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Alcuni dati sullo stato dell’ambiente in Piemonte

A cura della struttura Promozione Ambientale di Arpa Piemonte

 

Introduzione

Attraverso alcuni indicatori, scelti tra quelli pubblicati nella Relazione sullo Stato dell’Ambiente in Piemonte, si fornisce una sintesi riferita all’anno 2024.

I dati del clima

PRECIPITAZIONI

Il 2024 ha fatto registrare una precipitazione media sul Piemonte di 1496 mm, con una anomalia positiva di ben il 45% rispetto alla norma climatica di riferimento del periodo1991-2020, risultando il secondo anno più piovoso della serie storica. Il numero di giorni piovosi è stato di 88 contro i 54 medi della media del periodo con un aumento del 39%.

I fenomeni precipitativi si sono concentrati tra febbraio e ottobre con un temporaneo calo nel bimestre luglio-agosto, in cui però si sono verificati eventi pluviometrici molto intensi e localizzati che hanno causati ingenti danni.

Il giorno più piovoso dell’anno è stato il 5 settembre con 51.5 mm medi sul territorio piemontese, ma è in primavera che si sono avute le precipitazioni maggiori con surplus del periodo pari al 102% rispetto alla norma climatica di riferimento. In particolare, nel mese di marzo 2024 lo scarto percentuale positivo è stato del 323%.

Figura 1. Precipitazione cumulata giornaliera media – anno 2024

Fonte: Arpa Piemonte 2025

I valori della precipitazione cumulata giornaliera media sono riferiti ad un punto medio posto a 900 m di quota. La riga verde scuro rappresenta la precipitazione media cumulata del 2024, mentre la riga verde chiaro quella del periodo 1991-2020.

TEMPERATURE

In Piemonte l’anno 2024 è stato il quarto anno più caldo nella distribuzione storica compresa tra il 1958 e il 2023. La temperatura media annuale è risultata pari a circa 11°C, superiore di 1.1 °C rispetto al periodo climatico di riferimento (il trentennio 1991-2020, avente una media climatica di circa 9.9°C).

Il contributo maggiore è stato dato dai mesi di febbraio e agosto, risultati rispettivamente il primo e il secondo più caldo della relativa distribuzione storica con scostamenti positivi di 3.9°C e 2.5°C. Anche gennaio ha inciso in modo significativo, registrando un’anomalia positiva di 1.8°C e posizionandosi al quinto posto tra i mesi di gennaio più caldi della serie storica.

Giugno e settembre sono stati gli unici mesi dell’anno con una temperatura inferiore alla norma.

Nel 2024, agosto è stato il mese più caldo dell’anno e ha registrato anche la giornata con le temperature più elevate, l’11 agosto. Gennaio è stato, invece, il mese più freddo.

Prendendo in considerazione i valori massimi e minimi, si nota come l’anomalia termica positiva sia stata più marcata per le temperature minime, risultate le più elevate della serie storica, con uno scostamento positivo di 1.4°C sulla media trentennale di riferimento. Mentre le temperature massime hanno avuto un’anomalia positiva più contenuta di 0.7°C, occupando l’ottavo posto nella classifica degli anni più caldi.

Il 2024 è stato un anno caratterizzato da precipitazioni superiori alla norma e i frequenti giorni nuvolosi annuali hanno avuto un effetto di mitigazione soprattutto sulle temperature massime giornaliere.

Figura 2. Temperatura giornaliera media Piemonte – anno 2024

Fonte: Arpa Piemonte 2025

I valori sono riferiti ad un punto medio posto a 900 m di quota. La linea rossa rappresenta il valore massimo raggiunto nel periodo 1958-2021, la linea blu il minimo registrato nel periodo 1958-2021. Le aree rosse rappresentano i valori registrati nel 2024 sopra la media (linea nera continua) mentre le aree blu i valori del 2023 inferiori alla media. L’area in giallo rappresenta i valori di tutto il periodo che si trovano tra il 5° e il 95° percentile. Le linee tratteggiate rappresentano la deviazione standard.

VENTO

Nel 2024 la velocità media annua del vento misurata nei capoluoghi di provincia è variata da 1.2 m/s, registrati a Boves – per Cuneo -, fino a 2.1 m/s ad Alessandria e a Oropa – per Biella, mentre la massima raffica (28.4 m/s) è stata misurata a Oropa il 22 gennaio, durante un evento di föhn.

