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L’indice Ires della green economy

di Alberto Crescimanno (IRES Piemonte)

Introduzione

L’analisi della “green economy” implica la necessità di definire le determinanti che la caratterizzano in maniera tale da essere in grado di comprendere e circoscrivere le eventuali zone d’ombra e attribuire il giusto significato agli indicatori per interpretarne correttamente le dimensioni e le dinamiche. Nello specifico la definizione di green economy che guida l’analisi del territorio di seguito proposta è quella adottata dall’Ires Piemonte nel suo Rapporto “La Green Economy in Piemonte”.

 

La metodologia(1)

Al fine di studiare quantitativamente il fenomeno della green economy, l’Ires, a partire dalle componenti ambientali dell’indicatore del benessere equo e sostenibile (BES) e seguendo le indicazioni fornite dalla Commissione Stiglitz(2), ha adottato un metodo a “geometria variabile” costruendo un cruscotto intorno ai più importanti ambiti tematici caratterizzanti.

Lo strumento propone non già un unico indice sintetico, ricavato a partire da molteplici indicatori, quanto piuttosto un vero e proprio cruscotto che, analogamente a quello di un’autovettura o di un aereo, è in grado di mostrare contemporaneamente più variabili importanti e di confrontarle tra loro. L’utente può, di volta in volta, decidere in funzione delle proprie esigenze, quali variabili considerare e quali aspetti tralasciare incrementando di conseguenza il proprio livello di consapevolezza.

Per la definizione del cruscotto della green economy regionale, la stima quantitativa del livello di green economy è stata “decostruita” individuando sei dimensioni, tra loro sostanzialmente complementari, che possono essere rintracciate in letteratura come caratterizzanti l’economia verde:

o le politiche messe in atto dalle istituzioni territoriali e che esplicitano la sfera delle azioni;

o le dotazioni e infrastrutture presenti sul territorio che descrivono il capitale innovativo, formativo e ambientale presente;

o la green production, le imprese impegnate a ridurre l’impatto ambientale dei propri processi produttivi;

o il green business, i settori economici orientati alla fornitura di beni e servizi ambientali (l’ambiente, il “green”, come business del territorio);

o i comportamenti personali, ovvero i nuovi stili di vita presenti sul territorio (risparmio energetico, riciclo dei materiali, consumi, ecc.);

o la green life, la qualità dell’ambiente locale in cui si vive.

Ognuna di queste sei dimensioni è formata da quattro indicatori (tabella 1).

La più ridotta disponibilità di dati alla scala provinciale ha reso necessaria la parziale rimodulazione del cruscotto della green economy regionale con l’accorpamento delle dimensioni, che da sei diventano tre, e l’individuazione di nuovi indicatori disponibili a questo livello di scala, tali da averne cinque per ogni dimensione considerata.

 

Tabella 1. Cruscotto della Green Economy provinciale

Fonte: elaborazione IRES Piemonte

 

Indice Ires della green economy regionale: i risultati(3)

Rank regionale:
1. Trentino-Alto Adige

2. Basilicata

3. Sardegna

4. Valle D’Aosta

5. Toscana

6. Friuli-Venezia Giulia

7. Umbria

8. Liguria

9. Calabria

10. Marche

11. Molise

12. Abruzzo

13. Piemonte

14. Emilia-Romagna

15. Lombardia

16. Veneto

17. Sicilia

18. Lazio

19. Campania

20. Puglia

 

Fonte: elaborazione IRES Piemonte su fonti varie

 

L’analisi condotta consente di ottenere una misura sintetica del livello di green economy raggiunto da ciascuna regione. E’ interessante osservare che l’unica dimensione che presenta un gradiente geografico chiaro che va dal Nord al Sud è quello delle Politiche mentre appare meno consolidato, seppur presente, quello del Green Business. Negli altri casi il gioco del ranking diventa più complesso e tale da distribuire le regioni virtuose. Ricopre la prima posizione il Trentino Alto Adige, seguita però dalla Basilicata e dalla Sardegna. Il Piemonte si colloca nella parte centrale della classifica al 13° posto, dopo l’Abruzzo e prima dell’Emilia Romagna.

