di Rosa Giaimo (Università degli Studi di Palermo) e Salvatore Di Verde (Università degli Studi di Palermo)
Introduzione
La ripresa economica e l’interesse verso le problematiche ambientali sono oggetto di studio da parte di molti paesi e organismi internazionali con l’obiettivo di definire un sentiero di sviluppo incentrato su una “crescita verde” (green growth). Economia, ambiente e società sono gli elementi di un sistema che deve necessariamente utilizzare le risorse in maniera efficiente e sostenibile, in modo da garantire che la crescita e il benessere non impoveriscano il patrimonio naturale e questo possa rinnovarsi continuando a fornire nel tempo risorse e servizi ambientali.
Scopo del lavoro è quello di analizzare le condizioni regionali che possono favorire una crescita sostenibile. Un’analisi delle Componenti Principali è stata applicata su un set di variabili strutturali al fine di ottenere un indice composito in grado di sintetizzare i vari aspetti di una crescita che non deve più essere soltanto economica.
Verso un percorso di crescita verde
Lo scenario di crisi e di stagnazione economica che attanaglia i paesi, soprattutto quelli sviluppati che hanno già conosciuto e superato la loro più grande fase di espansione, sembra presupporre, in un futuro abbastanza prossimo, un cambiamento di rotta sulla strada dello sviluppo. Una tale svolta passa per la riconversione del sistema economico verso quei settori che possono contribuire a migliorare la sostenibilità del sistema in generale (inteso come macrosistema in cui agisce l’economia). Questo è un principio cardine della green economy e l’obiettivo della “nuova” crescita.
Crescita verde, così come definita dalle istituzioni internazionali, significa promuovere la crescita economica e lo sviluppo assicurando al tempo stesso che il patrimonio naturale continui a fornirci le risorse e i servizi ambientali sui quali si basa il nostro benessere. A tale scopo, è necessario accelerare gli investimenti e l’innovazione in modo da rendere possibile la crescita sostenibile e dare vita a nuove opportunità economiche. Questa è la definizione di crescita verde fornita dall’OECD in un documento di sintesi per i responsabili politici (OECD, 2011a) dalla quale, oltre alla conciliazione tra la crescita economica e le necessità di scongiurare crisi energetiche e ambientali (si pensi alla questione del cambiamento climatico), emerge il ruolo chiave dell’innovazione tecnologica nel processo di greening dell’economia e nella transizione verso una nuova crescita.
I dati e la metodologia
Per la scelta delle variabili si è utilizzato come principale riferimento un quadro suggerito dall’OECD che, al fine di monitorare il progresso verso una crescita verde, propone un set di indicatori suddivisi per gruppi tematici (OECD, 2011b).
In base a tale measurement framework, alla letteratura di riferimento sullo sviluppo sostenibile e all’effettiva disponibilità dei dati regionali si è selezionato un dataset di 28 variabili che riflettono diversi aspetti della crescita sostenibile e della green economy (Tabella 1).
Tabella 1. Variabili strutturali della Green Growth

Fonte: Ns elaborazioni su varie fonti
Nella scelta delle variabili sono state utilizzate diverse fonti i cui dati si riferiscono a periodi diversi. Si è scelto di considerare sempre l’ultimo anno disponibile dei dati perché altrimenti l’analisi sarebbe stata riferita a tempi eccessivamente lontani.
Sul macro-gruppo di variabili è stata applicata l’Analisi in Componenti Principali per ridurre numericamente la dimensione dei dati. L’indicatore composito è stato calcolato aggregando le componenti principali, selezionate in base ai criteri standard, ponderate con le rispettive varianze (Giaimo e Di Verde, 2012; Di Verde, 2014).
I risultati
La Tabella 2 mostra i punteggi regionali riferiti all’indicatore aggregato di crescita verde (GGI, Green Growth Index), nonché i valori delle componenti principali. L’indice varia tra -2.99 e 2.36, il valore minimo è relativo alla Puglia, mentre quello massimo alla regione Lazio. I punteggi regionali sono espressi in unità di scarto-tipo, ovvero standardizzati, e tendono a distribuirsi simmetricamente intorno al valore 0 (media della distribuzione). Questa è una caratteristica comune anche ai valori delle singole componenti aggregate nell’indicatore generale.
Il Lazio mostra la migliore performance nel percorso verso una crescita verde, in virtù dei valori positivi nelle prime 3 componenti, in particolare nell’efficienza energetica e qualità dell’ambiente (f2).
Tabella 2. Valori del Green Growth Index, GGI, e delle prime 5 componenti principali
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Fonte: Ns elaborazioni su dati di varie fonti
La Lombardia deve la seconda posizione nella classifica del nostro indice all’eccellenza nel contesto socioeconomico e innovazione (f1).
Al terzo posto del ranking troviamo il Trentino Alto Adige che emerge in particolare per i valori elevati in quasi tutte le componenti, soprattutto nel contesto socioeconomico e innovazione (f1). Il Piemonte, complessivamente al di sopra della media, mostra punteggi positivi nelle prime due componenti, in particolare nel contesto socioeconomico e innovazione (f1), ma anche valori inferiori alla media in altri ambiti, soprattutto nelle risorse forestali e consumo idrico (f5).
Le regioni che si collocano sulla parte sinistra nella Figura 1 mostrano complessivamente valori negativi del GGI. Si tratta prevalentemente delle regioni comprese nell’area meridionale, tranne l’Umbria che presenta un indice poco al di sotto della media. Sicilia e Puglia sono in coda al nostro ranking, in particolare tra gli aspetti considerati nel nostro indice la regione pugliese mostra un valore positivo soltanto nella protezione ambientale, verde urbano e qualità dell’aria (f4). Risulta invece carente nelle altre dimensioni interpretate dalle componenti, soprattutto nel contesto socioeconomico e innovazione (f1).
Figura 1. Classifica delle regioni italiane in base al Green Growth Index

Fonte: Ns elaborazioni su dati di varie fonti
La Sicilia mostra gravi debolezze nel contesto socioeconomico e innovazione (f1), in cui è la regione peggiore insieme alla Calabria, e nelle energie rinnovabili e ambiente urbano/rurale (f3).
Conclusioni
Sulle condizioni per una crescita verde l’analisi ha mostrato complessivamente un certo ritardo delle regioni del Sud rispetto alle altre. Ciò riflette in generale un divario noto e più o meno persistente nel tempo, che trova riscontro nella letteratura di riferimento sullo sviluppo e nelle analisi regionali di tipo quantitativo. É utile aggiungere che anche altre regioni del Centro-Nord non mostrano situazioni di contesto ottimali, in particolare dovute a bassi livelli relativi ad alcuni aspetti ambientali. Un’economia che vuole proseguire sul sentiero della crescita verde non può esimersi dal porre maggiore attenzione ai fattori green. In questa direzione, puntare sullo sviluppo di fonti energetiche rinnovabili può certamente fornire un valido contributo sia per la riduzione della dipendenza energetica del sistema sia per la tutela ambientale.
Bibliografia
Di Verde, S. (2014), Crescita verde e sviluppo sostenibile. Approcci multidimensionali per la valutazione delle regioni italiane. Edizioni Accademiche Italiane.
Giaimo, R., Di Verde, S. (2012). Crescita verde: un’analisi delle regioni italiane, XXXIII Conferenza italiana di Scienze regionali, Roma 13-15 Settembre 2012.
OECD (2011a), Verso una crescita verde: una sintesi per i responsabili politici. OECD (2011b), Towards Green Growth: Monitoring Progress. OECD Indicators.