classi di pericolo relative alle ondate di calore nel territorio torinese
Le attività del Progetto sono state accompagnate da un’intensa campagna di comunicazione (affissione di manifesti su spazi pubblici, poster e cartelli sui mezzi del TPL e presso le stazioni della metropolitana, video interviste delle PMI del pilota, ecc.) finalizzata a coinvolgere un numero sempre maggiore di aziende nel percorso di resilienza e avviare una fase di sensibilizzazione nei confronti della cittadinanza torinese.
Percorso per la predisposizione del Piano di adattamento ai cambiamenti climatici di Torino
Poiché il cambiamento climatico riguarda tutti gli aspetti di pianificazione e sviluppo del territorio, è necessario approcciare il tema in un’accezione di pianificazione integrata. Per queste ragioni la metodologia di lavoro, avviata già con il progetto DERRIS, ha coinvolto i Servizi e gli Uffici che, all’interno dell’Amministrazione, si occupano di politiche che possono supportare ed influenzare le azioni di mitigazione ed adattamento.
Tali Servizi e Uffici sono stati coinvolti in un percorso di formazione per omogeneizzare le conoscenze di base sul tema, con l’obiettivo di acquisire consapevolezza sull’evidenza del fenomeno, sulla conoscenza dei rischi associati, sull’analisi delle misure di coordinamento del processo di prevenzione e gestione dell’emergenza che possono essere messe in atto dalla Pubblica Amministrazione, sulle esperienze di resilienza e adattamento di altre realtà italiane e straniere.
In particolare, sono stati coinvolti: Area Ambiente, Area Infrastrutture, Area Mobilità, Area Politiche Sociali, Area Urbanistica, Area Verde, Servizio Protezione Civile, Servizio Edilizia Scolastica, Servizio Edifici Comunali Gestione Tecnica, Energy management, Servizio Fondi Europei e Innovazione.
Il percorso di formazione è stato anche l’occasione di condividere specifiche attività gestite da alcuni Servizi/Uffici che rappresentano esempi di azioni di adattamento che la Città ha già realizzato o comunque avviato; è stata anche l’occasione per capire come accedere ad alcune informazioni importanti già disponibili.
Parallelamente alle giornate di formazione si sono svolti incontri tra i vari Servizi/Uffici, come primi momenti di confronto sul tema dei mutamenti climatici, ma anche 3 workshop di co-design, durante i quali sono stati coinvolti anche stakeholders esterni
Confronto con altre città
Un’altra attività che merita di essere citata all’interno di questo processo di sviluppo della strategia di adattamento di Torino fa riferimento ad una serie di confronti con le città italiane che hanno già definito una loro strategia, come Padova e Bologna. È nata, inoltre, grazie al supporto tecnico ed economico della German Marshall Fund of the United States, la collaborazione con la città americana di Portland, Oregon (leader a livello mondiale per il suo piano climatico, alla quarta edizione a partire dagli anni novanta), che ha permesso di osservare un modello positivo di processo partecipato e di verificare l’impatto delle misure di adattamento adottate da quella realtà
A differenza della politica di mitigazione, nell’ambito della quale le buone pratiche sono esportabili da un posto all’altro, nell’adattamento ciò è un pò più difficile perché le soluzioni dipendono molto dal contesto territoriale e dai cambiamenti locali. Il risultato atteso da questa collaborazione internazionale è quello di esportare un modello vincente, che poggia sulla collaborazione tra i diversi dipartimenti dell’amministrazione, basata principalmente sulla condivisione degli obiettivi, e su un forte coinvolgimento multistakeholders.
A metà gennaio del 2019 si è svolto un altro importante appuntamento, coordinato sempre dalla German Marshall Fund of the United States, con un’altra città americana, fortemente coinvolta nell’implementazione di azioni di adattamento: la città di New Orleans. Oggetto del confronto è stato il modello di co-creazione della strategia di adattamento che la città americana sta sviluppando, che prevede la partecipazione attiva dei cittadini nella pianificazione e nella costruzione del piano. Questo approccio favorisce l’accettazione delle soluzioni individuate e la corresponsabilizzazione della cittadinanza, che non è soggetto terzo ma parte attiva nelle scelte adottate dall’amministrazione
Altre attività in corso
La Città di Torino sta portando avanti diverse attività che tendono a rafforzare la capacità adattativa del territorio.
