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EDITORIALE N.6 – Ambiente

Ambiente e territorio: dagli inquinamenti alla green economy

A cura di Marco Bagliani – IRES Piemonte

Il presente numero di Politiche Piemonte è dedicato al tema dell’ambiente. Si tratta di un argomento complesso, dalle numerose valenze, che viene inteso in modi differenti a seconda del periodo storico e della disciplina che lo tratta. Da quando la “questione ambientale” è emersa, intorno al 1960, ad oggi vi è stata una progressiva evoluzione delle modalità di pensare l’ambiente, di descriverlo e analizzarlo.

 

Il “baricentro” delle analisi e dell’attenzione ambientale ha subito un graduale spostamento: l’ambiente, da “oggetto” problematico dell’indagine, ha acquistato progressiva dignità; se nei primi studi era visto sostanzialmente come problema da risolvere, le riflessioni più recenti ne colgono anche la dimensione di opportunità da sfruttare. Quelle che un tempo erano avvertite come “emergenze ecologiche” da trattare localmente, vengono, in anni successivi, lette come “problematiche ambientali”, da gestire in modo più sistematico, attraverso metodologie e indicatori appropriati, fino ad evolvere nel dibattito incentrato sul concetto di sviluppo sostenibile, e, più di recente, nella riflessione sulla “green economy”, che auspicano un’autentica sinergia tra salvaguardia degli ecosistemi, priorità economiche ed esigenze territoriali, inducendo ad approcci interdisciplinari e imponendo di considerare non solo la scala locale ma anche quella globale nelle analisi ambientali.

L’insieme degli articoli raccolti nel presente numero di Politiche Piemonte ripercorre, seppure per tappe essenziali, questa evoluzione del concetto di ambiente e delle modalità operative di analisi. I diversi contributi riflettono infatti metodologie, oggetti e chiavi di lettura degli studi ambientali tra loro complementari. Per questo la loro lettura consente di offrire un quadro rappresentativo sia degli argomenti sia delle modalità d’analisi con cui tali argomenti vengono affrontati ed approfonditi.

Il primo contributo, di Nappi, è dedicato all’analisi della qualità dell’ambiente di un territorio locale: la città di Torino. Si tratta di uno studio tecnico, approfondito ed esaustivo, che fa largo uso di indicatori puntuali per monitorare gli inquinamenti e i livelli di “salute” ambientale del capoluogo regionale. L’articolo espone luci ed ombre della situazione attuale e illustra i cambiamenti che si sono manifestati negli ultimi decenni. L’autrice afferma che, dopo un lungo periodo (corrispondente al “boom economico”) caratterizzato da livelli di inquinamento locale molto elevati, i valori siano progressivamente scesi e la produzione di rifiuti sia diminuita. Nappi conclude sottolineando che, per risolvere davvero le problematiche ambientali, si debba guardare non solo alla salute locale dell’ambiente, ma sia necessario prendere in considerazione anche altre scale ed altre problematiche, andando a modificare l’approccio stesso ai consumi che caratterizza la nostra società.

L’articolo di Genon e Panepinto allarga l’oggetto dello studio, dalla salute dell’ambiente locale all’analisi di una problematica più complessa: l’utilizzo di biomasse per la produzione di energia. Gli autori fanno notare come il territorio piemontese sia ricco di risorse territoriali potenzialmente utilizzabili per la produzione energetica: si tratta di un esteso patrimonio boschivo, di vaste superfici destinate a uso agricolo facilmente riconvertibili e di una ricca presenza di allevamenti di animali. Gli autori concludono che l’utilizzo delle biomasse a fini energetici deve coniugarsi con l’uso economicamente valido e correttamente programmato del terreno e con la salvaguardia dell’ambiente locale la cui salute non deve essere compromessa dallo sfruttamento energetico delle biomasse stesse.

I successivi tre articoli utilizzano le chiavi di lettura e gli indicatori derivanti dalla disciplina della contabilità ambientale, che, in questi ultimi anni, ha messo a punto strumenti teorici e metodologici per analizzare il complesso insieme di relazioni che legano la società e l’ambiente. Alla base di questi approcci vi è il concetto di metabolismo socioeconomico: l’ambiente non è più letto come un entità esterna, da monitorare esclusivamente in funzione degli inquinamenti e dei prelievi che subisce, ma come insieme di relazioni tra società, ecosistemi e territorio. Tali relazioni si configurano in modo complesso perché ogni sistema economico è caratterizzato da prelievi di risorse, da emissioni di rifiuti, ma anche da scambi interni, lavorazioni, trasporti, accumuli e scambi, che sono parte integrante del “metabolismo” di quel sistema socioeconomico.

Il contributo di Contu e Bagliani applica la metodologia dell’Analisi dei Flussi di Materia per esaminare il metabolismo del sistema socioeconomico regionale. Lo studio quantifica l’appropriazione di materia da parte dell’economia piemontese. I risultati sono discussi in relazione ai valori italiani, permettendo così di evidenziarne difformità e similitudini e di stimare la sostenibilità del territorio piemontese rispetto alla media italiana.

L’articolo di Contu, Bagliani e Bocco, considera un differente sistema di contabilità ambientale: l’impronta ecologica, che viene adottata per quantificare l’appropriazione di risorse rinnovabili connessa alla costruzione e all’utilizzo di due differenti parti di un edificio residenziale, ristrutturate rispettivamente secondo tecniche edilizie tradizionali e a basso impatto ambientale. I risultati evidenziano l’opportunità di privilegiare la durabilità dei materiali, di ragionare secondo principi di filiera corta, di incentivare forme strutturate di condivisione degli spazi abitativi.

Il lavoro di Zanzo e Contu, sempre in ambito edilizio, suggerisce nuove forme di controllo dell’edificabilità comunale attraverso indicatori di contabilità ambientale quali l’embodied energy e l’impronta ecologica. Tali indicatori possono contribuire a promuovere numerosi e positivi cambiamenti per il sistema edilizio, stimolando un minore impatto di questo settore nei confronti dell’ambiente.

L’ultimo contributo, di Salomone, è centrato sul complesso tema della “green economy” e riporta sia i risultati di un’indagine svolta nel mondo dell’imprenditoria torinese sia le tendenze e le riflessioni emerse dal convegno “Eco&Eco”, in cui rappresentanti del mondo accademico, delle imprese e delle istituzioni si sono confrontati su questo tema. Dall’articolo emerge, da un lato, la presenza di imprenditori pronti al cambiamento, che potrebbero essere “attivati” grazie a politiche più innovative e coraggiose, e dall’altro la complessità delle sfide, che richiedono nuovi e più completi approcci. L’autore sottolinea come il nuovo modello di “business” dell’economia verde sia anzitutto un modello intrinsecamente “territoriale”, che si origina da reti diffuse e si nutre dell’interazione continua tra imprese e mondo accademico. Il senso di tutto questo, per riprendere le parole di Salomone ” è che l’intera società deve diventare “verde”, cioè più sostenibile, il che significa più ecologica, più coesa, più inclusiva e più equa.”