Introduzione
In una delle valli alpine più affascinanti del Piemonte, la Valle Maira in provincia di Cuneo, Giorgio Diritti ha ambientato la pellicola “Il vento fa il suo giro”, mettendo in evidenza quanto sia difficile l’inserimento di uno “straniero” in un piccolo e tranquillo paese delle Alpi Occitane, la cui sopravvivenza è legata ad alcuni anziani e a un po’ di turismo estivo. Lo “straniero” è sospetto, non riesce ad inserirsi nella nuova comunità, da cui alla fine fugge con la famiglia, costretto dalla difficoltà di far studiare i figli, dalla mancanza di servizi e dall’isolamento sociale.
Sono molte le famiglie che fanno questa scelta con la conseguenza che l’ambiente agricolo dapprima si marginalizza e poi impoverisce. La Coldiretti di Cuneo si è posta l’obiettivo di salvaguardare l’ambiente alpino e ha realizzato uno studio sulle valli Maira, Varaita e Alto Tanaro, finalizzato a metterne in evidenza carenze e buone pratiche.(1) Dall’analisi si nota che in 10 anni si è avuta una diminuzione del 3% della popolazione residente e se si considerano solo i comuni delle alte valli, il tasso di spopolamento aumenta al 7%, in quanto le famiglie giovani tendono a spostarsi nei comuni di bassa valle in cui la qualità dei servizi è maggiormente garantita. Tuttavia, è questo un fenomeno che è generalizzato in tutte le provincie alpine.
Area alpina, motori di sviluppo e “capacità di arrangiarsi”
Il principale “motore” demografico dell’area alpina è l’azienda agricola. I territori che vi hanno investito ne hanno tratto vantaggio, lo dimostra lo sviluppo del Trentino e dell’Alto Adige in cui l’agricoltura è considerata prioritaria. Al contrario, in Piemonte il posizionamento del territorio alpino è stato finalizzato a risorse che poco contribuiscono al rafforzamento territoriale: alpinismo e sci. È stata trascurata cioè l’agricoltura e solo recentemente si sono riscoperti i vitigni di montagna. Tuttavia continua a non essere sfruttato il potenziale di altre coltivazioni tipiche come il castagno, nonostante generino prodotti di qualità riconosciuta(2). La funzione dell’azienda agricola è strategica: cura la conservazione del territorio, la pulizia dei boschi, il controllo e la difesa dagli animali selvatici(3) e garantisce un buon livello di accoglienza al turismo(4)in contesti in cui, soprattutto nei paesi di alta valle, i servizi sono carenti: mancano i supporti sanitari, nonostante la presenza di popolazione anziana, manca il commercio alimentare di prossimità che, oltre al servizio ai residenti, rappresenta un canale di distribuzione delle produzioni tipiche locali. In Svizzera il problema è stato risolto sin dagli anni venti del novecento, quando si organizzò una flotta di camion–negozio per servire i piccoli comuni montani in cui mancava l’apparato commerciale.(5) Al contrario, nelle nostre montagne, si sta riducendo il servizio postale, sostitutivo della banca, e il servizio sanitario opera in media meno di un giorno la settimana: anche i farmaci vengono distribuiti con questa frequenza(6). Se un anziano ha necessità di assistenza deve ricorrere all’aiuto di un conoscente. Una madre ha dichiarato «… cosa vuole, ci arrangiamo fra noi …».
Le Valli Cuneesi in analisi
La ricerca ha preso in analisi la Valle Maira e le Valli Varaita, aperta verso la Francia, e Alto Tanaro che mette in comunicazione Ceva con le provincie di Savona e di Imperia. La Valle Maira, come la maggior parte delle valli cuneesi, è di tipo chiuso, caratterizzata da scrigni culturali che possono stupire i visitatori alla ricerca di un ambiente autentico e non massificato; è anche una valle tranquilla con un modello alimentare caratteristico. Le Valli Varaita e Alto Tanaro hanno un modello alimentare che risente della vicinanza rispettivamente della Francia e della Liguria. La Valle Tanaro, inoltre, presenta strutture di archeologia industriale che, opportunamente valorizzate, potrebbero essere proposte al turismo specializzato. In tutte le valli si trovano prodotti alimentari locali, sia primari – castagne, ortofrutta, funghi – che trasformati – salumi e formaggi. L’offerta al visitatore è ampia e variegata, e la ristorazione è di buona qualità e a prezzi accettabili. Un aspetto dell’economia produttiva delle valli è rappresentato dai malgari, sia per la qualità dei prodotti che per l’offerta di servizi di accoglienza ai turisti: dalla piccola ristorazione alla vendita di prodotti. Nello stesso tempo, in queste valli occorre un intervento sistemico che risolva gli aspetti che rendono difficoltosa la permanenza dei residenti, metta in evidenza i valori naturali e umani che le presidiano e inviti potenziali turisti e villeggianti a gite fuori porta e vacanze mirate alla tranquillità. L’intervento potrebbe concretizzarsi in un terroir che, nel caso delle valli aperte Varaita e Tanaro, potrebbe coinvolgere anche realtà territoriali francesi e liguri in un proficuo scambio di esperienze e di opportunità.
