a cura di Piervincenzo Bondonio (Presidente, Centro OMERO dell’Università di Torino(1))
Il nuovo protagonismo urbano di Torino: quanto si è fatto e quanto resta da fare
Torino costituisce un buon esempio di terziarizzazione crescente dell’economia, di superamento della one company town e di nuovo “protagonismo urbano”, sulla scia di altre città di antica industrializzazione. Le premesse di questa trasformazione erano già presenti alla fine degli anni ’80, nei fatti e in alcune indagini sulla nuova morfologia della città, sui processi di gestione del declino industriale e sul bisogno di rinnovare l’offerta culturale per migliorare la qualità urbana.
In molti casi i Mega Eventi (per Torino, le Olimpiadi del 2006) hanno un ruolo come motore di rinnovamento urbano, seppure non creino meccanicamente la riqualificazione dei Luoghi: le trasformazioni di Torino sono un esito sostanzialmente autonomo rispetto al 2006, ma l’Evento ne è stato il catalizzatore, in una strategia che partiva da lontano e che ha investito su cultura e turismo.
Il rilancio di una città più vivibile e attrattiva viene perseguito con un nuovo marketing territoriale, che rielabora simboli nuovi e si confronta con altre città (soprattutto con Barcellona).
Tre fatti incidono fortemente sull’assetto urbano: il nuovo Piano Regolatore, il Progetto periferie e il Passante Ferroviario, i cui lavori comportano il recupero di enormi aree dismesse.
La letteratura internazionale sottolinea il ruolo crescente di decisioni utili a migliorare l’immagine e l’ attrattività dei Luoghi; elenchiamone alcuni, distinguendoli in tre gruppi, secondo il grado di realizzazione rilevato a Torino:
a. di realizzazione ampia, soddisfacente:
– presenza di film commission (Film Commision Torino Piemonte, molto attiva e longeva)
– recupero dei waterfront (tratto torinese del Parco fluviale del Po, Valentino, Murazzi)
– luci che illuminano le notti delle città (Luci d’artista)
– grandi musei, collezioni, palazzi, chiese (tra tutti la Reggia di Venaria, il nuovo Museo Egizio e il Museo Nazionale del cinema, il Polo reale: con accesso facilitato dallo straordinario Abbonamento Musei, unico nel suo genere in Italia)
– altri mega eventi, unici o ripetuti, differenziati per contenuti, scala, budget, impatto, bacino di utenza, legacy a breve e lungo termine (Albano, 2012)
– luoghi di culto e percorsi religiosi (dalle ostensioni della S. Sindone ai Santuari ai luoghi iconici dei Santi sociali torinesi)
– nomination, quali capitale mondiale del design, europea dello sport e (ma declinata) della cultura
– iniziative legate all’enogastronomia, alle eccellenze del vino e del cibo e delle produzioni sostenibili (Salone del gusto e Terra Madre, Eataly))
b. di realizzazione parziale:
– opere di grandi architetti (archistar), che marcano un luogo nel tempo (presenze recenti e parziali di alcuni nomi significativi)
– riscoperta della storia locale (battaglie, eroi, cerimonie, cortei, carnevali) (salvo eccezioni è un aspetto trascurato)
– quartieri alla moda, centri storici (recupero del Quadrilatero romano, parziale di S. Salvario, Vanchiglia)
c. mancata realizzazione o persistenti carenze:
– reti wi-fi accessibili per tutti e ovunque
– turismo dark, altrove anche diversificato e in crescita (sacrario del Grande Torino a Superga, luoghi della Torino misterica poco valorizzati)
– acquari, zoo, siti di edutainment, science museum (sempre più interattivi)
– efficaci politiche locali di protezione ambientale (Torino resta affetta da persistenti, gravi problemi di inquinamento dell’aria).
Tra queste opzioni, i Mega Eventi hanno un ruolo determinante ma non automatico; i Giochi hanno due effetti principali: sconvolgono la cultura tradizionale, liberando energie e immaginazione, simboli, orgoglio, nuova identità); accelerano infrastrutture e servizi (dalla metropolitana a nuovi manufatti), rinnovando l’offerta culturale che porta turisti a Torino e in Piemonte. I Giochi portano alla città manufatti e impianti, riutilizzabili per altri scopi dopo l’evento (Bottero, 2006).
