di Matteo Puttilli – Dislivelli.
Le ragioni di un inventario
Il presente contributo si propone di presentare i risultati del progetto IRTA(1) (Inventario della Ricerca sulle Terre Alte piemontesi), che ha coinvolto l’associazione Dislivelli e l’IRES Piemonte nel corso del biennio 2011-2012. Obiettivo del progetto era di rispondere a tre ambiziose domande: quali soggetti sono impegnati in attività di ricerca sulla montagna in Piemonte? Su quali temi? Con quali risultati?
L’interesse per questo tipo di studio nasce dalla constatazione di come, nel nord-ovest d’Italia, dove pur la montagna rappresenta una realtà territoriale importante, nell’economia, nella cultura e nell’immaginario collettivo, scarseggino luoghi di raccolta, condivisione, dibattito e diffusione dei materiali relativi a studi, progetti e attività concernenti le terre alte. Si tratta di una lacuna che non solo favorisce ulteriormente l’emarginazione delle società montane, ma ostacola anche la presa di coscienza da parte della società nel suo insieme (montana e non) del crescente valore ambientale e culturale, oltre che economico, del territorio alpino regionale. Una lacuna che produce due principali conseguenze: i) una scarsa interazione tra i diversi saperi disciplinari, così come tra i diversi risultati della ricerca sulla montagna; ii) un basso livello di penetrazione di questi ultimi studi nel dibattito sulla montagna. Se il primo si esprime per lo più orizzontalmente, nei confronti delle altre discipline che potrebbero beneficiare nelle loro ricerche di avanzamenti conseguiti in altri ambiti e settori, il secondo incide verticalmente, nella capacità degli studi di comunicare con il territorio e con i suoi attori (pubblici e privati) che a loro volta potrebbero beneficiare dei risultati della ricerca. Di qui la proposta di IRTA, ossia di un inventario che fosse però anche l’occasione per creare un luogo di incontro e interazione, attraverso cui favorire lo scambio di conoscenze tra gli esperti di montagna e tra questi ultimi e la società civile.
Il metodo di lavoro
Il metodo adottato per la costruzione dell’Inventario si è fondato su una serie di attività tra loro collegate: una schedatura sintetica degli enti coinvolti in attività di ricerca sulle terre alte; una rassegna dei progetti di cooperazione transfrontaliera, rivelatisi uno dei contesti all’interno dei quali si è maggiormente prodotta ricerca sulla montagna in Piemonte; una schedatura delle associazioni locali che, valle per valle, svolgono attività di studio e di documentazione; una campagna di interviste a testimoni privilegiati, selezionati sulla base delle competenze ed esperienze di ricerca sulle terre alte in Piemonte. A partire dalle diverse attività svolte, sono stati prodotti i seguenti materiali: un data-base, accessibile e consultabile, degli enti che svolgono ricerca sulla montagna in Piemonte e i relativi filoni di studio; un archivio di progetti di ricerca transfrontaliera, contenente i principali riferimenti ai soggetti coinvolti, tempi di svolgimento, localizzazione delle attività (se disponibile) e collegamenti ai siti di riferimento; un data-base georiferito delle associazioni di valle coinvolte in attività di studio e documentazione; i verbali delle interviste ai testimoni privilegiati; una bibliografia ragionata che riunisce le principali pubblicazioni edite dai soggetti censiti e altri testi e opere significative sulle Alpi occidentali piemontesi.
Ulteriore premessa necessaria riguarda la scelta di una nozione di “ricerca” (e conseguentemente dei “soggetti” che la praticano) molto ampia e diversificata. Al suo interno si spazia dalla ricerca scientifica di base agli studi empirici e applicativi sino ad arrivare alle attività di documentazione locale. Tale scelta si è resa necessaria dal momento che la limitazione del campo alle sole attività di ricerca “scientifica” e accademica in senso stretto sarebbe apparsa eccessivamente ristretta rispetto all’eterogeneità e alla vastità di materiali prodotti sulle terre alte in Piemonte.
Come si è detto, IRTA è stato concepito come un progetto “aperto”, i cui esiti rappresentano un patrimonio comune di conoscenza sulla montagna piemontese che viene messo a disposizione della collettività, e che è liberamente consultabile, integrabile e aggiornabile nel tempo attraverso il sito web del progetto (www.ires.piemonte.it/irta).
I principali risultati
Dal progetto è emerso come la montagna piemontese non rappresenti affatto un soggetto di studio marginale. Le terre alte rientrano negli interessi di una molteplicità di soggetti (tab.1) che spaziano attraverso diversi sguardi e approcci e che operano a diverse scale territoriali.
Tabella 1 – Le tipologie di soggetti piemontesi che fanno ricerca sulla montagna
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Tipologia ente |
Numero enti |
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Regione, Province ed enti strumentali |
11 |
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Dipartimenti universitari |
11 |
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Centri di ricerca |
6 |
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Parchi |
9 |
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Musei regionali |
4 |
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Associazioni e società private |
9 |
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Ecomusei |
7 |
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Gruppi di Azione Locale (GAL) |
6 |
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Associazioni e organizzazioni di valle |
33 |
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Case editrici |
18 |
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Programmi Territoriali Integrati |
9 |
Tra gli enti con un interesse generalizzabile a tutto l’arco alpino occidentale, le tipologie di ricerca sono le più svariate: gli studi a supporto delle politiche regionali sviluppate dall’IRES Piemonte, dall’ARPA (che risulta particolarmente coinvolta in reti e progetti internazionali) e dall’IPLA; le ricerche (sia teoriche sia applicate) degli undici dipartimenti (tra Università e Politecnico) e dei due centri di ricerca del CNR; gli approfondimenti e le campagne a tutela del territorio promosse dalle associazioni ambientaliste oppure le analisi di altre organizzazioni di rango regionale, come la Società Meteorologica Italiana. Tra gli enti che hanno invece un interesse orientato a specifiche parti del territorio montano, significativa è l’azione dei Parchi, per le tematiche ambientali, e quella degli Ecomusei e delle molte associazioni di valle per le attività di documentazione storica e socio-economica.
