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Editoriale: l’attività di monitoraggio

di Michele Rosboch – Presidente Ires Piemonte

Agli inizi del mese di maggio 2020, la Giunta regionale del Piemonte (su proposta del Presidente Alberto Cirio) ha affidato a Ires Piemonte il compito di offrire con cadenza periodica alla Regione stessa, alle Istituzioni locali e sanitarie e a tutti gli interessati un quadro dell’evoluzione socio-economica del territorio regionale nella difficile circostanza della pandemia.

Il lavoro si è sviluppato con cadenza prima settimanale e poi quindicinale, coinvolgendo, oltre a un nutrito gruppo di ricercatori di Ires, le Prefetture piemontesi, numerose Direzioni regionali, l’Unità di crisi e significative istituzioni pubbliche e private attive sul territorio della regione, a cui vanno i più sentiti ringraziamenti.

I dati raccolti ed elaborati hanno consentito di far emergere aspetti rilevanti della situazione economica e sociale del Piemonte nei diversi periodi dell’emergenza sanitaria (a partire dalla ‘ripresa’ dei mesi estivi 2020, fino alla ‘terza ondata’ dell’inverno 2021), offrendo un contributo anche per le scelte operate dalla Regione dagli attori istituzionali ed economici del Piemonte.

La nostra Regione è l’unica Regione in Italia ad aver sviluppato, attraverso il lavoro di Ires, un’analisi così sistematica e a largo raggio degli indicatori economici e sociali nel corso di quest’anno di emergenza e – ci auguriamo – ora di ripresa e di “rigenerazione” della nostra comunità regionale.

Le stesse presentazioni, autorevolmente guidate dal vicepresidente della Regione Fabio Carosso, hanno rappresentato un utile momento di confronto e di approfondimento periodico dei dati reperiti ed elaborati da Ires.

Il presente numero di “Politiche Piemonte” offre una serie di saggi e studi sui dati e sui nodi più significativi emersi dal lavoro svolto, evidenziando anche possibili strade di ripresa e di riqualificazione degli interventi e dello stesso tessuto economico.

L’anno trascorso, nel complesso, è stato senza dubbio un anno difficilissimo, non solo per i tragici effetti sulla salute dei cittadini, ma anche per la messa in crisi delle relazioni sociali e del tessuto economico.

Peraltro, accanto all’acuirsi di debolezze già presenti, sono emersi i punti di forza delle Istituzioni locali e regionali e la ricchezza umana e sociale della nostra comunità, che costituiscono la prima risorsa su cui puntare per una ripresa a tutti i livelli della vita economica, sociale e culturale del Piemonte.

In generale, lo scorso anno, in occasione della presentazione ‘straordinaria’ della relazione annuale di Ires Piemonte, avevamo avuto modo di riflettere sul ruolo delle Regioni nell’attuale contesto: si tratta di uno spunto che vale la pena riprendere.

Il periodo trascorso ha, infatti, portato all’attenzione di tutti l’importanza degli assetti istituzionali e il fondamentale ruolo delle Regioni come espressione e sintesi di comunità territoriali con una propria storia e proprie caratteristiche, la cui valorizzazione concorre alla crescita di tutto il tessuto nazionale: sono emerse soluzione diverse fra le varie Regioni per far fronte alle emergenze, come è ovvio che sia trattandosi di Istituzioni autonome e rappresentative, così come è stato messo a dura prova in alcuni casi il nesso essenziale fra centro e periferia, soprattutto con riguardo ai temi fondamentali della salute e delle libertà dei cittadini.

Nel complesso, e valutando con serietà i risultati delle diverse scelte e dei diversi modelli attuati, si può contribuire allo sviluppo generale implementando la conoscenza e aiutando le scelte, come è emerso con chiarezza nella stesura del DSU 2021/2027 e nella raccolta delle proposte del Piemonte da presentare per la proposta italiana del Recovery Fund, che suscitano indubbiamente molte aspettative e speranze.

Anche a questo proposito può essere utile richiamare uno dei princìpi guida della nostra Costituzione: quello della sussidiarietà (art. 118), intesa soprattutto come reciproca responsabilità nella realizzazione del bene comune e della vita democratica; come ebbero modo di scrivere Giorgio Lombardi (già presidente di Ires negli anni’70) e Luca Antonini (ora giudice costituzionale): “Il principio di sussidiarietà è decisivo per la democrazia sostanziale e per i diritti di libertà”[1].

L’augurio è che anche le pagine di “Politiche Piemonte” possano offrire un contributo in tale direzione.

 

[1] L. Antonini-G. Lombardi, La difficile democrazia. La speranza della sussidiarietà, in Un “io” per lo sviluppo, Milano, 2005, p. 27.