L’impresa agricola montana
L’impresa agricola montana opera in un contesto complesso, in cui condizioni climatiche avverse, la presenza spesso incontrollata di animali selvatici (lupo, cinghiale e capriolo(7)) la espongono a crisi difficili da ovviare. A volte, la disaffezione verso colture di pregio, non adeguatamente remunerate, può incidere sulla qualità delle produzioni e determinare l’abbandono dei terreni. Così avviene per il castagno, il noce e la coltura delle mele che sono in parte in abbandono, nonostante le opportunità che potrebbero offrire. La cultura materiale risulta così privata di tipicità difficilmente surrogabili con altre proposte(8) . Per rimediare a questa situazione, l’agricoltura potrebbe integrarsi con produzioni agroalimentari che contribuiscono alla redditività dell’impresa: confetture, mieli, sottoli e sottaceti e vini di montagna. L’allevamento bovino e ovicaprino potrebbe contribuire ad aumentare il valore dei prodotti lattiero caseari delle malghe. L’ampiezza dell’offerta potrebbe generare un “catalogo delle produzioni provinciali” a vantaggio anche della ristorazione locale e della conoscenza dei relativi valori da parte dei consumatori.
Qualità della vita e ruolo delle istituzioni
Dunque, per combattere la marginalità montana, l’area dei servizi è tra quelle che richiedono gli interventi più urgenti, con la creazione di punti multifunzionali in grado di risolvere le necessità della popolazione integrando l’offerta di servizi principali(9)all’offerta di beni di consumo e alimentari, con orari e tipologie di servizio funzionali a chi, abitando in un comune di montagna, si sposta per lavoro verso un altro comune e può al rientro ricevere quanto gli è utile per la famiglia. Oltre all’assistenza agli anziani, per migliorare la qualità della vita in montagna occorre intervenire sui problemi dei giovani, in particolare di quelli in età scolare, soggetti durante la settimana a lunghi tragitti per raggiungere gli istituti medi e superiori della bassa valle e costretti a rimanere a casa nel fine settimana, quando viene a mancare il servizio degli scuolabus. Anche le istituzioni devono modificare le procedure e prestare maggior attenzione alle necessità dei residenti montani. Il “nuovo montanaro”, in particolare il giovane, è scolarizzato, usa i mezzi di comunicazione, studia e applica le moderne pratiche agricole sviluppando nuova imprenditoria. Se le sue aspettative non vengono soddisfatte si può verificare l’abbandono della montagna con conseguenze economiche e sociali per l’intero sistema regionale.
Nota(1) “Valorizzazione dell’Agricoltura Alpina nelle Valli di Cuneo” – A. Lazzari, F. Boario – 2012
Nota(2) La Castagna di Cuneo ha la Indicazione geografica territoriale – Igt.
Nota(3) In particolare il lupo, il daino ed il cinghiale, problematici nelle valli di Cuneo
Nota(4) Molte aziende agricole si sono fatte promotrici di bed&breakfast e agriturismo e con la vendita dei prodotti “km Zero”, in cascina
Nota(5) Gottlieb Duttweiler ha fondato nel 1925 la Migros, una flotta di 94 camion-negozio da cui si è sviluppata l’attuale catena di centri commerciali, anche se tutt’ora operano alcune decine di mezzi mobili al servizio dei piccoli paesi
Nota(6) È il caso di Acceglio, comune di 105 famiglie, in cui il medico si reca un giorno la settimana e in quella occasione è possibile accedere al servizio “farmacia”. Ad Acceglio l’età media è di 48 anni, la fascia di età oltre 65 anni è del 30% contro il 24% medio del totale della Val Maira
Nota(7) Sono in atto azioni per elaborare rimedi ai danni che questi animali selvatici arrecano all’agricoltura
Nota(8) Alla Castagna di Cuneo è stato riconosciuto l’Igp – Indicazione geografica protetta
Nota(9) È il caso del bancomat, dell’edicola, del ritiro delle raccomandate, dei pacchi e dei certificati medici e di altri piccoli servizi che da soli non avrebbero una copertura economica