Gli episodi di föhn nel 2024 sono stati 71, superiori ai 66 della media annuale del periodo 2000-2020; durante gli episodi di föhn la ventilazione sostenuta favorisce la dispersione delle sostanze inquinanti.

Il mese con più episodi è stato gennaio mentre ad agosto non si sono verificate giornate con föhn.

NEBBIA

Nel 2024, gli episodi di nebbia ordinaria (con visibilità inferiore a 1 km) sono risultati quasi perfettamente in linea con la climatologia recente del periodo 2004-2023, con 120 giorni registrati a fronte dei 121 attesi dalla norma climatica.

Tuttavia, tra questi, gli episodi di nebbia fitta (con visibilità inferiore a 100 m) sono stati 27, ossia quasi un terzo in più rispetto ai 21 stimati dalla media climatica.

Nel 2024, Il mese più ricco di eventi nebbiosi è stato novembre con 24 giorni di nebbia ordinaria e 11 episodi giornalieri di nebbia fitta, pari a circa il 40% del valore totale annuo.

NEVE

La stagione 2023-2024 è stata caratterizzata da un surplus di neve fresca rispetto alla media trentennale (1991-2020), a differenza degli ultimi 5 anni nei quali gli apporti nevosi sono sempre stati carenti. Il surplus di neve fresca sull’arco alpino piemontese è indicativamente quantificabile tra il 20 e il 40% ed è maggiormente evidente alle quote superiori i 2000 metri. Si è inoltre osservata una singolare distribuzione delle nevicate con notevoli differenze tra inverno e primavera: un periodo invernale con assenza di neve al suolo in numerose stazioni sotto i 2000 metri, seguito da abbondanti nevicate concentrate soprattutto a partire dal mese di marzo fino a maggio con un ottimo innevamento su tutti i settori. Nonostante le temperature estive piuttosto elevate, si sono conservati diversi nevai costituiti dagli accumuli di ripetute valanghe di dimensioni grandi e molto grandi o talora estreme.

Nel complesso la stagione invernale 2023-2024 risulta sostanzialmente in media rispetto ai valori storici di riferimento (media 1991-2020), per cui la stagione è da considerarsi nella norma relativamente ai valori complessivi di neve fresca.

In particolare, la stagione 2023-2024 risulta sostanzialmente divisa in due periodi, uno con precipitazioni molto sotto la media e l’altro molto nevoso. Infatti, gli ultimi mesi della stagione sono stati caratterizzati da un apporto ingente di neve nuova ad elevata instabilità, che ha causato eventi valanghivi di magnitudo piuttosto elevata.

Nel 2024 il numero maggiore di valanghe è stato riscontrato nei mesi di marzo e aprile (complessivamente 77 eventi sull’intera regione), nell’85% dei casi senza alcun danno. La stagione 2023-2024 si colloca al nono posto per il numero di incidenti da valanga che hanno coinvolto persone registrati nel periodo 1984-2024.

 

I dati dell’aria

Le concentrazioni degli inquinanti registrate dalla rete regionale di qualità dell’aria sono state in media le più basse di tutta la serie storica.

POLVERI SOTILI PM10

Il valore limite di concentrazione media annuale (40 µg/m3) nel 2024 non è stato superato in nessuna stazione della rete regionale. Si tratta del settimo anno consecutivo in cui tale limite è rispettato su tutto il territorio. Le zone di pianura del torinese, cuneese, astigiano, alessandrino e quelle al confine con la Lombardia risultano essere quelle con le concentrazioni relativamente più elevate. Nel grafico sottostante le stazioni della rete regionale sono posizionate in ordine decrescente di concentrazione. La dimensione dell’indicatore è proporzionata alla concentrazione media, il colore indica la provincia di appartenenza della stazione.

Figura 3. PM10, concentrazioni medie annuali presso le stazioni della rete di qualità dell’aria nel 2024

Fonte: Arpa Piemonte 2025

Analizzando le serie storiche di tutte le tipologie di stazioni di misura si osserva una riduzione dei livelli di PM10, attribuibile all’introduzione di misure volte al contenimento delle emissioni della componente primaria e dei precursori del particolato secondario; rimangono le oscillazioni annuali dovute alla meteorologia. Nel periodo 2003-2024, le concentrazioni medie annue di PM10 risultano progressivamente ridotte per poi stabilizzarsi a partire dal 2018.