Si sta continuando a condurre gli impegni post Derris, che prevedono il monitoraggio dei piani di adattamento aziendali già realizzati per verificarne lo stato di implementazione ed eventualmente fornire il supporto necessario per favorirlo, sostenere la replicabilità presso altre aziende del territorio consolidando una dialettica di condivisione e partecipazione nella partnership pubblico-privata. La Città ha, inoltre, sottoscritto a dicembre 2018 un Protocollo d’Intesa con enti locali, utilities e associazioni di categoria per offrire alle PMI e ad altre realtà interessate la possibilità di essere informati e pienamente consapevoli sugli impatti degli eventi estremi sulla loro attività e di utilizzare lo strumento di autovalutazione del rischio climatico (Cram Tool) sviluppato nell’ambito del progetto Life DERRIS.
Per proseguire le relazioni con le aziende del pilota “Torino che protegge”, alcune di esse sono state coinvolte nelle sperimentazioni avviate sul territorio e finalizzate a rendere la città meno vulnerabile e in grado di reagire alle conseguenze del mutamento climatico. Una di queste coinvolge l’Open 011 – Casa dell’intercultura e della mobilità giovanile, azienda del pilota “Torino che protegge” con sede in un edificio di proprietà comunale dato in concessione, presso il quale è stata installata una stazione meteorologica portatile di Arpa Piemonte, al fine di acquisire i dati meteorologici presso la struttura e successivamente sono stati installati due rilevatori di parametri di temperatura e umidità interna. La sperimentazione prevede la realizzazione di un’infrastruttura verde e il confronto dei dati pre e post-intervento con l’obiettivo di verificare l’eventuale beneficio in termini di microclima (adattamento) e risparmio energetico (mitigazione). Nell’ambito del Progetto IoTorino sono stati installati sul territorio torinese punti di monitoraggio delle precipitazioni in modo indiretto attraverso l’attenuazione del segnale televisivo. Il sistema consente il monitoraggio continuo ed in tempo reale delle condizioni atmosferiche, la modellazione e la valutazione di allerta/allarmi tramite la creazione di mappe pluviometriche interattive a disposizione degli utenti online e di dare previsioni tempestive delle conseguenze delle precipitazioni. Si sta realizzando un test su tutta l’area del comune e dei sei punti di monitoraggio previsti, tre sono stati installati presso edifici pubblici e i restanti presso tre aziende del pilota del Progetto Derris.
Nell’ambito di un’altra sperimentazione, si sta testando un sistema di allerta, rivolto ad utenti predefiniti, che scatta al superamento di una certa soglia di allarme del livello idrometrico nell’area Fioccardo.
Il percorso di redazione del Piano di adattamento, così come la sua implementazione, saranno accompagnate da attività di sensibilizzazione e comunicazione con l’obiettivo di rendere tutti partecipi nel processo di incremento della resilienza del territorio Testo da inserire, testo da inserire, testo da inserire, testo da inserire, testo da inserire, testo da inserire.
Conclusioni
Come si può evincere dalle esperienze presentate in questo contributo, i cambiamenti climatici in atto richiedono nuove forme di pianificazione e di gestione delle aree urbane.
Decisivo risulta il ruolo delle amministrazioni locali che giocano un ruolo chiave nelle politiche di mitigazione e piani di adattamento.
Torino, aderendo alle iniziative europee e sperimentazioni pilota, in questi ultimi anni ha messo in campo un giusto mix di politiche di mitigazione e di adattamento nelle attività che hanno lo scopo di rafforzare la capacità adattiva del territorio.
La sfida future per le amministrazioni comunali è dunque quella di fronteggiare i problemi derivanti dal cambiamento climatico non solo dotandosi di politiche e strumenti ad hoc ma costruendo risposte economiche, sociali ed ambientali nuove per adattarsi e per resistere nel lungo periodo alle sollecitazioni dell’ambiente, per far diventare le città resilienti.
Gli sforzi della città di Torino sembrano andare nella giusta direzione.