 

Indice Ires della green economy provinciale: Il caso della provincia di Cuneo

Con la ricerca “Granda e Green. Green economy in provincia di Cuneo”(4) si è effettuato un approfondimento del concetto di green economy e della situazione a livello locale, in particolare si espone un quadro di concetti e di temi che delimitano l’orizzonte green e ne propone una definizione sintetica. Ma, soprattutto, restituisce i risultati delle analisi della provincia di Cuneo in funzione di concrete dimensioni green, quali per esempio l’efficienza energetica, la gestione dei rifiuti, il controllo delle emissioni, le produzioni, la formazione e le occupazioni green e i comportamenti quotidiani.

Applicando il cruscotto della green economy al contesto provinciale piemontese si ottiene la seguente graduatoria.

 

Tabella 2. Indice provinciale della green economy

VB

BI

CN

AL

VC

AT

NO

TO

Politiche e Dotazioni

1

6

5

3

2

8

7

4

Green Production e Green Business

2

1

4

5

6

3

8

7

Comportamenti Personali e Green Life

2

1

4

7

6

3

5

8

Indice Green Economy

1

2

3

4

5

6

7

8

Fonte: elaborazione IRES Piemonte

 

Politiche e dotazioni

Con riferimento alla dimensione “politiche e dotazioni”, la provincia di Cuneo si colloca al quinto posto tra le province.

Entrando nel merito dei singoli indicatori di questa dimensione, la provincia di Cuneo ottiene i migliori risultati con riferimento alla biocapacità (3,6 gha pro capite, secondo posto dopo il vercellese) e al consumo di suolo (5,4%, terzo posto dopo il Verbano-Cusio-Ossola e la provincia di Vercelli).

Su questo risultato incide fortemente la conformazione territoriale che vede una componente montana significativa e una zona estesa collinare e di pianura.

Gli altri tre indicatori ottengono punteggi inferiori e collocano la provincia di Cuneo nella zona medio-bassa della classifica provinciale, in particolare la presenza di corsi professionali green vede il cuneese al settimo posto con il 2,5%.

Una precisazione va fatta in relazione alla densità di piste ciclabili (quarto posto con 30,9 km /kmq *100). Il settore cicloturistico sta vivendo una fase di espansione nel cuneese anche grazie ad una serie di progetti transfrontalieri sviluppati negli ultimi anni e in corso di attuazione che prevedono l’implementazione di tale patrimonio. Questo dato, pertanto, potrebbe subire oscillazioni significative nei prossimi anni ed è sicuramente in evoluzione.

 

Tabella 3. Posizione in classifica delle province piemontesi nelle 15 dimensioni Green Economy

AL

AT

BI

CN

NO

TO

VB

VC

politiche e dotazioni

Certificazioni ISO 14001

3

8

7

6

5

2

1

4

Densità Piste ciclabili

7

8

6

4

5

1

2

3

Corsi professionali green

2

8

4

7

6

3

1

5

Consumo di suolo

4

5

7

3

8

6

1

2

Biocapacità

4

5

6

2

7

8

3

1

green production e business

Prodotti fertilizzanti

6

3

2

4

7

5

1

8

Distribuzione prodotti fitosanitari

6

8

2

7

5

3

1

4

Posti letto Az. agrituristiche

2

1

4

3

7

6

8

5

Agricoltura Biologica

4

6

2

3

5

8

7

1

Energia elettrica da fonti rinnovabili

5

2

3

4

7

6

1

8

comportamenti pers. e green life

Raccolta differenziata di rifiuti urbani

7

3

4

6

1

5

2

8

Inquinamento

7

3

4

1

6

8

2

5

Rumore

3

4

1

6

5

8

7

2

Superamento Limite PM10

7

6

4

2

5

8

1

3

Tempo casa-lavoro

3

2

1

7

4

8

6

5

  Fonte: elaborazione IRES Piemonte

 

Green production e green business

Con riferimento alla dimensione “green production e green business”, il miglior posizionamento rispetto alle altre province piemontesi ottenuto dalla provincia di Cuneo interessa il numero di posti letto nelle aziende agrituristiche e l’indicatore relativo all’agricoltura biologica. In entrambi i casi si posiziona al terzo posto.