Figura 4. PM10, andamento della media annua in Piemonte per tipologia di stazione –anni 2003-2024

Fonte: Arpa Piemonte 2025

La tendenza dei superamenti giornalieri su base regionale per i tre tipi di zona (urbana, suburbana e rurale) conferma la zona urbana come la più critica.

Si conferma tuttavia la difficoltà a garantire il conseguimento del valore limite giornaliero per la protezione della salute umana (pari a 50 µg/m3, da non superare più di 35 volte per anno civile) su tutto il territorio regionale, nonostante il fatto che i valori limite annuali siano rispettati.

Figura 5. PM10, andamento del superamento limite giornaliero in Piemonte per tipologia di stazione – anni 2003-2024

Fonte: Arpa Piemonte 2025

POLVERI SOTTILI PM2,5

Nel corso del 2024, su tutto il territorio regionale è stato rispettato il valore limite per la media annua di 25 µg/m3. Le concentrazioni sono inferiori a 20 µg/m³ in tutta la regione, tranne nella stazione di Torino-Rebaudengo e Settimo-Vivaldi che hanno misurato 20 µg/m³ (che corrisponde al valore indicato nella Direttiva europea[1] sulla qualità dell’aria ambiente come limite fin dal primo gennaio 2020, ma non ancora recepito a livello nazionale.

Figura 6. PM2.5: concentrazione media annuale in Piemonte per zona UE, anno – anno 2024

Fonte: Arpa Piemonte 2025

BIOSSIDO DI AZOTO

Il valore limite di 40 µg/m³ per la media annua di biossido di azoto è stato rispettato su tutto il territorio regionale tranne che nella stazione di traffico di Torino – Rebaudengo (42 µg/m³), collocata in un contesto caratterizzato da intenso traffico veicolare e da notevole antropizzazione del territorio. Nel resto della regione, i valori di media annua sono ampiamente inferiori al valore limite, nelle stazioni di traffico e in quelle di fondo.

Figura 7. Biossido di azoto: medie annuali misurate nelle stazioni della rete nel 2024

Fonte: Arpa Piemonte 2025

Nel 2024 prosegue sul territorio regionale la lenta tendenza discendente del biossido di azoto degli ultimi 30 anni ed interrotto solo nel 2017 a causa di una meteorologia particolarmente sfavorevole alla dispersione degli inquinanti.

A partire dal 2019 non si sono più registrati superamenti del valore limite orario per la protezione della salute umana (200 µg/m³ da non superarsi per più di 18 volte nel corso dell’anno) in nessuna postazione di monitoraggio presente sul territorio regionale.

Figura 8. Biossido di azoto: medie annuali misurate nelle stazioni della rete regionale suddivise per zone UE- serie storica 2003-2024

Fonte: Arpa Piemonte 2025

OZONO

La concentrazione media misurata nei mesi più caldi dell’anno, da maggio a settembre 2024 – vale a dire quelli più critici per questo inquinante, mostra, rispetto all’anno precedente, una riduzione dei valori in tutte le zone prese in considerazione (rurale, suburbana, urbana), grazie anche alle piogge che hanno caratterizzato il periodo estivo.

Nonostante la diminuzione registrata nel 2024, l’ozono è l’unico fra gli inquinanti critici a non mostrare una netta tendenza di riduzione. Il numero medio dei giorni nei quali è superato il valore obiettivo è sostanzialmente stabile in tutte le zone, con variazioni di anno in anno legate alle caratteristiche meteorologiche.

Figura 9. Ozono: trend del numero medio di giorni di superamento dell’obiettivo a lungo termine – anni 2003 – 2024

 Fonte: Arpa Piemonte 2025

 

 

I dati dell’acqua

PORTATE DEI CORSI D’ACQUA

Nel 2024 la portata media annua di quasi tutti i corpi idrici è risultata superiore ai valori storici di riferimento, a causa delle abbondanti precipitazioni registrate. I corsi d’acqua Pellice, Sangone e Orco, situati nell’area occidentale della regione, e lo Scrivia a sud, sono stati caratterizzati da portate medie annue uguali o superiori al doppio del valore medio storico. Sono risultati significativi anche gli scostamenti positivi, intorno all’80%, di Varaita, Chisone, Dora Riparia, Malone e Sesia.

L’unico corso d’acqua che ha registrato uno scostamento negativo sulla portata media annua è il Belbo. Alla sezione di chiusura del bacino del Po piemontese, sezione di Isola S. Antonio (AL), la portata media annua è risultata più alta del 59% del valore medio storico.

