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Il Parco naturale La Mandria e la Reggia di Venaria: un ricostituendo Unicum territoriale di eccellenza

di Stefania Grella e Roberto Rosso – Ente di gestione delle Aree Protette dell’Area Metropolitana di Torino

1. Il Parco naturale La Mandria

Il Parco La Mandria è una distesa verde che si rapporta per dimensioni al limitrofo grande agglomerato cittadino torinese. L’area protetta di 6.500 ettari costituisce un corridoio ecologico tra le Alpi e il bacino del Po, con un nucleo interno circoscritto da un muro di una trentina di chilometri, che lo qualifica tra i più grandi parchi recintati d’Europa, di incomparabile bellezza paesaggistica e con un considerevole patrimonio storico-architettonico.

Qui, collegati da lunghissimi viali, si trovano il Borgo Castello, due incantevoli reposoir di caccia (la Bizzarria e la Villa dei Laghi), una ventina di cascine storiche in parte recuperate a nuovi usi, tra cui la magnifica Rubbianetta a forma di ferro di cavallo, e testimonianze medievali come l’affrescata Chiesa di San Giuliano e i ruderi detti Castellaccio. Ai primi del Settecento risalgono le scuderie reali ad opera di celebri architetti quali lo Juvarra e l’Alfieri, già attivi presso la vicina Reggia di Venaria, ma fu dopo la parentesi napoleonica e per volere di Vittorio Emanuele II, primo re d’Italia (detto anche “re cacciatore”), che nacque la Regia Tenuta (il “futuro Parco”) e con essa il Castello. Egli nel 1863 acquistò e fece recintare il territorio, eleggendo il Castello fra le sue residenze preferite. Gli Appartamenti Reali, ancora oggi visitabili, sono lo specchio dell’agiata vita extraurbana del sovrano insieme alla donna amata (nota come “la Bela Rosin”) e la loro famiglia.

Oggi il Castello è di proprietà della Regione, che intende promuoverne il recupero architettonico complessivo, volto a valorizzare gli aspetti storici ma anche a ricavare servizi per l’accoglienza e ricettività turistica del territorio. La Regione, tramite l’Ente Parco, favorisce già attualmente la fruizione pubblica del Parco e delle sue strutture e svariate sono le iniziative in atto: visite guidate a piedi, in bici, in trenino e a cavallo, attività di educazione ambientale per scuole e famiglie, culturali e gastronomiche come “La Carrozza dei Golosi” e il Ristorante Cascina Prato Pascolo. Si tratta tuttavia di inserire il futuro sviluppo del Parco in un contesto dal respiro più vasto di quello attuale, che varchi i confini del turismo di prossimità.

In questo quadro programmatico una realtà consolidata e di successo è in primis la Reggia di Venaria, collocata anch’essa all’interno dell’area protetta del Parco La Mandria; un polo culturale che sapientemente si è calato sul piano del turismo di massa, creando un indotto di servizi in grado di andare certamente al di là del semplice fenomeno di tipo “museale”.

 

2. L’Accordo di collaborazione tra l’Ente Parco e il Consorzio di Valorizzazione La Venaria Reale.

Per connettere la fruizione turistica della Reggia e del Parco, l’Ente Parco ha siglato (il 18 dicembre 2012) con il Consorzio di Valorizzazione della Venaria Reale un accordo di collaborazione che ha reso possibile rivolgersi ad un solo Centro prenotazioni e usufruire di un biglietto unico per visite congiunte su:

o Reggia e Giardini di Venaria con Appartamenti Reali del Castello della Mandria,

o itinerari didattici congiunti per scuole di ogni ordine e grado,

o tour in trenino dalla Reggia di Venaria al Parco La Mandria. E’ inoltre in fase di studio un tour del Parco La Mandria mediante bus.

L’intento è stato quello di unire le risorse e offrire con un’unica proposta di fruizione le molteplici peculiarità di questo territorio (l’incomparabile bellezza naturalistica, il racconto di vicende storiche uniche, i valori delle notevoli presenze architettoniche), per poter così valorizzare ed incrementare le potenzialità reciproche dei due siti ed ottimizzare al meglio gli investimenti ed i servizi già in essere. I nuovi splendori e la strepitosa qualità delle architetture della Reggia restaurata, l’immensità e la bellezza dei Giardini e degli spazi naturali del Parco La Mandria con il suo patrimonio architettonico, consentono infatti di trascorrere amabilmente il proprio tempo immergendosi in sensazioni nuove e cogliendo esperienze diverse, secondo una concezione moderna ed alla portata di tutti del gusto, del loisir e dell’arte di vivere.

 

3. I primi risultati e i programmi in corso

Il nuovo legame tra il “bene faro” Reggia e il Parco ha portato nei primi mesi di sperimentazione un buon incremento di visitatori agli Appartamenti Reali del Castello, che si è già dotato di audioguide multilingue, tra cui apprezzatissime sono quelle degli idiomi orientali. Tuttavia ancora non è stato possibile cogliere appieno le potenzialità dell’unicum, che passano dal recupero dell’intero Borgo Castello a servizi per la ricettività. Per portare avanti tale opera in un’epoca di penuria di risorse pubbliche, si tratta di ricercare investitori tra gli operatori privati in grado di intervenire per la ristrutturazione del complesso e successivamente di gestire la prevista attività di tipo alberghiero.

E’ bensì in via di soluzione la problematica dei collegamenti tra la Reggia e il Parco. E’ infatti stata recentemente realizzata dall’Ente Parco una nuova viabilità che ha eliminato molteplici criticità creando una sistema viario dedicato e separato per i veicoli da un lato (bus e mezzi autorizzati) e i pedoni e i ciclisti dall’altro, nel contempo chiudendo e musealizzando lo storico Viale dei Roveri: 87 farnie scrigno di biodiversità che per ragioni di sicurezza sarebbero altrimenti andate incontro a drastiche potature o all’abbattimento.

Elemento che andrebbe rafforzato è quello della promozione e comunicazione, per il quale spesso non si fa abbastanza “sistema”. Anche in questo caso in carenza di risorse pubbliche aggiuntive occorre integrare e sfruttare al meglio l’esistente, come i punti segnaletici e di accoglienza del pubblico, oltre che gli specifici siti web, in collaborazione con tutte le istituzioni coinvolte.

L’unicum della Venaria, è bene ricordarlo, si colloca inoltre nello specifico contesto di valorizzazione del Programma regionale di “Corona Verde”, dove si trovano altre importanti aree protette gestite dallo stesso Ente Parco: il Parco di Stupinigi e le Riserve di Lanzo e della Vauda, quelli che più che Aree Protette dell’Area Metropolitana di Torino (questo è il loro attuale nome ai sensi della legge regionale 19/2009), l’Ente ha inteso definire Parchi Reali, così titolando il proprio sito-portale (www.parchireali.gov.it). E’ intorno alla Corona Verde e all’integrazione dei Parchi Reali che si svilupperanno i futuri interventi e le future politiche di conservazione e sviluppo turistico orientate a coniugare l’attrattività a scala nazionale e internazionale con il radicamento culturale ed economico locale.