Introduzione
Attraverso alcuni indicatori, scelti tra quelli pubblicati nella Relazione sullo Stato dell’Ambiente in Piemonte, si fornisce una sintesi riferita all’anno 2023.I dati del clima
Precipitazioni
Il 2023 ha registrato una precipitazione media sul Piemonte di 970 mm, con una lieve anomalia negativa del 9% rispetto alla norma climatica di riferimento del periodo1991-2020. Tale deficit non è stato uniforme sulla regione. In particolare, le zone meridionali (bacino di Orba, Tanaro e Bormida) hanno presentato un deficit di precipitazione compreso tra il 14 e 40%, i bacini nord-occidentali della regione (Stura di Lanzo, Orco, Cervo, Sesia e Toce) sono stati caratterizzati da un deficit compreso tra il 9 e 16% mentre nei bacini occidentali (Stura di Demonte, Alto Po, Pellice, Varaita, Maira, Dora Riparia) si è registrato un leggero surplus pluviometrico. Le piogge sono state molto scarse fino a metà aprile, per poi riassestarsi sulla media a metà giugno grazie alle abbondanti precipitazioni di maggio. L’estate ha avuto precipitazioni convettive sporadiche con diversi eventi molto intensi e localizzati. L’autunno 2023 e l’inizio dell’inverno 2023-2024 si sono rivelati abbastanza asciutti; soltanto le creste settentrionali e nordoccidentali di confine con Francia e Svizzera e il settore più orientale dell’Appennino alessandrino hanno registrato precipitazioni di rilievo nell’ultimo periodo dell’anno. Figura 1. Precipitazione cumulata giornaliera media – anno 2023
Temperature
In Piemonte l’anno 2023 è stato il secondo anno più caldo dopo il 2022 nella distribuzione storica compresa tra il 1958 e il 2023. La temperatura media annuale è risultata pari a circa 11.2°C, superiore di 1.3 °C rispetto al periodo climatico di riferimento (il trentennio 1991-2020, avente una media climatica di circa 9.9°C). In 65 giornate si sono osservate temperature medie superiori al 95° percentile della norma 1991-2020 (ovvero circa 1 su 5), delle quali 29 sono state giornate da record assoluto giornaliero, ossia sono state le più calde dell’intera serie storica. Il mese più caldo dell’anno è stato luglio con 20.4°C medi, lievemente superiore ad agosto per 0.06°C mentre gennaio è risultato il mese più freddo, con 2.0°C. I record assoluti di temperatura massima sono stati registrati in 15 termometri della rete ARPA Piemonte, pari al 5% del totale, una decina nel corso dell’ondata di calore del 22-24 agosto e gli altri tra il 18 e il 19 luglio. La caratteristica termica principale dell’annata 2023 è stata quindi quella di una temperatura frequentemente al di sopra della norma climatica, piuttosto che di periodi brevi di anomalie termiche positive intense come accaduto in passato. Figura 2. Temperatura giornaliera media Piemonte – anno 2023
Vento
Nel 2023 nei capoluoghi di provincia la velocità media annua del vento è variata da 1.3 m/s, registrati a Boves, fino a 2.1 m/s ad Alessandria e a Oropa (BI), mentre la massima raffica (27.7 m/s) è stata misurata a Oropa (BI) il 22 dicembre, durante l’evento di foehn più intenso dell’anno. Nel 2023 gli episodi di foehn sono risultati 92, decisamente superiori ai 66 della media annuale del periodo 2000-2020 e rappresentano anche il numero annuale massimo dal 2000; l’episodio più intenso dell’anno è avvenuto il 22 dicembre 2023.Nebbia
Nell’anno 2023 gli episodi di nebbia sono risultati inferiori rispetto alla climatologia recente del periodo 2004-2022, con 89 giorni di nebbia ordinaria con visibilità inferiore a 1 km, e una diminuzione del 26% rispetto ai 121 giorni annuali attesi. Ancora più marcata è stata la riduzione degli episodi di nebbia fitta con visibilità inferiore a 100 m, con soli 7 giorni annuali, un terzo dei 21 calcolati dalla media climatica. È stato l’anno con il minor numero di eventi annuali di nebbia ordinaria da quando, nel 2004, è attiva la rete dei visibilimetri Arpa Piemonte mentre solo il 2018 ha avuto un numero inferiore di episodi di nebbia fitta (6).Neve
La stagione 2022-23 è da considerarsi negativa da un punto di vista nivologico collocandosi al terzo posto negli ultimi 60 anni come carenza di nevicate. Alla carenza significativa di precipitazioni nevose registrate durante la stagione, l’inverno passato ha fatto registrare temperature al di sopra della media del periodo, sia per le temperature medie, che per le massime e le minime risultando la nona stagione invernale più calda nella distribuzione storica degli ultimi 66 anni con un’anomalia di temperatura media di +1.1°C. In tutte le 11 stazioni utilizzate per la valutazione dell’innevamento sull’arco alpino piemontese durante la stagione invernale è stato registrato un deficit rispetto alla media degli ultimi quarant’anni (1981−2020), tuttavia le precipitazioni primaverili, con accumuli importanti di neve umida in quota hanno, favorito lo stoccaggio di significative quantità di acqua nel manto nevoso riducendo notevolmente l’anomalia negativa, tanto che all’inizio dell’estate le montagne piemontesi presentavano una buona riserva idrica sotto forma di neve.I dati dell’aria
