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Risparmiare per studiare?

Una panoramica sui programmi di risparmio per l’istruzione in Italia

di Davide Azzolini (Fondazione Bruno Kessler)

Introduzione

In Italia, il diritto allo studio è sancito dall’articolo 34 della Costituzione, che mira a garantire l’accesso ai più alti livelli di istruzione a “tutti i capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi”. Nonostante questo principio sia stato introdotto quasi 80 anni fa, le opportunità di istruzione e formazione dei giovani rimangono oggi ancora pesantemente influenzate dal contesto socio-economico di provenienza. I giovani provenienti da contesti familiari con meno risorse mostrano rischi molto più elevati non solo di non ottenere titoli di istruzione post-secondaria ma anche di abbandonare la scuola secondaria senza averla completata.[1]

Di fronte alla persistenza di tali disuguaglianze di opportunità, è fondamentale ripensare e rinnovare le misure di diritto allo studio al fine dare piena attuazione ai principi costituzionali. Negli ultimi anni, i programmi di risparmio incentivato per l’istruzione hanno fatto la loro comparsa tra le misure di diritto allo studio. Si tratta di un approccio innovativo al diritto allo studio, volto a coinvolgere attivamente le famiglie nell’accumulo di risorse destinate a finanziare il percorso scolastico e universitario dei figli.

Il Piemonte, con il programma Percorsi, ha aperto la strada più di dieci anni fa ad una stagione di sperimentazione e valutazione di questi programmi. L’articolo, dopo aver brevemente illustrato l’origine e il funzionamento di questi programmi, analizza più da vicino l’esperienza piemontese e italiana, sintetizzando le evidenze valutative a loro supporto.

Panoramica sui programmi di risparmio per l’istruzione nel mondo

A livello internazionale, a partire dal lavoro di Micheal Sherraden dei primi anni Novanta,[2] sono stati sviluppati e realizzati diversi programmi volti ad incentivare il risparmio di famiglie e soggetti a basso reddito. Tra i più noti vi sono i Children’s Savings Accounts (CSA) attuati negli Stati Uniti. I CSA sono conti di risparmio aperti a favore dei bambini, spesso fin dalla nascita, con l’obiettivo di finanziare la loro istruzione futura. I programmi prevedono che le famiglie risparmino piccole somme di denaro e che queste siano aumentate da contributi pubblici o privati. Spesso, il meccanismo di incentivazione proposto è sottoforma di match rate, o moltiplicatore delle somme risparmiate. A fine 2023, negli Stati Uniti si contavano 121 CSA attivi in 39 stati, con la partecipazione di oltre 5,8 milioni di bambini e ragazzi.[3] Alcuni studi valutativi hanno dimostrato che i CSA sono efficaci nell’innalzare la capacità di risparmio delle famiglie, quindi la loro disponibilità di risorse da dedicare all’istruzione dei figli e anche le aspettative educative di genitori e le performance scolastiche dei figli.[4]

Tra le altre principali esperienze di rilievo a livello internazionale, su cui però non si registrano studi di efficacia, si possono menzionare i Registered Education Savings Plan (RESP) canadesi e l’Edusave Account e il Post-Secondary Education Account di Singapore. L’unica esperienza riscontrata a livello europeo è stata condotta con il Child Trust Fund nel Regno Unito, ma è stata successivamente terminata.

Programmi italiani di risparmio per l’istruzione

L’Italia costituisce un’eccezione in Europa, in quanto sono stati avviati a livello locale alcuni programmi di risparmio finalizzati a sostenere le famiglie a basso reddito nell’investimento nell’istruzione dei figli. Si tratta di Percorsi, WILL, WILL-Torino, PUOI e del Contributo per il sostegno agli studi post-diploma. Sebbene ciascun programma presenti caratteristiche specifiche (Tabella 1), tutti condividono l’obiettivo di incentivare il risparmio familiare per il sostegno all’istruzione dei figli.

Il programma Percorsi, promosso dalla Fondazione Ufficio Pio, è operativo dal 2010 nella città metropolitana di Torino. Nella sua versione attuale, è rivolto a studenti degli ultimi due anni di scuola secondaria di secondo grado appartenenti a famiglie con un reddito ISEE inferiore ai 15.000 euro. Il programma offre un moltiplicatore che quadruplica i risparmi accumulati per le spese collegate all’istruzione universitaria. Il massimo risparmio consentito è di 2.500 euro e le spese ammesse includono tasse di iscrizione, trasporti, libri, PC/internet, affitto, cartoleria, ecc. Accanto al conto di risparmio, gli studenti sono tenuti a frequentare un corso di educazione finanziaria e un percorso di orientamento alla scelta e hanno la possibilità di approfondire tecniche e metodi di studio. La valutazione di efficacia condotta mediante metodo sperimentale con gruppo di controllo su alcune edizioni precedenti, e leggermente diverse, del programma ha evidenziato un aumento significativo nel tasso di iscrizione al primo, al secondo e al terzo anno di università. Gli effetti sono risultati particolarmente pronunciati tra studenti di scuole professionali, più contenuti tra liceali e nulli tra istituto tecnici.[5] Un elemento di criticità emerso è relativo alla capacità di risparmio più limitata per le famiglie con redditi più bassi, evidenziando l’opportunità di introdurre ulteriori elementi di progressività nel meccanismo finanziario. La valutazione di effetti di lungo termine su conclusione degli studi e partecipazione al mercato del lavoro è tuttora in corso.