Le tappe e lo sviluppo della diversificazione avvengono con una leadership mista: la parte pubblica è fortemente presente, soprattutto con il Comune e la componente privata è disponibile anch’essa a mettere in gioco antiche certezze, a partire dalle vicende della Fiat.
Turismo a Torino. Dati e valutazioni
L’occasione dei Giochi, ma anche la vision di una città più aperta a cultura e turismo, hanno fatto crescere e migliorare il sistema ricettivo.
Guardando all’offerta, le strutture alberghiere ed extralberghiere della città in funzione nel 2014 sono 460, 176 in più che nel 2002 (+62%), con 19.494 posti letto (+42%). Mediamente gli alberghi sono più piccoli (42 contro 48 posti letto) e di qualità superiore: più 5, 4 e soprattutto 3 stelle, sistemazione preferita dal turismo leisure di reddito medio che affianca e poi supera il turismo business, in precedenza egemone.
Le risposte sul fronte della domanda non sono mancate: nell’area metropolitana del capoluogo (tabella a fianco) il 2014 è l’anno migliore di sempre, sia per arrivi, sia per presenze.
Il turismo a Torino resta tuttavia prevalentemente nazionale: ai due anni olimpici (2005 e 2006), quando arrivi e presenze dall’estero valgono 1/3 del totale, segue una “normalizzazione”, che oggi vale circa 1/5.
|
Anno |
Arrivi |
Presenze |
||
|
migliaia |
n. indice |
Migliaia |
n. indice |
|
|
2002 |
787 |
100 |
2.278 |
100 |
|
2003 |
842 |
107 |
2.295 |
101 |
|
2004 |
899 |
114 |
2.832 |
124 |
|
2005 |
1.227 |
156 |
3.303 |
145 |
|
2006 |
1.129 |
143 |
3.331 |
146 |
|
2007 |
1.002 |
127 |
2.431 |
107 |
|
2008 |
1.080 |
137 |
2.981 |
131 |
|
2009 |
1.281 |
163 |
3.069 |
135 |
|
2010 |
1.375 |
175 |
3.538 |
155 |
|
2011 |
1.379 |
175 |
3.588 |
158 |
|
2012 |
1.563 |
199 |
3.841 |
169 |
|
2013 |
1.549 |
197 |
3.907 |
172 |
|
2014 |
1.601 |
203 |
4.046 |
178 |
Fonte: elaborazioni su dati OTR Piemonte
Aumentare l’internazionalizzazione ed espandere la durata media del soggiorno (recentemente intorno alle 2,5-2,6 giornate, rispetto alle 2,9 del passato) costituiscono obiettivi di policy per le agenzie di promozione turistica locale.
Turisti a Torino: perché arrivano, come valutano, cosa fanno, quanto spendono
Diverse ricerche negli scorsi anni hanno indagato motivazioni e comportamenti di chi soggiorna a Torino. Un’indagine di fine 2009 nota una certa diversificazione di motivazioni della visita, da quella turistica in senso stretto (“visitare la città”: 44% delle risposte), ai motivi di cultura e di lavoro (entrambe al 19,6%), e altre. Le mete dichiarate delle visite in città sono distribuite tra i principali musei e siti, che fanno ritenere che sia la città con tutta la sua variegata offerta ad attrarre l’attenzione del turista, che apprezza anche aspetti meno noti ai torinesi stessi.
Un’altra indagine svolta nel 2010-11 raccoglie le valutazioni di turisti e visitatori, che esprimono giudizi molto positivi su diversi aspetti del sistema di accoglienza (voto medio di 8,3, superato da punteggi vicino al 9 per molti siti culturali, le bellezze di Torino e le sue eccellenze enogastronomiche).
Questi dati sono di poco superiori alle valutazioni raccolte nelle tre indagini del Centro OMERO del 2007, 2008 e 2009, ove il voto complessivo del soggiorno si collocava tra 7,5 e 7,9 punti e sono omogenei (pur nella diversa costruzione tecnica) all’indice di Online Reputation del Barometro della Camera di Commercio per l’anno 2013. “Il punteggio di Torino è comunque di assoluto rilievo e colloca la città ai livelli più alti dell’hotellerie europea: nel ranking delle città, ad esempio, Londra è a 73, Parigi a 74, Berlino a 78” (dal comunicato stampa della CCIAA di Torino del 30 gennaio 2014).
