di Carlo Torretta – Componente il Gruppo di Lavoro Operativo Permanente del sito UNESCO Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia.
1. Introduzione
La conservazione e valorizzazione dei sette Sacri Monti del Piemonte, ha inizio con la legge regionale di istituzione del “Parco Naturale e area attrezzata del Sacro Monte di Crea” promulgata il 28 gennaio 1980 e nello stesso anno proseguita con le leggi regionali istitutive delle “riserve naturali speciali” dei Sacri Monti di Varallo Sesia e di Orta, con l’istituzione nel 1987 della “riserva naturale speciale” del Sacro Monte di Ghiffa, nel 1981 analoga istituzione per i Sacri Monti di Belmonte e Domodossola ed infine, nel 2005 la legge regionale istitutiva “riserva naturale speciale” del Sacro Monte di Oropa e del centro di Documentazione dei Sacri Monti, Calvari e Complessi devozionali Europei.
Nel 1984 la Regione Lombardia vara la legge istitutiva dell’area protetta “Parco dei Fiori” nel cui ambito è compreso il Sacro Monte di Varese.
Con il riconoscimento regionale a parchi e riserve naturali dei complessi dei Sacri Monti si insediano, in ognuno di essi, direzioni e personale operativo, cominciano le opere di conservazione e restauro degli eccezionali beni storico – artistici rappresentati dalle cappelle, iniziano i programmi per la tutela della biodiversità insita nella significative corone verdi determinate dalla perimetrazione delle aree protette. A sottolineare il positivo effetto di tale politica è la voce del frate francescano padre Antonio, primo presidente del costituito Ente Parco di Crea, che afferma: “il parco regionale ha salvato Crea”.
2. Un sito UNESCO
Sono elementi e iniziative significativamente propedeutiche al futuro riconoscimento dei “Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia” nel Patrimonio dell’Umanità, come sito seriale UNESCO, avvenuto a Parigi nel giugno 2003, che comprende i sette Sacri Monti piemontesi di: Belmonte, Crea, Domodossola, Ghiffa, Oropa, Orta e Varallo e due della Lombardia: Ossuccio e Varese. E’ un riconoscimento che evidenzia la ricchezza dei valori portata da questi esempi di storia, arte e natura e le cui ragioni sono da ricercare, secondo l’UNESCO nel fatto che: ” I nove Sacri Monti dell’Italia settentrionale sono gruppi di cappelle e di altri elementi architettonici realizzati tra la fine del XV e la fine del XVII secolo dedicati a diversi aspetti della fede cristiana. In aggiunta al loro significato religioso simbolico, sono inoltre di una grande bellezza grazie all’abile integrazione degli elementi architettonici nei paesaggi naturali circondati di colline, foreste e laghi. Contengono inoltre opere d’arte molto importanti sotto forma di affreschi e di statue.” Così proseguendo: “La realizzazione di un’opera di architettura e di arte sacra in un paesaggio naturale, per scopi didascalici e religiosi, ha raggiunto la sua più alta espressione nei Sacri Monti dell’Italia settentrionale e ha avuto una profonda influenza sui successivi sviluppi del fenomeno nel resto d’Europa.[…] I Sacri Monti dell’Italia settentrionale rappresentano la riuscita integrazione tra architettura e belle arti in un paesaggio di notevole bellezza realizzati per ragioni religiose in un periodo critico della storia della Chiesa Cattolica.”
Questo importante risultato è stato possibile raggiungerlo attraverso una costante opera di interventi operativi e culturali che hanno prioritaria origine nella istituzione delle aree protette regionali e oggi, per il Piemonte nella legge regionale n. 19 del 2009 “Testo Unico sulla tutela della aree naturali e della biodiversità” che definisce le aree protette dei Sacri Monti “Riserve speciali a gestione regionale”.
Per secoli Enti Religiosi e Comunità locali hanno costruito, ricostruito e protetto, assecondando le tradizioni locali, prima gli originali Santuari, poi ogni Sacro Monte quale centro della fede; impegno che ha creato solidità di rapporti fra le Comunità locali e le varie Istituzioni Religiose presenti nei singoli Sacri Monti e in storia non lontana territorialmente appartenenti a stati diversi. Ignorare questi elementi significa ignorare, la storia delle religioni e la storia degli uomini.
3. L’organizzazione
Dal 1980 gli Enti di Gestione, di ogni singolo Sacro Monte, hanno lavorato con tutti gli Enti competenti, anticipando quanto definito nei due documenti oggetto del protocollo UNESCO ovvero : La Convenzione concernente la protezione del patrimonio mondiale culturale e naturale ‘Il paesaggio dei Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia’ e il Piano Unitario di Gestione. Documenti sottoscritti dalla Regione Piemonte, dalla Regione Lombardia, dal Ministero dei Beni Culturali, nelle rappresentanze delle due Regioni, dalle Curie e dagli Enti Religiosi, da tutti i Comuni con aree comprese nei Sacri Monti quale impegno formale per conservare e valorizzare i Sacri Monti. Il mancato rispetto di quegli impegni potrebbe portare a cancellare, dalla lista del Patrimonio Mondiale, i 9 Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia. Quel Piano Unitario di Gestione, accolto dall’UNESCO nel 2003, è stato implementato e aggiornato nel corso del 2012 -13 con il contributo della Legge 20 febbraio 2006, n. 77 recante “Misure speciali di tutela e fruizione dei siti italiani di interesse culturale, paesaggistico e ambientale, inseriti nella lista del patrimonio mondiale.
