Di Raffaella Zucaro – INEA (Roma)
Introduzione
Il Rapporto sullo stato dell’irrigazione in Piemonte, realizzato sulla base delle informazioni contenute nel Sistema informativo per la gestione delle risorse idriche in agricoltura (SIGRIA) scaturisce dallo studio “Monitoraggio dei sistemi irrigui delle regioni centro settentrionali” promosso dal Ministero delle Politiche Agricole (MiPAAF). Descrivendo le modalità di uso dell’acqua in agricoltura, la ricerca si propone di fornire diversi e utili elementi di valutazione e di evidenziare le criticità su cui intervenire nell’ambito della programmazione nazionale e regionale, al fine del miglioramento dell’efficienza da un punto di vista gestionale, ambientale e agricolo.
Nel rapporto di si rinvengono informazioni in merito alle disponibilità idriche potenziali e attingendo al SIGRIA sono inoltre richiamate le caratteristiche della rete di distribuzione dell’acqua ad uso dell’agricoltura, mentre i singoli schemi a servizio degli Enti irrigui piemontesi sono illustrati anche attraverso un ricco allegato cartografico.
Il Rapporto riferisce, innanzitutto, l’inquadramento normativo relativo al settore irriguo a livello regionale e l’assetto delle competenze in questo campo; di seguito, sono oggetto di analisi l’assetto idrogeologico e le caratteristiche ambientali del territorio piemontese, l’inquadramento socio-economico dell’agricoltura irrigua, lo sviluppo degli schemi irrigui, le caratteristiche e le problematiche strutturali e gestionali, i parametri di uso della risorsa a fini irrigui quali disponibilità, volumi utilizzati, ecc. All’analisi degli investimenti prodotti, negli anni più recenti, a favore del settore irriguo seguono, infine, alcune annotazioni in merito alle problematiche e agli scenari di sviluppo dell’irrigazione e dell’agricoltura irrigua piemontese.
L’agricoltura irrigua
L’agricoltura irrigua piemontese si presenta come una realtà assai complessa, essendo caratterizzata da numerosi piccoli schemi irrigui, tra loro interconnessi e a servizio di aree limitrofe e contraddistinta da un’estrema frammentazione e variabilità, che ha reso decisamente difficile l’omogeneizzazione dei dati. In effetti, le dimensioni degli Enti irrigui operanti sul territorio piemontese sono estremamente variabili: dal piccolo Ossolano irrigazione (2.000 ettari) all’Associazione irrigua Est Sesia (214.000 ettari) Ente interregionale il cui Comprensorio ricade in parte in Lombardia.
Tabella 1 – Superfici degli enti irrigui regionali
|
Enti irrigui regionali |
Nome Area |
Superfici (ha) |
|
|
Indice (%) |
|
|
|
|
Ammini- strativa |
Attrezzata |
Irrigata |
Sup.attr./ amm. |
Sup.irr./ att. |
|
Canale de Ferrari |
Alessandrino – – Tortonese |
27.750 |
1.440 |
1.200 |
5,2 |
83,3 |
|
Destra Bormida |
|
144.533 |
2.830 |
2.364 |
2,0 |
83,5 |
|
Alessandrino – Orientale Scrivia |
|
99.322 |
2.960 |
2.467 |
3,0 |
83,3 |
|
Alta Langa – Bormida e Uzzone |
|
44.798 |
344 |
298 |
0,8 |
86,6 |
|
Alessandrino – Tortonese |
|
316.403 |
7.574 |
6.329 |
2,4 |
|
|
Risorgive Mellea Centallese |
Cuneese |
7.557 |
6.136 |
5.231 |
81,2 |
85,3 |
|
Sinistra Stura di Demonte – ACISS |
|
25.522 |
15.965 |
14.921 |
62,6 |
93,5 |
|
Valle Grana – Caragliese |
|
8.388 |
2.586 |
2.482 |
30,8 |
96 |
|
Alta Valle Tanaro – Cebano della provincia di Cuneo |
|