In particolare per quanto concerne i posti letto nelle aziende agrituristiche, il cuneese si colloca dopo la provincia di Asti (25,7 posti letto agrituristici sul totale dei posti letto) e l’alessandrino (14,3) con un valore di 10,4 ed è seguito con netta distanza dalla provincia di Bielle che ha 3,9 posti letti agrituristici sul totale di posti letto. Negli ultimi anni il cuneese ha individuato nell’offerta agrituristica sia un’opportunità di valorizzazione e promozione, a fini turistici, delle proprie risorse e del territorio nel suo complesso, sia uno strumento per diversificare e ampliare le opportunità delle aziende agricole.

Per quanto attiene invece l’agricoltura biologica, la provincia di Cuneo segue il vercellese (3,9%) e il biellese (3,2%) con il 2,9% di agricoltura biologica.

Risulta inoltre interessante la quarta posizione per uso di prodotti fertilizzanti (115,21 kg/ha SAU) e la percentuale di energia elettrica da fonti rinnovabili (37,8%).

Come per la dimensione “green production e green business”, anche per quella dei “comportamenti personali e green life” la provincia di Cuneo si colloca al quarto posto tra le province piemontesi.

Tra gli indicatori della dimensione considerata quelli nei quali la provincia di Cuneo ottiene il posizionamento migliore rispetto alle altre province piemontesi sono inerenti il basso impatto ambientale, ovvero: la scarsa percentuale di inquinamento (primo posto con il 4,5%) e il minor numero di superamenti di PM10 (secondo posto con 36 giornate).

 

Conclusioni

L’indice Ires ha permesso di tratteggiare il perimetro della Green Economy e grazie agli indicatori è stato possibile fornirne una stima quantitativa.

Quanto è verde il Piemonte?

L’analisi condotta ha consentito di ottenere una misura sintetica del livello di green economy raggiunto da ciascuna regione. Il Piemonte, nel ranking regionale, occupa la 13° posizione, collocandosi nella parte centrale della classifica. All’interno di ciascuna dimensione la posizione del Piemonte, come si è visto, è assai diversificata.

Il Piemonte si colloca in buone posizioni rispetto alle politiche pubbliche mentre per quanto concerne le azioni relative al capitale innovativo e formativo sono necessari miglioramenti. E’ al primo posto tra le regioni italiane per ricerca e sviluppo. Anche per i comportamenti individuali si registrano segnali positivi, infatti, la regione si colloca nella parte alta della classifica per la raccolta differenziata.

Gli indicatori presi in esame ci dicono, inoltre, che azioni devono ancora essere intraprese per migliorare l’ambiente, infatti il Piemonte registra emissioni di CO2 troppo alte e “sfora” i limiti di Pm10 più delle altre regioni.

Tali osservazioni sembrano suggerire che in Piemonte sia già diffusa la consapevolezza che la green economy sarà uno dei driver dell’economia del futuro.

 

Per approfondimenti:

http://www.ires.piemonte.it/cantieri-ires/green-economy

http://www.ires.piemonte.it/green-economy-provincia-cuneo

 

 

 

 

 

Nota(1) Tratto da Marco Bagliani, Alberto Crescimanno, Fiorenzo Ferlaino e Daniela Nepote (a cura di) “cap. 14 – Benchmarking della Green Economy delle regioni italiane” in Ires Piemonte, “La Green Economy in Piemonte Rapporto Ires 2013”

Nota(2) Commissione presieduta dal premio Nobel per l’economia Joseph Stiglitz che si è posta come obiettivo l’individuare i limiti del PIL come indicatore della performance economica e del progresso sociale

Nota(3)   Ires Piemonte, “La Green Economy in Piemonte Rapporto Ires 2013”

Nota(4) A cura di Ires Piemonte; F.Ferlaino, I.Ropolo, A.Crescimanno, M.Bagliani, D.Nepote – Granda e Green, Cuneo , Fondazione CRC , 2014