Il programma WILL, co-finanziato dall’Impresa Sociale Con i Bambini, Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze, Fondazione di Sardegna, Fondazione Tercas nell’ambito della sperimentazione nazionale “WILL – Educare al Futuro” è stato attuato tra il 2019 e il 2023 in quattro città italiane (Torino, Firenze, Teramo e Sud Sardegna).

Tabella 1 – Caratteristiche dei programmi italiani di risparmio per l’istruzione

Programma
Percorsi
WILL
WILL-TO
PUOI (Percorsi Opportunità Istruzione)
Contributo per il sostegno agli studi post diploma
Anni
Dal 2010 (negli anni il programma ha subito modifiche)
2019-2023
Dal 2020 (in corso)
2024-2028
Dal 2017 (in corso)
Ambito geografico
Area metropolitana di Torino
Torino, Firenze, Teramo, Sud Sardegna
Torino
Cuneo, Alba, Bra, Mondovì
Provincia di Trento
Requisiti di età
4° o 5° anno della scuola secondaria secondo grado
1° anno scuola secondaria primo grado
5° anno scuola primaria
2° anno scuola secondaria primo grado
1°, 2° o 3° anno scuola secondaria secondo grado
Requisiti economici
Famiglie con ISEE inferiore a €15.000 ( inizialmente €25.000; soglia variabile annualmente)
Famiglie con ISEE inferiore a €17.500
Famiglie con ISEE inferiore a €15.000
Famiglie con ISEE inferiore a €15.000
Famiglie con ISEE tra €23.600 e €32.000 (studenti non idonei ad diritto studio ordinario)
Finalità
Istruzione terziaria (solo acquisti convalidati)
Istruzione secondaria (solo acquisti convalidati)
Istruzione secondaria (solo acquisti convalidati)
Istruzione secondaria (solo acquisti convalidati)
Istruzione post-secondaria (senza restrizioni d’uso)
Periodo minimo e massimo di risparmio
Minimo: 4 mesi; Massimo: 8 anni
Nessun periodo minimo; Massimo: 4 anni
Nessun periodo minimo; Massimo: 6 anni
Nessun periodo minimo; Massimo: 3,5 anni
Minimo: 3 anni; Massimo: 5 anni
Frequenza dei versamenti
Mensile: Min. €5 – Max. €50
Settimanale: Min. €1 – Max. €6
Mensile: Min. €5 – Max. €30
Mensile: Min. €10 – Max. €30
Almeno uno all’anno (min. complessivo €3.000)
Limite massimo di risparmio
€ 2.500
€ 1.000
€ 1.500
€ 1.260
€ 6.000
Moltiplicatore (Match rate)
4:1
4:1
3:1
3:1
Min. 0,60:1 (redditi più alti), Max. 1,24:1 (redditi più bassi)
Altri servizi
Educazione finanziaria
Educazione finanziaria, orientamento scolastico, accompagnamento educativo
Educazione finanziaria, orientamento scolastico, accompagnamento educativo
Educazione finanziaria, orientamento scolastico, accompagnamento educativo
Nessuno
Pagina web
https://www.ufficiopio.it/programmi/programmi-istituzionali/percorsi/
https://percorsiconibambini.it/will/will-educare-al-futuro/
https://www.ufficiopio.it/programmi/programmi-istituzionali/will-torino/
https://www.emmanuele-onlus.org/puoi/
https://www.provincia.tn.it/Servizi/Contributo-per-il-sostegno-agli-studi-post-diploma

Diversamente da Percorsi, WILL si concentra sugli studenti delle scuole secondarie di primo grado di famiglie a basso reddito e, offrendo un match rate 4:1 e un tetto massimo di risparmio di 1.000 euro, ha mirato a sostenere le spese educative durante la scuola secondaria, con l’obiettivo di contrastare la dispersione implicita ed esplicita. Oltre al conto di risparmio, il programma offriva tre servizi integrativi: istruzione finanziaria, accompagnamento educativo e orientamento scolastico.