44.398 |
1.579 |
1.363 |
3,6 |
86,3 |
|
Area Saviglianese |
|
18.991 |
721 |
620 |
3,8 |
86 |
|
Valle Maira |
|
14.173 |
6.525 |
6.239 |
46,0 |
95,6 |
|
Bealera Maestra – Destra Stura |
|
25.522 |
11.761 |
10.743 |
46,1 |
91,3 |
|
Fossanese – Braidese |
|
24.202 |
8.253 |
7.393 |
34,1 |
89,6 |
|
Maira – Buschese – Villafallettese |
|
8.010 |
7.586 |
7.062 |
94,7 |
93,1 |
|
Pianura Cuneese – Torinese |
|
17.387 |
3.413 |
3.212 |
19,6 |
94,1 |
|
Saluzzese Varaita |
|
35.880 |
14.648 |
13.269 |
40,8 |
90,6 |
|
Sinistra Po – Valle Po |
|
24.593 |
7.562 |
6.444 |
30,7 |
85,2 |
|
Tanaro Albese – Langhe Albesi |
|
44.397 |
3.555 |
2.977 |
8,0 |
83,7 |
|
Pesio |
|
29.570 |
10.268 |
9.045 |
34,7 |
88,1 |
|
Valle Gesso – Valle Vermenagna – Cuneese- Bovesano |
|
19.880 |
7.861 |
6.833 |
39,5 |
86,9 |
|
Valli Ellero – Corsaglia – Casotto – Mongia |
|
21.239 |
910 |
764 |
4,3 |
84 |
|
Cuneese |
|
369.709 |
109.329 |
98.598 |
29,6 |
|
|
Canavese |
Torinese |
101.350 |
26.125 |
22.779 |
25,8 |
87,2 |
|
Chierese – Astigiano |
|
58.184 |
2.067 |
1.752 |
3,6 |
84,8 |
|
Chisola – Lemina |
|
33.946 |
3.930 |
3.457 |
11,6 |
88 |
|
Ossolano irrigazione |
|
87.524 |
139 |
115 |
0,2 |
82,7 |
|
Roero |
|
22.819 |
1.063 |
902 |
4,7 |
84,9 |
|
Unione Bealere derivate dalla Dora Riparia |
|
34.877 |
4.837 |
4.264 |
13,9 |
88,2 |
|
Val Chisone – Pinerolese |
|
33.200 |
7.133 |
6.399 |
21,5 |
89,7 |
|
Valle di Lanzo |
|
62.134 |
15.375 |
14.761 |
24,7 |
96 |
|
Valli di Susa e Cenischia |
|
19.203 |
2.343 |
2.067 |
12,2 |
88,2 |
|
Valli Pellice – Cavourese |
|
22.698 |
8.991 |
7.734 |
39,6 |
86 |
|
Valsangone |
|
18.015 |
2.232 |
2.025 |
12,4 |
90,7 |
|
Torinese |
|
493.950 |
74.235 |
66.255 |
15,0 |
|
|
Angiono Foglietti |
Vercellese – Novarese |
6.033 |
4.147 |
3.456 |
68,7 |
83,3 |
|
Ovest Sesia |
|
108.505 |
96.000 |
80.000 |
88,5 |
83,3 |
|
Baraggia Biellese e Vercellese |
|
116.325 |
19.562 |
16.438 |
16,8 |
84 |
|
Destra Po – Agro Casalese |
|
65.532 |
4.487 |
4.104 |
6,8 |
91,5 |
|
Vercellese – Novarese |
|
296.395 |
124.196 |
103.998 |
41,9 |
|
|
Totale superfici Enti irrigui regionali |
|
1.476.457 |
315.334 |
275.180 |
21,4 |
87,3 |
|
Enti irrigui interregionali |
Amministrativa |
|
Attrezzata* |
Irrigata* |
Sup.attr./amm. |
Sup.irr./att. |
|
|
Lombardia |
Piemonte |
|
|
|
|
|
Est Sesia |
123.000 |
87.000 |
137.343 |
127.722 |
65,4 |
93 |
|
* In relazione all’estensione e al grado di interconnessione della rete irrigua, non è possibile scorporare tra le regioni le superfici attrezzata e irrigata |
||||||
Fonte: Elaborazioni INEA su dati SIGRIA Piemonte e Lombardia
Ai fini dello studio il territorio piemontese risulta convenzionalmente ripartito in quattro macroaree (Vercellese-Novarese, Cuneese, Alessandrino-Tortonese e Torinese) definite in base alla geomorfologia e alle relative peculiarità agricole e irrigue. In riferimento a ciascuna area sono analizzate in dettaglio le caratteristiche strutturali, vale a dire: la superficie amministrativa, attrezzata e irrigata, le principali coltivazioni irrigue e i sistemi di irrigazione adottati. Particolare attenzione è rivolta all’analisi delle caratteristiche gestionali degli Enti irrigui, di per sé piuttosto complesse, in relazione sia alla distribuzione dell’acqua, sia agli aspetti economici per la gestione delle infrastrutture.
