Di Carlo Alberto Dondona (Ires Piemonte)
Negli ultimi anni, il cicloturismo si è affermato come una delle tendenze più promettenti e in crescita nel panorama turistico europeo. In un contesto in cui i viaggiatori sono sempre più attenti alla sostenibilità, alla qualità della vita e alla riscoperta di esperienze autentiche, il Piemonte si presenta come una destinazione ideale per chi desidera vivere il territorio in modo lento, attivo e consapevole.
Grazie alla varietà dei suoi paesaggi la regione offre un patrimonio naturalistico e culturale straordinario, che si presta perfettamente a essere esplorato in bicicletta. A ciò si aggiungono una solida tradizione enogastronomica, una rete crescente di infrastrutture e servizi dedicati, e la vicinanza a mercati strategici come Francia, Svizzera e Germania, dove la cultura della bicicletta è da tempo radicata.
Una domanda in forte crescita: tendenze e profili dei cicloturisti
La crescita del cicloturismo in Europa è trainata da diversi fattori: l’aumento dell’interesse per la mobilità dolce e le vacanze sostenibili, la diffusione delle e-bike – che rendono accessibili anche i percorsi più impegnativi a un pubblico ampio e intergenerazionale – e la ricerca di un benessere attivo, che unisca sport, natura e relax.
Nonostante che, rispetto al turismo classico, sia considerato una forma “minore” di turismo, quello praticato dagli amanti della bicicletta si distingue per: alta capacità di spesa giornaliera (68€ e circa 9,8 miliardi di euro di impatto economico solo in Italia[1]) maggior numero di pernottamenti, maggior interesse per siti naturalistici e per il patrimonio artistico e culturale.
Nel contesto piemontese, è possibile individuare tre principali tipologie di cicloturisti:
- I turisti della vacanza attiva, che scelgono di integrare l’uso della bicicletta all’interno di una più ampia esperienza di soggiorno. Questo segmento è cresciuto notevolmente dopo la pandemia, con un incremento del 20% nelle richieste per escursioni guidate giornaliere, spesso da parte di coppie o piccoli gruppi[2]. Le zone più attrattive per questo tipo di uso della bici sono le Langhe, il Lago Maggiore e le valli alpine del Cuneese e della Val di Susa, favorite anche dalla possibilità di noleggiare bici elettriche direttamente in loco. Le località montane possono contare su alcuni bike park con percorsi dedicati alla mountain bike che utilizzano gli impianti sciistici per portarsi in quota.
- I turisti con la bici, che viaggiano con il proprio mezzo e scelgono la destinazione proprio per la presenza di itinerari iconici. In Piemonte, diversi valichi alpini affrontati dal Giro d’Italia e dal Tour de France – come il Colle dell’Agnello, il Colle delle Finestre, il Fauniera e Sestriere – rappresentano una meta ambita per appassionati e cicloamatori da tutta Europa. A questi si aggiungono numerosi altri territori che offrono percorsi MTB o e-bike, tematici e adatti a diversi livelli, dai castelli del Canavese, le Terre del riso, l’Up&Slow Tour nel Pinerolese, l’Anello del Rio Ceronda nelle Valli di Lanzo o, ancora, la possibilità di visitare il capoluogo e le Regge Sabaude in modo originale con l’anello della Corona di Delizie; per citare solo alcune delle numerose potenzialità presenti, a volte anche in modo solamente embrionale.
- I turisti in bici, ovvero coloro che impostano l’intero viaggio in sella, spostandosi in autonomia o con il supporto di strutture specializzate come i bike hotel (25 in Piemonte, che si colloca sesta tra le regioni italiane). Questo profilo è spesso attratto da itinerari a lunga percorrenza che in Piemonte sono diversi: la Via Francigena in bici, la Via del Sale (tra Limone Piemonte e Ventimiglia), la Strada dei Cannoni (Val Maira e Stura) o quella dell’Assietta (Valli Susa e Chisone). In Piemonte passa anche uno degli itinerari ciclabili europei, la Eurovelo 8 che dal Portogallo va verso l’Est europeo. Il tratto piemontese può contare in parte sul tracciato della ex ferrovia ora ciclabile da Airasca a Moretta. Esistono altri itinerari importanti ma ancora in attesa di valorizzazione o di completamento che rappresentano alcuni dei potenziali assi strategici per lo sviluppo futuro: la ciclovia VenTo che lungo l’asse del Po porta da Torino a Venezia, o il percorso Nord-Ovest Divide, che attraversa la regione dall’estremo nord della Val Formazza e arriva al mare in Liguria.