Infine, un accenno alla spesa dei turisti a Torino, ricavata da 1.238 questionari somministrati nel 2010-2011 (Bondonio, 2012). La spesa media pro-capite/die è di 110 euro: vitto e alloggio assorbono quasi la metà del budget di spesa (50,5 euro), segue la spesa per cultura, leisure e trasporti locali (circa 12 euro).
Usando il dato medio di 110 euro, si può stimare in circa 445 milioni di euro annui la spesa diretta effettuata dai turisti (che non comprendono gli escursionisti di un giorno) nell’area metropolitana di Torino.
La governance del turismo a Torino, tra innovazione di prodotto e promozione di eventi
La promozione del turismo cittadino è imperniata sulle attività svolte da ATL Turismo Torino e provincia, che da luglio 2007 ha unificato le precedenti tre aziende territoriali sub-provinciali e opera in connessione con altri enti pubblici, mostrando spiccato dinamismo, con la continua proposizione di nuove iniziative e pacchetti promozionali, realizzati da una molteplicità di soggetti privati, nonostante il peso crescente dei vincoli di bilancio.
Tra le iniziative cittadine in grado di attirare flussi turistici occorre ricordare la politica degli eventi, che costituisce nel post-olimpico una costante della città e che tuttavia è ragionevole discutere in che misura continui a essere, anche per il futuro, costo-efficace. Occorre infatti bilanciare i vantaggi del lancio comunicativo di ogni evento (culturale, sportivo, religioso) con i costi necessari per organizzarlo con successo e ragionare sui criteri con i quali essi vengono ripartiti tra gli attori. E’ un tema complesso, che costituisce oggetto di confronto tuttora aperto.
Un ulteriore fattore di promozione turistica per l’intero Piemonte, oltre che per la città, sarebbe l’approvazione di un Piano strategico per il turismo, che potrebbe avvenire a partire dalla bozza di ottima fattura, opportunamente rivisitata, realizzata quattro anni or sono e mai approvato dalle giunte regionali (soprattutto per carenza di finanziamento, a quanto è dato sapere).
In conclusione si può affermare che Torino conferma la propria vocazione quale meta di un turismo culturale urbano e che accanto a tipologie di fruizione consolidate su siti di eccellenza, emergono molti comportamenti diffusi verso aree e luoghi di qualità e di cultura, che convivono con il turismo religioso, l’enogastronomia, i molti eventi medi e piccoli, gli appuntamenti sportivi, le fiere e i congressi. Dal punto di vista dell’offerta, Torino deve decidere se continuare a puntare sul suo turismo consolidato, composto da ceti medi altamente scolarizzati e qualificati, oppure se guardare anche agli “altri” turismi, forse meno evidenti in città. Di fronte alla crescente complessificazione del turismo, si dovrebbe allora anche costruire una comunicazione più differenziata, per attirare nuovi turisti e nuovi city users.
Riferimenti bibliografici
Albano R. (2012), “Piccoli eventi crescono: verso una razionalizzazione dell’offerta?”, in Bondonio P. e Guala C. (a cura di), Gran Torino. Eventi, turismo, cultura, economia, Carocci, Roma, pp. 131-144
Bondonio P. (2012), “Quanto spendono? Una questione di budget”, in Rossi M.E. e Bergonzo C., Impatto economico, ricadute e redditività del turismo in Piemonte, Conti editore, Morgex, pp. 56-69
Bottero M. (a cura di) (2007), L’eredità di un grande evento. Monitoraggio territoriale ex post delle Olimpiadi di Torino 2006, Celid, Torino
Nota(1) Il contributo è una sintesi dell’articolo “Turismo e turismi. Come contrastare il declino: due casi di studio dal Piemonte”, scritto con Chito Guala (Università di Torino) per la conferenza internazionale The complexity of tourism, Torino 13 febbraio 2014, in corso di stampa a cura di SITi