Il Piemonte è la regione italiana con in assoluto il maggior numero di fonti di approvvigionamento idriche, oltre 1.500, che alimentano la rete dei singoli schemi irrigui. Le fonti sono costituite essenzialmente da opere di presa sul reticolo superficiale, ma in termini numerici sono importanti anche i prelievi da acque sotterranee, concentrati nel Torinese e nel Cuneese.
Figura 1: Regione Piemonte Sistemi irrigui Inquadramento degli Enti irrigui
I risultati
In sintesi, le principali problematiche sono connesse alla carenza di acqua nelle stagione estiva, specialmente nelle aree meridionali del Piemonte, dove i corsi d’acqua sono caratterizzati da regimi torrentizi legati all’andamento delle precipitazioni. Ulteriori problemi sussistono in relazione a una non ottimale gestione della distribuzione delle acque, legata a molteplici fattori, primo fra tutti l’eccessivo frazionamento delle proprietà e degli appezzamenti da irrigare, la difficoltà di conciliare attraverso le reti tradizionali colture con esigenze profondamente diverse. Infine, di non facile soluzione sono i problemi connessi alla difficoltà dei Consorzi di far fronte a interventi non di stretta necessità per l’irrigazione o l’agricoltura, quali ad esempio la messa in sicurezza di canali la cui funzione ormai non è più prevalentemente irrigua, ma principalmente di smaltimento delle acque e quindi a servizio di tutta la collettività.
Per far fronte a queste e ad altre problematiche la Regione Piemonte si è adoperata finanziando interventi che permettano un reale risparmio idrico (impianti in pressione, microirrigazione, aspersione, ecc.), interventi di razionalizzazione delle opere di presa, interventi di miglioramento delle reti di distribuzione e di automazione degli organi di regolazione delle portate defluenti nei canali.
Il tema delle disponibilità delle risorse è, ovviamente, di primaria importanza, dal momento che il fabbisogno infrastrutturale irriguo in Piemonte è stato stimato in circa 800 milioni di euro, da reperirsi attraverso fondi comunitari, nazionali regionali e privati. A questo proposito, oltre ai fondi messi a disposizione attraverso i Programmi infrastrutturali statali (quali il Piano nazionale per l’approvvigionamento idrico in agricoltura, il Piano irriguo nazionale e il suo Programma di completamento) negli anni recenti i principali strumenti di intervento regionali sono stati:
– la Misura Q “Gestione delle risorse idriche in agricoltura” del PSR 2000-06,
-la Misura 125 – Azione 2 – Sottoazione 1 “Miglioramento di sistemi irrigui” del PSR 2007-13,
– il Programma triennale degli interventi per il miglioramento delle infrastrutture irrigue (in scadenza nel 2011),
– i Programmi interregionali cofinanziati (PIC, per interventi di natura non strutturale).
Da parte dell’Amministrazione regionale sono state avviate attività di censimento e monitoraggio di maggior dettaglio, oltre a quelle richiamate in precedenza. In particolare, è stato avviato un progetto di informatizzazione dei catasti consortili dei Consorzi di I grado, allo scopo di conoscere con il dettaglio delle cartografie catastali le aree irrigate ogni anno, le colture praticate e i metodi irrigui utilizzati. Tutto questo al fine di poter migliorare il quadro conoscitivo e poter procedere ad una pianificazione maggiormente aderente alle reali necessità del territorio.
È opinione diffusa, infatti, che aumentare la dotazione infrastrutturale sia condizione necessaria, ma non sufficiente, per risolvere i problemi della bonifica e dell’irrigazione in Piemonte: non si può, infatti, prescindere dal miglioramento della gestione della distribuzione dell’acqua e, non ultimo, dalla corretta programmazione delle semine che tenga conto anche della effettiva disponibilità della risorsa idrica.
Il Rapporto sullo stato dell’irrigazione in Piemonte (a cura di Raffaella Zucaro e Stefano Trione) è disponibile nella sezione Pubblicazioni ed analisi del website della Sede regionale INEA per il Piemonte.