Punti di forza della regione
Il Piemonte può contare dunque su un insieme di elementi favorevoli che lo rendono una destinazione altamente competitiva nel panorama del cicloturismo:
- Una rete territoriale ricca e diversificata che spazia dalle colline UNESCO dei paesaggi del vino, ai valichi e ai sentieri alpini più spettacolari, dai castelli medievali alle regge Sabaude fino ai percorsi pianeggianti lungo fiumi e canali e le terre del riso.
- Un patrimonio enogastronomico di eccellenza, che consente di coniugare la pratica sportiva con esperienze di degustazione e scoperta culturale.
- La presenza di grandi eventi ciclistici, come le tappe del Giro d’Italia e la presenza di alcune delle salite più famose, affrontate anche al Tour de France, che contribuiscono a rafforzare la visibilità internazionale della regione nel mondo del ciclismo.
- La prossimità con i mercati del Centro Europa, da cui proviene una domanda strutturata e sensibile alle proposte di turismo attivo e che rappresentano già i nostri mercati di riferimento.
Inoltre, il cicloturismo ha il vantaggio di poter essere praticato in ogni stagione, contribuendo a destagionalizzare i flussi turistici e a valorizzare aree interne o marginali, spesso escluse dai circuiti più battuti.
Fig. 1 – Mappa delle piste e dei percorsi ciclabili in Piemonte

Giallo: pista ciclabile, ad uso esclusivo delle bici o separate dal percorso pedonale
Rosso: pista ciclopedonale, percorso misto bici e pedoni: attenzione ad eventuali persone sulla strada e procedere sempre con cautela
Verde: ciclostrada, a lunga percorrenza, il percorso potrebbe passare per strade aperte alla circolazione stradale (Fonte: open streeet map su sito MTB in Piemonte)
Le sfide aperte e le opportunità per il futuro
Perché il Piemonte possa davvero affermarsi come una delle principali destinazioni cicloturistiche in Italia e in Europa, è necessario affrontare in modo strategico alcune sfide cruciali, che rappresentano al tempo stesso straordinarie opportunità di crescita e valorizzazione del territorio.
- Sviluppare una rete ciclabile sicura e connessa
Il primo passo riguarda il potenziamento delle infrastrutture. Oggi, sebbene esistano già alcuni itinerari ben strutturati, la rete complessiva risulta ancora frammentata. È fondamentale realizzare nuovi tratti di pista ciclabile, in particolare in ambito extraurbano, per garantire collegamenti sicuri e continui tra città, borghi, aree naturali e punti di interesse turistico.
Un altro nodo fondamentale è quello dell’intermodalità: molti cicloturisti, specialmente se arrivano dall’estero, viaggiano in treno o autobus con la propria bici al seguito. Per questo occorre migliorare la dotazione dei trasporti pubblici, prevedendo spazi adeguati per il trasporto delle biciclette e facilitando l’integrazione tra i diversi mezzi di trasporto.
- Offrire servizi su misura per chi pedala
Un’esperienza cicloturistica di qualità non si costruisce solo con buoni percorsi: servono anche servizi pensati appositamente per i bisogni di chi viaggia su due ruote. La presenza di strutture ricettive bike-friendly – hotel, agriturismi, B&B – dotate di deposito bici sicuro, attrezzature per la manutenzione, servizio di noleggio e colonnine per la ricarica delle e-bike, è un elemento sempre più determinante nella scelta della destinazione. Alcuni tracciati sono stati ricavati dalla trasformazione in piste ciclabili di reti ferroviarie dismesse (in Piemonte la “via delle risorgive” tra Airasca e Moretta e quella della pietra tra Bricherasio e Barge) al cui fianco sorgono fabbricati dismessi che il Demanio offre in comodato gratuito e che potrebbero diventare strutture per l’accoglienza dei cicloturisti e delle numerose famiglie che le frequentano.