L’attuazione del Piano Unitario di Gestione è affidata a specifiche strutture:
o alla Conferenza Permanente, cui spettano compiti di indirizzo e decisionali. Essa risulta composta da 40 soggetti che comprendono le rappresentanze dei Beni e le Attività Culturali del Piemonte e della Lombardia, i rappresentanti delle due Regioni, i rappresentanti delle Autorità Religiose sia di livello sovralocale (Curie) che di livello locale (Parrocchie e Ordini), i componenti degli enti di gestione delle aree protette, i rappresentanti dei Comuni compresi nelle aree perimetrate dal sito Unesco.
o Al Gruppo di Lavoro Operativo Permanente, delegato alla definizione delle linee guida tecnico-operative, alla formulazione di programmi unitari di gestione, alla formulazione di piani economici, alla collaborazione al reperimento delle risorse e al monitoraggio permanente della gestione, alla pubblicazione e presentazione di un report periodico sull’attività di tutela, conservazione e gestione.
o Alla Segreteria Permanente presso la Regione Piemonte (Settore Pianificazione Aree Protette) delegata all’organizzazione, alla programmazione e gestione delle diverse attività di lavoro, all’attività di pubbliche relazioni della Conferenza Permanente.
o Al Centro Studi e di Documentazione Permanente delegato all’attività di studio, ricerca e documentazione del Sito istituito presso il Sacro Monte di Crea con i seguenti scopi: raccolta e catalogazione della documentazione, fotografica e iconografica dei Sacri Monti; sviluppo del sito internet; organizzazione dei corsi di aggiornamento e di formazione; incontri, stage, scambi: coordinamento delle attività di promozione e di valorizzazione.
L’obiettivo primario del Piano dii gestione, nel caso di siti seriali quale il nostro, deve garantire il coordinamento nella gestione delle componenti separate del sito, intervenendo con atti di indirizzo, nei confronti delle politiche e delle scelte che Stato, Regioni, Province e Comuni, Enti Gestori possono esercitare per conservare e valorizzare il Sito Unesco e le relative aree protette.
Grande importanza hanno avuto e continuano ad avere, nella valorizzazione dei Sacri Monti, fin dalla loro istituzione quali aree protette, le rilevanti iniziative culturali sviluppate sia in forma coordinata dall’insieme degli Enti gestori dei Sacri Monti, sia quelle promosse da singoli enti gestori e dalle comunità religiose. In particolare il Centro di Documentazione ha organizzato, una serie di studi e convegni inerenti lo studio dei Sacri Monti e dei complessi devozionali europei. Tra questi si ricorda l’Atlante dei Sacri Monti, Calvari e Complessi devozionali europei. Ricerca che ha coinvolto, oltre a studiosi italiani, specialisti e istituzioni di paesi europei dove sono presenti Sacri Monti, Calvari e Complessi devozionali. Il risultato di quella ricerca, che individua e descrive 1812 complessi devozionali sparsi in venti nazioni, è stato pubblicato nel 2001 nelle edizione dall’Istituto Geografico De Agostini ed è stato determinante per il riconoscimento dei Sacri Monti del Piemonte e della Lombardia quale sito UNESCO. Il susseguirsi di convegni internazionali e le relative pubblicazioni (presenti e scaricabili integralmente in più lingue dal sito web: Sacri Momti.net) hanno dato luogo ad analisi e ricerche molto importanti per la comprensione del fenomeno. Fra i convegno internazionali più rilevanti si ricordano: Religioni e Sacri Monti (Torino, Moncalvo, Casale Monferrato 2004), Di ritorno dal pellegrinaggio a Gerusalemme (Laino Borgo 2005), L’Iconografia della SS. Trinità nel Sacro Monte di Ghiffa. Contesto e Confronti (Verbania 2007), La bisaccia del pellegrino: fra evocazione e memoria (Torino, Moncalvo, Casale Monferrato 2007), Nigra sum, culti, santuari e immagini delle madonne nere d’Europa (Sacro Monte di Oropa, Sacro Monte di Crea -2010). Ma per capire quale dimensione culturale (e socio-economica) abbia tuttora il fenomeno dei Sacri Monti è sufficiente sfogliarne le “Bibliografie italiana e tedesca- i Sacri Monti”
Altre importanti iniziative risultano essere i seminari tecnici che periodicamente si tengono al Sacro Monte di Domodossola; tra i più recenti si ricordano: Studio per la predisposizione di una strategia turistica per il sito UNESCO “Sacri Monti di Piemonte e Lombardia” Report finale a cura dell’Università Bocconi, Milano 2012; “Sacri Monti: cultura, eventi e comunità” – Progetto di Drammaturgia a cura dell’Università Cattolica – Milano 2012.
Con la legge regionale 29 giugno 2009 n. 19 gli Enti gestori delle riserve speciali dei sette Sacri Monti Piemontesi sono stati riuniti in un unico ente gestore, con decorrenza dal 1° gennaio 2012, mentre restano ancora a gestione distinta i due Sacri Monti lombardi (di Varese e Ossuccio). La tendenza all’integrazione è comunque crescente e negli ultimi anni occorre registrare che si è sviluppato un produttivo ciclo di incontri i cui primi risultati si sono evidenziati nella messa in atto di positivi e innovativi progetti comuni.