di Giulio Bertani
Introduzione
Nonostante l’introduzione di strumenti normativi e programmi di finanziamento per garantire il diritto allo studio, l’Italia continua a registrare uno dei tassi di laureati più bassi in Europa. Nel 2023, il Paese si collocava al penultimo posto tra gli Stati membri dell’UE per la percentuale di laureati nella fascia d’età 24-35 anni, con un 28,3% rispetto alla media europea del 41,2%. Tra i principali fattori che determinano questa situazione vi è la persistenza di forti disuguaglianze sociali: secondo i dati ISTAT, i figli di laureati hanno una probabilità del 67,1% di completare un percorso universitario, mentre per i loro coetanei provenienti da famiglie con bassi livelli di istruzione la percentuale scende al 12,8%.
Le disuguaglianze si manifestano ben prima dell’accesso all’università. L’Italia registra infatti una delle più alte percentuali di abbandono scolastico in Europa. Sebbene i dati più recenti evidenzino un miglioramento, il fenomeno rimane allarmante, soprattutto in alcune regioni. Sicilia, Campania, Sardegna e Puglia registrano tassi di abbandono che sfiorano o superano il 15%, con un picco del 18,8% in Sicilia. I divari legati al background familiare sono evidenti anche in questo ambito: il rischio di abbandono scolastico è quasi nullo per i figli di laureati (1,6%), mentre tra i giovani provenienti da famiglie con bassi livelli di istruzione la percentuale sale al 23,9%.
Questi dati dimostrano che il “diritto allo studio”, sancito dall’articolo 34 della Costituzione, non trova ancora una piena attuazione. In questo articolo, ci proponiamo di analizzare criticamente le politiche pubbliche a sostegno del diritto allo studio, concentrandoci in particolare sulla scuola primaria e secondaria. Verranno esaminate le misure adottate a livello nazionale e le risorse finanziarie messe a disposizione a livello statale, individuando eventuali criticità e margini di miglioramento.
Le principali misure nazionali di supporto economico per il diritto allo studio includono:
- Contributo economico per l’acquisto di libri di testo (attiva dal 1999 ad oggi);
- Borsa di studio per studenti meno abbienti delle scuole superiori post-obbligo (attiva dal 2000 al 2011), successivamente sostituita dalla “Borsa loStudio” (dal 2017 ad oggi).
Contributo economico per l’acquisto di libri di testo
In base alla normativa vigente, la fornitura di libri di testo è garantita sia agli studenti della scuola dell’obbligo sia a quelli della scuola secondaria superiore appartenenti a famiglie con un ISEE inferiore a una soglia prestabilita, fissata a 15.748,78 euro.
A quanto è ammontato, nel corso degli anni, il supporto economico fornito attraverso questa misura? Si sono registrati andamenti particolari nel tempo o variazioni nella distribuzione delle risorse tra le diverse regioni?
Va rilevato che gli unici dati disponibili, consultabili sul sito del Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), si riferiscono esclusivamente ai trasferimenti dallo Stato alle regioni. Non esistono informazioni sugli effettivi trasferimenti monetari alle famiglie, rendendo più complessa un’analisi dettagliata dell’impatto reale della misura.
La Figura 1 illustra l’andamento degli stanziamenti statali per il contributo all’acquisto di libri di testo dal 1999 al 2023. Si osserva una sostanziale stabilità delle risorse stanziate tra il 1999 e il 2013, seguita da una fase di forte riduzione, in particolare negli anni 2013/14 e 2015/16. A partire dal 2017, si registra un progressivo incremento delle risorse, con l’introduzione di ulteriori fondi statali. Negli ultimi anni, gli stanziamenti hanno conosciuto un aumento, raggiungendo nel 2023/24 i livelli più alti dell’intero periodo considerato.