Allo stesso tempo è importante la diffusione dei servizi di noleggio per facilitare l’uso della bici da parte di chi si trova in villeggiatura, in particolare se in forma associata fra più località o insieme ad altre imprese nel settore dell’accoglienza come i tour operator o gli alberghi, in modo da permettere lo sviluppo di circuiti in cui trovare assistenza e anche di consegnare il mezzo in un punto diverso e sfruttare un eventuale servizio di trasporto per il rientro.
In parallelo, è utile incentivare la nascita di punti di ristoro e assistenza lungo i principali itinerari, pensati per offrire un’accoglienza mirata agli sportivi: alimentazione adeguata, supporto tecnico, acqua e informazioni in tempo reale possono fare la differenza in termini di comfort e soddisfazione del visitatore.
- Comunicare meglio e attrarre nuovi pubblici
Il Piemonte ha molto da offrire al cicloturista, ma per competere con altre destinazioni europee e italiane è essenziale investire in comunicazione e promozione mirata. Ad esempio una piattaforma digitale unica e integrata, che raccolga in modo chiaro tutti gli itinerari, le mappe, i servizi disponibili e le esperienze prenotabili. Un portale di riferimento, aggiornato e accessibile, rappresenta oggi uno strumento indispensabile per orientare e attrarre il pubblico nazionale e internazionale.
Negli ultimi anni la Regione si sta impegnando molto nell’attrarre le grandi corse ciclistiche a tappe, occorre quindi sfruttare al meglio in termini di promozione la ricchezza di itinerari resi famosi dalle imprese dei campioni al Giro o al Tour e farne un richiamo per tutti gli appassionati.
Accanto agli strumenti digitali, è strategico attivare collaborazioni con influencer, ambassador del ciclismo, community online e testimonial sportivi, capaci di dare visibilità all’offerta cicloturistica piemontese attraverso narrazioni autentiche e coinvolgenti.
Infine, si potrebbe immaginare la creazione di un evento annuale simbolico – come una grande “Piemonte Bike Week” – che riunisca tour guidati, raduni amatoriali, momenti di promozione territoriale ed enogastronomica, e attività per famiglie. Un’occasione per celebrare la cultura della bicicletta e rendere la regione protagonista di una nuova visione del turismo sostenibile e che potrebbe riunire manifestazioni simili che sono già organizzate in numerosi territori (es. la fiera del cicloturismo al Parco delle Vallere di Moncalieri)
Verso un sistema regionale integrato
Guardando al futuro, il Piemonte ha l’opportunità concreta di diventare una regione d’eccellenza per il cicloturismo. Non si tratta solo di sommare itinerari ciclabili già esistenti, ma di costruire un vero e proprio ecosistema regionale che sappia dialogare con il territorio, coinvolgere le comunità locali e offrire esperienze autentiche, accessibili e memorabili.
Per raggiungere questo obiettivo, è necessario puntare su alcune direttrici strategiche:
- La creazione di “Bike Districts” tematici, ovvero aree geografiche riconoscibili e ben organizzate, in cui proporre percorsi differenziati per difficoltà, tipologia di bicicletta (gravel, e-bike, MTB, bici da corsa) e interessi del pubblico (famiglie, sportivi, escursionisti, amanti dell’enogastronomia). Questi distretti potrebbero diventare dei veri poli attrattivi e identitari, capaci di valorizzare le specificità locali in chiave cicloturistica. Le Langhe o alcune aree montane hanno già una vocazione consolidata che andrebbe ulteriormente valorizzata. È altresì importante che si favorisca la creazione di pacchetti turistici ed eventi ciclistici, anche non competitivi perché muovono fatturati interessanti, dati da iscrizioni, vitto, alloggio e noleggio, che si ripartiscono fra i diversi partner dell’organizzazione, in base ai servizi offerti. Il recente successo della tipologia gravel[3] ha lanciato numerosi eventi non competitivi che sono delle ottime occasioni per la promozione del territorio, sia per il turismo di prossimità ma potenzialmente in grado di attrarre anche quello internazionale se opportunamente organizzati e promossi (gli sterrati senesi attirano ogni anno 10 mila appassionati da tutto il mondo).