Come Percorsi, anche WILL è stato accompagnato da un disegno di valutazione sperimentale.[6] Un primo risultato di interesse è che il programma è effettivamente riuscito ad innalzare la percentuale di famiglie che risparmiano per la scuola dei figli, senza che si siano registrati contraccolpi in termini di deprivazione materiale. Cioè, i maggiori risparmi indotti dal programma non sono avvenuti a discapito di altre spese necessarie quali, ad esempio, bollette, alimenti, affitto, ecc. Tuttavia, come in Percorsi, si rileva che tra le famiglie con redditi più bassi, l’ammontare dei depositi è risultato essere sistematicamente inferiore, e questo incide in modo proporzionale sulle risorse che tali famiglie possono ricevere dal programma, e spendere per l’istruzione dei figli. Le rilevazioni effettuate a 1, 3 e 5 anni dall’inizio del programma mettono in luce effetti positivi sulla dotazione informatica per la didattica digitale, sulle performance scolastiche e sulle aspettative educative dei ragazzi provenienti da famiglie con redditi più bassi, e sulla regolare iscrizione alla scuola superiore.

A partire dal 2020 è attiva un’edizione torinese del programma WILL. Il programma, denominato Will Torino, è anch’esso soggetto a una valutazione sperimentale, attualmente in corso, che permetterà di indagare gli effetti sui risparmi, sulle performance scolastiche e sulle aspettative di genitori e figli.

Nel 2024 ha preso avvio un altro progetto ispirato a WILL. Si tratta di PUOI (Percorsi Opportunità Istruzione), è co-finanziato da Con i Bambini e dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo, e si rivolge agli studenti delle scuole medie inferiori di quattro città piemontesi (Cuneo, Alba, Bra e Mondovì). Con un match rate di 3:1 e un tetto massimo di risparmio di 1.260 euro, il programma è stato progettato per aiutare le famiglie a finanziare le spese scolastiche ed extra-scolastiche durante la scuola secondaria dei figli. La valutazione mixed-methods è tuttora in corso ed è principalmente rivolta ad indagare le percezioni dei partecipanti e il loro approccio al risparmio.

Infine, a partire dal 2017 è attivo, nella provincia di Trento, il Contributo per il sostegno agli studi post-diploma. Si tratta dell’unico intervento gestito da un ente pubblico ed è rivolto agli studenti delle scuole superiori con redditi medi, esclusi dal diritto allo studio ordinario. Con un match rate massimo di 1,24:1 e un periodo di risparmio minimo di tre anni, il programma mira a incentivare il proseguimento degli studi post-diploma. Non esistono al momento valutazioni su questo intervento.

Conclusioni

I programmi di risparmio incentivato possono costituire una strategia aggiuntiva agli strumenti ordinari di diritto allo studio per garantire reali opportunità di istruzione e formazione per i giovani provenienti da famiglie a basso reddito. La ricerca valutativa ha fornito evidenza in supporto di questi programmi, ma è una ricerca ancora in corso e sarà importante seguirne gli sviluppi non solo per confermare l’efficacia di questi programmi nel lungo termine, ma anche per individuare eventuali elementi di criticità utili anche a favorirne la trasferibilità e l’adattamento ad altri contesti. Due aspetti cui prestare attenzione sono, da un lato, l’individuazione degli accorgimenti che possono essere adottati per garantire la massima progressività del meccanismo di incentivazione e, dall’altro, l’analisi del contributo delle singole componenti che favoriscono il successo di tali programmi. Parole chiave: programmi di risparmio, istruzione, diritto allo studio


[1] ISTAT (2024) Livelli di istruzione e ritorni occupazionali: 2023. Resta fondamentale il livello di istruzione dei genitori per i percorsi di studio dei figli. Statistiche Report, 17 luglio 2024, https://www.istat.it/wp-content/uploads/2024/07/REPORT-livelli-istruzione.pdf

[2] Sherraden, M. (1991), Assets and the Poor: A New American Welfare Policy, Armonk (NY), M. E. Sharpe.

[3] Prosperity Now (2024), A Landmark Moment for the Movement: The State of the Children’s Savings Field 2023, https://prosperitynow.org/resources/landmark-moment-movement-state-childrens-savings-field-2023

[4] Elliott, W. (2024). Assessing the evidence for Children’s Savings Accounts (CSAs) as an effective strategy for improving children’s postsecondary outcomes: The continuum of evidence of effectiveness. University of Michigan. Center on Assets, Education, and Inclusion (AEDI).

[5] Martini A., Azzolini D., Romano B. e Vergolini, L. (2021), Increasing College Going by Incentivizing Savings: Evidence from a Randomized Controlled Trial in Italy, in «Journal of Policy Analysis and Management», 40, 814-840

[6] Azzolini, D., Vergolini, L. (2024), Risparmio incentivato: una risposta alla povertà educativa? Ufficio Valutazione Impatto – Senato della Repubblica, Documento di Valutazione n. 17, https://www.senato.it/service/PDF/PDFServer/BGT/01443727.pdf