Figura 1. Finanziamento statale per il contributo economico per l’acquisto di libri di testo dal 1999 al 2024

Fonte: https://www.mim.gov.it/web/guest/risorse-finanziarie
La Tabella 1 analizza l’evoluzione del numero totale di alunni, della stima degli alunni meno abbienti, delle somme attribuite e dello “stanziamento pro capite” dal 2015/16 al 2022/23. Va sottolineato che quest’ultimo valore non rappresenta una stima dell’erogazione media per beneficiario, in quanto – come già ricordato prima – non esistono dati né sull’entità delle risorse davvero erogate né sul numero di beneficiari di tale misura. Lo stanziamento pro-capite, pertanto, è calcolato semplicemente dividendo le somme ottenute dalle regioni per il numero di “potenziali destinatari”, determinato sulla base della stima degli studenti meno abbienti adottata dal Ministero ai fini del riparto delle risorse tra le regioni. Va precisato che tale criterio si basa su un valore reddituale familiare netto determinato da ISTAT in 15.493,71€.
La tabella mostra che il numero totale di alunni si è mantenuto stabile, intorno ai 4,1 milioni, mentre la stima degli alunni meno abbienti è diminuita progressivamente, pur in assenza di alcuna modifica nel criterio ISTAT utilizzato per determinare il riparto delle risorse, passando da 649.564 nel 2015/16 a 514.068 nel 2022/23. La tabella mostra che la stima di stanziamento pro-capite aumenta nel tempo, in conseguenza del leggero aumento delle risorse stanziate a livello centrale ma anche come conseguenza della riduzione del numero di potenziali beneficiari stimati. Come già ricordato, poiché non esistono dati sulle effettive erogazioni né sul numero di effettivi beneficiari, è impossibile derivare delle conclusioni chiare in merito all’effettiva evoluzione quantitativa di questa misura nel tempo.
Tabella 1. Finanziamento statale del contributo per libri di testo (2015-2023)
Anno Scolastico |
Alunni totali |
Stima alunni meno abbienti |
Finanziamento totale euro |
Stanziamento pro-capite (stima) euro |
2015/16 |
4.108.735 |
649.564 |
32.981.795 |
50,78 |
2016/17 |
4.172.323 |
701.950 |
103.000.000 |
146,73 |
2018/19 |
4.178.262 |
635.920 |
103.000.000 |
161,97 |
2019/20 |
4.160.126 |
624.145 |
103.000.000 |
165,03 |
2020/21 |
4.107.170 |
558.464 |
133.000.000 |
238,15 |
2021/22 |
4.152.491 |
589.196 |
133.000.000 |
225,73 |
2022/23 |
4.108.879 |
514.068,7 |
133.000.000 |
258,72 |
Fonte: https://www.mim.gov.it/web/guest/risorse-finanziarie
Borsa di studio IoStudio
Introdotta nel 2017, la borsa di studio “IoStudio” è una misura di sostegno per studenti delle scuole secondarie di II grado in situazioni economiche svantaggiate. Gestita dallo Stato e dalle Regioni, copre spese scolastiche essenziali per garantire il diritto allo studio. Le Regioni, nello specifico, hanno autonomia decisionale riguardo a:
- l’importo della borsa di studio, entro un range compreso tra 150 e 500 euro;
- la soglia ISEE per l’accesso al beneficio, entro un massimo di 15.748,78 euro
La Tabella 2 mostra l’andamento degli stanziamenti statali per la borsa “IoStudio” dal 2017 al 2023. Dopo un incremento iniziale da 30 milioni di euro nel 2017/18 a 39,7 milioni nel 2019/20, lo stanziamento è rimasto invariato fino al 2023/24. Si rileva pertanto una sostanziale stabilità, dell’investimento pubblico su questa misura, in linea con quanto rilevato per l’intervento di sostegno all’acquisto dei libri di testo.
Tabella 2. Stanziamento statale per la borsa “IoStudio” dal 2017 al 2023
Anno |
Stanziamento |
2017/18 |
30.000.000,00 |
2018/19 |
33.400.000,00 |
2019/20 |
39.700.000,00 |
2020/21 |
39.700.000,00 |
2021/22 |
39.700.000,00 |
2022/23 |
39.700.000,00 |
2023/24 |
39.700.000,00 |
2024/25 |
37.715.000,00 |
Fonte: https://www.mim.gov.it/web/guest/risorse-finanziarie
La tabella 3 riporta l’assegnazione delle borse di studio per il 2024, suddivisa per regione. In totale, sono stati stanziati 37,7 milioni di euro per sostenere gli studenti, con una distribuzione che varia tra le diverse aree del Paese. Le regioni del Sud Italia, come Campania, Sicilia, Puglia e Calabria, ricevono una quota significativa dei fondi, riflettendo sia l’elevato numero di studenti sia la maggiore incidenza di famiglie a basso reddito. La Campania è la regione con il finanziamento più alto, superando i 7,2 milioni di euro, seguita da Sicilia e Lombardia. Le regioni con una popolazione studentesca più ridotta, come Molise e Basilicata, ricevono importi inferiori.