Polveri sottili PM10
Il valore limite di concentrazione media annuale (40 µg/m3) nel 2023 non è stato superato in nessuna stazione della rete regionale. Si tratta del sesto anno consecutivo in cui tale limite è rispettato su tutto il territorio. Le zone di pianura del torinese, cuneese, astigiano, alessandrino e quelle al confine con la Lombardia risultano essere quelle con le concentrazioni relativamente più elevate. Analizzando le serie storiche di tutte le tipologie di stazioni di misura della qualità dell’aria si osserva una riduzione dei livelli di PM10, attribuibile all’introduzione di misure volte al contenimento delle emissioni della componente primaria e dei precursori del particolato secondario; rimangono le oscillazioni annuali legate ai fattori meteorologici. Nel periodo 2003-2023, a livello regionale, le concentrazioni medie annue di PM10 risultano essersi progressivamente ridotte per poi stabilizzarsi nell’ultimo sessennio. Figura 3. PM10, andamento della media annua in Piemonte per tipologia di stazione – anni 2003-2023

Polveri sottili PM 2,5
Nel corso del 2023, su tutto il territorio regionale è stato rispettato il valore limite per la media annua di 25 µg/m3. Le concentrazioni sono inferiori a 20 µg/m³ in tutta la regione, tranne nella stazione di Torino-Rebaudengo che ha misurato 20 µg/m³ (valore indicato nella Direttiva 2008/50/CE come limite a partire dal 01/01/2020, ma non ancora recepito a livello nazionale). Figura 5. PM2.5: concentrazione media annuale in Piemonte per zona UE, anno 2023
Biossido di azoto
Nel 2023, per il biossido di azoto prosegue sul territorio regionale la lenta tendenza discendente in atto negli ultimi 30 anni ed interrotto nel 2017 a causa di una meteorologia particolarmente sfavorevole alla dispersione degli inquinanti. A partire dal 2019 non si sono più registrati superamenti del valore limite orario per la protezione della salute umana (200 µg/m³ da non superarsi per più di 18 volte nel corso dell’anno) in nessuna postazione di monitoraggio presente sul territorio regionale. Figura 6. Biossido di azoto (NO2): medie annuali misurate nelle stazioni della rete regionale suddivise per zone UE- anno 2023
Ozono
Nonostante il 2023 sia stato un anno particolarmente caldo – secondo solo al 2022 nella serie storica 1958-2023 – le precipitazioni registrate nei mesi estivi hanno comportato condizioni non così favorevoli allo sviluppo e alla permanenza di elevate concentrazioni di ozono troposferico, come invece avvenuto nel 2022, anno caratterizzato da bassissime precipitazioni. La minore criticità nel 2023 è quindi dipesa con buona probabilità dall’andamento delle condizioni meteorologiche del periodo estivo che non hanno favorito la formazione dell’inquinante. L’ozono, fra gli inquinanti critici, è l’unico a non mostrare una netta tendenza di riduzione nel corso degli anni. Il numero medio dei giorni nei quali è superato il valore obiettivo denota infatti una sostanziale stabilità in tutte le zone, con variazioni di anno in anno legate alle caratteristiche meteorologiche. Figura 7. Ozono: concentrazione media annuale in Piemonte per tipologia di stazione – anni 2003 – 2023 (trend estivo 1maggio-30 settembre)
I dati dell’acqua
Portate dei corsi d’acqua
Anche nel 2023 si sono registrati scostamenti negativi di portata rispetto ai valori storici di riferimento, dovuti principalmente alla presenza di diversi periodi asciutti durante l’anno – nonostante le abbondanti precipitazioni di maggio – e allo stato pregresso di siccità del 2022 dei corsi d’acqua. Quest’ultimo aspetto è confermato dal fatto che per alcuni bacini del settore occidentale della regione, quali Dora Riparia, Pellice, Malone, Dora Baltea, Varaita e Stura di Demonte, nonostante siano stati registrati afflussi totali annui superiori alla media storica, i deflussi sono stati inferiori alla media di riferimento, determinando perciò scostamenti negativi di portata. Figura 8. Portata media annua, anni 1998-2023, Po a Isola S. Antonio