Figura 10. Portata alla sezione di chiusura del Po a Isola S. Antonio (AL) – serie storica e valore medio storico

Fonte: Arpa Piemonte 2025

ACQUE DI BALNEAZIONE

In Piemonte vengono monitorate le acque interne destinate alla balneazione, che riguardano i laghi Avigliana, Candia, Mergozzo, Viverone, Orta, Maggiore, Sirio, oltre ai torrenti San Bernardino e Cannobino.

Il monitoraggio si svolge nel periodo della stagione balneare, normalmente dal 15 maggio al 30 settembre.

Il quadriennio 2021-2024 mostra, rispetto a quello precedente, un aumento delle zone in classe Eccellente, una diminuzione di quelle in classe Sufficiente e un aumento di quelle in classe Scarsa (dal 3% al 4%) a causa del declassamento da Sufficiente della zona Spiaggia via Repubblica Ossola (Baveno). Restano invece praticamente stabili le zone in classe Buona,

Nel 2024 su 78 zone controllate, si è osservato un miglioramento della classe di qualità in 15 zone e un peggioramento in 6. Le restanti 57 zone non hanno subito variazioni di classe.

Figura 11. Aree di balneazione: trend di variazione delle classificazioni nel 2024

Fonte: Arpa Piemonte 2025

Il parametro che più ha condizionato la qualità delle acque di balneazione è quello degli Enterococchi intestinali, il che fornisce un’indicazione per orientare gli interventi di risanamento.

 

I dati del territorio

CONSUMO DI SUOLO

I dati del consumo di suolo più aggiornati al momento della pubblicazione sono relativi al 2023 e indicano che la velocità con la quale avviene il consumo non diminuisce.

Figura 12. Consumo totale di suolo per anno in Piemonte – serie storica 2006-2023

Fonte: Arpa Piemonte 2025

Figura 13. Consumo di suolo netto per anno rispetto al periodo precedente – serie storica 2006-2023

Fonte: Arpa Piemonte 2025

CAMPI ELETTROMAGNETICI

La potenza complessiva degli impianti per telecomunicazioni, parametro correlabile con l’intensità di campo elettromagnetico irradiata, ha avuto negli anni andamento crescente. Fino al 2011, il contributo preponderante è stato quello degli impianti radiotelevisivi. A partire dal 2012, però, la potenza complessiva di questa tipologia di impianti è andata stabilizzandosi intorno ad un valore di 1.1 milioni di W, mentre ha continuato a crescere la potenza delle stazioni radiobase per telefonia cellulare. Quest’ultima è in effetti passata da un contributo pari al 34% del totale nel 2006 a poco meno del 92% del totale ad inizio 2025.

Figura 14. Andamento nel tempo della potenza installata in Piemonte – valore complessivo di impianti radiotelevisivi e di telefonia

 Fonte: Arpa Piemonte 2025

SITI CONTAMINATI

Nel 2024, i siti contaminati censiti dall’anagrafe regionale sul territorio piemontese sono circa 2100, di cui il 59% risultano bonificati. Dei circa 850 interventi di bonifica ancora aperti, un numero consistente sono in fase di bonifica da più di dieci anni e devono essere completati. Oltre il 44% dei siti presenti in banca dati sono localizzati nel territorio della Città Metropolitana di Torino; tale dato è da rapportare all’estensione, alla concentrazione e alla qualità delle attività insediate nell’area; seguono le province di Alessandria e Novara.

Figura 15. Siti contaminati: procedimenti di bonifica censiti dall’anagrafe regionale nel 2024

Fonte: Arpa Piemonte 2025

 

Per approfondimenti:

Maggiori approfondimenti e ulteriori dati e indicatori sono disponibili sul portale “Lo stato dell’ambiente in Piemonte” all’indirizzo http://relazione.ambiente.piemonte.it.

Per la sintesi della relazione si rimanda all’infografica all’indirizzo:

 https://www.youtube.com/watch?v=Q2EsaFKhjQM

 

Parole chiave: Qualità dell’aria, qualità delle acque, radiazioni ionizzanti, campi elettromagnetici, consumo di suolo, siti in bonifica, clima, precipitazioni, portate, temperature, nebbia, neve, vento.

[1] https://eur-lex.europa.eu/eli/dir/2008/50/oj