“L’incertezza è la nuova normalità; il successo dipenderà dalla nostra capacità di adattarci ai cambiamenti.”
Queste parole dell’economista indiano Raghuram Rajan fotografano il periodo che stiamo attraversando.
Conflitti geopolitici, crisi energetiche, inflazione, instabilità finanziaria, pandemie, calamità naturali, infatti provocano ripercussioni significative a scala locale.
Inoltre l’avvento e la diffusione dell’intelligenza artificiale (IA) portano a cambiamenti profondi nei processi produttivi e nel tessuto sociale, rimodellando il modo in cui le imprese operano e i cittadini lavorano ed interagiscono. L’influenza della tecnologia è ormai pervasiva, con effetti sull’efficienza produttiva, sulla trasformazione dei modelli di business, sull’occupazione e sull’etica.
Economisti e decisori pubblici si trovano a dover adottare gli strumenti e le politiche economiche e di welfare per rispondere a nuove sfide
Questa è la cornice in cui si colloca il consueto numero autunnale di Politiche Piemonte dedicato a Come va il Piemonte, che ospita riflessioni sulla congiuntura economica della nostra regione e sulle dinamiche sociali, culturali e ambientali.
Alcuni fenomeni globali incidono con maggiore intensità sul contesto piemontese, considerando le sue specializzazioni produttive.
La regionalizzazione delle catene di approvvigionamento, conseguente al Covid e alle tensioni geopolitiche, spinge a creare catene del valore più corte e meno esposte
a shock esterni, favorendo una maggiore autosufficienza e riducendo la dipendenza da attori internazionali volatili. Ne derivano nuovi insediamenti ed investimenti nella logistica, soprattutto nei territori situati sul tracciato dei corridoi europei e in prossimità del sistema portuale ligure.
Nel contempo, le calamità naturali e la fragilità del sistema infrastrutturale costituiscono una minaccia per il nostro sistema produttivo.
Il permanere del blocco del tunnel ferroviario del Frejus, dovuto ad una frana sul lato francese nell’agosto 2023, e la chiusura temporanea per due mesi del Monte Bianco, hanno un impatto significativo sull’economia piemontese, soprattutto per quanto riguarda le esportazioni e i settori legati alla logistica, a causa dell’allungamento dei tempi di trasporto e dell’aumento dei costi operativi.
Un altro elemento di incertezza è legato all’industria dell’automotive. Il calo delle vendite di auto a livello mondiale, l’aumento dei costi delle materie prime e la transizione verso veicoli elettrici, imposta delle norme europee, hanno contribuito a una riduzione della produzione e alla perdita di posti di lavoro. Le piccole e medie imprese dell’indotto, fortemente dipendenti dalle grandi case automobilistiche, faticano a ad adattarsi ai nuovi standard produttivi, con conseguenti crisi aziendali ed occupazionali.
L’aerospazio, di contro, rappresenta un settore dalle prospettive promettenti, spinte dall’innovazione e dalla crescente domanda di tecnologie spaziali e legate alla difesa, che vede il Piemonte coinvolto in progetti a respiro internazionale.
I finanziamenti del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) e dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione (FSC) costituiscono un’opportunità per lo sviluppo economico, la competitività territoriale e la sostenibilità ambientale, con interventi per la
trasformazione digitale, la transizione ecologica e il potenziamento delle infrastrutture.