- Lo sviluppo di ciclovie interregionali e transfrontaliere, che rafforzino la connettività con i territori limitrofi – Liguria, Lombardia, Valle d’Aosta e Francia – e offrano ai cicloturisti stranieri la possibilità di attraversare il Piemonte lungo assi tematici coerenti, sostenendo così anche le economie locali dei territori attraversati. Progetti come VenTo, Eurovelo 8, la Via del Sale o la Via Francigena in bici rappresentano solo l’inizio di una visione più ampia. Una grande opportunità può essere rappresentata dalla connessione dei percorsi ciclabili nelle terre del riso, lungo il Po e il canale Cavour con il sistema dei navigli lombardi e collegando così i due capoluoghi con un itinerario ricco di storia e fascino. Un aspetto importante, da non sottovalutare per ogni tipo di percorso ciclabile, è quello della manutenzione e della pulizia dei tracciati che, specie all’ingresso delle aree urbane in aree periferiche, sono in cattivo stato e soggette all’odiosa pratica dell’abbandono dei rifiuti rappresentando un pessimo biglietto da visita per chi arriva da altri paesi.
- La promozione del turismo lento come stile di viaggio, capace di mettere in relazione la bicicletta con la natura, il patrimonio culturale e i sapori del territorio. Percorsi immersi nel paesaggio collinare delle Langhe o del Monferrato, escursioni lungo i parchi fluviali del Po o soggiorni nei borghi montani dell’arco alpino possono offrire quelle esperienze sempre più ricercate da chi sceglie la vacanza attiva.
Una visione sostenibile per il turismo di domani
In conclusione, il cicloturismo non rappresenta soltanto una nuova frontiera del turismo attivo, ma una vera e propria leva di trasformazione per un modello di sviluppo più equilibrato e lungimirante. È una risorsa che genera valore economico diffuso perché ogni milione di euro investito nei servizi cicloturistici genera 2,74 milioni di euro e 18,3 posti di lavoro a tempo pieno[4], dimostrando l’alta redditività del settore; tutela l’ambiente, stimola la mobilità sostenibile e contribuisce alla rigenerazione di aree interne o meno conosciute.
Il Piemonte possiede tutte le risorse per compiere questo salto di qualità: una rete di paesaggi diversificati, un patrimonio enogastronomico di eccellenza, una cultura dell’accoglienza diffusa e una crescente sensibilità verso le tematiche ambientali. Ora è il momento che i diversi attori coinvolti – istituzioni, operatori, comunità – collaborino attivamente per definire una visione condivisa, investire con coerenza e raccontare al mondo una nuova immagine del Piemonte: dinamica, sostenibile, accogliente… a misura di bicicletta.
Riferimenti: Isnart – Unioncamere – Legambiente, Viaggiare con la bici La via italiana al cicloturismo 2025 5° Rapporto sul Cicloturismo.
IULM – ITALIA in bici: scenari, protagonisti e indotto, 2022
Banca IFIS –
Legambiente – L’A BI CI – 1° RAPPORTO SULL’ECONOMIA DELLA BICI IN ITALIA E SULLA CICLABILITÀ NELLE CITTÀ, 2017 e successivi
Parole chiave: cicloturismo, piste ciclabili, turismo sostenibile, mobilità
[1] Fonte: 5° Rapporto sul cicloturismo in Italia a cura di ISNART e Legambiente, 2025
[2] Fonte: indagine sul cicloturismo in Piemonte a cura di VisitPiemonte 2022
[3] Il termine, che in inglese significa ghiaia, indica una tipologia di bicicletta particolarmente adatta per percorrere strade sterrate ma capace di garantire ottime prestazioni anche su superfici veloci; si differenzia dalla mountan bike per il telaio simile a quello da strada e per l’assenza delle sospensioni
[4] Da quanto emerge dalla ricerca commissionata dal Governo Francese per la redazione del “Le Plan Vélo”