Tabella 3. Stanziamento statale per la borsa “IoStudio”, distribuito per Regione (anno 2024/25)
Regione |
Stanziamento (€) |
Abruzzo |
901.777,48 |
Basilicata |
361.855,72 |
Calabria |
1.683.028,35 |
Campania |
7.287.530,38 |
Emilia-Romagna |
2.113.201,69 |
Friuli V.G. |
684.217,00 |
Lazio |
3.787.828,35 |
Liguria |
907.036,50 |
Lombardia |
4.136.083,68 |
Marche |
862.248,90 |
Molise |
184.577,54 |
Piemonte |
2.267.100,02 |
Puglia |
2.683.805,45 |
Sardegna |
1.213.732,62 |
Sicilia |
4.203.222,95 |
Toscana |
1.784.654,31 |
Umbria |
331.793,17 |
Veneto |
2.321.305,89 |
TOTALE |
37.715.000,00 |
Fonte: https://www.mim.gov.it/-/decreto-ministeriale-n-189-del-25-settembre-2024
Conclusioni
L’Italia detiene un primato negativo storico in materia di abbandono scolastico a livello secondario. Sebbene questo fenomeno sia diminuito sensibilmente negli ultimi anni, le disparità restano marcate. Nel 2023, il tasso di abbandono scolastico precoce tra i figli di genitori con un basso livello di istruzione è stato 15 volte superiore rispetto a quello dei figli di laureati (23,9% contro 1,6%). Un’altra sfida cruciale è rappresentata dalla dispersione implicita, ossia l’incapacità di raggiungere i livelli minimi di apprendimento, un fenomeno in cui il peso delle origini sociali continua a essere determinante.
Il presente articolo ha fornito una panoramica delle misure nazionali a sostegno del diritto allo studio scolastico. Dall’analisi emergono due messaggi principali:
1. le risorse investite per contrastare le disuguaglianze scolastiche sono insufficienti.
2. esiste una forte carenza di dati sulla distribuzione effettiva delle risorse tra le regioni.
Sul primo punto, i dati analizzati in questo articolo indicano che sebbene lo stanziamento complessivo sia leggermente aumentato negli ultimi anni, continua ad essere uno stanziamento molto esiguo. Ciò vale a maggior ragione se si considera che il potere d’acquisto nel corso degli anni si riduce a causa dell’inflazione. Senza un adeguamento dei criteri di accesso e una revisione delle soglie ISEE in base al costo della vita reale, il rischio è che il sostegno economico non sia più sufficiente a coprire le esigenze delle famiglie più vulnerabili.
Il secondo punto riguarda la scarsità di dati disponibili. Attualmente, si conoscono solo gli stanziamenti e i criteri di ripartizione dei fondi, ma mancano informazioni dettagliate sull’effettiva distribuzione delle risorse e sul grado di fruizione da parte dei beneficiari. Questa lacuna impedisce la realizzazione di studi di valutazione approfonditi sull’efficacia delle misure adottate e limita la possibilità di apportare miglioramenti basati su dati concreti.
Per garantire un’effettiva attuazione del diritto allo studio scolastico, sarebbe auspicabile un rafforzamento dei meccanismi di monitoraggio e trasparenza nella gestione dei fondi, attraverso la pubblicazione di dati più dettagliati sull’allocazione e sull’impatto reale delle risorse. Inoltre, è necessario un ripensamento delle politiche di finanziamento, con un incremento delle risorse destinate alle famiglie in difficoltà e un adeguamento continuo dei criteri di assegnazione in base alle condizioni economiche e ai cambiamenti socio-demografici.
Parole chiave: diritto allo studio scolastico, abbandono scolastico