I temi oggetto di ricerca sono moltissimi: sviluppo economico, servizi alla popolazione, ambiente naturale, biodiversità, storia e cultura, patrimonio architettonico, geologia, glaciologia e meteorologia, e così via (fig. 1). Tale diversità di vedute rappresenta una ricchezza in termini di conoscenza dell’arco alpino occidentale che non può essere trascurata.
Figura 2 – Principali temi oggetto di ricerca

Di particolare importanza è riconoscere un progressivo spostamento dell’interesse, verso metodi di ricerca, approcci e argomenti innovativi e attuali quali lo sviluppo della green economy, gli effetti dei cambiamenti climatici, l’edilizia e la mobilità sostenibili, il turismo “dolce”, la valorizzazione delle produzioni locali, il neo-ruralismo. Questioni che sembrano trovare, in montagna, una collocazione privilegiata e rappresentano, per le Alpi in generale, ambiti di riflessione irrinunciabili. I testimoni privilegiati nell’ambito di IRTA segnalano otto questioni strategiche sulle quali la ricerca sulla montagna dovrebbe orientarsi, nel prossimo futuro, per costruire un’agenda di studio teorico e applicato: 1) filiere produttive e diversificazione delle produzioni alpine; 2) turismo alpino e forme innovative di fruizione del territorio; 3) Ingegneria naturalistica; 4) Mobilità sostenibile; 5) Edilizia sostenibile; 6) Rischi naturali e conoscenze locali; 7) Abitare in montagna e ripopolamento alpino; 8) Green economy e valorizzazione delle risorse locali.
L’obiettivo di questa nuova “agenda di ricerca” per la montagna dovrebbe orientarsi e tradursi in esperienze concrete di trasformazione del territorio e che contribuiscano a edificare nuovi scenari e strumenti per il governo dello spazio alpino e del suo sviluppo.
Considerazioni critiche e suggerimenti per le politiche.
IRTA ha consentito di verificare come la montagna costituisca un territorio dalle grandi potenzialità non solo di studio ma anche di azione politica. In particolare, si identificano come ambiti prioritari di intervento per le politiche regionali:
- Superare gli stereotipi della montagna. Permangono ancora, anche in molti soggetti che studiano le terre alte, rappresentazioni stereotipate delle terre alte come luoghi della tradizione e della marginalità, da un lato, oppure come palcoscenico e spettacolo da valorizzare attraverso il turismo di massa e le attività sportive. Occorre invece guardare alla montagna come uno spazio di opportunità e di cambiamento, dove confrontarsi con tematiche e problemi di attualità e che possono riguardare tutto il territorio.
- Supportare la ricerca applicata. Le terre alte offrono grandi opportunità di sperimentare forme di ricerca sul campo, in cui produrre ricadute concrete per il miglioramento della vita sui territori. In tal senso, la ricerca sulla montagna dovrebbe ispirarsi ai principi della ricerca-intervento.
- Spostare la ricerca in montagna. IRTA mette in luce come si faccia poca ricerca sulla montagna in montagna. De-localizzare attività di ricerca scientifica in località alpine permetterebbe di assegnare alla montagna un ruolo di primo piano all’interno delle attività dei soggetti che se ne occupano, mentre, al momento, questa risulta ancora schiacciata da altre problematiche che hanno la precedenza. In secondo luogo, generebbe ricadute positive sul sistema montagna contribuendo a creare le condizioni e i presupposti perché le innovazioni possano concretamente verificarsi.
- Istituire forme di coordinamento e governance della ricerca. Sebbene esistano reti e relazioni tra i soggetti che studiano la montagna, queste si caratterizzano disciplinarmente e hanno scarse relazioni reciproche. Andare nella direzione di un maggiore coordinamento può costituire un passo preliminare verso forme più strutturate (e diffuse sul territorio) di ricerca sulle terre alte.
È forse su questo punto che si aprono, nell’immediato futuro, le prospettive più interessanti. Non è forse necessario inventare nuovi soggetti, almeno allo stato attuale, che lavorino sulla montagna, quanto lo è forse impegnarsi per favore una maggiore coesione tra quegli enti che sono già attivi nei rispettivi settori. In altri termini, accanto a una nuova immagine e a una nuova rappresentazione della montagna, si tratta di conferire una nuova identità alla ricerca, farle assumere maggiore consapevolezza di sé e delle opportunità che scambi e relazioni più dense potrebbero creare.
Riferimenti bibliografici
Puttilli M., 2012, Studiare le montagne, Franco Angeli, Milano.
Nota(1) Il progetto IRTA è stato co-finanziato dalla Regione Piemonte, dall’IRES Piemonte, dalla Fondazione Goria e dalla Fondazione CRT. Per un approfondimento, si veda il sito www.ires.piemonte.it/irta e Puttilli (2012)